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venerdì 13 febbraio 2015

The Iceman (2012)

La settimana scorsa è uscito in Italia, con l'ovvio ritardo di un paio di anni, The Iceman, diretto e co-sceneggiato dal regista Ariel Vromen partendo dal libro The Iceman: The True Story of a Cold-Blooded Killer di Anthony Bruno, biografia che racconta la vita del killer Richard Kuklinski. Incuriosita, non me lo sono lasciato scappare...


Trama: Richard Kuklinski è per tutti un marito fedele e un buon padre di famiglia ma il suo lavoro in realtà è quello di killer al soldo del boss Roy Demeo. Quando i soldi cominciano però a scarseggiare e Richard rimane disoccupato, la sua vera natura si fa sempre più evidente...


Per me che sono abituata ai mafiosi glamour di Scorsese, alle pacchianate dei Soprano o a tamarreidi di caratura assai inferiore, The Iceman è davvero una strana bestia, sottile e glaciale come il protagonista che da il nome al titolo. Il film di Ariel Vromen non è fatto di momenti eclatanti o di autocompiacimento gratuito, piuttosto riesce ad insinuarsi sotto la pelle dello spettatore e a provocargli un freddo brivido lungo la schiena raccontando la vita apparentemente ordinaria di un mostro. Non ci sono altre parole per descrivere Richard Kuklinski, uomo che guarda le altrui esistenze come se avesse davanti il nulla assoluto e che decide di mettere su famiglia fondamentalmente per frapporre tra lui e la società civile un minimo di umanità ed amore che gli impediscano di perdere definitivamente il controllo. Non a caso la moglie Deborah è una povera ingenua, una verginella che ama gli uomini che si prendano cura di lei, la vizino, la coccolino e le dicano come vivere; Kuklinski grazie all'amore della donna riesce a creare quella famiglia ideale che non ha mai avuto (il padre era un pazzo e il fratello è in carcere) e vivere così l'apparente normalità di un immigrato perfettamente inserito all'interno del "sogno americano". Il problema, però, è che Kuklinski non è un uomo normale. Nonostante il codice d'onore che gli impedisce di uccidere bambini, il cosidetto Iceman infatti ama il gusto del sangue e ha una naturale tendenza a fare del male al prossimo, assecondando inquietanti e subitanei scatti di follia che diventeranno sempre più frequenti ed evidenti dopo la seconda metà del film, quando il nostro sarà costretto ad allearsi (sicuramente per soldi ma non solo) col terribile Mr. Freezy e i suoi strani metodi di conservare i cadaveri.


Il gelido cuore di tutto il film è un incredibile Michael Shannon, che subisce una portentosa trasformazione nel corso di The Iceman. All'inizio lo vediamo infatti come un anonimo proletario immigrato, quasi dimesso sia nell'aspetto che nell'atteggiamento, mentre man mano che la pellicola prosegue anche il look di Kuklinski cambia non solo per adeguarsi al passare degli anni (gli anni cafoni della disco music, per intenderci) ma anche al suo status di killer a sangue freddo, ormai ricco sfondato e anche troppo sicuro di sé. Come accade nei migliori esempi di questo genere di crime story i personaggi finiscono vittime dei loro stessi vizi e del mancato rispetto delle regole all'interno dell'ambiente criminale in cui si muovono; in questo caso, almeno per quel che mi riguarda, il valore della pellicola sta sempre nel riuscire a trasferire allo spettatore il senso di angoscia e rabbiosa impotenza del malvivente protagonista e The Iceman ci riesce in pieno. Questo, assieme all'interpretazione di Shannon e agli altri incredibili caratteristi utilizzati come cast di contorno (giuro che David Schwimmer non l'avevo affatto riconosciuto), è il fondamentale e necessario aspetto positivo di un film che, purtroppo, tende ad essere a tratti anche troppo lento e soporifero: l'ultimo quarto d'ora è una sanguinosa corsa sull'ottovolante ma per tutto il resto della durata si contano parecchi tempi morti e la particolare tonalità seppia della fotografia, unita ad una regia tutto sommato classica e di scarso impatto visivo, non aiuta in tal senso. Nonostante questi difettucci The Iceman rimane comunque un interessante excursus all'interno della mente di un serial killer "istituzionalizzato" che permette ancora una volta di testimoniare l'effettiva (e in questo caso reale) banalità del male che vive, invisibile ed impercettibile, accanto a noi.


