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martedì 19 luglio 2011

Il grande inquisitore (1968)

In questo post si torna al passato, nella fattispecie a quando andavano parecchio di moda gli horror “in costume”, i cosiddetti gotici. Fa parte di questo filone Il grande inquisitore (Witchfinder General), diretto nel 1968 dal regista Michael Reeves e interpretato dal grande Vincent Price.


Trama: Inghilterra, ai tempi della guerra tra sostenitori della monarchia e seguaci di Cromwell. Come se non ci fosse già abbastanza casino per la guerra civile, si aggiunge il fatto che il grande inquisitore Matteo Hopkins, accompagnato dallo spregevole servitore Stearne, viaggia per l’isola amministrando la sua discutibile giustizia ricercando, processando ed uccidendo presunti adepti di Satana e presunte streghe…


Quarant’anni fa sapevano davvero come fare gli horror. Il grande inquisitore, pur se diretto da un ragazzetto di soli 24 anni, con tutti i suoi limiti e i suoi momenti morti è un gran bel film che riesce ad impressionare e far accapponare la pelle come potrebbe fare un torture porn odierno ma senza risultare altrettanto fastidioso. E io che mi aspettavo di vedere poco più di un banale film di cappa e spada, sviata da una lunghissima e decisamente poco ispirante introduzione che ci mostra la vita dei soldati di Cromwell e le battaglie contro i sostenitori della monarchia. Ma quando arriva Vincent Price nei panni di Hopkins… beh, tutto cambia e devo ammettere di essere rimasta parecchio stupita.


Innanzitutto, un po’ di storia. Dovete sapere che Matthew Hopkins è un personaggio storico (sicuramente poco conosciuto in Italia) realmente esistito ai tempi della guerra civile inglese. Il suo compito era quello di scovare e giustiziare streghe e adoratori del demonio, e bisogna dire che il suo lavoro lo faceva bene: infatti pare che in due anni abbia fatto impiccare per stregoneria più persone lui che i suoi “colleghi” nei precedenti 100 anni. Questo ha ovviamente alimentato la sua fama di spietato inquisitore, rendendolo una sorta di spauracchio il cui ricordo vive ancora in tempi recenti, incarnazione di una superstizione cieca e stupida, che porta ad altrettanto stupide persecuzioni. Detto questo, Il grande inquisitore calca però molto la mano sull’amoralità di questa figura: Matteo Hopkins infatti non viene rappresentato come un integerrimo (per quanto deviato) amministratore di una presunta giustizia divina, ma come uno schifoso, amorale e laido profittatore che sfrutta il suo potere, la sua fama e la crudeltà del suo servo per ottenere quel che vuole e, soprattutto, fare uccidere chi vuole. Le sue motivazioni nascono non da una sete di giustizia, ma da “un’atavica voglia di pilu”, che quest’uomo ottiene promettendo a belle e procaci fanciulle di risparmiar loro la vita in cambio di qualche servizietto assai poco religioso.


Lo scafato e scettico spettatore odierno può così ricevere in faccia lo schiaffo più grande della sua vita, assistendo a stupri neppure troppo suggeriti, torture fastidiose e ancor più fastidiosi e impressionanti roghi che ardono gente ancora viva e urlante, con un crescendo che ci porta dritti alla macellata finale a base di colpi d’accetta, follia e titoli di coda che scorrono sulle terribili urla di una donna ormai priva di senno. Immagini da brivido, soprattutto per l’abbondanza di primi piani, come se il giovane regista volesse indugiare come un voyeur sulla sofferenza delle povere vittime del grande inquisitore. Stilisticamente parlando, Il grande inquisitore offre delle gioie, soprattutto nella seconda parte (mentre la prima rischia di ammorbare lo spettatore a causa di prolungate sequenze di cavalcate in boschi e prati), dove l’immagine delle onde del mare diventa quella del fuoco di un rogo, e dove la macchina da presa azzarda delle riprese ardite da angolazioni assai particolari. Infine, ovviamente, Vincent Price è perfetto, in grado di infondere alla disgustosa figura di Hopkins l’arroganza tipica di chi è convinto di essere nel giusto, superiore a chiunque altro e, soprattutto, contento del suo essere uno schifosissimo bastardo “al servizio” del Signore. Non a caso, a detta dello stesso attore, questa è la sua interpretazione migliore (anche se il regista avrebbe voluto Donald Pleasence al posto suo). Non a caso, il film è consigliatissimo.

Michael Reeves è il regista della pellicola. Inglese, ha girato solo tre film oltre a Il grande inquisitore, ovvero Il castello dei morti vivi, Il lago di Satana e Il killer di Satana. E’ morto nel 1969 all’età di 25 anni, per un’overdose di barbiturici.


Vincent Price interpreta Matteo Hopkins. Price è indubbiamente stato una delle icone dell’horror a colori, dell’horror gotico e “storico” debitore dei romanzi di Poe, dei b – movies anni ’70, tanto da essere stato omaggiato da Tim Burton innanzitutto con il corto Vincent e, infine, con la commovente (ho le lacrime a scriverne) ultima partecipazione in Edward mani di forbice, dove interpretava l’eccentrico inventore papà di Edward. Tra gli altri film dell’attore ricordo Bernadette, I tre moschettieri, La maschera di cera, I dieci comandamenti, L’esperimento del Dottor K, La vendetta del Dottor K, Il pozzo e il pendolo, I racconti del terrore, I maghi del terrore, L’ultimo uomo della terra (altro che Io sono leggenda con Will Smith…), La maschera della morte rossa, La tomba di Ligeia, 20.000 leghe sotto la terra, Tre passi nel delirio, L’abominevole Dr. Phibes, Frustrazione e Oscar insanguinato; ha inoltre prestato la voce per Basil l’investigatopo e un episodio delle Tiny Toons Adventures, oltre ad aver partecipato ad Alfred Hitchcock presenta, allo storico e kitchissimo Batman con Adam West, Colombo, La donna bionica e Love Boat. E’ morto all’età di 82 anni a causa di un cancro ai polmoni.


Di Il grande inquisitore esistono diverse versioni, più o meno censurate a livello di nudità e violenza. Inoltre, nella versione americana, dall’azzeccatissimo titolo The Conqueror Worm (letteralmente Il verme conquistatore), si possono sentire recitare, all’inizio e alla fine, i versi dell’omonimo poema di Edgar Allan Poe, il cui testo integrale potete trovare QUI. Prima del consueto trailer vi lascio con un consiglio: se siete interessati a film che trattino la persecuzione delle streghe, non fatevi scappare lo splendido Dies Irae di Carl Theodor Dreyer, un capolavoro e una pietra miliare della cinematografia mondiale. E ora vi lascio col trailer originale de Il grande inquisitore... ENJOY!!!

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