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mercoledì 1 giugno 2016

Tag (2015)

Spinta da un paio di gif viste in rete ho deciso di cercare in questi giorni Tag (リアル鬼ごっこ - Riaru Onigokko), diretto e sceneggiato nel 2015 dal regista Sion Sono partendo dal romanzo Real Onigokko di Yusuke Yamada.


Trama: durante una gita in pullman assieme alle compagne, Mitsuko si ritrova ad essere l'unica sopravvissuta ad un attacco di vento omicida che ha letteralmente diviso in due le altre studentesse. Questo evento traumatico è però solo l'inizio di un incubo ben più complesso di quanto non appaia...



Di Tag avevo già visto qualcosina l'anno scorso, quando avevano cominciato a circolare in rete delle gif basate sulla scena clou della pellicola, quella dell'autobus tagliato in due, un trionfo di sangue e corpi mozzati; qualche giorno fa mi è capitato di vedere il trailer nella sua interezza e, se è vero che la sequenza in questione rimane la più sconvolgente ed importante, nel corso del breve filmato ero più o meno riuscita ad evincere che l'argomento del film fosse una sorta di "caccia alle studentesse" portata avanti da un'entità misteriosa. In realtà, senza fare ovviamente spoiler, durante la visione di Tag mi sono resa conto che la questione è un bel po' più complicata e che guardare la pellicola di Sono non è proprio come approcciarsi ad un banale horror splatter nipponico. Purtroppo, non ho mai avuto modo di leggere il romanzo di Yusuke Yamada, anche perché è reperibile solamente in lingua giapponese, tuttavia pare che il regista ne abbia ripreso solo il titolo e poi sia andato un po' per i fatti suoi; se non ho capito male (purtroppo ci sono pochissime recensioni del romanzo in rete) la storia originale racconta di un futuro distopico in cui alcune persone unite da una caratteristica comune, per esempio lo stesso cognome, vengono uccise durante un "tag game", più o meno il nostro "ce l'hai", come da titolo giapponese. In realtà, separando il kanji di oni e l'hiragana di gokko, il titolo potrebbe anche suonare come "la finzione del demone" e Sion Sono pare aver scelto proprio questa seconda sfumatura per approcciarsi al film, costantemente immerso in una dimensione quasi onirica all'interno della quale è difficilissimo, se non impossibile, comprendere cosa sia reale e cosa no. La vita stessa della protagonista viene messa in discussione, non tanto per le minacce di morte che le incombono sulla capoccetta ma proprio per il modo in cui Mitsuko si accorge, ad un certo punto, di non riconoscere più dei volti e delle situazioni che dovrebbero invece esserle familiari, a cominciare dal suo stesso viso riflesso in uno specchio.


Sfruttando il punto di partenza "horror" offerto da Yamada, il regista realizza una critica alla società giapponese che vorrebbe tutti incasellati (nel bene e nel male, ci mancherebbe) e quindi prevedibili e controllabili, a cominciare dalle donne. Studentessa modello, moglie devota, donna di successo, nel corso del film Mitsuko diventa tutte queste cose e nessuna di esse, in quanto la decisione di cosa essere non dipende da lei, bensì da una volontà esterna che può essere sì quella di un fantomatico "demone", ma soprattutto della società intera, che plasma le persone attraverso una libertà illusoria e in definitiva le spersonalizza. Sono, soprattutto all'inizio, si concentra parecchio sulle "marachelle" di Mitsuko e delle sue amiche ma non c'è nulla di spontaneo in quello che fa questo gruppetto di studentesse giapponese sui generis, tanto che sia la regia che la colonna sonora sono le stesse che potrebbero venire usate in uno sceneggiato televisivo nipponico; in un trionfo di mutandine intraviste, sorrisini e urletti gioiosi, Mitsuko e le altre giocano e corrono innocenti ma basterebbe un unico gesto inaspettato per mandare in frantumi l'illusione di una giornata (e di una vita) perfette. Lo sporadico utilizzo di scene gore e surreali piazzate ad hoc tra una sequenza e l'altra rappresenta, a mio avviso, proprio tutto il marciume nascosto dietro l'ostentata apparenza e il rispetto delle aspettative sociali e tradisce l'animo corrotto ed impietoso dei grandi poteri capaci di dirigere anche le vite più banali ed insignificanti, non solo in Giappone ovviamente. Seguendo il filo di questo ragionamento, devo dire che ho trovato il finale di Tag molto debole rispetto a tutto quello che viene mostrato e suggerito prima o, meglio, ho trovato debole la "rivelazione finale" (se i nipponici non ricorrono a un po' di sano trash non sono contenti, pare) mentre le ultime scene chiudono alla perfezione il cerchio della pellicola, con una poesia che non mi sarei mai aspettata di trovare dopo aver visto i trailer. In definitiva, Tag è sicuramente un film da recuperare e mi ha fatto venire voglia di conoscere meglio Sion Sono.

