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domenica 13 novembre 2011

Il ladro di orchidee (2002)

Sarà un impresa scrivere questa recensione. Dopo un’attesa di quasi 10 anni sono finalmente riuscita a vedere Il ladro di orchidee (Adaptation.), diretto nel 2002 dal regista Spike Jonze e, soprattutto, sceneggiato dal geniale e folle Charlie Kaufman. L’esperienza mi ha decisamente spiazzata.



Trama (o almeno un abbozzo di): Charlie è uno sceneggiatore famoso per il suo acume e il suo genio ma assolutamente incapace di relazionarsi agli altri. Timido e impacciato, è l’esatto opposto del gemello Donald, anche lui sceneggiatore, seppur poco dotato, capace in compenso di attirare su di sé la simpatia di chiunque. Charlie si ritrova in un pesante impasse creativo quando gli viene proposto di adattare Il ladro di orchidee, un romanzo di non fiction che parla essenzialmente di fiori. Assistiamo così al duro lavoro per tirare fuori qualcosa di decente dalla storia, mentre le vite dei due gemelli, della scrittrice e del protagonista del libro si intrecciano…



Charlie Kaufman è la mente che sta dietro a due dei film più particolari e belli che abbia mai visto, ovvero Essere John Malkovich (che peraltro viene citato all’inizio de Il ladro di orchidee) e The Eternal Sunshine of the Spotless Mind (no, non lo scrivo l’orrendo titolo italiano. Non deve essere scritto da nessuna parte. Punto.). Non una mente qualsiasi, quella dello sceneggiatore, perché le due pellicole mescolano sfacciatamente la fantasia, l’assurdo, la realtà e personaggi difficili da definire con una sola parola, che esasperano fino all’inverosimile i normali problemi che chiunque si trova ad affrontare. Il ladro di orchidee non è molto diverso in questo, ma qui c’è anche l’aggiunta della componente biografica e quella pesantemente metacinematografica: il risultato è un film, se vogliamo, ancora più atipico e complesso di quelli che ho già citato, con mille possibilità di lettura, che lascia lo spettatore perplesso ma curioso di scoprire dove finisce la realtà e dove comincia la finzione.



Francamente, non ho letto il libro Il ladro di orchidee, da cui è tratto il film, ma mi chiedo come l’autrice abbia reagito davanti ad un simile adattamento. Io abitualmente inveisco contro quelli che modificano arbitrariamente i film tratti dai libri di Stephen King, e di solito sono cambiamenti piccoli, quindi posso immaginare la perplessità di chi ha letto il libro di Susan Orlean e si è trovato davanti qualcosa di completamente diverso. Kaufman prende il cuore de Il ladro di orchidee, il desiderio della Orlean di mostrare la passione con cui lo strano Laroche e i suoi assistenti ricercano ossessivamente “l’orchidea fantasma”, una passione che lei stessa non ha mai vissuto o avuto, così come neppure il geniale sceneggiatore. E’ da qui che nasce l’impossibilità di adattare la storia, il che porta Kaufman a farsi protagonista e decidere così di raccontare il suo autobiografico disagio, aggiungendo elementi di pura fantasia, come il gemello Donald (La cosa curiosa è che, nonostante Donald Kaufman effettivamente non esista, nei credits viene citato come cosceneggiatore, quindi si è assicurato anche la nomination all’Oscar e ai Golden Globe, e il film è dedicato alla sua memoria).


