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martedì 30 agosto 2011

Fright Night - Il vampiro della porta accanto (2011)

Dopo la “preparazione” della settimana scorsa, ieri sera sono andata a vedere Fright Night – Il vampiro della porta accanto (Fright Night) di Craig Gillespie, remake di Ammazzavampiri, piccolo cult horror diretto nel 1985 da Tom Holland.



Trama: Charley è uno studente che conduce una vita normale, almeno finché la scomparsa del suo amico Ed non lo porta a scoprire che il suo nuovo vicino di casa, Jerry, è un vampiro. Quando le cose si metteranno davvero male a Charley non resterà altra via se non cercare l’aiuto del massimo esperto di vampirologia esistente… Peter Vincent.



Dopo il non disprezzabile Nightmare, che tuttavia andava a toccare un film troppo bello per essere anche solo lontanamente paragonabile all’originale, ecco un altro remake ben fatto che non fa rimpiangere la pellicola da cui è tratto. Questo Fright Night è diretto con perizia, interpretato da attori molto bravi, impreziosito da una non disprezzabile colonna sonora e, ovviamente, da effetti speciali e un make – up della madonna, non a caso realizzati dalla premiata ditta Nicotero & Berger (anche se alcune scene sono state messe essenzialmente per arricchire la versione in 3D e si vede, come lo schizzo di sangue che protrude verso lo schermo oppure il primo piano finale del faccione di Jerry urlante).



La buona Marti Noxon, storica sceneggiatrice di Buffy The Vampire Slayer e qui alle prese con il progetto originale di Tom Holland, essenzialmente della trama non cambia nulla e rispetta i punti principali del primo film, tuttavia gli da un’impronta più tamarra, moderna e varia per quanto riguarda gli ambienti; basti pensare che Ammazzavampiri si svolgeva quasi interamente nelle case del protagonista e del vampiro e poco o nulla veniva narrato della vita scolastica di Charley, dei suoi amici, degli altri suoi vicini o di quello che stava al di là della piccola cittadina che faceva da sfondo alle vicende. Qui invece, molto intelligentemente, si è scelto innanzitutto di spiegare perché l’amico Ed è diventato “evil” (anche se come personaggio non ha niente a che vedere con l’incomprensibile e paranoico stronzo del primo film) e anche di rendere la madre del protagonista meno rincoglionita ed inconsapevole di quello che la circonda (si potrebbe dire che lo spirito di Joyce Summers si sia reincarnato in lei), oltre a “personalizzare” un po’ le vittime del vampiro, che in Ammazzavampiri rimanevano sostanzialmente anonimi manichini.



Elementi assolutamente positivi, dicevo, che tuttavia si trovano a mancare un po’ di quello humor nero e quasi british che caratterizzava Ammazzavampiri. Intendiamoci, il personaggio di Peter Vincent fa scompisciare per la sua ubriaca e sfatta cialtronaggine, soprattutto quando si toglie il trucco da guru maledetto e satanista, e anche Colin Farrell ci mette del suo, dando vita ad un vampiro tamarro, ironico e vorace, sexy a modo suo (con un grado di “sexytudine” per cui il vampiro di Chris Sarandon seguiva lo stile “Signorina, mi farebbe sbirciare le sue leggiadre mutandine?” mentre quello di Farrell, dopo essersi leccato le dita sporche di sangue perché se non ti lecchi le dita godi solo a metà, prima ti sbatte al muro e poi esordisce con un “tipa, cioè, io le mutandine te le strappo e mi ci faccio il filo interdentale”), però mi sembra che un po’ dell’innocenza della pellicola originale sia andata perduta per lasciare spazio a più scene d’azione e meno suspance. Personalmente, per quanto adori la Noxon, non ho sopportato la scelta di dare un background “struggente” a Peter Vincent né quella di renderlo un vero esperto di questioni vampiriche dotato di armi sacre, manufatti stregati e quant’altro.. al diavolo, non stiamo parlando del Signor Giles, e comunque se negli anni ’80 si riuscivano ad ammazzare vampiri con armi convenzionali perché di questi tempi bisogna ricorrere al misticismo? Ecco, per questo e per il finale buonista, che risparmia tutti tranne il povero, sfigato, incompreso e vessato Ed, non do la sufficienza piena a Fright Night, ma per il resto mi levo il cappello e lo consiglio senza riserva alcuna!  



Di Colin Farrell, che interpreta Jerry (anche se pare la prima scelta per il ruolo fosse Heath Ledger), ho già parlato qui, mentre Christopher Mintz – Plasse, ovvero Ed, lo trovate qua. Omaggio anche al Jerry Dandrige del primo Ammazzavampiri, ovvero Chris Sarandon, che qui partecipa nel ruolo dell’uomo che tampona la macchina di Charley e company durante la fuga dal vampiro.

Craig Gillespie è il regista della pellicola. Australiano, ha diretto due film che non conosco e una serie di cui ho solo sentito parlare, United States of Tara. Anche produttore, ha 45 anni.



