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domenica 29 giugno 2014

Puella Magi Madoka Magica Parte 1 - L'inizio della storia (2012)

Il 2 luglio verrà proiettato nei soliti due o tre cinema fortunati in tutta Italia e per un solo giorno Puella Magi Madoka Magica Parte 3 - La storia della ribellione. Mi è parso quindi doveroso rendere omaggio ad una delle serie recenti più innovative del panorama nipponico e scrivere un paio di post su quella che è diventata una trilogia, cominciando con  Puella Magi Madoka Magica Parte 1 - L'inizio della storia (劇場版 魔法少女まどか☆マギカ 前編: 始まりの物語 - Gekijōban Mahō shōjo Madoka Magika - Zenpen: Hajimari no monogatari), diretto nel 2012 da Yukihiro Miyamoto e Akiyuki Shinbou.


Trama: Madoka Kaname e la sua migliore amica, Sayaka Miki, vengono attaccate da una strana entità mentre cercano di salvare un ancor più strano essere, un buffo animaletto di nome Kyubey, da una ragazza appena trasferitasi nella loro scuola, Akemi Homura. Le due vengono a loro  volta aiutate da Mami Tomoe, che si rivela essere una Puella Magi, una ragazza magica che combatte le Streghe. Kyubey propone a Madoka e Sayaka di esprimere un desiderio e diventare così a loro volta Puella Magi per lottare assieme a Mami ma Homura cerca in ogni modo di fermare Madoka...


I maschietti probabilmente non ne avranno idea, ma noi ragazzine degli anni '80 e '90 siamo state letteralmente imbevute da storie di maghette giapponesi, prima con lo Studio Pierrot e dopo con la maledetta Sailor Moon che, col senno di poi, ha fatto più danni del colera. Lo Studio Pierrot era specializzato, negli anni '80, nel raccontare storie di ordinarie ragazzine che, grazie all'ausilio di uno o più animaletti parlanti, coronavano per un limitato periodo di tempo il sogno di ogni giapponese che si rispetti, ovvero diventare più grandi, più gnocche e possibilmente famose come cantanti, idol o maghe; ovviamente, quel genere di anime (i cui esempi più famosi in Italia erano Evelyn e la magia di un sogno d'amore, L'incantevole Creamy, Magica Emy e Sandy dai mille colori) aveva come morale di fondo il concetto che le protagoniste fossero in realtà magiche anche senza l'ausilio di bacchette o orpelli e nell'ultima puntata dell'anime le sgallettate lo capivano da sole allorché l'animaletto parlante, scaduto il tempo del "contratto", faceva loro il gesto dell'ombrello e spariva portando seco poteri e gadget, lasciandole più mature e consapevoli della loro reale tempra morale. Negli anni '80 le maghette combattevano i problemi dell'adolescenza e non avevano alcuna intenzione di salvare la Terra, negli anni '90 è arrivata invece Naoko Takeuchi con il suo Pretty Guardian Sailor Moon, praticamente la versione femminile e magica dei Power Rangers, dove un gruppo di studentesse ognuna vestita di un colore diverso si sbatteva a combattere contro i nemici dell'umanità rischiando morte, menomazioni fisiche, follia e chi più ne ha più ne metta. Dopo Sailor Moon c'è stata la tragedia, tra Magica Doremì, Pretty Cures, quegli abominii vestiti da gatto di cui non ricordo il nome (ah sì, Mew Mew, grazie uichipidia) e altre serie che sicuramente non conosco: il genere Maho Shojo era diventato un tripudio di coloratissime bimbeminkia dotate di poteri salvifici, spirito di sacrificio e, soprattutto, di cosplay e gadget da immettere sul mercato internazionale ai danni delle famiglie e della fragile psiche delle bambine che, ammettiamolo, da 'sti anime non avrebbero mai più imparato una beata mazza. Era dunque inevitabile che, prima o poi, questo genere ormai affossato da cloni, cliché e superficialità venisse fagocitato e reinventato da qualche mente brillante e sovversiva, come già era successo con Evangelion e i "robottoni". Ecco quindi la nascita di Madoka Magica.


