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domenica 7 dicembre 2014

CUB - Piccole prede (2014)

Nonostante il multisala savonese si ostini imperterrito a non programmare nulla di particolarmente esaltante, mercoledì sono andata a vedere CUB - Piccole prede (Welp), diretto e co-sceneggiato dal regista Jonas Govaerts.


 Trama: un gruppetto di scout va a passare un weekend di svago nel bosco, ma qualcuno o qualcosa li osserva...


La molla che mi ha spinta ad andare a vedere CUB - Piccole prede, come avevo già detto qui, è stata innanzitutto la mia avversione nei confronti della figura dello scout; senza entrare troppo nei dettagli e senza fare di tutta l'erba un fascio, diciamo che non ho mai amato l'ipocrisia e l'accozzaglia di beghine/i che trovano terreno fertile in un certo tipo di ambiente, detto questo continuiamo a parlare del film. Le mie aspettative sono state soddisfatte per un paio di motivi. In primis, i due sceneggiatori Jonas Govaerts e Roel Mondelaers sembrano sposare le mie idee in merito (o pregiudizi, se volete), dando vita ad un ritratto molto convincente della gita in cui sono impegnati gli scout e ovviamente, seconda cosa, le "punizioni" per la stronzaggine congenita di alcuni protagonisti sono adeguate e liberatorie. Quello che però ho apprezzato maggiormente di CUB è il fatto che all'inizio la pellicola sembra quasi una fiaba oscura, col protagonista schivo e odiato dai compagni che riesce a fare amicizia con la strana creatura chiamata Kai, arrivando a condividere con lui alcune esperienze e soprattutto una profonda solitudine; per quanto abusato, il tema della wilderness in cui perdersi o ritrovarsi, in particolare se legato ai bambini, è uno di quelli che preferisco perché veicola sempre una certa qual malinconia ed innocenza che trovo molto adatta alle atmosfere horror. Il resto della trama del film è un po' pretestuosa e derivativa, lo ammetto, ma nell'insieme la storia si mantiene interessante fino alla fine e, cosa non da poco, non si perde in spiegoni approfonditi né allieta lo spettatore con un finale definitivo ed univoco. Di più non dirò a questo proposito perché CUB trova la sua forza nella curiosità suscitata dalla figura che campeggia nel poster originale, ovviamente.


Per quanto riguarda la realizzazione, si vede che Govaerts è un appassionato di horror anni '70 e '80, cosa che giova parecchio alla pellicola. Al di là dello smaccato omaggio a Suspiria (uno dei personaggi ha il tema portante del film come suoneria del telefono) è indubbio che la colonna sonora di CUB rimandi molto a vecchi pezzi dei Goblin e ad atmosfere Fulciane, mentre l'ambientazione boschiva ricorda parecchio quella dei vecchi slasher americani. A questo si aggiunge, soprattutto nella seconda metà del film, un gusto tutto belga e francese per quelle figure feroci e spietate che macellano i loro pari senza una motivazione apparente ma con sovrabbondanza di crudeltà ed inventiva (le scenografie sono molto belle e le trappole presenti nel bosco, sopratutto una, geniali nella loro crudele efficacia!) che non risparmiano davvero nessuno. Anche gli attori sono molto bravi, soprattutto il protagonista, tuttavia leggendo su internet alcune recensioni mi è parso di capire che col doppiaggio italiano si perda il conflitto iniziale tra gli scout (provenienti da Nord dovrebbero parlare un dialetto fiammingo) e i bulletti che incontrano prima di inoltrarsi nel bosco (francofoni, nella fattispecie valloni) quindi forse varrebbe la pena recuperarlo in lingua originale. A parte questa mia fisima linguistica, posso dire tranquillamente che CUB - Piccole prede, pur non essendo l'horror dell'anno, è comunque una visione gradevole (soprattutto considerata la sua natura di opera prima), da guardare anche per disintossicarsi un po' dagli horror-fotocopia che ci propinano costantemente i Paesi anglofoni.


Jonas Govaerts è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Di origine belga, è al suo primo lungometraggio.


Se CUB - Piccole prede vi fosse piaciuto recuperate anche Tagli al personale, Shadow e Alta tensione. ENJOY!

20 commenti:

  1. Io, da bravo boyscout, l'avevo già in programma. Ora le tue parole mi hanno addirittura rassicurato sulla possibilità che fosse una cvagata (come quasi tutti gli horror, dopotutto :p)

    Moz-

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    1. Ho visto di meglio ma non è male, intrattiene!!

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    2. Bene bene, ma tanto era in lista... mi hai solo fugato ogni dubbio^^

      Moz-

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    3. Cuginastro, poi voglio sapere cosa ne pensi :)

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  2. La tua recensione mi fa aumentare la voglia di vedere questo film, che però sono sicuro mi toccherà vedere in streaming poiché dubito che arriverà nei cinema della mia città.

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  3. me lo segno proprio, ebbrava bollicina, grazie per averlo recensito xD

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  4. Molti miei amici scout sono andati a vederli, io me lo salto volentieri.

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  5. Io sono reduce del pessimo "Necropolis" e sto aspettando qualche horror degno del nome, perciò visto che dal trailer questo non mi incuriosisce molto lo volevo evitare, ma da quello che dici forse vale la pena dargli una chance!
    Mi ricorda un po "Blood Story"...vedremo!

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    1. Blood Story è molto più bello, non ha nulla a che vedere. E non ha nulla a che vedere nemmeno con Necropolis, che è una belinata astrale. Questo è carino, dagli un'occhiata!!

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  6. anche io non sopporto gli scout.
    quindi spero che questo film mi diverta...

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  7. Pensa un po', lo seguivo da tempo e non immaginavo uscisse addirittura in sala. Da me mi pare niente, ma sono muy muy curioso! :)

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    1. Qui è stato un miracolo, davvero. Ancora non mi capacito che sia uscito questo e non Clown...

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  8. Bella la locandina! E bella la nuova grafica del blog..

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  9. Visto anche io, ne ho parlato proprio oggi. Però sono molto meno entusiasta di te, con quel finale inguardabile...

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    1. Entusiasta è una parola grossa, l'ho trovato poco più che gradevole :) Comunque il finale a me non è dispiaciuto!

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