Anton Yelchin interpreta Charley. Americano, ma di origine russa, ha partecipato a film come 15 minuti – Follia omicida a New York, Cuori in Atlantide, Star Treck, Terminator Salvation e inoltre darà la voce a Puffo Tontolone nell’imminente I Puffi. Per la tv, ha lavorato a serie come E.R. Medici in prima linea, Taken, NYPD e Criminal Minds. Ha 22 anni e tre film in uscita.



Toni Collette (vero nome Antonia Collette) interpreta la madre di Charley, Jane. Attrice australiana che mi piace molto, la ricordo per film come Il sesto senso (che le è valso la nomination all’Oscar come miglior attrice non protagonista), Velvet Goldmine, The Hours e Little Miss Sunshine. Anche produttrice, ha 39 anni e due film in uscita.  



David Tennant (vero nome David John McDonald) interpreta Peter Vincent. Scozzese, famosissimo per essere il protagonista dell’orribile Dr. Who “moderno”, ha partecipato a film come Harry Potter e il Calice di fuoco. Anche regista, ha 40 anni e due film in uscita.



Imogen Poots interpreta Amy. Inglese, ha partecipato a film come V per vendetta e 28 settimane dopo. Ha 22 anni e otto film in uscita.



Se il film vi fosse piaciuto, inutile dire che la visione di Ammazzavampiri è consigliatissima e, se vi capita, date anche un’occhiata a Ragazzi perduti. E ora vi lascio con il trailer originale della pellicola... ENJOY!!

domenica 28 agosto 2011

Ammazzavampiri (1985)

La nuova stagione cinematografica è cominciata, con mia somma gioia. Prima ho recensito Kung Fu Panda per prepararmi all’imminentissimo seguito, ora tocca ad un vecchio cult anni ’80, quell’Ammazzavampiri (Fright Night) diretto nel 1985 da Tom Holland, in previsione del remake Fright Night - Il vampiro della porta accanto, che se tutto va bene dovrei andare a vedere domani.



Trama: Charlie è un ragazzo dalla vita normalissima, ha una fidanzata, una macchina, degli amici, si ammazza di film horror e vive con la mamma. Un giorno però la sua esistenza viene sconvolta dal fatto che il suo nuovo vicino di casa è nientemeno che un vampiro. Charley così, per proteggere sé stesso e chi lo circonda, decide di chiedere aiuto al sedicente “ammazzavampiri” Peter Vincent, conduttore del suo programma preferito (Fright Night, appunto).



Rammento che Ammazzavampiri mi era piaciuto molto la prima volta che lo avevo visto e mi aveva anche messo una discreta ansia. Rivisto oggi si rivela essere nulla più di un’innocua e divertente belinata pseudo-horror che gioca sui cliché del vampiro e prende in giro gli host di quei “contenitori” televisivi tipicamente americani dove un tizio vestito in maniera improbabile presenta un paio di film horror a puntata. L’intera pellicola però ha un potenziale immenso e necessiterebbe, in effetti, di una rinfrescatina o, per meglio dire di un remake. Infatti, Ammazzavampiri è penalizzato sostanzialmente solo da attori abbastanza mediocri (il protagonista in primis…) e da una fastidiosa patina di “vecchiume” anni ’80.



Per il resto, il film merita la sufficienza piena. Gli effetti speciali e, soprattutto, il make – up dei vampiri sono efficacissimi, considerato anche che Ammazzavampiri ha quasi 30 anni. E’ incredibile ed inquietante soprattutto la varietà di trasformazioni dei succhiasangue, che passano dal semplice occhio giallino ad una spaventosa abbondanza di denti aguzzi e mascelle deformi, fino ad arrivare a nebbia, pipistrelli e lupi, per non parlare poi dell’impressionante scena dello scioglimento di un cadavere. Inoltre, è piacevolmente pervaso di nera ironia (vedi la madre rincoglionita del protagonista, la cialtronaggine di Peter Vincent, la falsa piacioneria del vampiro) e di una suspance per nulla scontata: fino all’ultimo infatti non si può immaginare come finirà Ammazzavampiri, inoltre il finale lascia spazio ad un vago pessimismo e alcuni eventi all’interno del film sono comunque abbastanza “radicali” e violenti nonostante la pellicola sia principalmente ironica. Insomma, date un’ occhiata a questo piccolo cult anni ’80 e non ve ne pentirete. Spero presto di poter fare un confronto tra questo e il remake!   

Tom Holland è il regista della pellicola. Americano, ha girato un altro cult horror, Bambola assassina e il tv movie I Langolieri, oltre ad un episodio della seconda serie Masters of Horror. Anche sceneggiatore, attore e produttore, ha 68 anni.



Chris Sarandon interpreta Jerry Dandridge. Questo attore americano meriterà la mia sempiterna stima per aver doppiato, in originale, il Jack Skeletron del meraviglioso The Nightmare Before Christmas (anche se le canzoni, effettivamente, erano poi eseguite da Danny Elfman); inoltre, ha partecipato a film come La storia fantastica, Bambola assassina, Bordello of Blood e comparirà anche in Fright Night – Il vampiro della porta accanto. Per la Tv, ha partecipato a serie come Sentieri, Oltre i limiti, E.R. medici in prima linea, Streghe, Cold Case e Law & Order. Anche produttore, ha 69 anni e un film in uscita.