L'inizio della storia, come si evince dal titolo, racconta i primi passi delle giovani studentesse Madoka e Sayaka all'interno del mondo delle Puella Magi. La pellicola (che poi è il riassunto dei primi episodi della serie Puella Magi Madoka Magica) ci presenta subito la protagonista sommergendoci di cliché kawaii e sdolcinati, come la solita fettina di pane smangiucchiata per strada per non arrivare in ritardo a scuola, l'amichetta tomboy che duetta con quella più raffinata, il personaggio misterioso che arriva portando apparente scompiglio nella vita banale ma perfetta dell'eroina, ecc. ecc. Anche il primo contatto di Madoka e Sayaka con la magia non è molto diverso da quello delle altre serie maho shojo perché c'è il solito animaletto in grado di conferire poteri magici affiancato da una veterana, Mami Tomoe, che per bellezza, fascino e abilità cattura in un attimo l'attenzione delle due povere scemine riempendo la loro testolina vuota di fantasie romantiche ed avventurose. Come infatti insegna Sailor Moon, le protagoniste di questo genere di anime solitamente accantonano in un angolo del loro cervello (se esiste) la possibilità di rimanerci secche combattendo dei mostri disumani, attirate piuttosto dalla possibilità di indossare costumini vezzosi e di utilizzare poteri sbrilluccicosi o, ancor peggio, perché convinte dalla mascotte di turno di essere le reincarnazioni di principesse/guerriere spaziali di dubbia origine; effettivamente, grazie anche a comode sceneggiature, le maghette hanno la fortuna di uscire da queste epiche battaglie con giusto un graffio o due, uno svenimento, una finta morte, ma nulla di più. Madoka Magica segue queste regole non scritte fino ad un certo punto, giocando subdolamente con lo spettatore scafato e piazzandogli a poco a poco, tra una gioiosa trasformazione e l'altra, una serie di colpi allo stomaco da manuale, diventando sempre più serio e "realistico". D'altronde, come diceva l’Uomo Ragno, “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”: se questo è vero allora perché i grandi poteri dovrebbero venire regalati da un pupazzetto alla prima mocciosa che passa, senza conseguenze, privando il mondo del suo naturale equilibrio? Il tempo del romanticismo e dei sogni che son desideri è finito e Madoka Magica lo dimostra intessendo una trama fatta di dolore, ambizioni infrante, subdoli inganni e crescente disperazione, alla faccia degli abitini fru fru e dei colori abbinati, svecchiando il genere maho shojo e proiettandolo in una spietata quanto affascinante modernità.


Dire altro sulla trama sarebbe un delitto e, per fortuna, Madoka Magica - L'inizio della storia non ha soltanto una bella ed intelligente sceneggiatura. L'anime è estremamente ben fatto per quel che riguarda il character design delle protagoniste, ognuna con la sua personalità che si ripropone sì nei colori e negli abiti indossati ma anche in piccoli dettagli e "tic", ma è soprattutto un capolavoro per alcune scelte di stile relative alla rappresentazione delle streghe e a un paio di flashback. L'animazione delle streghe è un meraviglioso delirio che combina ogni volta le più disparate tecniche di disegno e che, a tratti, ricorda i più ispirati quadri surrealisti: quando le protagoniste si inoltrano nei labirinti di queste creature può davvero succedere qualunque cosa e sono talmente tanti i dettagli in grado di far capire la natura passata della strega e l'ossessione che la dominava da perderci letteralmente la testa. L'altro picco di genialità (per quanto, sempre, inquietante come raramente accade in un anime "per ragazze") è il flashback che racconta la storia di Kyoko, dove delle figurine stilizzate, talvolta tenute proprio in mano dalla maghetta in questione, vengono mosse su sfondi animati di rara bellezza, talmente cupi da rasentare il sublime. Ultima scelta vincente è la colonna sonora, ennesimo esempio della furbizia dei realizzatori dell'anime, che mescola melodie tipiche di serie più "leggere" (esemplare la canzone tra l'ottimista e lo strappalacrime di Mami o i jingle che accompagnano le rare trasformazioni) a brani sottilmente disturbanti che non sfigurerebbero in un j-horror e che trovano l'apoteosi nella favolosa Magia delle Kalafina, utilizzata sia durante titoli di coda che nei momenti più "pesi" della pellicola. Dovessi proprio trovare un difetto a Madoka Magica - L'inizio della storia punterei il dito contro la perdita dell'effetto scioccante che la serie riusciva ad ottenere spezzando la storia in varie e sempre più drammatiche puntate, mentre qui lo spettatore si ritrova sopraffatto senza soluzione di continuità. Inoltre, c'è da dire che il film, omettendo pochissime sequenze della serie, risulta troppo lungo e sinceramente due ore e fischia di maghette, per quanto weird, rischierebbero di abbattere chiunque... soprattutto perché la protagonista Madoka, con tutti i suoi lamentosi e pigolanti ano... etto... chotto... farebbe perdere la pazienza a un santo e starebbe benissimo con quel mollo di Shinji Ikari. A parte questo, comunque, parliamo di una pietra miliare della moderna japanimation quindi non perdetela assolutamente!

