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mercoledì 4 novembre 2015

Dark Places - Nei luoghi oscuri (2015)

Memore di quel trionfo che è stato Gone Girl ho deciso di guardare Dark Places - Nei luoghi oscuri, diretto e co-sceneggiato dal regista Gilles Paquet - Brenner e a sua volta tratto da un romanzo di Gillian Flynn.


Trama: Libby Day è la sola sopravvissuta della strage che ha coinvolto la sua famiglia, apparentemente per mano del fratello Ben. Venticinque anni dopo, Libby viene contattata da un gruppo di appassionati al caso, che vorrebbero riaprirlo e scagionare Ben in quanto convinti della sua innocenza..


Cosa differenzia un film meraviglioso che ricordo ancora a distanza di un anno da un film che passa tranquillamente senza però lasciare nulla? Dopo tanti anni e tante stupidaggini scritte su questo blog ammetto di doverlo ancora capire ma paragonando Gone Girl a Dark Places mi sono resa conto che c'è qualcosa in Dark Places che non funziona ed è qualcosa che si può trovare facilmente nella prima metà del colpo di scena finale. Da incompetente appassionata non posso stare a sindacare sulla regia, anche se Fincher è un Autore mentre Paquet-Brenner mi è sembrato un bravo mestierante, ma posso tranquillamente dire che mentre Gone Girl mi aveva angosciata non tanto per ciò che mostrava quanto per quello che implicava, le riflessioni di Dark Places mi sono invece scivolate addosso perché l'intera pellicola mi è sembrata forzatamente proiettata verso QUELLO scoppio di follia, verso QUELLA "terribile" combo di psicosi familiare. Naturalmente, parlo da persona che ha solo visto il film senza leggere il romanzo di Gillian Flynn ma mi è parso che la rappresentazione dei luoghi "oscuri" dell'animo umano sia stata in questo caso molto superficiale; l'intero discorso del "male" insito nel sangue della famiglia Day, della perversa volontà di fare del male innanzitutto a sé stessi ma anche agli altri, dei terribili errori e sofferenze patite in nome dell'amore e del disagio radicato all'interno dei ceti sociali più poveri avrebbe meritato a mio avviso un approccio meno didascalico e più lasciato all'interpretazione dello spettatore, qui abbiamo solamente personaggi talmente "vinti" dall'esistenza che a un certo punto verrebbe voglia di allargare le braccia sconsolati ed increduli prima di andarsi ad impiccare in giardino. Allo stesso modo, mi è sembrato che sui personaggi ci fosse molto altro da dire, soprattutto per quel che riguarda Libby, suo fratello Ben, la madre e la sorellina impicciona, invece il regista e sceneggiatore non è mai riuscito a farli emergere del tutto da una condizione poco meno che stereotipata, impedendo loro di bucare lo schermo come avrebbero dovuto.


Dopo tutto questo, forse non mi crederete quando dico che Dark Places non è affatto un film brutto, anzi. A me è piaciuto perché questo tipo di thriller legati al marcio nascosto (neanche tanto) all'interno della provincia americana, dove i personaggi sono costretti a ricostruire e rivivere un passato che avevano cercato di lasciarsi alle spalle, è un genere che mi intriga parecchio, però mi è sembrato privo di personalità ed è stato incapace di coinvolgermi emotivamente. Un po' forse è anche colpa degli attori. Charlize Theron è sempre molto professionale e bellissima ma chissà perché mi è sembrato che stavolta la sua interpretazione "riposasse" sulle spalle di quelle di altre donne "dure" da lei già interpretate nel corso della carriera, Corey Stoll si vede sempre più spesso sul grande schermo ma a mio avviso non ha ancora il carisma necessario per accollarsi questo genere di personaggi ambigui e Chloe Moretz, dopo anni passati in cima alla classifica di piccole attrici da coccolare e seguire con attenzione, mi pare sempre più incapace ed esagerata nelle sue interpretazioni, una sorta di giovane Nicolas Cage in gonnella. Avrei preferito che venisse dato un po' più spazio a Kristina Hendricks e al suo personaggio di madre disperata e anche che l'"investigatore" di Nicholas Hoult fosse maggiormente approfondito invece di limitarsi a fungere da giovane e determinato deus ex machina. Insomma, speravo che Dark Places potesse darmi molto, forse troppo, e proprio per questo motivo sono rimasta più delusa di quanto avrei dovuto; la pellicola di Gilles Paquet-Brenner scorre placida, con qualche momento interessante, ma in definitiva lascia proprio poco dietro di sé. Forse giusto un po' di amaro in bocca e la voglia di leggere il romanzo della Flynn. Se questo era lo scopo, beh, direi che i realizzatori l'hanno raggiunto in pieno!


