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lunedì 19 settembre 2011

Giallo (2009)

No, ma non è colpa sua. E’ mia. Perché io mi ostino a dare seconde, terze, quarte chance a Dario Argento, rifiutando di credere che un grande dell’horror, ad ogni film, si affossi sempre più nel pantano della triste mediocrità. Così, nonostante gli avvertimenti di tutti quelli che lo avevano già guardato, mi sono vista Giallo, la sua ultima “fatica” risalente al 2009 e uscita in pochissime sale italiane, pare, il mese scorso.



Una delle locandine più brutte della storia del cinema. Hitchcock si è rivoltato nella tomba.



Trama: un killer vaga in taxi per le strade di Torino, catturando ragazze ed uccidendole a causa della loro bellezza. Quando il mostro rapisce la sorella di una hostess, quest’ultima decide di chiedere aiuto alla polizia e comincia ad affiancare l’ispettore Avolfi nelle indagini…



Io non so da dove cominciare. Giallo parte bene, porca miseria, è quello che mi mette rabbia. C’è una bella musica, un’interessante sequenza iniziale dove il montaggio alterna il punto di vista del killer che si prepara per la sua caccia sulle strade di Torino e la serata apparentemente tranquilla di due turiste giapponesi che, come sappiamo, prenderà una bruttissima piega. Lì mi sono rilassata e ho pensato “Ah, ma su. Non è così male come mi avevano detto. E poi gli occhi del tassista non sono quelli di…? Uuuuh, che colpaccio di scena!! Ma spiattellato subito così? Peccato.” Peccato sta cippa, perché il colpo di scena non c’è. Non mi preoccupo nemmeno di mettere un’avvertenza spoiler, perché non posso rovinare una sorpresa che non esiste: sì, gli occhi del killer sono quelli di Adrien Brody, che interpreta anche l’ispettore. Ma non vi preoccupate, non ci sarà questo incredibile quanto banale twist perché il buon Brody, oltre ad essere produttore di questa ciofeca, ha pensato anche di prestarsi ad interpretare ben due personaggi. E che personaggioni!!



L’intera fauna di varia umanità che popola Giallo ha dalla sua una simpatia rara e una brillantezza, una vivacità decisamente fuori dal comune. Basti pensare che il 70% dei dialoghi è fatto di domande: “Cosa? Cos’hai detto? EH? Come? Ma… in che senso?” E santo Cielo, comprati un Amplifon, posso capire la hostess, ma perché un ispettore non dovrebbe capire una mazza in questo modo? Ci fosse almeno un qualche gap linguistico, macché. Non ho idea di come sia la versione italiana, perché personalmente ho avuto la (s)fortuna di beccare quella internazionale, ma sappiate che in quel di Torino TUTTI, dalle vecchie di 97 anni al bambino di 4 parlano un inglese se non perfetto almeno accettabile, e quando i poliziotti intimano l’arresto non dicono “Altolà”, bensì “Freeze!!”, roba che se fosse davvero così sai quanti frigoriferi si beccherebbero in faccia? Le vittime non si conterebbero più. E infatti la perfidia di Argento non la troviamo tanto nella trama o nelle immagini, il vero orrore sta nel vedere il povero Adrien Brody che si sbatte per pronunciare il suo nome, Enzo Avolfi, che detto da lui suona più o meno come ensoawulf. Ohibò. Ma avete ragione, questo è un blog di cinema, non dovrei stare a cogliere ogni difetto linguistico della pellicola. Sicuramente la trama e la realizzazione saranno impeccabili. Convinti, sì sì.



Delle immagini arzigogolate, artistiche ed efferate che hanno contribuito ad affermare Argento, non vi è traccia. Un dito tranciato, un paio di mani affettate da vetri e camminare, non c’è niente (altro) da vedere. Lo credo che gli effetti speciali per queste due sequenze siano buoni, insomma. Ah no, scusate, dimenticavo anche la lama di un coltellaccio da cucina che si infila per intero nella gola di una donna, durante uno dei flashback più inutili della storia del cinema, una cosa di rara tristezza, dove immagini alla Il piccolo Lord si mescolano a quelle di un bordello d’altri tempi solo per spiegare il trauma infantile dell’ispettore. E se l’infanzia dell’uno è triste, dovete solo aspettare che arrivi il momento dove ci viene raccontata quella del killer, un povero bambino “scherzato” perché afflitto da una malattia che lo rende giallo e di conseguenza pure picchiato dalle suore perché osa lamentarsi; a parte che giallo è una parola grossa, se non me lo dicevano neppure me ne accorgevo, perché il problema di costui non è il colore. Il gran difetto del personaggio è l’orrendo trucco posticcio con cui hanno seppellito la faccia di Brody, che come sovrappiù indossa anche una parrucchetta “ginger” completa di bandana, che nemmeno alle feste truzze in spiaggia le vedi!! La finiamo qui? No, dai, lasciatemi parlare della caratterizzazione dei vari personaggi.



