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domenica 13 gennaio 2013

Ribelli lingue bagnate (1989)

"Bolla!! Vergogna!! Un film porcino sul tuo blog sì casto e puro! Basta, non ti seguo più!". Eh lo so, la maggior parte dei lettori si sarà indignata nel vedere un titolo così ambiguo fare capolino all'inizio del post. Come al solito, dovete ringraziare la distribuzione italiana, che ha trasformato l'innocuo horror After Midnight, diretto nel 1989 dai fratelli Jim e Ken Wheat in Ribelli lingue bagnate. Titolo che non c'entra davvero NULLA con la pellicola.


Trama: un ambiguo professore universitario, titolare di un fantomatico "corso sulla paura", decide di riunire alcuni studenti a casa sua per raccontarsi a vicenda storie dell'orrore...


Ribelli lingue bagnate è la tipica antologia horror che andava di moda in quegli anni, costituita da una cornice più o meno pretestuosa e da tre, quattro storie dalla qualità solitamente altalenante. Tra tutte le pellicole simili, Ribelli lingue bagnate è sicuramente una delle peggiori che abbia mai visto. Innanzitutto, è recitato in maniera indegna, con il protagonista principale che vorrebbe darsi un tono da misterioso "genio del male" e che invece riesce a ricordare solo uno di quei vitelli dallo sguardo vacuo che ruminano in mezzo ai prati, circondato da altri poveracci più o meno sconosciuti e conciati nelle peggio maniere (i costumisti probabilmente avevano finito i soldi ed erano andati al monte di pietà per procurarsi gli abiti, perché stiamo parlando di roba molto più trash di quella che andava di moda negli anni '80-'90). Secondo punto a sfavore, non meno importante, la regia è televisiva, di un piattume raro, riesce a rendere quei pochi e brutti effetti speciali presenti nel film ancor meno speciali e priva di inquietudine qualsiasi situazione descritta.


Per quanto riguarda la trama, diciamo che Ribelli lingue bagnate è un compendio di idiozia, un manuale del perfetto imbecille. Innanzitutto, parliamo della cornice, senza addentrarci troppo nel dettaglio per non fare spoiler. Il professore, a definirlo bastardo sconsiderato gli si farebbe pure un piacere, perché i metodi da lui utilizzati per insegnare ai poveri virgulti cosa sia la paura sarebbero come minimo da denuncia. Ma l'inizio di questa cornice, tanto quanto, sarebbe anche sopportabile... è il finale che, sconfinando nel surreale, lascia lo spettatore un po' perplesso e non in senso buono. In teoria, infatti, il saggio scopo della pellicola sarebbe quello di fare leva sulla paura che dovrebbero scatenare storie verosimili, che potrebbero dunque succedere a chiunque. Effettivamente, a parte la prima storia su cui torneremo, quelle narrate nel corso del film si basano tutte su questo principio... peccato che nel finale gli sceneggiatori abbiano inserito, nell'ordine, una sensitiva, uno scheletro semovente, un loop temporale e la solita menata del sogno premonitore. Effetto verosimiglianza mandato quindi alle ortiche in tempo zero, ma nel frattempo è anche vero che gli spettatori si erano sicuramente addormentati, quindi bisognava risvegliarli in qualche modo.


Le storie, invece, ci vengono presentate in ordine sparso per quanto riguarda la qualità, con la prima salvata da un finale esilarante, la seconda inguardabile e la terza un gradino sopra le altre (niente di trascendentale, ovvio, ma meglio della fuffa che la precede). Si parlava, par l'appunto, di deficienza. Allora, la prima storia, chiamata per comodità The Old Dark House, si basa interamente su uno scherzone che vi consiglierei di riproporre ai vostri congiunti se avete delle velleità suicide, con un tasso di stupidità che probabilmente non è stato raggiunto nemmeno dai peggiori esempi di Jackass. Più che una storia che impaurisce, parlerei di una storia che allibisce. La seconda, A Night on the Town, non è migliore: quattro sgallettate si affidano alla più stupida del gruppo per andare a folleggiare in città, senza un'idea delle strade da percorrere, senza benzina e senza cervello. La provvidenza, giustamente indispettita da tanta scempiaggine, deciderà di punirle scagliando loro contro l'unico barbone avvinazzato ed infoiato nel raggio di chilometri e un branco di cani assassini.  Più che di una caccia spietata, parlerei di un tedio mortale per lo spettatore, che passa quel quarto d'ora di film a vedere 'sto quartetto di dementi correre sui tacchi, inseguite dalle simpatiche bestiole. Vorrei far notare inoltre che il terzo cane del branco passa dalle dimensioni di un bastardino di media taglia (nei primi piani) a quelle di un grizzly (in campo lungo) nel giro di un paio di fotogrammi. Si salveranno le povere disgraziate da questi vili emuli di Cujo? Ma non ve lo dirò mai, dovete subire anche voi quello che ho subito io.


