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martedì 15 giugno 2010

The Blues Brothers (1980)

Tempo d’estate, tempo di mondiali, tempo di finire Heroes e al cinema non passano nulla di decente nemmeno a mettersi a piangere quindi, come avete notato, le mie recensioni languono. Ciò non vuol dire che, nei ritagli di tempo, non mi veda dei film e che film! In questo post parlerò di un altro capolavoro, The Blues Brothers, girato da John Landis nel 1980.


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La trama: Jake ed Elwood Blues sono due musicisti debosciati, il primo appena uscito di galera. Quando vengono a sapere che l’orfanotrofio cattolico dove sono cresciuti rischia di venire demolito perché le suore non hanno i soldi per pagare le tasse, insieme si impegnano a raccoglierli rimettendo insieme la vecchia band. Una “missione per conto di Dio” che li metterà nei casini con sbirri, neonazisti, cantanti country e un sacco di altre persone…


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Come già per Animal House, un film simile non verrà mai più girato. Certo, si può cercare di avvicinarsi, ma qui siamo nel sacro terreno del cult. La storia è quella che è, un assurdo pretesto per consentire ad Aykroyd e Belushi di portare su grande schermo due loro personaggi consacrati nello show Saturday Night Live ma, ragazzi, di questi tempi chi riuscirebbe ad ottenere un simile risultato? Se si pensa a comici come Will Ferrell, Adam Sandler, Chris Rock e compagnia si arriva a livelli di pochezza spesso indecenti, filmetti che magari fanno ridere ma che sicuramente non possono diventare dei capisaldi della storia cinematografica. E invece The Blues Brothers c’è riuscito e ha fatto storia.


The Blues Prothers Pic 08


Non voglio entrare nel merito della critica cinematografica pura, quindi mi limiterò a dire perché The Blues Brothers piace un sacco a me. Beh, innanzitutto vogliamo parlare di quanto sono “cool” due persone conciate come Jake ed Elwood? La loro divisa ha fatto storia; nel film possono chiamarli beccamorti o simili, ma due personaggi che bucano lo schermo solo con la loro semplice e muta presenza non si trovano tutti i giorni. Lasciamo stare quando cantano, ne parlerò dopo. Basta solo citare le scene in cui vengono malmenati dalla suora, quando cercano di far più casino possibile al ristorante di lusso, quando Jake si toglie gli occhiali davanti alla sua ex promessa sposa solo per lanciarle una devastante occhiata da cucciolo (si noti che, per tutto il film, Elwood non si toglierà mai gli occhiali mentre Jake non si toglierà mai il cappello, fateci caso!), quando camminano con quell’aria costantemente indifferente e scazzata. Ok, li adoro. Così come adoro i personaggi di contorno, a partire dalla mitica suora “pinguina” con tanto di bacchetta da combattimento, per arrivare al reverendo interpretato da James Brown, ma mi fa impazzire anche il nazi che fa outing verso la fine del film e che si vede solo per un istante, per dire come ogni particolare di The Blues Brothers rimanga impresso.


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Come ho detto, importantissima la musica, ovviamente, con pezzacci che hanno fatto (e continueranno a fare) storia. La Blues Brothers Band, composta da alcuni tra i migliori musicisti dell’epoca, è devastante, qualunque canzone suoni: la mia preferita, lo ammetto, rimane la sigla di Raw Hide, con Belushi che fa schioccare la frusta per deliziare una platea di bifolchi patiti della musica country in una delle scene più esilaranti della pellicola. Ma anche gli altri grandi cantanti presenti non stanno a guardare; personalmente più che alla vista di Ray Charles mi commuovo al sentire Cab Calloway cantare Minnie The Moocher al concerto, o la grande Aretha Franklin “mettere in guardia” il marito deciso ad andare coi due fratellini sulle note di Think, e ovviamente non si può dimenticare l’illuminazione divina che infonde James Brown al miscredente Jake facendo ballare tutti i fedeli presenti in chiesa. Così come non si può dimenticare che The Blues Brothers non si basa solo sui numeri musicali, ma c’è un numero incredibile di inseguimenti in macchina, uno più spettacolare (e, ammettiamolo, surreale ed impossibile) dell’altro. Normalmente non amo i film che ne fanno troppo uso, ma vedere le faccette di Jake ed Elwood mentre scappano e l’idiozia degli inseguitori che puntualmente vengono fregati mi fa sempre ridere, è qualcosa di universale e infantile come i cartoni di Tom e Jerry e della Warner. E forse è proprio la stessa cattiveria “innocente” e sovversiva che mi fa amare tanto questo film. Se, per assurdo, non l’avete mai visto dateci un’occhiata, ne vale davvero la pena!


