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mercoledì 13 febbraio 2019

Cold Hell - Brucerai all'inferno (2017)

Ultimo film recuperato dalla classifica stilata da Dread Central relativamente alle pellicole distribuite su Shudder. Stavolta parlerò dell'austriaco Cold Hell - Brucerai all'inferno (Die Hölle), diretto nel 2017 dal regista Stefan Ruzowitzky.


Trama: una giovane tassista si ritrova a testimoniare un efferato omicidio e presto comincia ad essere perseguitata dal serial killer...



Dopo aver guardato Cold Hell mi sono resa conto che anche Lucia ne aveva parlato QUI e mi ritrovo abbastanza concorde col suo giudizio e soprattutto con la sua prima affermazione: "Quando anche gli austriaci ti fanno il culo, e persino su quello che, fino a 35 anni fa, era il tuo terreno privilegiato, ovvero il Giallo, è il caso di cominciare a preoccuparsi". Lucia ha ragione, innanzitutto perché il film in questione fa il culo al 99% dei film italiani che escono mensilmente nei cinema quindi bisognerebbe solo che vergognarsi, e poi perché Cold Hell è in effetti un giallo più che un horror, con molte sequenze realizzate seguendo stilemi codificati da Mario Bava prima e Dario Argento poi, che vedono un killer senza volto immerso nel buio, armato possibilmente di un'arma da taglio, silenzioso perpetuatore di efferati omicidi ai danni di donne indifese alle quali si aggiunge un testimone che, ahilui/lei, ha visto tutto. In questo caso c'è una lei, una tassista che sembra quasi la sorella gemella di Lisbeth Salander da tanto è silenziosa (anche lei come il killer), spaccaculi, traumatizzata da un misterioso passato e relegata ai margini della società. Una ragazza di origini turche, nientemeno, all'interno di un'Austria sempre più orientata verso destra e verso politiche anti immigrazione, che si ritrova a dover fuggire da un killer che vuole ucciderla e che, ovviamente, non viene creduta o comunque viene presa sottogamba proprio perché donna, straniera e reietta. Un dialogo surreale come "Sei turca, vero?" (ovviamente frase pronunciata con ironico disprezzo) "No, sono austriaca" è il primo approccio di Özge, questo il nome della ragazza, con l'ispettore che dovrebbe crederle e salvarla, un mentecatto razzista il quale, come spesso accade, si rivelerà tale solo perché afflitto da gravissimi problemi personali ma che, nonostante questo, non conquisterà mai al 100% la fiducia della protagonista. Infatti, come le migliori eroine dei revenge movie, la tassista si impegnerà a farsi giustizia da sé quando il killer arriverà a passare il limite, mettendo a repentaglio non solo la sua vita ma anche la sua disastrata famiglia, un trionfo di padri padroni, donne schiavizzate e figlie ribelli.


Prima ho citato Lisbeth Salander e anche qui l'ideale sottotitolo di Cold Hell potrebbe essere "uomini che odiano le donne" ma soprattutto "uomini CREDENTI che odiano le donne". Il killer le detesta infatti per motivi prettamente religiosi, il padre della protagonista sfrutta sempre la religione per stabilire il suo dominio indiscusso in casa, l'ispettore interpretato da un insospettabile Tobias Moretti apparentemente odia le donne soprattutto se straniere e in tutto questo Özge si ritrova a dover lottare con le unghie e con i denti fin dall'inizio, per sopravvivere all'inferno di città misogina e pericolosa in cui è costretta a vivere e all'Inferno nel quale le augura di precipitare il serial killer poiché rea di essere libera, "sfacciata", indipendente. Insomma, non sia mai che una ragazza turca in Austria possa rialzare la testa e sputare in faccia a quanti la vorrebbero sottomessa. Per fortuna Özge, incarnata dalla cazzutissima (e bellissima, alla faccia della mancanza di trucco, dei tagli e dei lividi) Violetta Schurawlow, è una perfetta eroina badass che mena calci e pugni come un fabbro ferraio odiando l'avversario con passione, ed è anche un'autista provetta e spudorata, come dimostrano le due o tre sequenze action a bordo del taxi; concitate e sicuramente meno raffinate rispetto a quelle concertate dai Maestri del giallo all'italiana, costituiscono comunque un interessante contraltare alle scene buie ed inquietanti in cui il killer colpisce le sue malcapitate vittime nell'ombra, senza mai mostrare il volto. E pazienza se ogni volta che compare Tobias Moretti si sente un po' odore di telefilm scabeccio tedesco alla Squadra Speciale Cobra 11 o peggio, perché per buona parte della sua durata Cold Hell intrattiene, fa saltare sulla poltrona e incazzare come api. Quindi, dategli un'occhiata!


Del regista Stefan Ruzowitzky ho già parlato QUI.


Il film è disponibile su Rai Play forse per la presenza di Tobias Moretti, protagonista de Il commissario Rex, qui nei panni di Christian Steiner. Detto questo, se Cold Hell vi fosse piaciuto recuperate Millenium - Uomini che odiano le donne. ENJOY!


2 commenti:

  1. Non è solo l'Austria, l'altro giorno mi è capitato di vedere un film storico finlandese ed era realizzato e recitato benissimo, stessa cosa con altri prodotti di altre nazionalità. Mi sa che siamo solo noi ad essere rimasti indietro.

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    1. Eppure mi si dice che Il primo re sia molto bello :)
      Un piccolo passo avanti!

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