venerdì 10 novembre 2017

Bollalmanacco On Demand: Cena tra amici (2012)

Torna il Bollalmanacco On Demand con un film francese chiesto da Silvia sulla pagina Facebook del blog, ovvero Cena tra amici (Le prénom), diretto e sceneggiato nel 2012 dai registi Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte e tratto dalla loro pièce teatrale Le Prénom. Il prossimo film On Demand dovrebbe essere La cena dei cretini. ENJOY!


Trama: durante una cena tra amici, Vincent annuncia di aspettare un figlio e comunica con fermezza di aver già scelto il nome del nascituro. Quest'ultimo però desta scandalo tra i convenuti e diventa la chiave per scoperchiare un vaso di Pandora zeppo di segreti, ripicche e accuse...


Probabilmente sarò razzista (anzi, togliamo pure l'avverbio), ma l'idea di guardare un film franzoso mi mette di solito i brividi e già pregusto la noia incombente oppure quella fastidiosa recitazione sopra le righe alla quale mette a malapena una pezza un doppiaggio italiano sempre più scadente. Nonostante ciò ho provato a proporre Cena tra amici anche al Bolluomo (ché se non ti puoi fidare di chi ti chiede i film On Demand di chi altro puoi farlo?, gli ho detto, per convincerlo) e il risultato è stato una serata a base di risate e reciproche prese in giro, benché alla fine Mirco abbia dichiarato "ma si può fare un film praticamente sul nulla?". Sì, si può, perché in effetti durante Cena tra amici non accade quasi nulla a livello di azione, è vero, ma le quasi due ore di dialoghi ininterrotti portano in verità a moltissimi cambiamenti e persino al rischio di distruggere amicizie decennali. Non andrò troppo a ricamare sulla trama in quanto, se non avete mai visto Cena tra amici o il remake italiano Il nome del figlio, sarebbe meglio che vi indignaste/divertiste/sorprendeste liberamente come ho fatto io ma, in soldoni, l'assunto iniziale della pellicola è quanto di più "pretestuoso" esista al mondo. Durante una cena tra amici, per l'appunto, tale Vincent (brillante uomo d'affari con tendenze di destra) annuncia a sorella, cognato e amico comune, tutti "pendenti" a sinistra, il nome del figlio non ancora nato, il tutto in assenza della moglie, in ritardo per motivi di lavoro. Questo semplice evento da il la ad una serie a catena di discussioni piccate, momenti imbarazzanti, ricordi di eventi che sarebbe stato meglio dimenticare, reciproche accuse e confessioni non richieste, con un meccanismo assai simile a quello di un piccolo sassolino che arriva ad increspare l'acqua e a propagare le onde per metri e metri. E se di tanto in tanto alcune reazioni dei coinvolti parrebbero anche troppo esagerate, riflettendoci a mente fredda mi sono accorta non solo di avere un paio di conoscenti ai quali calzerebbero alla perfezione i panni dell'intellettualoide snob e quelli dell'egocentrico sempre pronto a prendere in giro il prossimo, ma mi sono anche vergognata per come io stessa sarei la fotocopia dell'esagitata e depressa Babou o quella dell'"ignavo" Claude, il quale poverino cerca sempre di defilarsi dalle discussioni francamente asfissianti ed inutili dei due esuberanti amici; anzi, alcuni dei dialoghi e delle situazioni presenti nel film sono inquietanti proprio per la loro plausibilità e non è difficile immaginare quante amicizie, persino le più salde, si mantengano in piedi soprattutto grazie a cose apparentemente insignificanti ma che sarebbe meglio tenere segrete, o a piccoli compromessi e rinunce che sarebbe meglio non rinfacciare all'amico di sempre o, ancor peggio, al compagno/a di vita (quanti di coloro che più amate arrivano in ritardo, sono egocentrici, pigri, avari, ridicoli, pedanti, ecc. ecc. ecc.?).