William Ragsdale interpreta Charlie. Americano, ha partecipato a film come Ammazzavampiri 2 e I segni del male, oltre a serie come Ellen, Giudice Amy, Perfetti… ma non troppo, Desperate Housewives, Cold Case e CSI: Miami. Ha 50 anni.



Roddy McDowall (vero nome Roderick Andrew Anthony Jude McDowall) interpreta Peter Vincent. Inglese, ha partecipato a film Disney che hanno segnato la mia infanzia come F.B.I. operazione gatto, Pomi d’ottone e manici di scopa, Il gatto venuto dallo spazio e ad altre pellicole tra cui Com’era verde la mia valle, Torna a casa Lassie!, Cleopatra, Il pianeta delle scimmie, Fuga dal pianeta delle scimmie, Ammazzavampiri 2; ha inoltre partecipato alle serie Ai confini della realtà, Batman, Colombo, Missione impossibile, Love Boat, Mork & Mindy, La signora in giallo, Lassie, doppiato serie a cartoni animati come Prince Valiant, Che magnifico campeggio, Darkwing Duck, Batman, Gargoyles, Pinky and the Brain e il film A Bug’s Life – Megaminimondo. Anche produttore e regista, è morto nel 1998 per un cancro ai polmoni, all’età di 70 anni.



Del film, oltre al già citato remake di prossima uscita Fright Night – Il vampiro della porta accanto, esiste un seguito del 1988, Ammazzavampiri 2, che ha sempre per protagonisti William Ragsdale e Roddy McDowall; nonostante quello che pensavo, il personaggio di Evil Ed invece non torna e l’attore che lo interpretava, dopo qualche sporadica apparizione in altri horror meno famosi, si è dato all’porno hardcore – gay sotto pseudonimo. De gustibus... Perplessità a parte, se vi piacesse il genere, vi consiglio di vedere altri due horror molto ironici, Giovani diavoli e Tagli al personale. E ora vi lascio con il trailer originale della pellicola... ENJOY!!



giovedì 25 agosto 2011

Come ammazzare il capo... e vivere felici (2011)

La stagione cinematografica 2011/2012 è finalmente cominciata, e qualche bel film comincia già ad affacciarsi all’orizzonte, anche inaspettatamente. Infatti, non credevo che una commedia come Come ammazzare il capo… e vivere felici (Horrible Bosses) del regista Seth Gordon mi sarebbe piaciuta così tanto e mi avrebbe fatto così ridere.

Trama: tre amici condividono la disgrazia di avere dei capi orribili che rovinano loro la vita. Stanchi di subire le angherie di malvagi, ninfomani e tossici decidono così di ricorrere alle maniere forti.. e ucciderli.



Come ho detto, non me l’aspettavo. Francamente, non capisco perché Una notte da leoni abbia fatto così tanto successo mentre questo Come ammazzare il capo… e vivere felici sia passato praticamente sotto silenzio, quando è cento volte più divertente, meglio recitato e, a suo modo, anche più originale, pur seguendo qualche inevitabile cliché da commedia nera. Sarà che la sequenza di gag è davvero ininterrotta, sarà che la comicità non punta tutta su un singolo personaggio idiota ma viene “diluita” consentendo a tutti e tre i maldestri ed esilaranti protagonisti di finire sotto i riflettori e primeggiare sugli altri, sarà che l’assunto su cui si basa il film è qualcosa di universalmente comprensibile (chi non ha mai sognato di fare fuori il proprio capo?) nonostante la trama, ovviamente, calchi molto la mano e presenti degli estremi abbastanza surreali, sarà che gli attori sono tutti perfetti… insomma, sarà quel sarà; Come ammazzare il capo… e vivere felici è sicuramente più triviale della media, ma raggiunge comunque lo scopo e risulta una delle commedie più riuscite degli ultimi anni.


Non sto a scendere in particolari sulla trama e sulle varie gag visto che, per una volta, il trailer invoglia a vedere il film ma non mostra tutte le scene migliori né fa capire come andrà a finire, ma mi permetto di spendere due parole sugli attori, essenziali alla buona riuscita di una commedia come questa. Iniziamo dagli “horrible bosses” del titolo originale. Kevin Spacey dopo L’uomo che fissa le capre si è specializzato nei ruoli del villain sociopatico al limite del caricaturale ed è semplicemente esilarante in questo film; Colin Farrell, irriconoscibile con la calotta posticcia che lo stempia e lo rende semplicemente orrendo, è talmente sucido e laido, così lontano dai suoi soliti ruoli, che potrebbe tranquillamente diventare un novello Johnny Depp in quanto a trasformismo ed incuranza del suo ruolo di sex symbol; Jennifer Aniston negli inusuali panni della capa ninfomane regala delle performance non da poco, e si riconferma una delle attrici più autoironiche in circolazione. Dopo questa carrellata di pezzi grossi, vorrei fare notare che, molto intelligentemente, è stato scelto di impiegare attori bravissimi ma non troppo conosciuti per il ruolo dei tre protagonisti e anche di non “soffocare” questi ultimi con una presenza preponderante delle altre star hollywoodiane, consentendo così al pubblico di seguire sicuramente meglio la vicenda e anche di immedesimarsi nei poveri e vessati impiegati. Voto dieci anche alla scelta dei personaggi “di contorno”, uno su tutti un Jamie Foxx perfetto nei panni del malvivente che aiuta i tre a progettare l’omicidio perfetto. Andate a vedere Come ammazzare il capo… e vivere felici, gente. Non ve ne pentirete e magari, chissà.. potrebbe venirvi fuori qualche buona idea!!