Menzione a parte merita invece All Night Operator, la tipica storia in cui una persona si ritrova a passare una notte solitaria, rallegrata tuttavia da un maniaco in vena di spaccare i cabasisi che, chissà come e chissà perché, riesce a superare guardie, restrizioni, polizia e quant'altro finché non arriva ad ottenere l'obiettivo che si era prefissato. Se gli eventi fossero stati spalmati in un'ora e mezza di film, inutile dire che sarebbe subentrata l'orchite, perché la qualità tecnica del segmento in questione è piatta e risibile come quella delle storie precedenti, tuttavia nel poco tempo a sua disposizione questo All Night Operator riesce ad inquietare ed intrattenere un minimo lo spettatore. Un po' poco per far guadagnare la sufficienza a Ribelli lingue bagnate, che non riesco a consigliare nemmeno per amore del trash o della risata fine a sé stessa. Quanto al titolo italiano, ragionandoci su, si potrebbe spiegare con tanta fantasia: c'è uno studente ribelle, ci si raccontano storie usando ovviamente la lingua per parlare e il tutto avviene in una notte di pioggia. Sì, vabbé, ciao. Evitatelo a prescindere, datemi retta.


Di Marc McClure (Kevin, il marito nel segmento The Old Dark House) ho già parlato qui.

Jim Wheat e Ken Wheat sono registi e sceneggiatori della pellicola. Americani, hanno diretto anche Il ritorno degli Ewoks. Anche produttori, Jim ha 60 anni e Ken ne ha 62. Dei due non sono riuscita a trovare foto, purtroppo!

Ramy Zada interpreta il Professor Edward Derek. Americano, ha partecipato a film come Due occhi diabolici e alle serie Miami Vice, Dallas, La signora in giallo, Melrose Place, NYPD, X-Files ed E.R. - Medici in prima linea. Anche regista, ha 54 anni.


Marg Helgenberger (vero nome Mary Marg Helgenberger) interpreta Alex nel segmento All Night Operator. Famosa per il ruolo nella serie CSI: Scena del crimine, ha partecipato anche a film come Always - Per sempre, The Tommyknockers, Specie mortale, Species II e alla serie E.R. - Medici in prima linea. Ha 54 anni. 


Una piccola curiosità: l'attore Alan Rosenberg, che interpreta il folle Richard nel segmento All Night Operator, è stato sposato proprio con la sua "antagonista" Marg Helgenberger. Se mai vi capitasse di vedere questo Ribelli lingue bagnate e vi innamoraste alla follia, vi suggerirei allora di vedere Trick'r'Treat, Creepshow e Creepshow II. ENJOY!!!!


12 commenti:

  1. secondo me solo grazie al titolo di questo film avrai un boom di visite!

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    1. Sai che ci ho pensato? XD
      E vabbé ma la malizia è nell'occhio di chi guarda... u___u

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  2. Oh...questo mi manca....magari recupero!Certo che titolo...:)

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    1. Se vuoi farti del male cara, go ahead! Secondo me si addormentano persino i pargoli XD
      E del titolo non parliamone, no, dai.

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    2. Lo sai che ogni tanto amo le schifezze....

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    3. Sì sì e ti comprendo bene, ma questa non è nemmeno una schifezza DI ridere, non è trash... insomma, tutto questo è noia e non ho detto gioia!

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  3. Certo che la distribuzione italiana con questo titolo si è proprio superata.....

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    1. Sì, credo di non averne mai sentito uno peggiore. Rischia di battere anche "Se mi lasci ti cancello"!

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  4. L'incipit del tuo post è meraviglioso :D

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    1. Ahahah grézie! :D Ridevo da sola mentre lo scrivevo, in effetti...

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