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venerdì 18 novembre 2016

Ouija: L'origine del male (2016)

Con tre tranquillissime settimane di ritardo è arrivato anche a Savona Ouija: L'origine del male (Ouija: Origin of Evil), diretto e co-sceneggiato dal regista Mike Flanagan nonché sequel dell'abominevole Ouija.


Trama: Alice Zander, vedova con due figlie, si guadagna da vivere fingendo doti di sensitiva e abbindolando chi cerca di parlare coi propri cari defunti. Per aggiungere spettacolarità alle sue frodi decide di acquistare una tavoletta ouija ma lo strumento comincia ad influenzare negativamente Doris, la figlia minore...


Dopo la visione di quella schifezza invereconda di Ouija, horror fatto coi piedi se mai ce n'è stato uno, rivolto ad un pubblico di bambini minorati, l'idea che a qualcuno fosse venuto in mente di produrre e girare un sequel mi aveva portata a giurare di non guardarlo neppure per sbaglio. Quando hanno cominciato a circolare voci sul coinvolgimento dell'apprezzato Mike Flanagan e, soprattutto, quando sono spuntati i primi, terrificanti trailer, la mia decisione è venuta meno, al punto che Ouija: L'origine del male è diventato uno dei must see della stagione. Ora che finalmente ho avuto modo di guardarlo, posso dire che come sequel è sicuramente meglio del predecessore, ma ci voleva poco, e che in generale come horror è molto gradevole e spaventevole il giusto. Niente di eclatante, per carità, ché Flanagan ha fatto di meglio, tuttavia la personalità del regista si sente, almeno nella prima parte della pellicola. Ouija: L'origine del male in verità è, come dice il titolo, il prequel di Ouija ma è un film godibilissimo anche da chi non ha mai guardato il primo capitolo della saga, se così si può chiamare; ambientato nella Los Angeles degli anni '60, si concentra sulle vicissitudini della famiglia Zander e sugli sforzi di mamma Alice per sbarcare il lunario e crescere due figlie comprensibilmente traumatizzate dalla morte improvvisa del padre. Immerse in un'atmosfera che mescola elementi religiosi (le ragazze frequentano una scuola cattolica e Doris prega ogni sera) ed esoterici (il sostentamento della famiglia proviene dalle false sedute spiritiche della madre, eseguite con l'aiuto delle figlie), le due fanciulle fanno del loro meglio perché la loro vita sociale non venga rovinata da questa condizione disagiata ma Doris, la più piccola e permeabile alle suggestioni, conserva nel suo cuore la speranza che le arti della madre siano vere e che le consentano un giorno di parlare con l'amato papà. Quando la terribile tavoletta ouija entra nella loro casa, Doris comincia a sviluppare strane abilità e diventa il canale attraverso cui gli spiriti riescono a comunicare con i vivi e ovviamente Alice, spinta anche dalla convinzione che il marito defunto abbia avvicinato la piccola, inizia ingenuamente a sfruttare il dono della bambina per legittimare il proprio lavoro di ciarlatana, ignorando le regole del buonsenso fino all'estremo punto di rottura (nel vero senso della parola). Da qui in poi il film si snoda su percorsi abbastanza prevedibili e l'approfondimento psicologico-sociale della vicenda viene un po' gettato alle ortiche, preferendo concentrarsi su una serie pressoché ininterrotta, benché nel mio caso efficace, di sequenze inquietanti e jump scare assortiti, quasi tutti incentrati sulla terrificante "mascella snodata" di Doris.