Di Kevin Spacey, che interpreta il maledetto Harken, ho già parlato qui, mentre Donald Sutherland, che appare nei panni del padre di Pellitt, lo trovate qua.

Seth Gordon è il regista della pellicola. Americano, ammetto di non conoscere nessuno degli altri progetti a cui ha partecipato, sorry. Anche sceneggiatore, produttore e attore, ha 37 anni e un film in uscita.


Colin Farrell interpreta il laidissimo Bobby Pellitt. Irlandese, al momento è uno degli attori più famosi del mondo e tra i suoi film ci sono titoli come Minority Report, Daredevil, Alexander, Miami Vice, Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo e infine Fright Night – Il vampiro della porta accanto, che spero di vedere la settimana prossima. Ha partecipato anche ad un episodio della serie Scrubs. Anche produttore, ha 35 anni e due film in uscita, tra cui il remake dello storico Atto di forza con Schwarzenegger.



Jennifer Aniston interpreta Julia. Attrice americana salita alla ribalta grazie al ruolo di Rachel nella serie Friends e grazie al matrimonio con Brad Pitt, la ricordo per altri film come Leprechaun, Una settimana da Dio, … E alla fine arriva Polly e Derailed – Attrazione letale, oltre ad aver partecipato ad un episodio della serie Hercules, doppiato uno di South Park e il film Il gigante di ferro. Anche produttrice e regista, ha 42 anni e un film in uscita.



Jason Bateman interpreta Nick. Americano, ha partecipato a film come Voglia di vincere 2, Starsky & Hutch, Dodgeball, Paul e Juno, oltre ad aver recitato in alcuni episodi delle serie La casa nella prateria, Il mio amico Ricky, Supercar, Scrubs e aver doppiato un episodio di Due Fantagenitori. Anche regista e produttore, ha 41 anni e un film in uscita.


Charlie Day interpreta Dale. Purtroppo non conoscevo questo attore americano (non ho mai visto It’s Always Sunny in Philadelphia, la serie che lo vede tra i protagonisti) ma giuro che mi impegnerò a colmare la lacuna perché mi piace un casino! Follia a parte, ha partecipato ad episodi delle serie Law & Order (non a caso serie da lui citata nel film!) e Camelot – Squadra emergenza. Anche produttore e sceneggiatore, ha 35 anni e un film in uscita.


Jason Sudeikis interpreta Kurt. Americano, ha partecipato a film che non ho mai visto ma che conosco almeno di nome, come Notte brava a Las Vegas, Il cacciatore di ex e Libera uscita, inoltre è uno dei doppiatori di The Cleveland Show e partecipa spesso e volentieri al Saturday Night Live. Anche sceneggiatore, ha 36 anni e un film in uscita.


Jamie Foxx (vero nome Eric Marlon Bishop) interpreta “Fottimadre” Jones. Americano, ha partecipato a film come Toys – Giocattoli, Miami Vice e Ray, che gli ha fatto vincere l’Oscar come miglior attor e protagonista. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 44 anni e due film in uscita, tra cui il Django Unchained di Tarantino, ancora in fase di pre – produzione, dove il buon Jamie interpreterà proprio Django. Viva Quentin!!!!


Sempre rimanendo in tema di attori, Ashton Kutcher era tra le scelte per interpretare il ruolo di Dale (grazie a Dio non se n’è fatto nulla perché non lo sopporto!), mentre per quello di Harken si era pensato anche a Philip Seymour Hoffman, Jeff Bridges e persino Tom Cruise. E ora vi lascio con il trailer originale del film… ENJOY!!

domenica 21 agosto 2011

Shiver (2008)

Anche durante le ferie estive capita di vedere qualche film nuovo. Tra l'altro, ogni tanto sale la nostalgia, quindi è quasi d'obbligo, almeno per una sera, affidarsi a Notte Horror e sperare che ci sia qualcosa di bello. Purtroppo non ci sono più le stagioni e le notti horror di una volta, e il massimo che passa al convento è una cosetta come Shiver (Eskalofrìo), film spagnolo diretto nel 2008 dal regista Isidro Ortiz.


Trama: Santi è un ragazzo che soffre di fotosensibilità, il che significa che l'assolata Spagna non è affatto il luogo migliore per la sua pelle e i suoi occhi. La  madre decide così di portarlo in un paese in mezzo ai monti, dove l'ombra regna sovrana. Purtroppo, al loro arrivo il paese comincia ad essere funestato da strani e sanguinosi omicidi, e Santi, a causa della sua condizione, inizia ad essere additato come "vampiro" e possibile colpevole...



