Pagine

domenica 23 dicembre 2018

Await Further Instructions (2018)




Che Natale sarebbe senza almeno un horror a tema? Se lo è chiesto Lucia, che mi ha spinta a recuperare Await Further Instructions, diretto dal regista Johnny Kevorkian. Colgo l'occasione per farvi gli auguri di buon Natale perché il blog rimarrà in pausa fino a giovedì, per poi riprendere con le uscite delle feste, se ci saranno... e le classifiche di fine anno!


Trama: la vigilia di Natale, i membri di una famiglia inglese si riuniscono a casa del patriarca per festeggiare ma il giorno dopo si ritrovano tutti bloccati nell'edificio mentre la TV trasmette messaggi sempre più inquietanti...



Io ho la fortuna, da che sono nata, di passare le feste di Natale sempre con le stesse, amatissime persone. Come tutte le famiglie, non siamo perfetti, per carità: ci sono piccoli screzi, scazzi da tensione natalizia, discussioni che prendono piede quando meno ce lo si aspetta ma comunque a me (e credo anche a loro) fa piacere passare il Natale assieme, scofanandoci l'impossibile per poi concludere il tutto degnamente, giocando a carte e bestemmiando in amicizia. Ciò però non accade quasi mai negli horror a tema natalizio, soprattutto non succede nel terribile Await Further Instructions, dove l'inglesissima famiglia protagonista è già sfasciata in partenza e la situazione in cui i suoi membri si vengono a trovare si "limita" ad esacerbare ogni conflitto fino all'inverosimile. Nell'ordine, abbiamo Nick, giovane acculturato di belle speranze che ha deciso di troncare ogni contatto con la famiglia e di mettersi con la dottoressa indiana Annji, un'unione interraziale che ovviamente ha suscitato lo sdegno dei più (fa male vedere come il padre di lui si sforzi di non chiamarla mai Annji ma sempre Angie o Angela, come se il suo nome fosse un'offesa all'Inghilterra e al cattolicesimo); suo padre, Tony, granitico testa di cazzo con frustrazioni che risalgono all'infanzia e lo spingono a mostrarsi "uomo" sempre e comunque; sua madre, una poveraccia succube del marito che vorrebbe solo che tutti si amassero; il nonno, razzista, ignorante e generalmente cattivo con chiunque, soprattutto col suo stesso figlio; infine, la sorella Kate, il trionfo della becera ignoranza e della supponenza (non ai livelli di una mamma pancina ma sicuramente di quelle che commentano i post di Salveenee), accompagnata da un marito scemo come un tacco con più muscoli che cervello. Umiliati, insultati a più riprese e vessati fin dal primo minuto di presenza, Nick e Annji decidono, e date loro torto, che non passeranno il Natale con una manica di cretini simili e di involarsi alle prime luci dell'alba senonché, al momento di fuggire, si ritrovano ogni uscita sbarrata da un'impenetrabile cortina metallica. Come sovrappiù, cellulari ed internet non funzionano e lo schermo della TV comincia a mandare messaggi in testo verde su fondo nero, cose lapidarie ed inquietanti come "Attendete ulteriori istruzioni" oppure "Qualcuno di voi è contaminato, isolatelo", che non fanno che accrescere tensioni, diffidenze e paranoia, soprattutto nel momento in cui Tony decide di eleggersi capobranco e di "comportarsi nel modo migliore possibile durante il peggiore dei giorni", con ovvie, orrende conseguenze.


La testardaggine bovina con la quale buona parte della famiglia di Nick segue pedissequamente istruzioni assurde perché apparentemente emesse dal Governo (quello stesso Governo che Tony e suo padre criticano per l'apertura agli immigrati, rea di aver mandato a bagno l'intera Inghilterra, per la cronaca), al punto da nuocere persino ai membri di quella stessa famiglia, va dall'angosciante all'incredibile, nel senso che spesso non si crede a quanto i personaggi possano essere ciechi di fronte alla possibilità che la situazione non dipenda da qualcosa di "ufficiale" ma che sia solo un esperimento perverso. Accanto al folle Tony, che si aggrappa alla possibilità di essere finalmente il leader che avrebbe sempre voluto essere e di sfogare risentimenti verso figlio e genitore, i peggiori sono il nonno, pronto a disprezzare il prossimo anche nei momenti di disperazione assoluta, e soprattutto Kate, incapace a farsi valere se non per questioni futili e pronta, a sua volta, a sacrificare il bambino che porta in grembo in nome di un folle attaccamento al branco e dell'odio verso chi è riuscito a staccarsene, come il fratello. Spesso la suspension of disbelief va a farsi dei gran giri, soprattutto quando la minaccia che incombe sulla famiglia comincia a palesare la sua natura, ma il modo in cui Kevorkian e lo sceneggiatore Gavin Williams giocano sulle paure, sulla piccineria umana dei personaggi, sulla situazione di profondo disagio politico, economico e sociale che tocca non solo l'Inghilterra della Brexit ma anche il mondo intero, è il vero punto di forza del film, prima ancora del suo aspetto horror; soprattutto, i realizzatori giocano sul desiderio di avere qualcosa a cui aggrapparsi nei momenti di reale terrore, quando tutte le certezze vengono meno e la speranza che arrivi un deus ex machina a salvarci, per quanto irrazionale, ci fa tornare indietro di almeno duemila anni. Soprattutto a Natale, quando i miracoli possono accadere, anche davanti a qualcosa che ricorda parecchio la tecnologia da incubo del vecchio Cronenberg. A voi, cinici come me che vorrebbero vedere tutte le famiglie conciate, letteralmente, per le feste, non posso fare altro che consigliare la visione di Await Further Instruction, la dimostrazione di come ottimi horror arrivino quasi sempre dall'Inghilterra.


Di David Bradley, che interpreta il nonno, ho già parlato QUI.

Johnny Kevorkian è il regista della pellicola. Probabilmente inglese, ha diretto film come The Disappeared ed è anche sceneggiatore e produttore. Ha un film in uscita.




8 commenti:

  1. Lo segnalerò al Khal, sembra caruccio assai!
    Tanti auguri anche a te <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Visto,non mi è dispiaciuto,anche se i momenti #maccosa abbondano XD avrei gradito un po' più di spiegone finale,ma pazienza!Il Khal ha commentato "troppo inglese", che sta per "fatto con dù soldi" XD

      Elimina
    2. Pensa che io invece adoro gli horror inglesi :PPP

      Elimina
  2. Mai sentito. Ma chi rinuncia a un bell'horror, oltretutto a tema?

    RispondiElimina
  3. ahhaah forte la definizione "scazzi da tensione natalizia" :D.
    Un'ottima segnalazione per Natale: l'immagine iniziale è decisamente inquietante, anche se l'elemento fantascientifico mi toglie un po' di Hype, però l'horror con fine di critica sociale è sempre stato il mio preferito (assieme all'horror smaccatamente di cazzeggio alla Bad Taste).
    Ovvimanente immagino in Italiano non esista...

    Detto questo, tanti auguri di buon Natale :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo non ancora. Chissà se un giorno santa Netflix non lo porterà nel catalogo!

      Elimina