Di Charlize Theron (Libby Day), Nicholas Hoult (Lyle Wirth), Corey Stoll (Ben Day) e Chloe Grace Moretz (Diondra da ragazza) ho già parlato ai rispettivi link.

Gilles Paquet-Brenner è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Francese, ha diretto film come Walled In - Murata viva e La chiave di Sara. Ha 41 anni.


Per la serie "dove li ho già visti?": L'undicenne Sterling Jerins, che interpreta Libby da piccola, era già stata figlia di Brad Pitt in World War Z e figlia dei Warren in L'evocazione - The Conjuring; Tye Sheridan, il giovane Ben, aveva già partecipato a due filmoni come The Tree of Life e Mud e tornerà presto sul grande schermo nei panni di Ciclope nell'imminente X-Men: Apocalypse mentre Sean Bridgers, che interpreta Runner Day, era il disgustoso marito del film The Woman. Bentrovata anche alla bella Drea Di Matteo, Adriana La Cerva ne I Soprano, che qui interpreta Krissi Cates, ruolo che sarebbe dovuto andare a Christina Hendricks, la quale tuttavia ha poi preso il posto di Samantha Morton, impossibilitata a partecipare al film come Patty Day. Il ruolo di Libby sarebbe invece dovuto andare ad Amy Adams, la quale tuttavia non era disponibile quando è stato finalmente dato il via alle riprese. Detto questo, se Dark Places vi fosse piaciuto recuperate Mystic River, Sleepers e ovviamente L'amore bugiardo - Gone Girl. ENJOY!

16 commenti:

  1. Concordo.
    Una pellicola che si lascia guardare, ma non lascia nulla.
    Peccato.

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  2. Io lo voglio guardare lo stesso per la mia adorata Charlize,ma anche per Stoll e la Moretz,e mi piace l'ambientazione ed il plot di base.Peccato che mi pare concordino tutti i miei blogger preferiti sul fatto che il risultato finale sia sul *meh* :/

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    1. Guardare si guarda, eh. Solo che alla fine avrai quell'amaro in bocca di cocente insoddisfazione...

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  3. Perfettamente d'accordo, ho fatto poi lo stessissimo paragone con Gone Girl. Impossibile però fare confronti, fermo restando che questo è un film buono... e vogliamo poi parlare di quel finale logorroico?

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    1. Certo, il confronto è ingiusto ed impietoso però si poteva fare sicuramente di meglio.

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  4. A questo punto attendo il passaggio su Sky...

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    1. Ha senso, anche perché mi pare che i recuperi Sky siano molto veloci, probabilmente tra pochi mesi sarà già disponibile :)

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  5. concordo, il film si può guardare, è stato troppo criticato

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    1. Forse perché le persone, come me, si aspettavano un altro Gone Girl :)

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    2. Secondo me ha un grosso problema di hype,questo titolo,Vi saprò dire la mia quando lo vedrò!

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    3. Eh sì, credo che fondamentalmente uno dei problemi sia quello!

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  6. L'unico elemento di interesse nei confronti di questo film è il nome della Flynn. Sebbene tutti lo giudichino in maniera un pochino fredda (cosa che non mi sorprende perché ha tutta l'aria di essere un film alquanto debolino) resto abbastanza curioso e cercherò di vederlo il prima possibile.

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    1. Se ti piace il genere merita comunque una visione perché il film in sé non è brutto, affatto. Però "manca" di personalità ed è un po' superficiale...

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  7. Gone girl è stato un colpo di fulmine incredibile, una bomba di quelle ben piazzate, e queste aspettative e paragoni temo ci rovineranno il cuore perché anche io voglio vedere Dark Places nella speranza gli somigli anche solo da lontano!

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    1. Preparati al diludendo allora. L'unica cosa che posso consigliarti è di lasciare passare un po' di tempo e non pensare a Gone Girl prima di accingerti alla visione!

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