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martedì 8 giugno 2010

Animal House (1978)

Esistono film che non ci si stancherebbe mai di guardare. Tra gli altri mille, nel mio caso, c’è Animal House di John Landis, che ha più di 30 anni (è del 1978) ma non li dimostra affatto e supera di gran lunga qualsiasi commedia demenziale odierna.


La trama: al Faber College, tra le tante confraternite, senza dubbio quella dei Delta Tau Chi è la più scalcinata, ed il preside ha raggiunto il limite della sopportazione. Tra toga party, cavalli morti, belle ragazze e gite fuori porta, i membri della Confraternita dovranno cercare di non farsi espellere e ovviamente continuare a divertirsi!


Prima della torta di mele di American Pie c’era il toga party di Animal House, e come sono cambiati i tempi! Il film di John Landis è la rappresentazione di una comicità che non tornerà più, dei tempi d’oro del Saturday Night Live, di quell’America cialtrona che ha riempito l’infanzia di chi è cresciuto negli anni ’80 con attori al massimo della forma, come Chevy Chase, Dan Aykroyd, Bill Murray e, appunto, John Belushi. Una comicità sicuramente “crassa” ma non volgare e banale come quella, ormai stereotipata, che affossa le stupide commedie americane, soprattutto quelle ambientate nei college o nelle università. Una comicità che forse a noi italiani piaceva di meno rispetto a quella di Jerry Calà e affini proprio per la distanza culturale, e che senza dubbio è stata anche messa in ombra dalle sterminate parodie con Leslie Nielsen, molto più facilone e demenziali. Animal House non vive né di stereotipi né, a pensarci bene, di gag a ripetizione, ma si appoggia sull’espressività degli attori, su dialoghi da antologia e su poche, mirate scene cult accompagnate da una colonna sonora divina.


La bellezza di questo film sta proprio nell’interpretazione dei singoli personaggi. I modelli sono sempre gli stessi: il donnaiolo, l’ingenuone, il secchione sfigato, la mina vagante. Ma in Animal House questi stereotipi vengono vissuti come qualcosa di “originale”, come se i personaggi sullo schermo fossero gli apripista e quindi i migliori. E nessun personaggio è azzeccato quanto il Bluto di John Belushi. Se ci fate caso praticamente per tutto il film non dice una parola o quasi, ma con una sola mossa o sguardo esprime qualunque cosa: nervoso, scazzo, eccitazione, persino un fondo di tenerezza quando cerca di consolare il povero Sogliola schiacciandosi lattine di birra sulla fronte e spaccandosi bottiglie di vetro sulla testa. Come ho già detto, inoltre, è importantissima la musica: da antologia la bellissima Shout e Shamalama Ding Dong, entrambe cantate dal gruppo Otis Day and The Knights, che segnano due dei momenti più “selvaggi” e ironicamente bastardi del film, oppure la tediosa I Gave My Love a Cherry che si conclude con la chitarra del musicista sfondata contro un muro per mano dello scazzatissimo Bluto che innocentemente, alla fine, si scusa persino. Esilarante inoltre la feroce presa in giro della storia americana del decennio precedente alla realizzazione del film: basta vedere i destini dei personaggi, elencati alla fine di Animal House, che ovviamente non vi rivelo, ma che mettono in mezzo lo scandalo Watergate, la guerra del Vietnam e un “presagio” di quello che saranno poi Kennedy e Jackie O. Insomma, non starò ad aggiungere altro: guardatelo, mi ringrazierete.


Di Kevin Bacon, che interpreta il leccapiedi Chip Diller ho già parlato qui.

John Landis è il regista della pellicola. Autore di alcune tra le mie pellicole preferite, lo ricordo per film come The Blues Brothers, Un lupo mannaro americano a Londra, Ai confini della realtà, Una poltrona per due, Il principe cerca moglie, Oscar - Un fidanzato per due figlie, Amore all'ultimo morso, l'orrendo Blues Brothers: il mito continua e anche per due episodi di Masters of Horror. Americano, ha 60 anni e tre film in uscita.


John Belushi interpreta il divino John “Bluto” Blutarsky. Visto come si è imbolsito Dan Aykroyd sono quasi contenta di non dovermi ritrovare a star male nel vedere un Belushi triste ed invecchiato, però mi spiace che un attore così bravo sia stato portato via prematuramente da un’overdose. I suoi film si contano sulla punta delle dita, e sono quasi tutti dei cult: The Blues Brothers, 1941: Allarme a Hollywood, Chiamami aquila e I vicini di casa. Il comico americano, fratello di James Belushi, è morto nel 1982 all’età di 33 anni.


Donald Sutherland interpreta il prof. Dave Jennings. Uno dei più grandi attori viventi, papà di quel bell’ometto di Kiefer Sutherland, lo ricordo per film come il bellissimo MASH, A Venezia… un dicembre rosso shocking, Novecento, Terrore dallo spazio profondo, JFK – Un caso ancora aperto, l’orrendo Buffy l’ammazzavampiri, Virus letale, il particolarissimo Il tocco del male, Instinct – Istinto primordiale, The Italian Job, ‘Salem’s Lot, il film tv Human Trafficking . Ha partecipato ad alcuni episodi delle serie Agente speciale e prestato la voce per I Simpson e per il film Astroboy. Canadese, ha 75 anni e sei film in uscita.