Cena tra amici mette in scena tutte le scomode verità in grado di rivelare al pubblico un quintetto di personaggi ognuno ugualmente odioso ed imperfetto ma anche incredibilmente umano e per questo impossibile da detestare. La struttura "teatrale" del film, derivata dalla sorgente dell'opera, è così inevitabile ma fortunatamente non si tratta di un altro, noiosissimo Piccoli crimini coniugali, perché ogni singolo dialogo di Cena tra amici porta lo spettatore a trasformarsi in una pettegola incredibilmente curiosa e a non vedere l'ora di sapere quale altra rivelazione seguirà alla precedente, cosa si nasconde dietro le vite apparentemente perfette e all'amicizia di ferro di questi cinque insopportabili figuri. Buona parte del merito riguardante il coinvolgimento del pubblico risiede nell'ottima idea di incuriosire gli spettatori con un'introduzione assai simile allo stile che caratterizza Il favoloso mondo di Amélie (unico momento in cui la regia tenta qualcosa di diverso, visto che il resto del film è confinato all'interno dell'appartamento di Pierre e Babou), con i protagonisti presentati da una voce narrante particolarmente ironica e prodiga di esilaranti informazioni "inutili", e ovviamente nella bravura degli attori. Più che di bravura però (non ho visto la pellicola in lingua originale) parlerei proprio di un'ottima scelta di casting, visto che nessuno dei coinvolti è particolarmente bello/brutto o dotato di segni particolari, col risultato che tutti i personaggi sembrano ancora più plausibili e vicini all'esperienza dell'uomo di strada; tra tutti spiccano il "renziano" (idea di Mirco) Patrick Bruel, portatore sano di incredibile idiozia, e la brava Valérie Benguigui, l'unica che è riuscita a farmi fare delle grassissime risate grazie alla sua "smorfia" per poi arrivare quasi a commuovermi durante lo sfogo finale di donna, casalinga, madre e moglie relegata ai margini della percezione visiva di un marito incapace di superare l'abbondante puzza sotto il naso che si ritrova. Ammetto che mi aspettavo poco o nulla da Cena tra amici ma spero si sia capito che mi ha decisamente soddisfatta e sorpresa. Grazie quindi a Silvia, che ha cominciato a farmi aprire un po' gli occhi su un filone del cinema francese che pare essere decisamente nelle mie corde... spero che La cena dei cretini, sempre chiesto da lei, sia altrettanto bello!

Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte sono i registi e sceneggiatori della pellicola. Il primo, anche produttore e attore, è alla sua prima e unica esperienza dietro la macchina da presa mentre Delaporte, anche produttore, ha diretto La giungla a Parigi e Un perfetto sconosciuto. Entrambi francesi, hanno tutti e due 46 anni.


La pièce teatrale dalla quale è stato tratto Cena tra amici è stata portata in scena con lo stesso cast, solo il personaggio di Claude era interpretato da un attore diverso. Il nome del figlio, diretto da Francesca Archibugi, è invece il remake italiano del film francese (e ne sta arrivando anche uno tedesco) quindi se vi fosse piaciuto Cena tra amici vi consiglierei di recuperarlo. ENJOY!



6 commenti:

  1. Visto entrambe le versioni, e senza dubbio preferisco questo francese perché meno "finto" ;)

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    1. Io sinceramente la versione italiana me la evito, tanto ormai la storia e il twist li conosco :)

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  2. Lo avevo adorato 😂😂 commedia di inaudita ma posata cattiveria.

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    1. Cattiva ma realistica, è questo il bello :P

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  3. Ho visto la cena dei cretini e mi è piaciucchiato, non vado matta per quell'ironia un po' amara che sembra essere tipica dei film francesi. Ultimamente però sto rivalutando il cinema d'oltralpe, chissà.
    Qui le premesse mi sembrano simili a quelle dell'italiano Perfetti sconosciuti che mi è piaciuto abbastanza.

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    1. Purtroppo non ho visto né La cena dei cretini (ancora) né perfetti sconosciuti ma il senso dovrebbe essere lo stesso, convenzioni sociali/medioborghesi messe alla berlina con ironia amara. A me il genere non dispiace ma capisco anche che non ha senso guardare 300 film tutti uguali XD

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