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venerdì 25 marzo 2022

Spencer (2021)

E' finalmente uscito ieri, dopo mille rinvii causa Covid, Spencer, diretto nel 2021 dal regista Pablo Larraín, film che vede Kristen Stewart candidata come Miglior Attrice Protagonista.


Trama: costretta a passare il Natale a Sandrigham House assieme all'intera Famiglia Reale, Diana si ritrova a mettere in discussione la sua intera esistenza...


Spencer
non è una biografia di Lady Diana, bensì la versione più o meno romanzata della sua decisione di liberarsi dal giogo della Famiglia Reale in generale e di Carlo in particolare. Ambientato nel Natale del 1991 (un anno prima che i problemi matrimoniali dei coniugi reali cominciassero a diventare il pane quotidiano dei tabloid inglesi), Spencer copre un periodo temporale di tre giorni festivi in cui Diana, costretta a recarsi a Sandrigham House, diventa sempre più insofferente alle regole secolari della Famiglia e al protocollo da seguire anche durante quella che, per le persone normali, sarebbe una simpatica riunione familiare a base di regali, abbuffate e allegre tradizioni; fin dalle prime immagini, Diana viene connotata come un piccolo agente di caos da tenere sotto controllo, da allontanare da tutto ciò che potrebbe ricordarle il passato, spiata in ogni istante "per il suo bene", prima ancora che per quello della nazione. Il film abbraccia in toto il punto di vista della protagonista e ciò che viene percepito dallo spettatore è la continua presenza di muri ed ostacoli alla libertà e alla felicità, costruiti da eminenze oscure che si impegnano fino allo spasimo a negare un minimo di ossigeno a un piccolo topolino al quale basterebbero davvero poche briciole di "normalità" per tornare a rinascere come persona e come donna. Questa sensazione di claustrofobia costante e di luoghi "nemici", viene riprodotta da Larraín attraverso riprese soggettive che trasformano Sandrigham House in un incubo labirintico e che contrastano con il rigore di riprese esterne dove l'edificio e i dintorni vengono mostrati in tutta la loro eleganza architettonica e naturale; alcune sequenze ricordano parecchio quelle in cui Danny vaga per l'Overlook Hotel, e a ciò va aggiunta anche la scelta di ricorrere, talvolta, a flashback ed allucinazioni che rappresentano il delirio mentale della Principessa.


Ad accrescere il senso di soffocamento che permea l'intero film, concorre ovviamente la splendida interpretazione di Kristen Stewart, giustamente nominata all'Oscar (sono molto indecisa sul tifo, quest'anno: la Stewart o la Chastain? Chissà!). Diana io la ricordo poco, o meglio, la ricordo bene come icona, ma ricordo ben poco del suo modo di esprimersi e di muoversi, ma chi l'ha ancora bene in mente dice che la Stewart è semplicemente perfetta per quanto riguarda voce, accento e modo di muoversi, e io non stento a crederci; da par mio, ho percepito interamente tutta la fragilità di una donna in procinto di spezzarsi, con ogni fibra del corpo pervasa dal desiderio di scappare via, di sottrarsi al peso enorme che le è stato messo sulle spalle, ma anche la forza di una donna che un tempo era stata "solo" Diana, elegante, felice e libera anche senza l'altisonante titolo di Sua Altezza Reale. Il disperato desiderio di Diana di riappropriarsi della sua identità, come donna e anche madre, trasuda da ogni gesto e da ogni sguardo della Stewart, che a tratti stringe il cuore non solo durante i teneri momenti passati coi figli, ma anche negli scontri sempre più "cruenti" con chi rifiuta di vederla come essere umano e non come titolo, inutile e scostante Carlo in primis. L'intento di Larraín, per quello che mi è parso, non è quello di glorificare Diana né di demonizzare i Windsor, che al limite sembrano sciocchi e ottusi, più che cattivi (il vero cattivo è un altro e ha il volto sempre inquietante di Timothy Spall), bensì quello di raccontare l'ordalia di una persona che cerca di liberarsi dai suoi demoni per raggiungere la luce e la libertà, e l'obiettivo mi sembra sia stato ampiamente raggiunto. Spencer è un film "piccolo", sussurrato, eppure riesce a regalare tantissime emozioni e, nonostante si sappia poi che fine abbia fatto Diana, anche un minimo di speranza. 


Del regista Pablo Larraín ho già parlato QUI. Kristen Stewart (Diana), Timothy Spall (Maggiore Alistar Gregory), Sean Harris (Darren) e Sally Hawkins (Maggie) li trovate ai rispettivi link.


Se Spencer vi fosse piaciuto recuperate Jackie (lo trovate a pochissimo su Chili o Prime Video) e Marie Antoinette (lo trovate su Netflix). ENJOY!

4 commenti:

  1. A tuo contrario, io ricordo benissimo il personaggio di Lady Di, nonostante avessi solo dieci anni quando morì.
    Eppure, mi affascinava così tanto che la seguivo sempre con ammirazione.
    Questo film, quindi, mi piacerebbe di sicuro, a maggior ragione perché ho letto critiche lodevoli nei confronti dell'interpretazione della Stewart, proprio come la tua.
    Di solito vado al cinema con la mia famiglia, ma mio marito e mio figlio non condividono questa mia passione per Lady Diana.
    Però, leggendo la tua recensione mi è venuta proprio voglia di andarci da sola, per la prima volta nella mia vita.
    Chissà se lo farò davvero. ;)

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    1. Se ti affascina il personaggio, a mio avviso questo film ti piacerà, anche se non è una biografia convenzionale ma una "fiaba", un'interpretazione di quello che forse è successo nel periodo più difficile della vita di Diana.
      L'unica cosa, sicuramente al cinema il film (e la potenza dell'interpretazione della Stewart) perderà un po' a causa del doppiaggio, messe al confronto le due voci non sono neppure lontanamente paragonabili.

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  2. Visto e adorato qualche mese fa. Mi ha stregato. Tifo, spudoratamente e invano, per Kristen.

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    1. Tifavo anche io per Kristen. E nulla, sarà per la prossima volta.

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