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La prima parte di Il ladro di orchidee è quindi molto interessante perché consente allo spettatore di capire cosa si nasconde dietro alla realizzazione di un film, come un romanzo può diventare pellicola, come gli sceneggiatori vivono lontani dal “glamour” che circonda attori famosi e registi strapagati, inoltre mostra la crudeltà dell’industria cinematografica, che solitamente premia ciò che è più commerciale o redditizio e pretende che le “galline dalle uova d’oro” rimangano tali nel tempo, senza concepire cali di qualità o ripensamenti. Ed è per questo, penso, che la seconda parte del film, pur mantenendo la sua valenza metacinematografica, vira nel thriller, nel grottesco, nella farsa. Il povero Charlie d’altronde si ritrova a non sapere come concludere la sceneggiatura, ed è lì che subentra il fratello Donald, sicuramente meno cerebrale ed artistico, ma ingenuo e semplice: lui capisce cosa piace al pubblico, capisce cosa serve al fratello, e il film così cambia registro, perdendo ogni valenza reale e aggiungendo degli strani sviluppi (che ovviamente non vi rivelo!!) al lavoro della Orlean. Si può così dire che Donald è la parte nascosta di Kaufman, quella che gli impedisce di allontanarsi completamente dal mondo vero, quello che esiste fuori dalla sua testa; la parte che gli consente di capire cosa conta davvero nella vita e che gli permette di trovare la passione necessaria a concludere serenamente il suo lavoro e guardare avanti, di “adattarsi”, insomma. Ecco quindi spiegata anche la doppia valenza del titolo originale, dove l’adattamento è sì quello dal libro al film, ma anche quello “darwiniano” delle orchidee, che si adattano per sopravvivere, e quello degli esseri umani, costretti ad affrontare l’alienante società moderna, inevitabilmente soli e impegnati a sopravvivere perdendo di vista, spesso, quello che ci può rendere felici.



Ovviamente, ne Il ladro di orchidee riusciamo a godere di dialoghi allo stesso tempo profondi e divertenti, futili e commoventi, dove nulla viene lasciato al caso e dove Kaufman spesso si prende in giro, criticando persino alcune sue scelte, come l’uso della voce fuori campo per mostrare i pensieri del protagonista. Altrettanto palesemente, la regia è molto evocativa, unisce momenti di pura poesia nelle scene dedicate alle orchidee e alle riflessioni della Orlean, per poi diventare frenetica nei momenti in cui Charlie ha le sue crisi o le sue illuminazioni. Gli attori, poi, sono in stato di grazia e i tre principali sono stati tutti nominati all’Oscar per questo film, anche se solo Chris Cooper ha vinto quello come miglior attore non protagonista. Non ho mai messo in dubbio la bravura di Meryl Streep (qui riesce ad essere ironica e toccante allo stesso tempo) o di Chris Cooper (che qui è meravigliosamente streppone e pure sdentato), ma chi mi segue sa che sono arrivata a detestare Nicolas Cage, che qui però è semplicemente perfetto nell’incarnare il bolso, sfigato e complessato Charlie e, contemporaneamente, il boccalone ed ottimista Donald (aiutato, nelle scene di “compresenza”, dal fratello Marc Coppola). Insomma, dubito di essere riuscita a scrivere qualcosa di coerente e/o sensato e/o decente, ma il film mi è piaciuto molto, quindi guardatelo!!



Negli ultimi tempi l’elenco degli attori già citati si è fatto inevitabilmente più lungo, quindi vi rimando ai link su ogni singolo nome per saperne di più su di loro: Nicolas Cage (Charlie Kaufman/Donald Kaufman), Tilda Swinton (Valerie Thomas), Meryl Streep (Susan Orlean), Chris Cooper (John Laroche), Brian Cox (l’odioso insegnante di sceneggiatura Robert McKee, anche lui realmente esistente)

Spike Jonze (vero nome Adam Spiegel) è il regista della pellicola. Americano, ha diretto parecchi video musicali e film molto particolari come Essere John Malkovich (che gli ha fruttato la nomination all’Oscar come miglior regista) e Nel paese delle creature selvagge. Anche sceneggiatore, produttore e attore, ha 42 anni.



Cara Seymour interpreta Amelia. Inglese, ha partecipato a film come American Psycho e Gangs of New York. Dovrebbe anche lei avere una quarantina d’anni, ma di sicuro ha due film in uscita.



Maggie Gyllenhaal interpreta Caroline, la ragazza di Donald. Sorella del più famoso Jake Gyllenhaal, la ricordo per film come Donnie Darko, Confessioni di una mente pericolosa, World Trade Center e Il cavaliere oscuro; inoltre, ha prestato la voce per il film Monster House. Americana, ha 34 anni e quattro film in uscita.



Judy Greer (vero nome Judith Laura Evans) interpreta Alice, la cameriera concupita da Charlie. Se vi fosse capitato di vedere l’intrigante Amiche Cattive, riconoscerete l’attrice come la bruttina Fern Mayo del film in questione. Inoltre, ha partecipato a Three Kings, The Village, Cursed – Il maleficio e al carinissimo Elisabethtown, alle serie CSI: Miami, My Name is Earl, Two and a Half Men, E.R., Dr. House, How I Met Your Mother e al doppiaggio di un episodio de I Griffin. Americana, ha 36 anni e tre film in uscita.