Shiver (che significa Brivido) è un mix di temi horror più o meno sfruttati, come si può evincere dal titolo parecchio generico. Cavalca un po' il successo dei film vampirici introducendo il protagonista fotosensibile, dotato persino di canini più acuti del normale, infila qualche ripresa a mano e "in notturna", seguendo lo stile del compaesano [Rec], si attacca al mito dei bambini malvagi e dei mostri che infestano i boschi e mescola il tutto con una bella regia e una bella fotografia... senza purtroppo metterci nessuna inquietudine, emozione o suggestione vagamente horror.


Nonostante Shiver sia stato persino presentato al Festival di Berlino, il risultato è un ibrido noiosetto, banale e perplimente (se mi passate l'orrendo termine!), per quanto ben fatto e, a tratti, anche ben recitato. La perplessità sta appunto in questa mescolanza di generi francamente inutile: il fatto che Santi sia un presunto vampiro non inganna nemmeno un po' lo spettatore e non si capisce neppure perché il "mostro" del Bosco cominci a dare di matto proprio quando arriva il ragazzo. Un altro appunto che potrei fare è chiedermi perché mai la bambina selvaggia abbia per tutto il film due begli occhi penetranti e cattivelli mentre, nel finale, la mostrano cieca e simile ad uno zombie, schiaffando in bella vista la sua immagine inquietante a mò di inutile colpo di scena per far saltare la gente dalla sedia. Da dimenticare anche i genitori dei protagonisti, forse i comprimari più molli e inutili che siano stati creati per un horror e l'inutile sottotrama della possibile love story tra la madre di Santi e il piacione ma integerrimo ispettore di polizia, oltre alla causa scatenante dell'intera vicenda: capisco l'atavica voglia di pilu di un contadino che abita in un paesino sperduto delle montagne spagnole, ma da qui a violentare una persona perché "donne belle come lei qui non ce ne sono" ne passa. Avanti un altro film, transitare perché c'è poco da vedere!

Isidro Ortiz è il regista della pellicola. Spagnolo, è specializzato in film e tv movie più o meno dello stesso tenore di Shiver, ovvero thriller o horror, anche se questa è la prima sua opera che vedo. Anche attore e sceneggiatore, ha 48 anni e un film in uscita.


Junio Valverde, che interpreta il protagonista, Santi, ne La spina del Diavolo di Guillermo del Toro recitava nei panni di un personaggio con lo stesso nome, ma, pur non avendo mai visto questo film, dubito che le cose siano collegate. Blanca Suarez, invece, che in Shiver interpreta Angela, è tra gli attori presenti nell'ultimo film di Pedro Almodovar, La pelle che abito, che dovrebbe uscire in Italia a fine settembre. E ora vi lascio con il trailer del film... ENJOY!

martedì 16 agosto 2011

The Ward (2010)

John Carpenter è uno dei miei registi preferiti, quindi l’idea di vedere il suo ultimo film, The Ward, da lui diretto nel 2010, era una festa. Una festa che purtroppo mi ha lasciata delusa.



Trama: Kristen è una ragazza che viene internata in manicomio dopo aver dato fuoco ad una casa. Durante la sua permanenza nella struttura scoprirà che il “reparto” del titolo, riservato ad alcune degenti, è infestato dallo spirito di una donna…



Carpenter ha sempre regalato ai suoi fan horror meravigliosi, innovativi e “reazionari” come Il principe delle tenebre, Essi vivono, Il seme della follia, Vampires, persino il divertentissimo omaggio ai film di serie B che è Grosso guaio a Chinatown e l’episodio migliore della serie Masters of Horror, Cigarette Burns. Però non ho problemi a dire che questo The Ward è un po’ una cazzatina, un film che di Carpenteriano ha giusto il titolo e le musiche particolari, per il resto avrebbe potuto essere girato da qualsiasi regista con un minimo di talento. E’ banale, per nulla inquietante, privo del mordente degli altri horror di Carpenter, del significato ribelle dei suoi film precedenti, e pesca a piene mani da una pellicola sicuramente poco conosciuta ma decisamente più bella di questa, ovvero Identità.



Per carità, non dico che il film sia brutto, affatto. Gli amanti dell’horror non avranno da lamentarsi, perché The Ward, oltre ad essere ovviamente ben diretto e ben interpretato, ha tutto. Ha la presenza incombente e misteriosa, legata ad un passato della protagonista che veniamo a scoprire a poco a poco, attraverso inquietanti flashback che la ritraggono bambina e in catene. Ha un’ambientazione evocativa e labirintica come un manicomio dove si praticano volentieri l’elettroshock e, talvolta, anche la lobotomia. Ha una ridda di effetti splatter non da poco, per quanto siano centellinati, e anche il make up del fantasma non è affatto malvagio, soprattutto se si pensa che anche la sua presenza viene dosata col contagocce e aleggia incombente ed inquietante, sbucando quando meno ce lo si aspetta. Però, fate un po’ due conti e pensate a quanti altri horror offrono tutti questi elementi, riuscendo a risultare più dinamici e meno banali. E il finale, beh… quel finale io proprio non l’ho retto. Trovare in un film di Carpenter qualcosa che mi richiamasse in maniera così spudorata un’altra pellicola mi ci ha fatto rimanere davvero male, non mi era mai successo. Che dire, speriamo nel prossimo film.



