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giovedì 7 gennaio 2010

La Principessa e il ranocchio (2009)

Le feste natalizie, da che mondo e mondo, non sono tali senza che si vada a vedere un cartone animato al cinema. Negli ultimi anni siamo stati invasi da lungometraggi fatti al computer praticamente in ogni stagione, ma le vere favole, quelle della Disney, disegnate a mano da stuoli di animatori, quelle che uscivano solo a Natale, erano sparite, purtroppo. Quest’anno, con La Principessa e il Ranocchio (The Princess and the Frog), diretto dai registi Ron Clements e John Musker, si torna ai bei vecchi tempi, e il risultato è un film gradevole e nostalgico.


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La trama: nella New Orleans degli anni ’30 la cameriera Thiana ha il suo bel da fare a mettere da parte i soldi necessari per realizzare il suo sogno, aprire un ristorante. A complicare le cose ci si mette il vanesio principe Naveen, trasformato in ranocchio da uno stregone voodoo, che dopo aver preteso da lei un bacio per tornare normale le passa la maledizione, facendola diventare a sua volta una rana. I due dovranno così cercare di tornare normali e capire davvero quali sono le priorità nella loro vita.


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Gli sceneggiatori hanno preso una favola tra le più conosciute, quella della buona principessa che, vinta da pietà ed incurante delle apparenze, bacia un orrido ranocchio per poi trovarsi davanti un principe, e l’hanno trasformata in un moderno e divertente viaggio musicale attraverso i miti e le superstizioni di New Orleans. Si tratta proprio di un “ritorno alle origini”, un film Disney come quelli che ci accompagnavano da piccoli, con personaggi che si profondono in numeri musicali più o meno utili ma sempre spettacolari, buoni sentimenti, animaletti parlanti, personaggi principali “seri” e contorno di esseri che vanno dall’inquietante allo strampalato. Il tutto ovviamente con un pizzico di modernità in più, perché i tempi sono cambiati. Le principesse sono indipendenti e poco romantiche (l’amica di Thiana poi è decisamente azzoccolata!), i principi sono degli spiantati donnaioli neppure troppo “sottili” quando si tratta di conquistar donzelle, le fate madrine sono delle orride e cialtrone streghe voodoo e anche gli animaletti non sono proprio ortodossi (basti pensare alla lucciola piena di fratelli, sorelle, cugini e parenti vari, che per atteggiamenti e aspetto ricorda tanto lo zotico campagnolo Cletus dei Simpson).


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Al di là di questa modernizzazione, però, la favola Disney non cambia, e il messaggio per grandi e piccini è sempre positivo e “presente”. Fin dall’inizio infatti il film ci insegna sì a seguire i nostri sogni, che sono importanti e legittimi, ma anche a non perderci per strada nel farlo, dimenticando quello che è davvero importante come la famiglia, l’amicizia, e l’amore: la vita nella sua accezione più sentimentale, insomma, i valori che restano davvero. E non a caso il personaggio più positivo è proprio la piccola e strampalata lucciola, che basa la sua intera esistenza su un sogno impossibile e grazie a questo vive accontentandosi di quello che lo circonda, perso nel suo mondo di fantasia: il poetico e commovente finale è uno dei più particolari dell’intera storia dell’animazione Disney e sfido chiunque a guardarlo senza farsi venire nemmeno un po’ di magone, altro che Bambi e Re Leone.


