venerdì 30 giugno 2017

Free State of Jones (2016)

L'avevo perso, non so per quale motivo, all'uscita cinematografica ma in questi giorni ho deciso di recuperare Free State of Jones, diretto e co-sceneggiato nel 2016 dal regista Gary Ross.


Trama: nel corso della guerra di secessione, il medico da campo Newton Knight decide di disertare per difendere i contadini dalle ingiuste richieste dei Confederati, unendo sotto la stessa bandiera di libertà bianchi e neri...



Quando gli Oscar si avvicinano cominciano a spuntare come funghi film più o meno "patriottici", o comunque legati a doppio filo ad una parte di storia Americana, possibilmente quella scomoda legata a schiavismo, guerre e tensioni razziali. Non è esente da questo cliché Free State of Jones che racconta, come da titolo, la rapida nascita e declino del cosiddetto "Stato libero di Jones", in cui un gruppo di contadini ribelli era riuscito ad affrancarsi dalle ingiuste leggi della Confederazione e a creare una sorta di paradiso dove i poveri potevano tenersi i frutti del loro duro lavoro e dove bianchi e neri collaboravano apparentemente senza conflitti. Apparentemente, ovvio, ché al primo segno di cambiamento presidenziale una delle leggi su cui si fondava lo staterello (o sarebbe meglio dire contea?), ovvero quella che recitava "siamo tutti uomini, senza distinzione", ha cominciato a venire ignorata da quelli che erano fondamentalmente un branco di redneck burini i quali, una volta finita la guerra e riottenuto quello che volevano, hanno mandato al diavolo Knight e tutti i suoi amici di colore, gettando i semi del Ku Klux Clan nella felicissima terra del Mississippi. Nelle quasi due ore e mezza di film, Gary Ross infila quindi tutte le contraddizioni del sud degli Stati Uniti, tra poveracci che combattono i ricconi possidenti e contemporaneamente il nemico nordista, tra contadini che hanno praticamente gli stessi non-diritti degli schiavi di colore e che tuttavia li odiano, offrendo il ritratto di un popolo pavido, umorale e retrogrado (l'eredità razzista del sud si ripercuoterà ottant'anni dopo su un pro-nipote di Knight, per un ottavo di colore, ma l'uomo riuscirà ad evitare il carcere per timore di ritorsioni da parte della Corte Suprema) e di un eroe duro e puro costretto a combattere contro i mulini a vento dell'ignoranza e della paura. La storia funziona, nonostante un senso di "incompletezza" e confusione dato dall'eccessiva attenzione conferita alla parte iniziale, quella in cui i ribelli dimorano in paludi trasformate a poco a poco in zona residenziale, alla quale si affiancano sei o sette postille finali che paiono appiccicate con lo sputo perché "bisognava raccontarle ma non ci stavano più" e perché sono appunto funzionali ai flash forward che mostrano il già citato pro-nipote di Knight.


Incrocio tra Robin Hood, un padre pellegrino e un cowboy, Newton Knight è ovviamente il fulcro della pellicola e nonostante Free State of Jones patisca una lunghezza eccessiva e un punto di vista univoco, non c'è dubbio che il personaggio sia in grado di coinvolgere lo spettatore col suo carisma e col suo sguardo indignato. Questo è quindi uno di quei casi in cui si può ben dire che un attore regge da solo un intero film: in barba alla presenza di un cast composto da ottimi attori e caratteristi, a spiccare su tutti è Matthew McConaughey, convincente sia nei panni del dottore dimesso che in quelli del combattivo proprietario terriero, nei momenti in cui gli tocca anticipare l'occhio spiritato di Randall Flagg e in quelli dove alla foga vendicativa si sostituisce la natura quasi solenne di un padre fondatore. E' anche vero che accanto a Matthew non spiccano altri nomi particolarmente eccellenti, anzi, viene un po' da sorridere perché praticamente mezzo cast di 12 anni schiavo è finito ad ingrossare le fila dei co-protagonisti e buona parte dei discendenti del vero Newton Knight ha ottenuto una particina nel film, comunque Free State of Jones mi è parso ben recitato e nel complesso anche ben diretto, sia nelle parti statiche che in quelle dinamiche, pur essendo privo di sequenze particolarmente memorabili. A mio avviso, il difetto più grande del film (che pur mi è piaciuto) è la sua natura un po' didascalica e, come si diceva sopra, disomogenea, cosa che non mi ha portata ad entusiasmarmi per le vicende narrate, come accade di solito con questo genere di pellicole, né a farmi venire voglia di saperne di più su Newton Knight e questo singolare episodio di storia americana. Sarà mica che dopo Silence pretendo una perfezione e una profondità fuori dal comune? Può essere. A prescindere, se vi piace il genere, un'occhiata a Free State of Jones la consiglio!


Del regista e co-sceneggiatore Gary Ross ho già parlato QUI. Matthew McConaughey (Newton Knight), Gugu Mbatha-Raw (Rachel), Mahershala Ali (Moses) e Sean Bridgers (Will Sumrall) li trovate invece ai rispettivi link.

Keri Russell interpreta Serena. Americana, ha partecipato a film come Tesoro, mi si è allargato il ragazzino, Mission: Impossible III, Dark Skies - Oscure presenze, Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie e a serie quali Scrubs. Ha 41 anni.


Se Free State of Jones vi fosse piaciuto recuperate 12 anni schiavo, Lincoln e The Birth of a Nation (che devo ancora vedere). ENJOY!

10 commenti:

  1. Non perfetto, ma a me è piaciuto più del previsto.
    McConaughey ottimo nel ruolo di un personaggio decisamente carismatico.

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    1. McConaughey salva decisamente la baracca, altrimenti come film non è nulla di che.

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  2. Mi spiace per Matthew McCoso, però mi sa di un po' troppo noiosetto.

    Anche se peggio di Silence non può essere ahahaha ;)

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    1. Nooo lasciami stare Silence, cattiverrimo!! T__T

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  3. Me lo sono perso anche io, nonostante McConacoso, ma vista la tua recensione lo recupererò :)

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  4. Ahhh mi manca! Ce l'ho nella lista da mesi, ma non ho avuto tempo :S

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    1. Recupera con calma, ci sono tanti altri bellissimi film da vedere prima!

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  5. Io di questi filmoni patriottici ho sempre un po' paura, per cui, anche se mi interessava l'argomento, non l'ho mai recuperato.

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    1. Patriottismo poco per fortuna. Obiettivamente, è un'altra spiacevole pagina di storia razzista americana.

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