Di John Carpenter ho già parlato qui, mentre di Amber Heard, che interpreta Kristen, ho parlato qua.

Danielle Panabaker interpreta Sarah. Americana, la ricordo per film come Venerdì 13 e La città verrà distrutta all’alba. Ha partecipato ad episodi delle serie The Bernie Mac Show, Malcom, CSI, Law & Order, Medium, Grey’s Anatomy, e ne ha doppiato uno de I Griffin. Anche produttrice, ha 24 anni e due film in uscita, tra cui il seguito di Piranha 3D.



Lyndsy Fonseca interpreta Iris. Americana, la ricordo innanzitutto per il ruolo di Katie nel recente Kick – Ass, inoltre ha partecipato a serie come Malcom, NYPD, CSI, Dr. House, Heroes, Desperate Housewives e E alla fine arriva mamma!, dove interpreta la figlia del protagonista. Ha 24 anni e due film in uscita, tra cui il seguito di Kick – Ass, Kick – Ass 2: Balls to the Wall.



Jared Harris interpreta il Dr. Stringer. Attore inglese figlio del ben più famoso Richard Harris (per la cronaca: il primo Silente della saga di Harry Potter), lo ricordo per film come L’ultimo dei Mohicani, Cuori ribelli, Assassini nati, Resident Evil: Apocalypse, Ocean’s Twelve, Lady in the Water, From Within e Il curioso caso di Benjamin Button. Ha 50 anni e due film in uscita, tra cui il seguito del bellissimo Sherlock Holmes, Sherlock Holmes: A Game of Shadows, dove interpreterà nientemeno che Moriarty. In America dovrebbe uscire questo dicembre, ammetto di non veder l’ora!!  



Mika Boorem interpreta Alice. Americana, ha partecipato a film come Cuori in Atlantide e a serie
Sabrina vita da strega, Ally McBeal, Walker Texas Ranger, Il tocco di un angelo, Dawson’s Creek, Dr. House e Ghost Whisperer. Ha 24 anni e due film in uscita.


E ora vi lascio con il trailer originale del film... ENJOY!!

venerdì 12 agosto 2011

Kung Fu Panda (2008)


Siccome a breve uscirà il secondo episodio, urge ripassare le epiche gesta del panda più mitico della storia del kung fu. E così vi beccate la recensione di Kung Fu Panda, diretto nel 2008 dai registi Mark Osborne e John Stevenson.



Trama: il panda Po sogna di diventare maestro nell'arte del kung fu ma, grasso e impacciato com'è, pare che il suo destino sia quello di vendere noodles assieme al padre Ping. Per un caso fortuito però viene designato come leggendario Guerriero Dragone proprio quando il malvagio Tai Lung evade dal carcere... e lì cominciano i guai!



Azione, risate, messaggio positivo, animazione della madonna. Kung Fu Panda è sicuramente uno dei più bei film a cartoni animati prodotti negli ultimi tempi, uno degli ultimi "anelli di congiunzione" tra il glorioso passato delle fiabe Disney e un presente fatto di prodotti sicuramente bellissimi graficamente ma un po' privi di inventiva e "cuore", maggiormente rivolti al pubblico adulto di nostalgici nerd (mi ci metto io per prima, eh!!) piuttosto che ai più piccoli. Qui invece la grafica moderna e l'uso del 3D si sposano benissimo con una storia ideale per i bambini e divertente anche per gli adulti.



La storia del panda Po, desideroso di coronare un sogno impossibile, è un incitamento per i piccoli spettatori ad impegnarsi sempre senza mai arrendersi, a discapito di malelingue, invidiosi e pessimisti; a trovare il buono in sé stessi e sfruttare al meglio le proprie qualità perché, come ci insegna questa storia, ognuno di noi è speciale per quello che è. E così, anche la "mistica" arte del Kung fu ci viene presentata con una visione un po' più umana: non ci sono imperturbabili e perfetti maestri zen, né invincibili guerrieri come quelli che ci sono stati tramandati da anni di manga, anime, film e quant'altro. L'americanizzazione delle leggende cinesi sicuramente le priva di quell'aura di mistero e magia che tanto ci attraggono, ma le rendono più comprensibili anche al pubblico ottuso occidentale e più "a portata di mano", senza privarle del significato positivo di fondo. Il tutto senza mettere troppo alla berlina un'arte così nobile e senza calcare la mano sull'ironia fuori luogo: le gag sono spesso esilaranti e tutte azzeccate, ma quasi delicate, non strappano mai la risata "crassa" che ci si potrebbe aspettare da un personaggio col cuore (e il fisico!) di Jack Black e a tratti alcune scene sono anche tristi, commoventi ed emozionanti.



