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domenica 26 giugno 2016

La canzone del mare (2014)

Nonostante sia passato un po' di tempo, sia dalla sua uscita che dalla sua nomination all'Oscar come miglior film d'animazione, arriva questa settimana nelle sale italiane La canzone del mare (Song of the Sea), diretto e co-sceneggiato nel 2014 dal regista Tomm Moore.


Trama: il piccolo Ben vive su una piccola isola irlandese col padre e con la sorellina muta Saoirse, nata lo stesso giorno in cui la loro madre è scomparsa. Ovviamente, Ben odia Saoirse ma tutto cambia quando la piccola finisce in pericolo a causa della suo retaggio fatato...


Quando ho avuto la fortuna di andare a Kilkenny, tra gli altri posti, mi è capitato di vedere in una vetrina il DVD di The Secret of Kells, cartone animato dall'aspetto particolare, palesemente realizzato in Irlanda, e non potete immaginare la sorpresa quando, lo stesso anno, ho saputo che tra i candidati all'Oscar come miglior film d'animazione ci sarebbe stato La canzone del mare, dello stesso regista. Siccome l'Irlanda e le leggende celtiche mi hanno sempre affascinata, nonostante non abbia mai avuto tempo per documentarmi come vorrei in proposito, ho accolto l'arrivo in Italia di La canzone del mare con doppia gioia visto che l'argomento del film è la misteriosa figura della Selkie, creatura del folklore irlandese e scozzese, metà donna e metà foca. La trama del film ha davvero il sapore di una di quelle fiabe che ci raccontavano da bambini, con creature leggendarie che per amore mescolavano il proprio sangue a quello degli esseri umani generando bambini sospesi tra i due mondi (quello reale e quello magico) e per questo spesso infelici o "maledetti", lasciando gli sposi inconsapevoli a dover affrontare situazioni fuori dall'immaginazione e, ovviamente, famiglie rovinate; il piccolo Ben, in questo caso, è stato costretto a crescere senza madre, con un padre incapace di affrontare il dolore della perdita e una sorellina, che non parla nonostante abbia sei anni, alla quale imputa la colpa di tutte le proprie disgrazie. Il dolore ed il senso di perdita, che allontanano le persone e le induriscono, ottenebrandone spesso il giudizio, sono i temi centrali di un cartone animato molto malinconico, all'interno del quale la meraviglia provata davanti al mondo fatato appena celato sotto la superficie della realtà prosaica va a braccetto con l'insostenibilità delle emozioni umane e con l'egoistica imperfezione che spesso le caratterizza. Le creature magiche dipinte in La canzone del mare, lungi dall'essere divinità superiori, hanno le nostre stesse debolezze e a causa di esse (oltre probabilmente al fatto che nessuno ormai crede più in loro) il loro mondo rischia di scomparire, inghiottito da un'oscurità che solo il canto di una Selkie potebbe dissipare.


Se il canto della Selkie può salvare il mondo magico, sicuramente la splendida musica che accompagna le immagini di La canzone del mare può salvare noi, o almeno la nostra sensibilità. Come le melodie di Joe Hisaishi diventano il cuore stesso dei poetici film d'animazione dello Studio Ghibli, così la musica composta da Bruno Coulais, in collaborazione col gruppo irlandese Kíla, diventa la fondamentale chiave di lettura di un film che fa del canto una sorta di passaggio tra i mondi, un retaggio culturale e sentimentale che passa di bocca in bocca, di genitori in figli, per ritrovarsi inaspettatamente sulle labbra di un terzetto di allegri "fati" dall'aspetto vagamente shakespeariano. Tra parole in gaelico che paiono ancora più misteriose e delicati testi inglesi, La canzone del mare sembra prendere letteralmente le onde, il vento e piccoli pollini delicati come la neve per riportarli vivi e potenti sullo schermo, creando un poema in movimento capace di incantare lo spettatore; alla tenerezza del personaggio di Saoirse, tanto piccolina e bianca da fare invidia persino a Sibert, si affiancano la folle fantasia di un vecchietto canuto dai lunghi capelli, una strega dagli occhi da gufo, giganti, barattoli misteriosi e una processione finale che farebbe quasi invidia a quella de La storia della principessa splendente, tanto è ben realizzata, per non parlare della toccante caratterizzazione data a Ben, a Conor e persino alla Nonnina, che a tratti sembra una banshee cicciotta. Per farla breve, mi sono innamorata e mi si dice che The Secret of Kells sia ancora più bello de La canzone del mare quindi non posso fare altro che recuperarlo, mentre a voi consiglio di immergervi nel mondo fatato di questo dolcissimo film d'animazione.


Di Brendan Gleeson, la voce originale di Conor e Mac Lir, ho già parlato QUI.

Tomm Moore è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Irlandese, ha diretto film come The Secrets of Kell. Anche animatore e produttore, ha 39 anni e due film in uscita.


Fionnula Flanagan è la voce originale della nonna e di Macha. Irlandese, ha partecipato a film come Svegliati Ned, The Others, L'ultima alba, Transamerica e a serie come Il tenente Kojak, La donna bionica, Saranno famosi, Hunter, Colombo, La signora in giallo, Nip/Tuck e Lost. Anche produttrice, ha 75 anni e due film in uscita.


Se La canzone del mare vi fosse piaciuto recuperate Wolf Children e Ponyo sulla scogliera. ENJOY!

12 commenti:

  1. L'avevo inizialmente mal giudicato: se poi mi citi anche la Principessa, devo recuperarlo assolutamente.

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    1. Secondo me piacerà un sacco anche al Fordino!! :)

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  2. Aaw ma che tenerezza! Recupererò perché questo me lo sono perso, nel senso che non lo conoscevo proprio.

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    1. E' che come al solito non l'hanno pubblicizzato per nulla ed è uscito in sordina. Peccato.

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  3. Mi dispiace che non è stato distribuito dalle mie parti. Ma almeno ho la certezza che un giorno lo vedrò in italiano.

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    1. Se posso dire, visto lo stupendo accento "oirish" che usano, meglio la versione originale :)

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  4. Davvero un bell film, sono rimasto soddisfatto (La protagonista Saoirse conm le sue espressioni facciali mi è piaciuta tantissimo). Peccato che ci sia stata nessuna pubblicità perché il film meritava, almeno per spezzare un po' il duopolio Disney-DreamWorks in Italia.

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    1. Saoirse a tratti mi spezzava il cuore, piccina. Dev'essere brutto avere un fratello che ti odia ed essere troppo piccoli per capire il perché. Concordo con te, è un peccato che certi cartoni vengano praticamente "nascosti"...

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  5. Assolutamente stupendo (piango)! Io mi immedesimo di più nel fratello però.

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    1. Il fratellino è comprensibile, poverino: con tutta la buona volontà non è facile perdere la mamma "per colpa" di una sorellina, soprattutto se il padre non riesce a scuotersi dal dolore. Bellissimo film comunque.

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  6. È di una bellezza toccante. Visto e rivisto con i miei figli è un momento di unione che ci scalda il cuore ogni volta.

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    1. I tuoi figli cresceranno bene se tra le opere di riferimento hanno questo gioiellino! :)

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