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domenica 15 dicembre 2013

Hitchcock (2012)

Piano piano sto recuperando tutti quei film meritevoli che, nonostante questo, non hanno mai trovato distribuzione dalle mie parti e questa volta è toccato al bellissimo Hitchcock, diretto nel 2012 dal regista Sacha Gervasi e tratto dal libro Alfred Hitchcock and the Making of Psycho di Stephen Rebello.


Trama: dopo Intrigo internazionale, Alfred Hitchcock trova una nuova fonte d'ispirazione nel libro Psycho di Robert Bloch. Osteggiato da produttori e giornalisti, indebitato e totalmente immerso nel lavoro, non si accorge di quanto la moglie Alma si stia allontanando da lui...


Hitchcock è un film interessantissimo e frizzante, sia per gli appassionati di Hitch che per chi vuole gustarsi un'ora e mezza di sano intrattenimento cinematografico, magari imparando qualcosa su uno dei massimi esponenti della settima arte. Mescolando episodi legati alla vita privata del regista, una ricostruzione del making of di Psyco e le inquietanti suggestioni di un Ed Gein negli inediti panni di Grillo Parlante, Hitchcock pone sotto i riflettori una parte assai importante e difficile della carriera del Maestro della Suspance, un momento in cui al successo si accompagnano le inevitabili incertezze, il timore di sbagliare, la paura di diventare mero fenomeno commerciale svilito da un'avventura televisiva di successo, un attimo di crisi derivata dalla vecchiaia e dal desiderio di risvegliare sensazioni sopite alimentandole con la fantasia. Nella pellicola, infatti, Hitchcock comincia a perdere progressivamente il contatto con la realtà com'era accaduto ad Ed Gein e Norman Bates (meravigliosa la scena in cui, davanti a una Vivien Leigh urlante e terrorizzata, sfoga tutta la sua rabbia mostrando alla troupe come girare la famosa sequenza della doccia), terrorizzato dall'idea di venire tradito e abbandonato da tutti, attrici, moglie, pubblico, critici. Un indebolimento mentale che si accompagna ad una debolezza fisica manifestata nella febbre e nella fame compulsiva e che mostra un Hitchcock terribilmente imperfetto e molto più umano dell'ironica e sarcastica "sagoma" che, come spettatori, siamo arrivati a conoscere.


Ed è bello, finalmente, fare anche la conoscenza di Alma, la grande donna dietro un grande uomo e, forse, la vera protagonista del film, interpretata da una grandissima Helen Mirren che più di una volta eclissa il pur bravissimo Anthony Hopkins (truccato così bene che il film è stato candidato all'Oscar per il miglior make-up). Alma è una capacissima donna con tutti gli attributi necessari per sostenere l'ingombrante (in tutti i sensi) marito e, a quanto pare, è anche la mente che ha trasformato una pellicola schifata persino da Hitchcock nello Psyco che tutti noi conosciamo e amiamo; all'interno del film possiamo vedere come la crisi creativa e umana che ha colpito il marito ricada pesantemente anche su Alma, costantemente messa in ombra dalla fama del consorte o dall'insana passione di quest'ultimo per le bionde star dei suoi film. Nel corso della pellicola, Alma cerca di ritrovare una sua indipendenza allontanandosi da Hitchcock e trovando conforto in un Danny Huston sempre più a suo agio nei panni del viscido piacione, ed è buffo e molto commovente vedere come due persone che si conoscono e si aiutano a vicenda da anni arrivino a non capirsi più, ad evitarsi o parlarsi solo tramite feroci punzecchiature reciproche. Alla crisi coniugale corrisponde un terribile momento di empasse nel corso della realizzazione di Psyco e ad un conseguente calo della qualità del lavoro di Hitchcock e il regista Sacha Gervasi è molto bravo a giostrare queste due anime del film senza scadere nel melodramma sentimentale o nel freddo documentario, facendoci così affezionare ai due testardi protagonisti e intrigandoci con i retroscena di un Capolavoro del cinema che, per quanto sia conosciuto, nasconde comunque molti segreti. La presenza di un cast affiatato e valido e l'ironica cornice alla Alfred Hitchcock Presenta, infine, contribuiscono a rendere Hitchcock un gioiellino ancora più prezioso, che vi consiglio di recuperare il prima possibile.


Di Anthony Hopkins (Alfred Hitchcock), Helen Mirren (Alma Reville), Scarlett Johansson (Janet Leigh), Danny Huston (Whitfield Cook), Toni Collette (Peggy Robertson), Jessica Biel (Vera Miles), James D’Arcy (Anthony Perkins) e Kurtwood Smith (Geoffrey Shurlock) ho già parlato ai rispettivi link.