Perfetta, come ho detto, l'animazione. I combattimenti tra i personaggi e gli stili di kung fu che riflettono la natura di ogni singolo animale sono splendidi e naturalissimi, gli sfondi e gli ambienti creati sono imponenti e ricchissimi di dettagli, mentre la scena iniziale, realizzata con un'animazione più classica ma non meno efficace, ha un sapore nostalgico affatto disprezzabile. La versione in lingua originale ha dalla sua poi l'utilizzo delle voci del già citato Jack Black e di un Dustin Hoffman semplicemente perfetto nei panni del severo, incredulo e bizzoso maestro Shifu, cosa che potrebbe parere insignificante ma che sicuramente la eleva rispetto alla versione italiana, penalizzata dall'utilizzo del pubblicizzatissimo Fabio Volo come doppiatore di Po e dall'ovvia impossibilità di rendere, nella nostra lingua, la differenza tra le espressioni "nerd" e colloquiali utilizzate dal protagonista (parole come "awsomeness", "kungfuish" e altre danno proprio l'idea del ragazzino entusiasta che si approccia a qualcosa che ama, su cui ha fantasticato per secoli, sentendosi inadatto e anche un po' titubante) e il linguaggio compassato e mistico di Shifu e delle Cinque Furie. Se non avete ancora avuto modo di vedere Kung fu Panda, questo è il momento giusto visto che tra qualche giorno la awsomeness del grasso Po tornerà ad invadere i cinema!!



Di Jack Black (Po), Dustin Hoffman (Shifu), Angelina Jolie (Tigre), Seth Rogen (Mantide), Ian McShane (Tai lung), Michael Clarke Duncan (Comandante Vachir), David Cross (Gru),  ho già parlato nei post ai quali potete arrivare seguendo i rispettivi link.



Mark Osborne è uno dei registi della pellicola. Prima di Kung Fu Panda, aveva diretto qualche episodio televisivo di Spongebob Squarepants e le scene live action del film tratto dalla serie. Americano, anche produttore, sceneggiatore e attore, ha 41 anni.



John Stevenson è l'altro regista della pellicola. Inglese, alla sua prima esperienza cinematografica come regista, ha un film in uscita.



Jackie Chan (vero nome Kong - san Chang) doppia Scimmia in originale. Mitica star di tantissimi, assurdi action sia cinesi che americani e per fenomenali stunts, lo ricordo per film come l'esilarante e trashissimo City Hunter - Il film, Terremoto nel Bronx, Lo smoking e Il giro nel mondo in 80 giorni. Originario di Hong Kong, anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 57 anni e un film in uscita; ovviamente, riprenderà il ruolo di Scimmia nell'imminente Kung Fu Panda 2.



Lucy Liu doppia Vipera in originale. Ovviamente il migliore ricordo che ho dell'attrice newyorchese è l'interpretazione dello splendido personaggio di O-Ren Ishii in Kill Bill Vol.1 e 2, ma ha partecipato anche a film come Jerry Maguire, Gridlock'd - Istinti criminali, Charlie's Angels e Charlie's Angels: più che mai; inoltre, ha partecipato a serie come Beverly Hills 92010, Quell'uragano di papà, Hercules, E.R., X - Files, Nash Bridges, NYPD, Ally McBeal, Joey e Ugly Betty, oltre ad aver doppiato un episodio de I Simpson. Anche produttrice e regista, ha 43 anni e cinque film in uscita; ovviamente, riprenderà il ruolo di Vipera nell'imminente Kung Fu Panda 2.



Randall Duk Kim, che in originale doppia il maestro Oogway, interpretava nonno Gohan nell'urendo Dragonball Evolution, mentre Invece James Hong, che da la voce al padre di Po, Ping, interpretava David Lo Pan in Grosso guaio a Chinatown. Tra gli altri doppiatori, segnalo anche l'altro membro dei Tenacious D, Kyle Gass, che qui doppia uno dei tanti maialini presenti nel film. Il primo film è stato seguito da parecchi special televisivi e brevi "spin-off" straight to video. Personalmente, ho visto solo Secrets of the Furious Five, che è molto carino, ma sono usciti anche l'inevitabile Kung Fu Panda Holiday Special e il corto Kung Fu Panda: Secrets of the Masters; inoltre, è imminente una serie tv dal titolo Kung Fu Panda: Legends of Awesomeness. E ora, invece che col solito trailer, vi lascio con un pezzo della colonna sonora del film, la geniale cover di Kung Fu Fighting cantata da Jack Black e Cee Lo Green... ENJOY!!

 


lunedì 8 agosto 2011

Perkins' 14 (2009)

Era un po’ di tempo che non mi capitava un film così strano. Che non so se sia un complimento o meno, in effetti. Sto parlando dell’horror Perkins’ 14, diretto nel 2009 dal regista Craig Singer.