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Di John Landis e John Belushi, che interpreta Jake Blues, ho parlato nel post precedente. Anche John Candy, che qui interpreta Burton Mercer, è già stato protagonista del Bollalmanacco qui.


Dan Aykroyd interpreta Elwood Blues. L’attore canadese, che è anche sceneggiatore del film, era uno dei miei preferiti. Purtroppo, a differenza di Bill Murray che praticamente non sbaglia un film, il povero Dan è dagli anni ’90 che imbrocca una ciofeca dopo l’altra, dopo essere stato persino nominato all’Oscar come attore non protagonista per il dolcissimo A spasso con Daisy. Tra i suoi film segnalo 1941: Allarme a Hollywood, I vicini di casa, Una poltrona per due, Ai confini della realtà, Indiana Jones e il tempio maledetto, il meraviglioso Ghostbusters – Acchiappafantasmi, Ho sposato un’aliena, Ghostbusters II, Poliziotti a due zampe, il deprimentissimo e dolce Papà ho trovato un amico, Charlot, Il mio primo bacio, Casper, Due mariti per un matrimonio e l’orrenda bestemmia Blues Brothers  – Il mito continua; ha partecipato a serie tv come Racconti di mezzanotte, La tata, Quell’uragano di papà, Soul Man – Casa & chiesa e La vita secondo Jim e ha inoltre prestato la voce ad uno dei personaggi del film Z la formica. L’attore ha 58 anni e tre film in uscita, tutti assai particolari: doppierà Yogi nel mix CG/live action di prossima uscita Yogi Bear, lo Spaventapasseri nell’ennesimo cartone 3D (ugh!!!) tratto da un must della letteratura infantile, Dorothy of Oz, e ovviamente lo attendo a braccia aperte nell’auspicato terzo episodio di Ghostbusters, che non vedo l’ora di vedere!


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Carrie Fisher interpreta la misteriosa donna che vuol fare fuori i Blues Brothers. Quest’attrice vivrà per sempre nel ricordo di ogni appassionato di fantascienza per aver prestato il volto alla principessa Leia Organa della prima (e unicamente degna, secondo me..) trilogia di Guerre Stellari. Tra gli altri suoi film ricordo Harry ti presento Sally, Hook – Capitan Uncino, Austin Powers, Scream 3, Heartbreakers – Vizio di famiglia, Jay & Silent Bob… Fermate Hollywood! e Charlie’s Angels: Più che mai; per la tv ha lavorato in Frasier, Smallville, Weeds e come doppiatrice per Robot Chicken: Star Wars Episode II e parecchi episodi de I Griffin. Americana, ha 54 anni.


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Sterminate le guest star, in campo musicale soprattutto, ma anche cinematografico: tra i cantanti che partecipano al film figura gente del calibro di James Brown, Aretha Franklin, Cab Calloway e Ray Charles, tra i registi che interpretano piccoli ruoli minori ci sono Frank Oz, Steven Spielberg e lo stesso John Landis; in aggiunta ci sono l’allora famosissima modella Twiggy (la ragazza che rimedia un improbabile quanto rozzo appuntamento da Elwood solo per essere lasciata lì ad aspettarlo inutilmente per ore..), il comico Paul “Pee – Wee Herman” Reubens e nientemeno che Mr. T quando ancora non era famoso. Del film è stato fatto un orrendo seguito, Blues Brothers – Il mito continua; praticamente un delitto consumato in famiglia dato che il regista è sempre John Landis e l’interprete principale sempre Dan Aykroyd, che cerca di sopperire alla mancanza di Belushi infilandoci ben tre nuovi Blues Brothers che non valgono nemmeno la metà del vecchio Jake Blues, nonostante uno sia un pezzo grosso come John Goodman. Il mio consiglio è quello di evitarlo come la peste e di buttarsi nella visione di qualcosa di attinente ma più degno, come I Love Radio Rock, di cui trovate la recensione qui. Vi lascio ora con il mio pezzo preferito... Raw Hide!! ENJOY!


4 commenti:

  1. The Blues Brothers:non v'è niente di meglio. Personalmente parlando: niente di meglio, a questo mondo, in fatto di cinema.

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  2. Personalmente adoro la suora dell'orfanotrofio con tutti gli effetti annessi XDe poi mirabolante il finale, ghghinsomma, non lo vedo come un capolavoro assoluto, ma di certo valeva la pena vederlo, anche per le musiche... *_*

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  3. Un altro dei miei film prediletti.
    Muoio sempre dalle risate e le parti canore mi fanno venir voglia di ballare.
    Ha un ruolo d'onore nella mia collezione.

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    1. Sì, credo sia impossibile non farsi trascinare da canzoni e balletti!

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