mercoledì 2 maggio 2018

Perfectos desconocidos (2017)

Spinta da una curiosità divorante, appena si è reso disponibile ho recuperato Perfectos desconocidos, diretto e co-sceneggiato nel 2017 dal regista Álex de la Iglesia ed erroneamente definito "remake" di Perfetti sconosciuti. Perché erroneamente? Scopritelo!


Trama: in una notte di eclissi, un gruppo di amici di lunga data si riunisce per una cena. Durante il convivio, Blanca decide di proporre un gioco: tutti dovranno mettere i cellulari sul tavolo e condividere con gli altri il contenuto di messaggi e chiamate. Inutile dire che il gioco finirà malissimo...


Dopo la visione di Perfectos desconocidos è partita una discussione su Facebook relativamente all'utilità o meno di un remake diretto da de la Iglesia e proprio lì il buon Fausto di Cinefatti ha tirato fuori dal cilindro un interessante retroscena. Il regista spagnolo ha dichiarato in un'intervista che Telecinco, facente capo alla Medusa, gli ha fatto recapitare la sceneggiatura del film praticamente nello stesso momento in cui arrivava a Paolo Genovese per altre vie; avendo altri progetti in testa, de la Iglesia si è preso il suo tempo mentre Genovese si è messo subito all'opera, così si è arrivati ad avere due "visioni" diverse di una stessa sceneggiatura, non un "originale" e un remake vero e proprio. Da qui, si può ben comprendere il limite di Perfectos desconocidos ma anche il motivo per cui la pellicola di de la Iglesia è nettamente superiore a quella di Genovese. La sceneggiatura del film è rimasta praticamente invariata, e come tale continua ad essere poca cosa, un fuoco di paglia buono giusto per fomentare le discussioni tra amici/amanti annoiati, un po' come accade ai personaggi della storia; abbiamo il solito gruppo di amici che giurano di conoscersi da sempre e di non avere segreti, le cui erronee convinzioni vengono spazzate via da un paio di messaggi, e le dinamiche che ne governano i rapporti sono le stesse sia nella versione italiana che in quella spagnola, con le stesse rivelazioni e gli stessi colpi di scena proposti nelle stesse identiche sequenze. Perfectos desconocidos NON è quindi un film di de la Iglesia, bensì solo un lavoro su commissione che probabilmente il regista ha scelto di girare e rimaneggiare un pochino tra un progetto personale e l'altro (dicasi "a scopo alimentare"), di conseguenza i fan duri e puri potrebbero rimanere non poco delusi da questa storiella ordinaria di indignazione borghese. Però, bisogna anche dire che la mano dell'Autore si vede ed è questo ciò che rende Perfectos desconocidos, con tutti i suoi limiti, un lavoro decisamente più riuscito del cugino italiano.


Tra i cambiamenti apportati da de la Iglesia e dall'altro co-sceneggiatore, l'impronunciabile Jorge Guerricaechevarría, ci sono, vivaddio, non solo l'aggiustamento di un paio di situazioni cretine (il personaggio di Kasia Smutniak, quella che più aveva da perdere se il gioco fosse andato male, era la fautrice della proposta indecente, qui per fortuna l'idea viene dall'innocente Bianca, allo stesso modo nel finale il peggior cornuto se non altro sbrocca e prende a schiaffi chi di dovere, mentre nella versione italiana il personaggio si trincera in uno stoico e surreale silenzio) ma soprattutto la scelta di dare un ruolo all'eclissi, quella maledetta eclissi che nella versione italiana si limitava ad essere soltanto un effetto speciale riuscito male. In Perfectos desconocidos la luna di sangue incombe sui personaggi fino a modificare persino la fotografia sul finale, ottiene una valenza magica capace di causare veri ed inquietanti fenomeni che i nostri eroi non si sanno spiegare ed impone ai protagonisti di compiere determinati "rituali"; la storia narrata diventa così una favola zeppa di caustico umorismo, dove qualcuno alla fine riesce ad imparare dai propri errori e ad ottenere una seconda possibilità di avere una vita normale, forse migliore. Molto meglio dell'ipocrita e paraculo rewind di Genovese, pronto a bacchettare gli spettatori rei di desiderare che i loro segretucci rimangano nascosti. A creare un'atmosfera di sottile inquietudine concorrono anche una colonna sonora particolare e giri di macchina che indugiano su importanti dettagli (ecco, forse l'unico "sbaglio" del film spagnolo è quello di svelare subito un importante plot twist ma ne guadagna l'interpretazione della Rueda, venti spanne sopra la Smutniak e personaggio con cui si riesce finalmente a empatizzare anche nella sua imperfezione), dando al film un dinamismo che la sua controparte italiana non aveva, risultando così pesante come la cena di ventimila portate ingurgitata dai protagonisti. Probabilmente chi ha già visto Perfetti sconosciuti verrà preso da nazionalismo ed eviterà un film che da noi non verrà mai distribuito ma chi dovesse approcciarsi a questa storia per la prima volta farebbe meglio a recuperare invece Perfectos desconocidos: non è di sicuro il film più bello di de la Iglesia ma perlomeno è un film, non un inspiegabile successo nazionale.


Del regista e co-sceneggiatore Álex de la Iglesia ho già parlato QUI. Belén Rueda (Eva) e Eduardo Noriega (Eduardo) li trovate invece ai rispettivi link.

Pepón Nieto, che interpreta Pepe, aveva già lavorato con de la Iglesia in Le streghe son tornate. Per quanto riguarda gli altri attori, Juana Acosta ed Ernesto Alterio, che interpretano Ana e Antonio, sono davvero sposati. Detto questo, se Perfectos desconocidos vi fosse piaciuto evitate sereni la versione italiana e buttatevi sul francese Cena tra amici. ENJOY!

10 commenti:

  1. Io che tanto inspiegabile il successo di Genovese non lo reputo, anzi, storco il naso, ma sono curioso. Non codanno i remake a prescindere, amo la Rueda e de la Iglesia, nonostante gli ultimi registi, è un signor regista.

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    1. Come ho detto, questo non è proprio un remake. E' la "rilettura" della stessa sceneggiatura arrivata in contemporanea ma girata in momenti diversi.
      Non è il film migliore di de la Iglesia ma almeno un po' di personalità ce l'ha :)

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  2. Finale deludente a parte a me il film di Genovese è piaciuto molto, ma amando De la Iglesia credo proprio che recupererò anche questo :)

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    1. Recuperalo e fammi sapere. Per me è due spanne sopra l'italiano!

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  3. Interessante l'aneddoto sulle due sceneggiature spedite contemporaneamente, questo davvero fa parte del fascino del Cinema.

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    1. Bisogna ringraziare Fausto, nemmeno io ne sapevo nulla. Mi è sembrato giusto però sottolineare la questione, perché parlare di remake sarebbe improprio in questo caso.

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  4. Da estimatore del film di Genovese, devo dire che questo di De la Iglesia mi ispira, più che altro perchè sono curioso davvero di vedere come sia stata resa l'eclissi - anche se il modo metaforico in cui è stata usata nell'italiano mi era piaciuto -.

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    1. Mah a mio avviso nella versione italiana l'eclissi c'entrava davvero poco. De la Iglesia le da la giusta valenza "magica".

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  5. Trattandosi di Iglesia una possibilità gliela darò, tuttavia nonostante questa tua recensione, rimango dubbioso ;)

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    1. Pensa che peggio di Genovese non può fare nessuno XD

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