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martedì 14 luglio 2009

Shaun of The Dead (2004)

Che il demone calderiano maledica in eterno la distribuzione italiana. Quale persona sana di mente andrebbe al cinema a vedere, o affitterebbe, un film dallo sciagurato titolo “L’alba dei morti dementi”? Pochi o nessuno, sicuramente, perché quello che il pubblico si aspetterebbe sarebbe un’orrenda parodia all’americana dei film di zombie, dunque perché spendere soldi per una simile schifezza? Ma per fortuna, esistono mezzi per conoscere ed apprezzare i film nella loro purezza, senza lasciarsi fuorviare da titoli immondi, che impedirebbero di scoprire piccole perle come questo Shaun of the Dead, diretto nel 2004 dall’inglese Edgar Wright.

La trama: Shaun è un impiegatucolo trentenne con la sindrome da Peter Pan e mille problemi relazionali. Passa le sue giornate vegetando al pub Winchester in compagnia del suo migliore amico, Ed, più sfigato e disadattato di lui, per la disperazione della fidanzata, della mamma e del patrigno. Proprio quando la ragazza, Liz, decide di farla finita con lui e di lasciarlo, il mondo viene colpito da un’epidemia di zombie e Shaun si deciderà a rimettere a posto la sua vita… ma dovrà cercare di sopravvivere per riuscirci! 
Ora verrò tacciata di eresia dai più, ma per me Shaun of the Dead, seppur non faccia affatto paura, è l’horror perfetto. O meglio, è il più bel film di zombie che abbia mai visto, e mi perdonino i fan di Romero; gli attori sono bravissimi, la storia fila scorrevole e piacevole come raramente accade, i personaggi sono delineati in modo perfetto e sono talmente umani che oltre a strappare risate fanno anche scendere qualche lacrimuccia, gli zombie non sono delle macchiette come potrebbe succedere in film simili, ma sono davvero pericolosi e realizzati con un makeup splendido, i dialoghi sono credibili e divertentissimi, non mancano scene splatter (per non parlare di quelle cult!) e il tutto è scandito da una colonna sonora, composta da omaggi horror come la colonna sonora di Zombie di Romero e successi decisamente più “ballabili”, che definire azzeccata è dir poco. E’ innegabile che dopo anni di omaggi italiani, di questi tempi siano gli inglesi a poter essere considerati i degni eredi di Romero e Fulci, visto che le migliori pellicole sugli zombie degli ultimi anni provengono tutte dal Regno unito (basti pensare a Dead Set e 28 giorni dopo…). Certo, non sono “puri” film di zombie, sono pellicole atipiche, contaminate dai generi più disparati, ma non per questo sono meno valide di quelle degli storici predecessori.
Andiamo più nello specifico: la genialata di un simile film, e non mi stancherò mai di ripeterlo, è quella di seguire il modello di illustri predecessori e la lezione dello zio King, ovvero quella di inserire all’interno di una storia “normale” l’elemento horror. Come dice la locandina, Shaun of The Dead è “una commedia romantica… con gli zombie”. L’inizio trae in inganno, mostrando allo spettatore il passo strascicato ed i lamenti di un uomo che non è altro che il povero Shaun dopo una levataccia. Ma da lì in poi, mentre lo spettatore viene attirato dai problemi del protagonista, dalla sua vita inconcludente, dalla rozza simpatia del demenziale Ed, gli zombie vengono introdotti come piccoli fatterelli marginali che sconvolgono la vita della città tutta… ma ce ne vuole prima che Shaun ed Ed si rendano conto della loro presenza! Ciò da il via a siparietti esilaranti, come la spesa di Shaun al supermercato, lo zombie che fa il coro alla canzone White Lines, i due “amanti focosi” all’uscita del pub che, in realtà, non sono altro che un morto vivente e la sua preda sbocconcellata. Splendido poi il modo in cui, una volta messi di fronte alla dura realtà, i due amici si impegnino ad affrontare la situazione, in parte approfittando di inaspettate libertà (poter guidare la macchina dell’odioso inquilino Pete su tutte…) e in parte cercando modi per risolvere problemi inimmaginabili: l’ingenuità e i sogni ad occhi aperti di Shaun ricordano molto quelli del JD di Scrubs (“Usciamo, andiamo dalla mamma, ci togliamo dalle balle Phillip, prendiamo la mamma, andiamo da Liz, ci facciamo una tazza di tè, e aspettiamo che tutto questo finisca” è un mantra ripetuto per ben tre volte, ogni volta con una modifica quando Shaun si rende conto che non è poi così facile rimanere normali davanti alla fine del mondo..) ma è proprio l’assurdità della vicenda a far crescere le palle al nostro, che si arma di vinili e mazza da cricket, affronta gli zombie per salvare mamma e fidanzata, alla fine si trasforma persino nel “Cacciatore” ed ottiene rispetto anche dagli amici di Liz .