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Passando alla realizzazione grafica, come ho già detto i numeri musicali sono come sempre bellissimi, anche se le canzoni non sono certo in grado di competere con i pezzi storici del passato. Da brava amante dell’horror ho apprezzato soprattutto le performances dell’Uomo Ombra con i suoi Amici dell’Aldilà, oltre ovviamente allo spettacolare pezzo dove le lucciole illuminano l’intero bayou e il numero iniziale, con disegni ispirati agli anni ’30, nel quale Thiana illustra alla madre come si immagina il futuro ristorante. I personaggi sono caratterizzati benissimo, l’alligatore e il serpentello della strega voodoo sono due delle più tipiche bestiole Disney e credo che il loro character design rimarrà invariato nei secoli dei secoli, l’Uomo Ombra è sufficientemente disgustoso e l’eroina (che non dimentichiamo è il primo frutto dell’era Obama in quanto nera) è graziosa da morire.  L’unica pecca di questo adorabile film, per assurdo, è proprio la resa sullo schermo di un animale “spoglio” come la rana:cercare di umanizzarlo e contemporaneamente di lasciarlo verosimile non è uno scherzo, e il risultato è deludente, a tratti un po’ ridicolo, come nella scena del balletto tra ranocchie. Nonostante questo, però, lo consiglio a grandi nostalgici e ovviamente anche ai bimbi.


Ron Clements e John Musker sono i registi della pellicola. Tandem storico dell’animazione moderna Disney, ci hanno regalato perle come Basil l’investigatopo, La sirenetta, Aladdin (uno dei miei preferiti in assoluto!) e Hercules. Americani entrambi, i due registi sono anche coetanei, infatti hanno 57 anni.


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Bruno Campos da, in originale, la voce al principe Naveen. A differenza di Anika Noni Rose , ovvero la doppiatrice di Thana che come attrice mi è decisamente sconosciuta, l’attore brasiliano occupa un posto nel mio cuore per aver partecipato ad una delle stagioni più belle di Nip/Tuck. Tra i film in cui è comparso segnalo Mimic 2, mentre per la TV ha lavorato in Will & Grace, E.R., Boston Legal, Cold Case, CSI e Numb3rs. Ha  37 anni.


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Keith David da, in originale, la voce all'Uomo Ombra. Cito quest'uomo perché come doppiatore ha dato la voce a dei personaggi meravigliosi, oltre che ad essere attore apparso in film con le palle. Tra i suoi film ricordo La cosa, Platoon, Essi vivono, Giovani, carini e disoccupati, Pronti a morire, Armageddon, Tutti pazzi per Mary, Superhero movie . Ha partecipato a telefilm come Le avventure del giovane Indiana Jones, Law & Order, CSI, Grey's Anatomy , ER, Settimo cielo e Numb3rs  e come doppiatore ha lavorato per i film Hercules, La principessa Mononoke, Coraline e la porta magica (era il gatto)  e nelle serie Aladdin, Timon & Pumbaa, Hercules, Spawn; soprattutto ha prestato la voce allo splendido Goliath dell'ahimé defunta serie Gargoyles. Il nostro ha  54 anni e ben tredici film in uscita.


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Ultimo, ma non meno importante, John Goodman, che da la voce a Gran Papà La Bouff. Grande attore, in tutti i sensi, nonché uno dei miei preferiti, ha partecipato a La rivincita dei Nerds, Aracnofobia, I Flinstones, Il tocco del male, il blasfemo e orrendo Blues Brothers - il mito continua, Il grande Lebowski, Al di là della vita, Fratello, dove sei?,  inoltre alle serie Moonlighting, Pappa e Ciccia (che lo ha reso famoso, assieme a Roseanne Barr). Ha doppiato episodi di Simpson, Futurama, A scuola con l'imperatore e i film Le follie dell'imperatore, Monsters & co., Il libro della giungla 2 (come Baloo, mica pizza e fichi!), Cars e Bee Movie. Ha 58 anni e cinque film in uscita.


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Vi lascio con un video del film sulle note della canzone Never Knew I Needed, del cantante Ne-Yo. ENJOY!!


1 commento:

  1. In effetti le scene in cui le due ranocchie stanno in piedi è alquanto improbabile. Immagino che mostrarle goffe e sballonzolanti non avrebbe reso la poesia del momento XD

    Per il resto però, si rivede il tocco Disney.. impossibile non cogliere la somiglianza di alcuni personaggi con altri illustri senatori disneiani.

    Non perfetto quindi, ma un cartone decisamente godibile : P


    La lucciolina rulez u.u

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