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martedì 15 gennaio 2019

Il Bollalmanacco On Demand: Loveless (2017)




Primo On Demand dell'anno! Inaugura il Bollalmanacco On Demand 2019 la cara Patrizia, che ha richiesto Loveless (Nelyubov), diretto e co-sceneggiato nel 2017 dal regista Andrey Zvyagintsev. Il prossimo film su richiesta sarà Lake Mungo! ENJOY!


Trama: il figlio di una coppia in procinto di divorziare scompare misteriosamente. I genitori saranno costretti a collaborare, in qualche modo, per ritrovarlo...



Siccome sono fissata con le lingue, sono andata a vedere il significato letterale della parola Nelyubov. La prima traduzione che viene offerta è "disgusto" o anche "disaffezione", due parole che, assieme a "loveless", senza amore, contribuiscono ad arricchire il film di Andrey Zvyagintsev di nuovi significati e a renderlo una pellicola ancora più cupa e triste di quanto già non sia. Sono abituata ad incappare in personaggi odiosi, insopportabili e cattivi nella marea di film horror che guardo annualmente, ma pochissime volte mi è capitato di vedere un dramma popolato da persone inqualificabili, il cui disgusto verso qualunque cosa li circondi, familiari in primis, è secondo solo al loro cieco egoismo, alla loro letterale incapacità di prendersi le proprie responsabilità perché accecati dal loro ego, grande come una casa. Zhenya e Boris, moglie e marito in procinto di divorziare, sono due esseri orribili e ciò che si dicono reciprocamente o che vomitano sugli altri nel corso del film è qualcosa di talmente pesante e crudo da mettere i brividi; a farne le spese è principalmente il piccolo Alyosha, dodicenne costretto a subire le angherie di una madre che lo ha messo al mondo perché "convinta" dal marito e ad ascoltare gli amarissimi litigi di due genitori che si detestano, accusandosi reciprocamente di essersi rovinati la vita principalmente a causa della scelta di mettere al mondo un figlio. Non stupisce, quindi, che a un certo punto Alyosha se ne vada di casa. Ora, in un qualsiasi dramma o commedia italiano o americano, i due genitori durante questa esperienza avrebbero trovato modo non dico di rimettersi assieme ma perlomeno di riconciliarsi, di sfruttare il dolore come punto d'unione, di ritrovare il rispetto reciproco. Invece, Loveless è un film che più pessimista non si può e la scomparsa di Alyosha è tanto dolorosa quanto inutile, non solo perché non risolve alcun tipo di conflitto ma anche e soprattutto perché non modifica i personaggi di una virgola, condannandoli a ripetere sempre gli stessi errori. Zhenya e Boris, a prescindere dalle situazioni in cui verranno a trovarsi, rimarranno sempre, rispettivamente, fino all'ultimo fotogramma, una debole stronza egoista che non è riuscita a diventare migliore della madre pazza e un debole stronzo egoista, convinto che amare una donna significhi metterla incinta così da avere una famiglia felice come quelle degli spot TV. Almeno finché non subentra la noia per quella fidanzata non più così giovane e per quel figlioletto inevitabilmente rompicoglioni.


Lo spettatore costretto a testimoniare, come del resto i poveri volontari che si impegnano a cercare Alyosha, tanta pochezza d'animo, si ritrova preso da due desideri contrastanti: da una parte, si spera che il bambino non venga mai più ritrovato o che risulti morto, così da infliggere una punizione gigantesca ai due stupidi genitori, dall'altra, ovviamente, si parteggia per il suo eventuale ritrovamento, perché effettivamente il pargolo non ne può nulla. Soprattutto, considerato che il regista non lesina carrellate su carrellate assai realistiche di paesaggi brulli ed innevati, fiumi cupi, foreste sterminate, città affollate, palazzi che sembrano alveari e luoghi abbandonati che possono celare ogni genere di pericolo, si arriva a temere per la vita di Alyosha e a vergognarci per esserci, per almeno una mezz'oretta, dimenticati di lui, impegnati com'eravamo a seguire la squallida, insoddisfacente quotidianità di due genitori troppo presi da lavoro ed autograficazione. Alyosha, finché non scompare, risulta infatti come il rumore di sottofondo di una radio e una TV che raccontano il terrore per la fine del mondo prima e l'orrore della guerra in Ukraina poi; c'è ma non lo notiamo, concentrati come siamo sul nostro piccolo mondo dove possiamo comportarci da infantili stronzi quanto vogliamo, tanto non cambierà nulla. Loveless è un film duro, spietato, con degli attori bravissimi costretti in personaggi scomodi, un'opera che mi ha sconvolta spesso e che mi ha spinta alle lacrime almeno due volte, una per la rabbia e la frustrazione (l'immagine di Alyosha che piange in silenzio mentre i genitori litigano è straziante), l'altra per un temporaneo sollievo. Sottolineo, temporaneo, ché se cercate consolazione da questo splendido e terribile Loveless avete davvero sbagliato film.

Andrey Zvyagintsev è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Russo, ha diretto film come Il ritorno e Leviathan. Anche attore e produttore, ha 55 anni.




8 commenti:

  1. Grazie, cara Erica.Sai che sono stata male a vedere Loveless. Per l'indignazione che coglie inevitabilmente lo spettatore di fronte ad una realtà così cruda ed anafettiva. In un film girato in modo magistrale, però. Film d'autore di tutto rispetto. Ma pesante come un macigno.
    Sottoscrivo e concordo con tutto ciò che scrivi.
    Ciao! Alla prox.

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    1. Grazie a te per la richiesta e per avermi fatto scoprire un film difficilissimo da sopportare ma splendido :)

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  2. Mi incuriosisce molto e vorrei guardarlo ma per come sono fatta credo che passerei tutto il film a piangere.

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    1. Non penso sia possibile visto che i protagonisti tirano fuori odio più che pietà :)

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  3. La tua analisi è dura, a tratti cinica, ma lucidissima, esattamente come il film...
    Che del resto è nato proprio per generare queste riflessioni...

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    1. Purtroppo non posso farci nulla. Giuro che a un certo punto ho pensato "siete due maledetti idioti e vi starebbe bene ogni cosa brutta che potrebbe capitarvi".
      Mai provato così tanto odio!

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  4. E' già nella lista dei film candidati all'Oscar da recuperare, ma ora certamente so che lo devo vedere al momento più "consono" ;)

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    1. Eh, diciamo che ci vuole molta predisposizione d'animo per affrontarlo...

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