venerdì 5 luglio 2019

The Hole in the Ground (2019)

Ah, l'Irlanda. Terra di leggende, di verde, di birra e di horror, come The Hole in the Ground, diretto e co-sceneggiato dal regista Lee Cronin.


Trama: Sarah, giovane madre trasferitasi col figlio nella campagna irlandese, comincia a sospettare che qualcosa non vada nel bambino...



Ringraziamo innanzitutto sentitamente Lucia che mi fa scoprire queste perle. The Hole in the Ground è una pellicola che affonda le radici nelle leggende del folklore irlandese ma, come spesso accade nell'horror recente, il sovrannaturale diventa un mezzo per raccontare e "affrontare" qualcosa di troppo doloroso per poter essere spiegato a parole, ridotto a termini razionali. Sarah è una giovane madre che fugge palesemente da un passato di violenze e cerca di ricominciare una nuova vita col figlioletto Chris; noi non verremo mai a sapere con chiarezza cosa sia effettivamente successo a Sarah ma vediamo una bruttissima cicatrice sulla sua fronte (nascosta da una frangetta) e capiamo che la donna è rimasta traumatizzata al punto da avere problemi a prendere sonno, inoltre è generalmente nervosa e schiva, persino col figlio che pure ama alla follia. Una notte, il bambino scompare di casa e dopo quell'evento qualcosa cambia, per lui e per Sarah, che non riconosce più suo figlio. Il "gioco" condotto per buona parte del breve metraggio del film da Lee Cronin parte dal rendere Sarah una narratrice inaffidabile la cui storia viene raccontata proprio attraverso il suo punto di vista; Sarah è sola in un luogo sconosciuto, il suo unico punto di riferimento è Chris, prende medicinali per riuscire a dormire, soffre di incubi orribili e talvolta cade preda di allucinazioni. Peggio ancora, vicino a lei abita un'anziana con turbe psichiche, il cui figlio è morto decenni prima in circostanze poco chiare, ed è quella stessa donna a metterle l'inquietante pulce nell'orecchio relativa alla natura di Chris. Di fronte a una simile situazione, è normale che lo spettatore guardi con sospetto ogni immagine apparentemente rivelatrice, anche quando tanti piccoli indizi si sommano a creare un quadro sempre più inquietante e vicino ai terrori di Sarah.


Il regista non ci offre mai la certezza su cosa sia vero o cosa sia frutto della mente di Sarah, non a caso la macchina da presa indugia spesso sul volto della bravissima Seána Kerslake, inquieto e stralunato sia nelle situazioni normali che in quelle di stress, riportando più volte la nostra attenzione sulle sue condizioni psichiche anche quando l'orrore sembra essere lì a portata di mano, pronto a ghermirci. E quale mezzo migliore, per veicolare l'orrore, del viso "angelico" di un bambino che passa dall'essere imbronciato, capriccioso e vivace a piccolo automa tranquillo? Il sogno di ogni mamma, almeno sulla carta, eppure qualcosa ribolle sotto la superficie anche prima che il sovrannaturale erompa con tutta la sua potenza. Anche in questo caso, comunque, Lee Cronin gioca di sottrazione. Quelle che il regista offre allo spettatore sono più suggestioni, qualcosa che viene nascosto prima che possa mostrarsi completamente, e anche il pre-finale angosciante e claustrofobico viene mostrato filtrato da un buio squarciato solo dalla tenue luce di una torcia, quello stesso buio che permea la fotografia del film rendendola cupa, simbolo del peso stratosferico che la povera Sarah porta sulle spalle. Per quanto colmo d'incertezza, il finale ci mostra ambienti più luminosi, con un mondo che piano piano comincia a colorarsi di speranza, forse di rinnovata forza, con un occhio ovviamente a ciò che normalmente non si riuscirebbe a vedere, ché va bene rilassarsi... ma non troppo. Quindi, ben venga l'orrore irlandese, come sempre, e ben venga questa inquietante favola nera, che vi consiglio di recuperare.

Lee Cronin è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Irlandese, anche produttore, è al suo primo lungometraggio.


Se The Hole in the Ground vi fosse piaciuto recuperate The Prodigy - Il figlio del male, L'invasione degli ultracorpi, Il villaggio dei dannati, Goodnight Mommy e ovviamente Babadook. ENJOY!

8 commenti:

  1. Mi hai fatto venire in mente The Riddle di Nik Kershaw: "Near a Tree By The River There'a Hole in The Ground, Where an Old Man of Aran Goes Around And Around...

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    1. Chissà, magari l'ispirazione c'è stata :)

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  2. L’Irlanda regala sempre delle gioie, devo dire che mi è piaciuto più del previsto, è un film che inventa poco (ci ho trovato dentro anche un po’ di “The Descent” del “mio” Neil Marshall) ma si gioca le sue carte molto bene, esordio niente male per Lee Cronin. Cheers

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    1. The Descent, benché non lo abbia mai visto, ce l'ho trovato anche io, anche solo da aver letto un po' di trama/visto foto :)
      Comunque ce ne fossero di esordi così!

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  3. Ma The Descent, davvero, quando lo vedi?

    Il film, già in lista, mi ispira da morire.

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    1. Eh, quando posso ç_ç
      Altro film da mettere nell'ormai sterminata lista!

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  4. Io mi sono messo a guardare The Hole in the ground pensando fosse uno di quegli horroretti da quattro soldi, quelli da vedere quando sei un relitto umano perché in ufficio ti hanno rullato tutti quanti di mazzate e quindi, per rispetto al cinema, non vuoi sprecare un bel film davanti a uno spettatore come te.

    E invece questo rischia davvero di essere uno dei migliori horror del 2019. Io l'ho trovato davvero eccellente. Minimalista, che lavora di sottrazione come dici tu, e con un gran gusto e tante ottime idee per usare bene il budget (che Lee Cronin sia andato a lezione da Benson e Moorhead?). L'occhio della madre che spia da sotto la porta e la mano del bambino che insegue il ragno sono l'emblema di come fare una scena potente con quattro soldi e la giusta illuminazione.

    Probabilmente a me è piaciuto in modo particolare perché non credo ci sia cosa più spaventosa di ciò che si sostituisce in modo quasi impercettibile alla tua realtà. Qui la carta è giocata benissimo, la scena della madre che smaschera l'impostore è perfetta, roba da farti rimanere i brividi fino alla mattina.

    Apprezzo sempre di più questo tipo di film, che spesso ha poco più che un protagonista. Anzi, a dirla tutta mi sembra che negli ultimi anni film del genere, soprattutto nel panorama indie, hanno più di frequente una protagonista femminile che quasi sempre si rivela anche un'ottima attrice.

    Beh insomma, Irlanda 4ever (come faceva notare Lucia, lì hanno il Ministero della Cultura che finanzia l'industria del cinema, senza alcun preconcetto di genere)!

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    1. Concordo con ogni aspetto del tuo commento, ultimamente anche io preferisco questo tipo di horror "minimal" ma di grande impatto.
      E l'Irlanda è una nazione di illuminati, almeno a livello di cinema, non c'è niente da fare...

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