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venerdì 6 marzo 2020

Un amico straordinario (2019)

Dimenticato dalla distribuzione italiana pre-Oscar, e sacrificato sull'altare della crisi Coronavirus, sarebbe dovuto uscire ieri Un amico straordinario (A Beautiful Day in the Neighborhood), diretto nel 2019 dalla regista Marielle Heller, ma chissà quando lo vedremo in Italia (probabilmente uscirà nei prossimi mesi straight-to-video, senza passare sul grande schermo).


Trama: Il giornalista Lloyd Vogel deve realizzare un breve articolo su Fred Rogers, conosciuto da tutti gli americani, grandi e piccoli, come Mister Rogers, amatissimo conduttore di una serie televisiva per bambini.


Mister Rogers, questo sconosciuto. Se dovessi trovargli un corrispettivo italiano direi che non esiste, forse giusto i conduttori de L'albero azzurro (ma chi se li ricorda?), perché di fatto Bonolis e gli altri, ai tempi di Bim Bum Bam, non erano educativi ma solo protagonisti di sketch divertenti. Invece, in America tutti conoscono Mister Rogers e tutti lo amano, perché sono cresciuti con lui e col Mister Rogers' Neighborhood, un programma televisivo dedicato ai bambini in età prescolare all'interno del quale venivano trattati una miriade di temi, domande, problemi, curiosità con l'ausilio di filmati, pupazzi, personaggi ricorrenti e, soprattutto, con l'ausilio della santa pazienza di Mister Rogers. Un uomo talmente buono, talmente coerente con la sua missione di voler educare i bambini e con l'idea che ognuno di loro, nessuno escluso, è speciale e meritevole di tutte le attenzioni del mondo, da essere irreale; ve lo giuro, ho provato a cercare su Wikipedia qualcosa che desse adito anche solo a sospettare un piccolissimo episodio oscuro nella vita di Fred Rogers, ma non c'è stato verso. Quell'uomo era serafico sia nella vita privata che in quella pubblica, amichevole e disponibile con tutti, e più non è necessario dimandare. Lo dimostra il fatto che Un amico straordinario non parla, in effetti, della vita di Mister Rogers, quanto (ispirandosi all'articolo pubblicato su Esquire da Tom Junod dal titolo Can You Say Hero...?) piuttosto dell'impatto avuto sull'esistenza di Lloyd Vogel, giornalista cinico e con una storia familiare disastrata, modellato per l'appunto su Junod, dopo aver ricevuto l'incarico di intervistare un'icona nazionale. Da intervistatore, Vogel diventa l'intervistato, subendo il fascino di Mister Rogers e cedendo al desiderio di essere aiutato ed ascoltato, di tornare un bambino desideroso di imparare a vivere e a gestire emozioni complicate attraverso l'ausilio di un uomo la cui unica missione nella vita pare essere ascoltare e consigliare il prossimo, senza mai giudicare oppure essere impositivo e ricordandosi sempre, sempre di ringraziare per tutte le cose condivise, belle o brutte che siano.


Onestamente, ho trovato questo Mister Rogers straniante e vagamente inquietante e la mia mente deviata, davanti alla voce cordiale ed attenta di Tom Hanks, i suoi occhi gentili, si è ritrovata spesso a pensare a quanto sarebbe stato meraviglioso un personaggio simile in un horror, roba da far impallidire Pennywise il Clown. Eppure, l'articolo di Tom Junod esiste, l'ho letto, ed apre il cuore ad un dispiacere enorme all'idea che un uomo come Fred Rogers sia morto, perché servirebbero molte più persone così al mondo; è un senso di perdita che il film non trasmette, ahimé, per quanto sia ben realizzato, perché la storia di Vogel segue un percorso di rovina e redenzione da manuale, e sembra irreale quanto il deus ex machina Rogers, pronto a salvare il giornalista arrabbiato e colmo di rancore nei confronti del papà. Sembra tutto finto quanto le deliziose sequenze di raccordo tra una location e l'altra del film (coi fondali posticci e le macchinine finte che si muovono), i momenti onirici in cui Vogel si ritrova pupazzo all'interno del regno di Make-Believe, e l'intera cornice che trasforma il film in un lungo episodio di Mister Rogers' Neighborhood, con tanto di video informativo su come si realizza una rivista, eppure è tutto vero: a noi spettatori viene consentito di tornare bambini ed imparare senza pedanteria dal nuovo amico di Mister Rogers, mentre Tom Hanks e la regista Marielle Heller rompono la quarta parete in un modo finissimo ed inaspettato, chiedendoci un minuto di silenzio attraverso un lungo sguardo rivolto in camera. In quel minuto di silenzio si possono trovare tante cose che abbiamo dimenticato (o siamo troppo cinici per vedere ed apprezzare), così come nella mezz'oretta che vi servirà a leggere QUESTO articolo. Basta solo stare al gioco, e godersi questa pellicola deliziosa, se mai uscirà nel nostro Paese.


Della regista Marielle Heller ho già parlato QUI. Tom Hanks (Fred Rogers) e Chris Cooper (Jerry Vogel) li trovate invece ai rispettivi link.

Matthew Rhys interpreta Lloyd Vogel. Inglese, ha partecipato a film come Elizabeth, Titus, Deathwatch - La trincea del male, The Post e ha lavorato come doppiatore in Bojack Horseman. Anche regista, produttore e sceneggiatore, ha 46 anni.


Joanne Rogers e David Newell, rispettivamente la vedova di Fred Rogers e l'attore che interpretava Mr. McFeely, compaiono nella scena al ristorante cinese. Se Un amico straordinario vi fosse piaciuto potreste recuperare il documentario Won't You Be my Neighbor?, più centrato su Fred Rogers. ENJOY!

9 commenti:

  1. Ecco questo è il classico film che piace a mia moglie, E anche a me visto che da anni sto recuperando una visione meno cinica della vita e delle persone. Mi sa che a Firenze lo recupereremo nelle arene estive. Bel post!

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    1. Grazie!
      Più che altro speriamo che lo facciano uscire al cinema, e che non si perda nel miasma di questo coronavirus ç_ç

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  2. Ho adorato la prima ora, poi la seconda parte mi è diventata un film di Natale un poco stucchevole. Peccato. Si riprende grazie all'accordo stonato della scena conclusiva.

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    1. Sì, verso il finale diventa surreale, per quanto è mieloso. Però gli ho voluto bene lo stesso, sarà che in questo periodo ho bisogno di parecchia consolazione.

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  3. Matthew Rhys è anche il mastodontico protagonista della serie The Americans (capolavoro), uomo che mi affascina enormemente direi. Il film non mi ispira, proprio come tema, però mi hai incuriosito con la parte finale dell'articolo, quindi se riesco lo recupero sicuramente.

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    1. Altra serie che ovviamente non avrò tempo di vedere mai XD

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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