Dai, su, sembra un incrocio tra John Rambo e uno dei BeeHive. Magari Mirko.



Diceva il “buon” Sgarbi: “CAPRE!CAPRE!CAPRE!”. E questa invettiva riflette bene il pensiero che mi ha colpito la mente nel veder recitare tutti i coinvolti. Adrien Brody prende l’Oscar, lo butta nel cesso e tira lo sciacquone a rischio di allagarsi il bagno; la sua caratterizzazione dell’ispettore prevede, oltre allo scazzo cosmico, il consumo di una quarantina di pacchetti di sigarette e almeno un quarto d’ora di occhio perso nel vuoto. Un po’ migliore l’interpretazione di Giallo, a patto che lo spettatore diventi sordo ad ogni sua comparsa e ignori il penoso rantolio dell’americano che cerca di fingersi un italiano che parla un inglese forzato. Andiamo avanti. Emmanuelle Seigner è vajassa da far schifo, la sequenza finale dove insulta come una bestia l’ispettore, dopo essersi comportata da imbecille per tutta la durata della pellicola è da manuale, ma nulla a che vedere con la sorella Celine che, nelle mani di un maniaco pazzo, non trova altra soluzione se non quella di urlargli addosso e ribadire la sua bruttezza con ovvi risultati. Pietà, vi prego. La finisco qui perché non ne ho davvero più voglia. Anzi no, aggiungo una piccola postilla e vi faccio notare che, 99 su 100, l’ingannevole titolo e la stupidissima trama sono stati concertati apposta per vendere il film all’estero, siccome Argento è considerato oltreoceano il re del giallo all’italiana, appunto. Shame on you, Dario.



Del regista Dario Argento ho già parlato qua, mentre un trafiletto su Adrien Brody, che interpreta sia l’ispettore Enzo Avolfi che il killer Giallo, lo trovate qui.

Emmanuelle Seigner interpreta Linda. Francese, la ricordo per  film come Nirvana e La nona porta. Ha 45 anni e due film in uscita.



Avrebbe dovuto essere Vincent Gallo ad interpretare l’ispettore Avolfi, ma siccome la sua ex Asia Argento era stata “scelta” (si può dire scegliere quando il regista è tuo padre, un uomo che si ostina a farti recitare nonostante sia palese agli occhi del mondo intero che non ne sei in grado???) per il ruolo di Linda ha pensato bene di rifiutare. Il fatto che Asia, in seguito, abbia dovuto rinunciare alla parte in quanto incinta, mi fa pensare che da qualche parte un Dio esista. Quel che non capisco però è perché anche Ray Liotta si sia tirato indietro lasciando così spazio a Brody… mi sa che Quel bravo ragazzo ci vede più lungo di quanto sembra. Comunque, tornando a parlare di ex, l’attrice che interpreta Celine, Elsa Pataky, all’epoca era la fidanzata di Brody, mentre ora è la moglie di Chris “Thor” Hemsworth. Tante volte, il caso. Ma voi invece non cercate film a caso, come faccio io, e guardatevi Profondo Rosso, diretto da Dario Argento quando ancora poteva definirsi il re del giallo. Volete il trailer? Non è male, meglio del film! ENJOY (vabbé...) !!

3 commenti:

  1. E' giallooooooo!!!
    Si può fare un film su questo?
    Dario Argento ci ha dato prova che, no.. non si può fare un film su questo a meno che non si voglia scadere nel ridicolo e nell'imbarazzante... secondo me a unc erto punto la sceneggiatura è stata mandata letteralmente a ramengo e abbiano fatto un po' tutti quel che gli pareva... questo, almeno, spiegherebbe perché la cara Linda di punto in bianco senta il bisogno di chiamare la stampa e scatenare lo scompiglio generale in una scena che definire inutile non rende l'idea.

    Mai seguito o provato interesse per i film di Argento e ora so perché.

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  2. Io di Argento ho smesso di vedere film a partire da quella boiata di nonhosonno, e quindi credo di essermi risparmiato parecchie intossicate. certo è che questo film sembra davvero osceno, e quella foto che hai postato di brody che sembra Er monnezza di thomas milian piuttosto che lo splendido attore che ha vinto l'oscar per il pianista, bè, fa davvero pena e rende abbastanza bene l'idea dello squallore del film. e pensare che argento ha diretto alcuni capolavori nei bei tempi andati, su tutti quella perfetta macchina di suspence e montaggio che è profondo rosso, film che si dovrebbe davvero far studiare nelle scuole di cinema...

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  3. Ma effettivamente non mi capacito del perché di tanta pochezza...
    Insomma, questa volta non penso si potesse lamentare della mancanza di fondi o simili, perché comunque Brody è una star e questo mi sembrava un tentativo di rilancio sul mercato internazionale... e invece, guarda un po' che film mandiamo all'estero.
    La cosa brutta è che ora sta uscendo Dracula 3D, e Argento rischia di scendere ancora più in basso...

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