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giovedì 25 gennaio 2007

A Scanner Darkly - Richard Linklater (2006)

Ieri sera mi è capitato di vedere questo particolarissimo film di Richard Linklater....


Particolarissimo ovviamente per chi, come me, non aveva mai visto l'altro film del suddetto regista, Waking Life.

La trama è apparentemente lineare: Fred Arctor, agente della narcotici sette anni nel futuro (un bravissimo Keanu Reeves), infiltrato all'interno di un gruppo di consumatori della cosiddetta droga "M" , si ritrova costretto ad indagare su... sè stesso. Egli infatti è talmente allucinato ed assuefatto alla droga da non capire più chi sia in realtà, anche a causa di una tuta "deinvidualizzante" che protegge la sua identità.

Premesso che non ho nemmeno mai letto il libro di Philip K. Dick da cui il film è tratto, devo dire che sono stata colpita da due cose:

Primo, la tecnica utilizzata per girare il film, detta del rotoscopio computerizzato. Per chi non avesse mai visto un simile film,  in pratica esso viene girato dal vivo, con tecnica normale, poi in seguito, grazie ad un programma al computer, le immagini reali vengono trasformate in un cartone animato, creando uno strano effetto di irrealtà al contempo plausibile.. Questa tecnica è molto valida all'interno di un film che mostra il progressivo deterioramento mentale del protagonista, che non riesce più a distinguere dove finisca l'alluicinazione e dove cominci la realtà. Inoltre, una caratteristica della tuta "deindividualizzante" indossata da Arctor, è quella di cambiare connotati fisici ogni secondo, per impedire che le persone possano riconoscere l'agente infiltrato.. "Terribile" come dice appunto Reeves durante il film, tuttavia impossibile da rendere un continuo cambiamento di corpo e viso senza una tecnica simile...


Un altra caratteristica particolare del film è che non è la solita opera di fantascienza: non avendo mai letto il libro non posso fare paragoni, ma guardando il film, in più di un' occasione si ride per il cinismo e l'umorismo che sono presenti a piene dosi soprattutto durante le scene con i compagni tossici di Reeves, ovvero il divino Robert Downey Junior, Woody Harrelson e Rory Cochrane, al quale viene riservata la disgustosa scena di apertura in cui viene ricoperto da afidi che vede solo lui, esilarante e al contempo inquietante specchio dell'effetto della droga.

Insomma a tratti quest'opera potrebbe risultare tarantiniana per i dialoghi acuti e divertenti, soprattutto quelli messi in bocca all'assurdo tossico interpretato da Downey Junior (ma perchè non lo uitilizzano più spesso?), e a tratti filosofici (quelli di Keanu Reeves, che a volte pare ripiombare in atmosfera Buddhista Bertolucciana..), che rendono il film ancor più gradevole...


Senza contare che la trama alla fine è comprensibile, anche se tortuosa, e ciò non sempre accade in un film di fantascienza imperniato sull'uso di droghe...

4 commenti:

  1. Già per la tecnica utilizzata deve essere sostanzialmente trash e quindi assolutamente da guardare!

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  2. L'unica cosa trash in verità sono i discorsi di Robert Downey Junior (che peraltro hanno un senso a volte) e se vogliamo il fatto che hanno preso noti drogati famosi per interpretare la banda di tossici... Tra Winona, Robert e Woody, non si sa chi è il più sano...

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  3. Parlo da iperfan del libro di Dick [che è uno dei miei scrittori preferiti] e promuovo la pellicola! Fedelissima - anche troppo, in certi casi - e davvero ben fatta. E' stato amore a prima vista!

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    1. Il libro a tutt'oggi non l'ho letto, quanto alla pellicola dovrei rivederla, è passato davvero parecchio tempo ma ne conservo un ottimo ricordo.

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