Ovviamente tutto questo viene supportato da una fotografia splendida, da interpreti bravissimi e da una regia azzeccatissima che riesce ad unire i clichè degli horror (le sagome degli zombie che si intravedono a frotte dietro la porta , per esempio) alle innovazioni regalate dalla musica, elemento fondamentale del film: la scena cult, assolutamente, è quando il gruppo di amici, all’interno del Winchester, sfonda di mazzate uno zombie al ritmo di Having A Good Time dei Queen, mentre i morti viventi all’esterno, attirati dalla musica e dalle luci, sembrano ballare come se fossero a un concerto. Inutile da parte mia segnalare altre battute e scene che mi sono rimaste nel cuore: sono troppe e lascio a chi verrà invogliato leggendo questo post a vedere (o Rivedere!!) questo splendido film!!! E se poi vi impallerete come me, vi ricordo che esiste un bellissimo cd con tutte le canzoni, una graphic novel tratta dal film, scritta da Chris Ryall e disegnata da Zach Howard, un DVD colmo di speciali che merita di essere comprato anche solo per le “papere” e le quattro piccole storie a fumetti che ci mostrano i “buchi” presenti nel film (rispettivamente la storia di Ed, degli zombie che seguono Shaun, della morta Mary e della fuga di Dianne) ed infine un sacco di merchandising (io ho la spilletta di Ed a casa XDXD) fico. Che aspettate a portare avanti lo shopping compulsivo??!! 
Edgar Wright è il regista e primo sceneggiatore del film. Lo sceneggiatore inglese si è fatto le ossa ed ha raggiunto la fama, come già Simon Pegg, lavorando per la tv britannica, in particolare in una serie di cui Shaun of The Dead riprende alcune gag, situazioni e personaggi: Spaced. Dopo il successo internazionale raggiunto con Shaun, il regista è diventato talmente “cult” da potersi permettere di realizzare come guest director uno dei finti spezzoni per il film Grindhouse, il fulciano Don’t e ha diretto un’altra pellicola con Pegg e Nick Frost, Hot Fuzz. Ha 35 anni e quattro film in uscita.
Simon Pegg interpreta Shaun, ed è anche sceneggiatore della pellicola. Apprezzatissimo attore della tv britannica, tanto da meritarsi un omaggio fumettistico prima ancora di diventare universalmente famoso (il Piccolo Hughie del divino The Boys di Garth Ennis, è dichiaratamente identico a lui), è ora molto attivo anche nel cinema americano, che lo ha accolto come una simpatica mascotte di culto. Tra i suoi film: La terra dei morti viventi, Mission: Impossibile III, Hot Fuzz, il falso trailer Don’t, Le cronache dei morti viventi, Star Trek, L’era glaciale 3 – L’alba dei dinosauri (a cui ha prestato la voce). Per la TV, oltre al già citato Spaced, ha recitato in Band of Brothers e Doctor Who. Ha 39 anni e tre film in uscita.
Simon Pegg (a sinistra) e il Piccolo Hughie (a destra): la somiglianza è impressionante!!
Nick Frost interpreta l’esilarante Ed. Migliore amico di Simon Pegg, anche nella realtà, ha lavorato quasi sempre in coppia con lui, fin dai tempi di Spaced, pur avendo ottenuto minor successo rispetto al compare. Tra i suoi film ricordo Hot Fuzz, il falso trailer Don’t, I Love Radio Rock. Per la TV ha partecipato alla serie Twisted Tales. Ha 37 anni e, in uscita, gli stessi film di Pegg.
E ora vi lascio con le gag del film!! A proposito di gag… se guarderete il film, fate attenzione alla scena in cui Pete e Shaun discutono se mandare via di casa Ed oppure no. Noterete che l’attore dovrebbe interpretare uno scazzatissimo Pete, ma dopo il saluto e i gesti di Nick Frost non riesce, proprio alla fine della ripresa, a trattenere le risate, e un angolo del labbro s’incurva all’insù come se avesse un tic. ENJOY!!

2 commenti:

  1. L'ho visto *_*
    Ma non mi ricordo.. -.-

    Però ho ben presente l'immagine di questo pub e la tamarraggine che percorre l'intero film... non una serie infinita di vittime inermi ed urlanti, insomma : P

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  2. Visto e piaciuto!! noleggiato quasi per caso da blockbuster..fatto ridere un sacco..giusto mix di ironia e comicità splatter!

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