Yukihiro Miyamoto è uno dei due registi della pellicola. Giapponese, ha diretto anche gli altri due film della trilogia, Puella Magi Madoka Magica Parte 2 - La storia infinita e Puella Magi Madoka Magica Parte 3 - La ribellione, nonché alcuni episodi della serie Madoka Magica. Anche animatore, ha 37 anni.


Akiyuki Shinbou è uno dei due registi della pellicola. Giapponese, ha diretto anche gli altri due film della trilogia, Puella Magi Madoka Magica Parte 2 - La storia infinita, Puella Magi Madoka Magica Parte 3 - La ribellione ed episodi delle serie Yu Yu Hakusho e Madoka Magica. Anche animatore e sceneggiatore, ha 53 anni.


L'universo di Madoka Magica non è limitato ai film e alla serie TV. Se non siete ancora saturi di maghette e affini potete recuperare i manga Madoka Magica, Oriko Magica e Kazumi Magica - The Innocent Malice, tutti editi in Italia dalla Planet Manga; il primo è semplicemente la trasposizione della serie, il secondo una ciofeca disegnata malissimo che vede Kyoko tra i protagonisti, il terzo un po' sciocchino ma interessante. Sono ancora inediti invece Puella Magi Madoka Magica - The Different Story, Gekijōban Mahō shōjo Madoka Magica - Shinpen - Hangyaku no monogatari (tratto dal terzo film) e l'antologica Puella Magi Madoka Magica Anthology Comic. ENJOY!

8 commenti:

  1. mmmh me lo segno, mi piacciono i film d'animazione, e se sono giapponesi ancora meglio ^_^

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  2. Ho amato l'anime, proprio perché non era la solita storiella in cui tutto finisce nel migliore dei modi. È stato forse il primo anime che ho guardato seriamente.
    E mi piacerebbe molto vedere i film, spero di riuscire a metterci mano.

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    1. A onor del vero i primi due film sono la trasposizione quasi fotogramma per fotogramma della serie (l'unica differenza si può trovare forse in qualche dialogo e nel fatto che il sogno di Madoka, ricorrente nella serie, si vede solo a metà del secondo film mi pare) quindi è meglio se il 2 ti fiondi a vedere The Rebellion Story che invece è tutto nuovo! *__*

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  3. Dovrò vederlo per rigor di completezza, mi sa, dato che la serie mi era davvero piaciuta molto - anche se più andava avanti più mi chiedevo che cazzo stessi guardando...

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    1. Ahahaah è successo anche a me ma, fidati, il terzo film inedito è ancora più delirante!!

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  4. Non ho mai visto nulla di Madoka Magica, ma devo essere sincero: ne avevo solo sentito nominare, non ho mai avuto il tempo di approfondire il tutto.
    Direi che devo iniziare con questo post :)

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    1. Secondo me è una serie che merita sia per la realizzazione che per le tematiche innovative e sono sicura che ti piacerà! :)

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