Sion Sono è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Giapponese, ha diretto film come Suicide Club, Noriko's Dinner Table, Exte: Hair Extensions, Love Exposure, Cold Fish, Themis, Guilty of Romance e Why Don't You Play in Hell?. Anche attore, compositore e produttore, ha 55 anni e un film in uscita.


Dal romanzo Real Onigokko di Yusuke Yamada sono stati tratti già altri film, ovvero The Chasing World, The Chasing World 2 (entrambi diretti da Issei Shibata), The Chasing World 3, The Chasing World 4, The Chasing World 5 (diretti da Mari Asato) e la miniserie televisiva del 2013 Real Onigokko: The Origin; se Tag vi fosse piaciuto recuperateli e aggiungete As the Gods Will e magari Battle Royale. ENJOY!

21 commenti:

  1. Sembra alquanto folle.... E forse potrei dargli un'occhiata....

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    1. Se ti capita di guardarlo fammi sapere come t'è sembrato!

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  2. Mi incuriosisce parecchio,provo a proporlo al boss!!!

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    1. A naso, il tuo boss potrebbe detestarlo :D

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    2. Ci sono le scolarette giappe,ci provo ;)

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    3. Ahahah anche lui vittima di questo insano feticismo?

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    4. Fra i vari,sì.Non ti dico in Giappone che strazio XD

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    5. Tra l'altro, poverelle, con quelle gambette storte!

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    6. Il Khal non se ne preoccupa,delle gambette storte XD

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    1. Segna, segna, prima che diventi impossibile da recuperare!

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  4. Sion Sono è un fottuto genio. La sua trilogia del suicidio (Suicide Club, Noriko Dinner's Table, Strange Circus) aveva meravigliato noi amanti del cinema asiatico. Poi è arrivata quell'opera assurda ed eccezionale che è Love Exposure: 4 ore di follia che solo i giappo possono concepire. Guilty Of Romance credo sia l'unico film suo distribuito anche in Italia in home video. Erotismo selvaggio, violenza e degrado in una rilettura assai particolare di un racconto di Kafka. Himizu e soprattutto Cold Fish sono due film in cui la violenza abbonda e tracima in alcune scene talmente disturbanti da rendere difficile sostenerne la visione.
    Un mito!

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    1. Nonostante adori il Giappone e il cinema asiatico è la prima volta che mi ritrovo ad "affrontare" Sono: segno tutti i titoli che hai citato e spero di riuscire a recuperarli quanto prima, grazie!! :D

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  5. Io ho visto solo Strange Circus che è un film della Madonna. Vedilo tipo subito.

    Voglio questo fiiiilm! Bollina, aiutamiiiiii!

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    1. Sto scomodando il potere del Cristallo di Luna, spero possa venirti in aiuto!!!

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  6. Così folle che sono curioso e molto...ma dove li trovi? ;)

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    1. Attendi anche tu con ansia il Cristallo di Luna!

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  7. L'idea mi piace, ma potrebbe essere troppo gore.

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  8. Di Sono ho visto poco, ma posso confermare che sia proprio fuori come un balcone. Questo spero di vederlo perché mi sembra davvero delirante...

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  9. Rece perfetta Erica, e completissima.
    C'è tutto, dal romanzo originale al significato del titolo del film, dalle tematiche alle tue interpretzioni.

    Su alcune non condividiamo (nel senso che diciamo cose diverse) ma condividiamo lo stesso (nel senso che troviamo, credo, entrambi condivisibili (già) le idee dell'altro

    sta di fatto, e queste diverse opinioni lo dimostrano, che questo è un film molto più stratificato di quello che sembra..

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    1. Grazie per aver letto il post :)

      Sono completamente d'accordo con te, e dire che Tag mi era sembrata una supercazzola da tenere buona per una serata distratta, invece nasconde molto più di quello che mostra agli incauti che si avvicinano attratti dal trailer splatteroso... :P

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