Sacha Gervasi è il regista della pellicola. Inglese, prima di Hitchcock ha diretto solo il documentario Anvil: The Story of Anvil. Anche sceneggiatore e produttore, ha 47 anni. 


Michael Wincott (vero nome Michael Anthony Claudio Wincott) interpreta Ed Gein. Canadese, lo ricordo per film come Talk Radio, Nato il quattro luglio, The Doors, Robin Hood – Principe dei ladri, I tre moschettieri, Il corvo, Dead Man e Alien – La clonazione; inoltre, ha partecipato a serie come Miami Vice. Ha 55 anni e due film in uscita. 


Tra gli altri attori compare anche, nei panni dello sceneggiatore Joseph Stefano, l’ex Karate Kid Ralph Macchio. Andrew Garfield invece era stato convocato per il ruolo di Anthony Perkins ma ha dovuto rinunciare per i suoi impegni teatrali. Detto questo, se Hitchcock vi fosse piaciuto recuperate ovviamente i film del corpulento maestro della suspance e magari anche Ed Wood e Il discorso del re! ENJOY!

25 commenti:

  1. Hai fatto bene a recuperarlo ;) bel film sulla vita del grande Hitchcock...

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    1. Vado matta per metà dei coinvolti, non potevo perderlo :)

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  2. a me è piaciuto, mi piacciono gli aneddoti e le storie che sono dietro i grandi film...

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  3. ..forse valido per gli aneddoti, come sottolinea bradipo, ma di scarso appeal per tutto il resto...

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    1. No, perché? Io ho adorato la Mirren! Forse l'unica cosa un po' sottotono era la presunta liaison col personaggio di With...

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  4. grande film, Hopkins e Mirren SUBLIMI, ma molto bravi anche gli altri attori (si incredibilmente anche la Johansson) cmq mentre lo vedevo pensavo a una cosa: gli attori che qui interpretano Perkins, la Leigh e la Miles sarebbero stato perfetti proprio per un remake di Psycho e invece nel 98 Van Sant girò quell'aborto con Vince Vaughn, cioè Vince Vaungh nei panni di Norman, mamma miaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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    1. Con il Psycho di Van Sant ho un rapporto ambivalente. Cioé, ovviamente lo reputo inferiore all'originale (e grazie...) però non ho ancora capito se mi è piaciuto o meno. E lo stesso vale per Vaughn.

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    2. per me è tra le cose più oscene e inutili di sempre e lo dice uno che non odia i remake anzi, ma quello è veramente uno scempio

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    3. Che sia inutile concordo, più che altro perché è (quasi) la copia carbone dell'originale, senza interpretazioni di regia o sceneggiatura (tranne quelle trascurabili) e con attori che, per la maggior parte, non valgono un decimo degli originali (tu odi Vaughn io mi scaglio maggiormente verso Julienne Moore).

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    4. Non odio affatto vaughn, è anche simpatico in alcune commedie, ma appunto è adatto a quelle, ha quella facciotta tontolotta è va bene x quei ruoli, ma per Norman NO cazzo, ci son tanti bravissimi attori adatti a fare un ruolo dello psicopatico, ma lui non era adatto.
      La Moore è una bravissima attrice, ma anche lei in sto film era fuori posto.
      Quanto alle interpretazioni che Van Sant ha fatto in questo film, dire che son trascurabili è un eufemismo, sono dannose e contribuiscono a rendere il film ancora più ridicolo

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  5. Molto bello, classicissimo ma davvero ben fatto :)

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  6. carino e molto interessante soprattutto per i retroscena.
    registicamente però 'sto gervasi mi è sembrato un po' piatto...

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    1. Io ero talmente presa dalla Mirren e dalla storia che della regia non mi sono affatto preoccupata :)

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  7. Anche io ho recentemente parlato di questo film sul mio blog, mi è piaciuto abbastanza, ache se quando si tratta di biopic preferirei vedere l'intera vita di un personaggio.

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    1. Anch'io di solito preferisco vedere l'intera vita, ma con questo escamotage il film è diventato ancora più interessante!

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  8. Voglio essere sincero.
    Mi è piaciuto, ma in alcuni tratti mi sembrava un po fiction Rai...

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    1. E' perché Gervasi non è proprio un virtuoso della macchina da presa... però a me è piaciuto tantissimo!

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  9. a me non ha fatto impazzire, ma ho apprezzato molto la figura della moglie

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