Doug Jones, che ricorderete come l’Abe Sapien dei due Hellboy, compare brevemente nei panni di Augustus Margary, l’esploratore che muore nel tentativo di trovare l’Orchidea fantasma. Nel film compaiono inoltre, ovviamente, i protagonisti di Essere John Malkovich, nei panni di loro stessi durante la realizzazione della pellicola (che prima o poi recensirò): John Malkovich, John Cusack, Catherine Keener e persino il regista Spike Jonze. Se Il ladro di orchidee vi fosse piaciuto, guardatevi i già citati film sceneggiati da Kaufman e aggiungeteci anche l’assurdo Burn After Reading dei Coen! ENJOY!

12 commenti:

  1. Gran pellicola. E grandissimo Kaufman. Oltre a sottoscrivere, ovviamente, questa frase: "The Eternal Sunshine of the Spotless Mind (no, non lo scrivo l’orrendo titolo italiano. Non deve essere scritto da nessuna parte. Punto.)", volevo consigliarti, nel caso tu non l'abbia già visto, "Synecdoche New York". Il primo film da regista, oltreché da sceneggiatore, di Kaufman. Privo di catene e limitazioni fa qualcosa di assurdo. Una meraviglia.

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  2. L'ho sentito nominare ma non l'ho mai visto, in effetti. Cercherò anche quello, visto che tutti i film di Kaufman li ho adorati!!

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  3. da appassionato di Kaufman stavo per suggerirti di vedere Synecdoche che è Kaufman all'ennesima potenza che ci racconta il senso della vita...ma vedo che è già stato fatto...sono sempre in ritardo...

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  4. chiedo venia,perchè magari è un limite mio:a me jonze e kaufman non piacciono per niente.Anzi mi irritano abbastanza.
    Non sbaglio persone però?Cioè questi due sono responsabili anche di Essere John Malckovic?Eh..che ci posso fare,nonostante io vada pazzo per un van trier,questi due mi sembran proprio il take away a prezzi stracciati del o'famo strano.
    Anche il ladro di orchidee per quanto a tratti interessante non mi ha convinto molto,bravi gli attori sicuramente

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  5. Recensione perfetta:D. Comunque io ho un solo commento da fare su questo film. Fa parte di quelle 3-4 pellicole dove la faccia di Nicholas Cage non è irritante:D

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  6. @Zenn
    Grazie comunque per il suggerimento! Se lo consigliate già in due dev'essere davvero bello questo film

    @Viga
    Sono proprio loro. Come Von Trier, secondo me o li si ama o li si odia. Io preferisco loro due però, Von Trier mi sembra ancora più "sborone" XD

    @Cinefatti
    Concordo!
    Uno degli altri è Con Air, che presto recensirò!
    E grazie del complimento ^__^

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  7. Complimenti, hai recensito una perla e lo hai fatto perfettamente.

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  8. Visto un bel pò di anni fa. Più straniante di Eternal sunshine (pure io ne scrivo così), ma credo di poterlo vedere un'altra volta, per arrivare dove non sono arrivato quella volta, anche grazie alla tua recensione, quasi perfetta per chi non l'ha visto.

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  9. Grazie per i complimenti a tutti e due ^^

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  10. confesso che, pur amando alla follia charlie kaufman (eternal sunshine è forse il miglior film prodotto negli ultimi 15 anni) e anche spike jonze (being john malkovich era delizioso), questo ladro di orchidee mi ha deluso parecchio: eccessivamente complicato, distorto, e poi io Nicholas Cage proprio non lo sopporto.

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  11. Pretenzioso un po' lo è, l'ammetto. Troppo compiaciuto, forse. Ma sicuramente è folle e divertente e ogni tanto anche la faccia di Cage dimostra di essere adatta a certi ruoli!
    Comunque, i film che hai citato tu li reputo almeno due spanne sopra!

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  12. Che film strano... non sapevo la storia del gemello inventato XD comunque Kaufman è un autore che invidio un sacco. Dannato lui!

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