Trama: durante il turno di notte uno sbirro si ritrova ad interrogare lo psichiatra Dr. Perkins, roso dal dubbio che potrebbe essere stato lui ad avergli rapito il figlio e altri tredici pargoli, scomparsi nel nulla anni prima. Effettivamente, questi sospetti trovano un riscontro, peccato che i ragazzini in questione siano stati soggiogati mentalmente e fisicamente dal Dottore, fino a diventare dei muti killer al suo servizio. Immaginate il casino quando questi 14 esseri vengono incautamente liberati…


Ultimamente mi succede spesso, come nel caso di Dread, di trascinarmi un film per giorni, rosa dal tedio che la prima parte mi suscita, per poi guardarmi con piacere il resto della pellicola. Quindi alla fine mi ritrovo a pensare “ma quindi il film era bello o no?!”. Nel caso di Dread non ho dubbi, mi è piaciuto, ma questo Perkins’ 14 è ambiguo quanto i temi che tratta e sfiora i limiti del ridicolo. No, rettifico: nel ridicolo ci sguazza, perché i personaggi sono forse gli esseri più imbecilli e sfigati della storia dell’horror, e ogni nefandezza perpetuata nei loro confronti dai Quattordici è pienamente meritata. Anzi, se avessi potuto ci avrei messo anch’io del mio. In fondo stiamo parlando di un film dove tutto il casino viene scatenato da uno sbirro che rompe le palle a un collega che, poveraccio, si sta guardando una partita di football alla tv e che finisce la serata morto ammazzato e pure mangiato. E questa è solo la punta dell’iceberg.



Il povero Perkins del titolo fa quasi pena. E’ vero che ha seviziato e imprigionato quattordici ragazzini, ma lo ha fatto a fin di bene (!!), così da crearsi un “esercito” per difendersi dal serial killer che da piccolo gli aveva fatto fuori i genitori. E voi direte “aaah, ma allora ‘sto Serial Killer spunterà ad un certo punto!!”. No. E pure Perkins, dopo aver raccontato quest’immensa vaccata, scompare dal film, lasciando agli spettatori perplessi le vicende della famiglia dello sbirro protagonista. Sbirro alcolizzato, sotto psicofarmaci, cornuto, mazziato, odiato dalla figlia, con una mugliera (come direbbe Elio) talmente vacca che orgasma appena l’amante le sfila la maglietta ma, soprattutto, dotato di un’incrollabile fede nei confronti del figlio scomparso. E certo! perché tu riesci a riconoscere un bambino che non vedi da 10 anni, fosse anche tuo figlio, nelle fattezze di uno zombie mangiacarne ormai adulto e magari pretendi anche che non ti stacchi la testa a morsi! Ma brutto idiota, meriti ogni umiliazione che potrebbero infliggerti la moglie vajassa e la figlia stronza, tolto il fatto che sei anche un poliziotto incapace visto che non riesci nemmeno a seguire le basilari regole di sopravvivenza di un film horror. E infatti si vede, perché il finale di Perkins’ 14 è da applauso per come fa giustizia di tutte le cazzate commesse dai personaggi.



Tolto quindi il mio evidente odio per la gente inutile mostrata nel film, passiamo all’aspetto più “tecnico” di Perkins’ 14. La regia in sé non è male, azzarda qualche ripresa in soggettiva, virata nel rosso del sangue, utilizza giochi di ombre cinesi per suggerire alcune scene piuttosto che mostrarle, ma la fotografia è troppo scura e in alcune sequenze più gore viene usato l’infelice espediente delle luci stroboscopiche, che hanno come unico effetto quello di farmi venire mal di testa e voglia di vomitare (non per il disgusto). Gli attori variano dal penoso (la moglie del protagonista, che parla un inglese impostatissimo…) al dignitoso (Patrick O’Kane nei panni del pluricitato sbirro non è male) ma in generale hanno un’aria talmente dimessa, sciatta e squallida che sterminarli tutti è quasi un atto di pietà. Per questo e per il fatto che mi risulta assurda l’idea che uno psichiatra possa effettuare un lavaggio del cervello talmente forte da fare diventare i suoi pazienti degli zombie che non fermeresti nemmeno smembrandoli (!!) do appena la sufficienza a Perkins’ 14, che rimane giusto un divertissement per appassionati. Un punto in più per l’unghia scalzata contro il muro, scena che mi ha fatto rabbrividire più delle suddette smembrature.

Craig Singer è il regista della pellicola. Francamente, ammetto di non conoscere nessuno dei suoi altri cinque film, ma mi pare che il suo genere preferito sia sempre il thriller/horror. Potrebbe essere americano, ma l’età è non pervenuta, sorry.


Patrick O’ Kane interpreta Dwayne. Irlandese, ha partecipato al film L’esorcista: la genesi. Ha 46 anni.


Richard Brake interpreta il fantomatico Perkins del titolo. Originario del Galles, ha partecipato a film come Ritorno a Cold Mountain, Batman Begins, Munich, Hannibal Lecter – Le origini del male, Halloween II, al recente Come l’acqua per gli elefanti e ad un episodio della serie Cold Case. Ha 47 anni e due film in uscita.


E ora vi lascio con il trailer del film... ENJOY!!