Karen Allen interpreta la dolce e rassegnata Katy. Al suo esordio sugli schermi cinematografici, ha poi continuato bene, con film come Manhattan, I predatori dell’Arca perduta, il meraviglioso S.O.S. Fantasmi e Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo. Ha partecipato ad alcuni episodi di Alfred Hitchcock presenta e Law and Order. Americana, ha 59 anni e un film in uscita.


Tom Hulce interpreta la matricola Larry “Pinto” Kroger. Americano, dopo Animal House ha avuto l’onore di interpretare nientemeno che Mozart nel film Amadeus di Milos Forman, quindi ha recitato in Frankenstein di Mary Shelley. Per la tv lo troviamo nella serie Frasier ed inoltre la voce originale del Quasimodo de Il gobbo di Notre Dame disneyano (e del suo seguito) è sua. Ha 57 anni.


Stephen Furst interpreta la matricola Kent “Sogliola” Dorfman. La sua carriera cinematografica non è stata memorabile, tra i suoi film ricordo solo 4 pazzi in libertà. Ha partecipato a parecchie serie televisive come Chips, I Jefferson, McGyver, La signora in giallo, Melrose Place, Scrubs e doppiato parecchi cartoni animati come Freakazoid e Timon & Pumbaa. Americano, ha 55 anni.


Tim Matheson interpreta Eric “Otter” Stratton. Attore, produttore e regista americano, ha partecipato, dopo Animal House, a film come 1941: Allarme a Hollywood, Storia di noi due e Maial College, oltre che a serie tv come Bonanza, Kung-fu, Senza traccia e West Wing. Ha 63 anni.


Peter Riegert interpreta Donald “Boone” Schoenstein. Americano, ha partecipato a Oscar – Un fidanzato per due figlie, The Mask; ha lavorato per le serie televisive MASH, Ai confini della realtà, Law & Order, Seinfeld, I Soprano e ha doppiato anche un episodio de I Griffin. Ha 63 anni e tre film in uscita, uno dei quali, White Irish Drinkers, lo vede nuovamente recitare assieme alla “fidanzata” di Animal House, ovvero Karen Allen.


Bruce McGill interpreta l’enigmatico e folle Daniel “D-Day” Simpson Day. Americano, ha partecipato ad un horror cult come La mano, Una bionda per i Wildcats, Il segreto del mio successo, In fuga per tre, Mio cugino Vincenzo, Un mondo perfetto, Cliffhanger, Amore a prima svista, Elizabethtown, nonché ad episodi di Miami Vice, I racconti di mezzanotte, Mc Gyver, Walker Texas Ranger, Quell’uragano di papà, CSI, Law & Order, Numb3rs, Medium; ha inoltre doppiato alcuni episodi del nuovo spin – off dei Griffin, The Cleveland Show, a cui devo ancora dare un’occhiata. Ha 60 anni e tre film in uscita.


E ora, un paio di curiosità. Il film ha dato vita, nel 1979, ad una breve serie tv chiamata Delta House, che contava tra gli attori alcuni membri del cast originale come Bruce McGill e Stephen Furst nonché una signorina che avrebbe fatto molto parlare di sé negli anni, una certa Michelle Pfeiffer. Invece, nel 1983, il regista John Landis ha diretto uno dei tre episodi di cui è composto il film Ai confini della realtà, e ci ha buttato dentro un bel riferimento alla sua “creatura”: ad un certo punto dell’episodio, infatti, si sentono alcuni soldati che discutono su come far fuori Niedermeyer del quale si dice, alla fine di Animal House, finirà ucciso dai suoi stessi soldati in Vietnam. La cosa che mi sconvolge è che Animal House avrebbe potuto essere anche più cult: Bill Murray e Dan Aykroyd dovevano infatti interpretare rispettivamente Boone e D – Day, ma entrambi hanno rinunciato per impegni precedenti. Maledizione!!! Ovviamente,se vi è piaciuto il genere, non potete mancare di vedere un altro cult dell’epoca, meno goliardico e più “porcello”, importato direttamente dal Canada e passato almeno trecentomila volta su Italia Uno: Porky’s! In questo, vi lascio con la mia scena preferita di Animal House... ENJOY!!



2 commenti:

  1. ....O_O

    No, vabbe'...nessuno che ha mai commentato QUESTO film e per altro una delle migliori rece che ti ho letto??? Abominio! Eresia! Anatema!

    La tua introduzione rende in poche righe piena giustizia al genere e poi, quanti, quanti QUANTI film hanno rapinato da questo cult eterno??

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    1. Mi commuovi ç__ç

      Grazie per i complimenti e per aver salvato uno dei miei film preferiti!! :D

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