Di Michael Shannon (Richard Kuklinski), Winona Ryder (Deborah Pellicotti), Chris Evans (Mr. Freezy), Ray Liotta (Roy Demeo), James Franco (Marty Freeman) e Robert Davi (Leonard Merks) ho già parlato ai rispettivi link.

Ariel Vromen è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Israeliano, ha diretto film come RX - Strade senza ritorno e Danika. Anche produttore, ha 41 anni e tre film in uscita.


David Schwimmer interpreta Josh Rosenthal. Meglio conosciuto come il Ross della serie Friends, lo ricordo per film come Wolf - La belva è fuori, Tre amici, un matrimonio e un funerale, Sei giorni sette notti e L'allievo, inoltre ha partecipato ad altre serie come NYPD, Blossom, ER - Medici in prima linea, Band of Brothers e 30 Rock. Come doppiatore ha prestato la voce a Melman nei film Madagascar, Madagascar 2 - Via dall'isola e Madagascar 3 - Ricercati in Europa. Anche regista e produttore, ha 48 anni e parteciperà all'imminente serie American Crime Story.


John Ventimiglia interpreta Mickey Scicoli. Americano, da me molto apprezzato per il ruolo di Artie ne I Soprano, lo ricordo per film come Mosche da bar ed Extreme Measures, inoltre ha partecipato ad altre serie come CSI - Scena del crimine. Anche sceneggiatore, compositore e produttore, ha 51 anni e due film in uscita.


Stephen Dorff interpreta Joey Kuklinski. Americano, lo ricordo per film come Non aprite quel cancello, Cuba Libre - La notte del giudizio, Blade, A morte Hollywood, Zoolander, Paura.com e World Trade Center, inoltre ha partecipato a serie come Pappa e Ciccia e Blossom. Anche produttore, ha 42 anni e tre film in uscita.


Il ruolo di James Franco è stato cambiato e sensibilmente ridotto ma avrebbe dovuto interpretare Mr. Freezy mentre Benicio Del Toro avrebbe dovuto interpretare Roy Demeo: diciamocelo, molto probabilmente Michael Shannon sarebbe stato eclissato da questi due pazzoidi ma il film sarebbe risultato ancora più interessante! Diludendo anche per la sostituzione di Maggie Gyllenhaal, scelta per il ruolo di Deborah e costretta ad abbandonare il progetto a causa della gravidanza. Detto questo, se The Iceman vi fosse piaciuto recuperate Quei bravi ragazzi e Blow. ENJOY!

16 commenti:

  1. A livello registico purtroppo un pò anonimo, ma interpretato alla grande da uno Shannon come al solito spaventoso.
    L'unico rimpianto è che poteva essere molto più incisivo.

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    1. Mamma mia, lui è davvero grandioso. Sì, a tratti il film è un po' soporifero, peccato.

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  2. ce l'ho lì da vedere assieme ad altri millemila titoli. Prima o poi... tanto, tardi per tardi... :)

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    1. Ma sì, tanto noi italiani non abbiamo mica fretta :P

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  3. Carino, ma dopo qualche giorno non rimane molto :) In effetti lui è un mostro travestito, mentre Shannon è un mostro nell'interpretazione :)

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  4. Giuro, David Schwimmer non lo avevo riconosciuto nemmeno io.

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    1. Effettivamente dopo questo film mi è toccato rivalutarlo!

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  5. Non so perché, ma come film non mi ispira proprio.
    Ma c'è Michael Shannon, quindi dovrò vederlo per forza.

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  6. Shannon è la colonna portante. Pur meritando comunque una visione, il film pecca di poco spessore registico.

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    1. Purtroppo sì ma d'altronde Vromen era agli inizi!

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