Ouija: L'origine del male è dunque un film dove la mano dell'autore, sia alla regia che alla sceneggiatura, si vede e si sente, ma è una mano frenata dalle esigenze di mercato e dalle necessità della Blumhouse factory, la quale fondamentalmente esige prodotti assai simili, di rapido consumo e remunerativi. La cura iniziale nel tratteggiare i personaggi e cercare di renderli diversi dalle figure monodimensionali che popolavano Ouija si sottomette, nel corso del film, alle regole di questo tipo di horror a base di possessioni spiritico-demoniache, tanto che la seconda parte di L'origine del male probabilmente arriverà a confondersi, col tempo, nel calderone delle mille altre pellicole a tema che ho visto in questi ultimi anni. Stesso discorso per la regia. Flanagan si prende il tempo di giocare non solo con le atmosfere vintage, aggiungendo di tanto in tanto delle "scollature" tra un fotogramma e l'altro così da simulare l'utilizzo della vecchia pellicola, ma impone allo spettatore il punto di vista degli spiriti che circondano la famiglia Zander, ruotando spesso la cinepresa dall'alto verso il basso, oppure sceglie di mostrarci cose spaventevoli lasciandole volutamente sfocate e in secondo piano, concentrandosi sulle espressioni bellamente ignare di chi non ha idea di cosa stia accadendo alle sue spalle. Sono tocchi di stile che, come ho detto, alla lunga sono costretti a lasciare spazio ad una risoluzione imperniata sull'effetto digitale rapido e scioccante, talvolta fatto a tirar via (a mio avviso la scena del "bungee jumping col morto" è inguardabile), e sul make-up a effetto più che sull'intelligenza di regia e montaggio. Dunque Ouija: L'origine del male rischia di farsi ricordare giusto per l'aria di modernariato data da costumi, trucco e parrucco delle protagoniste, per la colonna sonora a tema e per le fattezze genuinamente inquietanti della giovanissima Lulu Wilson, fin dai trailer vero fulcro della pellicola nonché bimbetta dal sorriso maligno ben più terrificante di qualsiasi bambola Annabelle: che l'attrice sia stata una delle poche persone, assieme agli sceneggiatori, ad avere compreso le reali implicazioni della "possessione" e la natura del destino di Doris? A prescindere, spero di rivederla presto in altri film di genere, prima che l'incedere dell'età la condanni al dimenticatoio come altri suoi colleghi bambini. A voi intanto consiglio la visione di Ouija: L'origine del male senza aspettarvi troppo e aggiungo di rimanere in sala fino alla fine dei titoli di coda (o mandare avanti veloce sperando non li abbiano tagliati) perché c'è una breve scena post-credit che lega definitivamente il film di Flanagan al suo abominevole predecessore.


Del regista e co-sceneggiatore Mike Flanagan ho già parlato QUI. Doug Jones (il fantasma di Marcus), Kate Siegel (Jenny Browning) e Lin Shaye (Lina Zander) li trovate invece ai rispettivi link.

Elizabeth Reaser interpreta Alice Zander. Americana, ha partecipato a film come Twilight, The Twilight Saga: New Moon, The Twilight Saga: Eclipse, The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1, The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2 e serie quali I Soprano, Grey's Anatomy e True Detective. Ha 41 anni.


Henry Thomas interpreta padre Tom Hogan. Americano, universalmente conosciuto come il piccolo Eliott di E.T. L'extraterrestre, ha partecipato a film come Valmont, Psycho IV, Vento di passioni, Gangs of New York, Desperation e serie quali Masters of Horror, Incubi e deliri e CSI - Scena del crimine. Ha 45 anni e un film in uscita, l'imminente Il gioco di Gerald.


Annalise Basso, che interpreta Lina, aveva già partecipato al film Oculus - Il riflesso del male, sempre diretto da Flanagan mentre la piccola Lulu Wilson, che interpreta Doris, tornerà ad inquietarci nell'imminente Annabelle 2. Come ho già avuto modo di dire nel post, Ouija: L'origine del male segue (o meglio, precede) l'orrido Ouija, che non vi consiglio di recuperare: se il film di Flanagan vi fosse piaciuto guardate piuttosto Oculus - Il riflesso del male e Somnia. ENJOY!

19 commenti:

  1. Una descrizione veramente accurata! Lì per lì, vedendo il trailer mi ero sbellicata dalle risate per la presentazione super horror, quando di pauroso mi aveva trasmesso veramente poco XD Però magari gli darò un'occhiata sotto tuo consiglio, senza aspettarmi troppo :)

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    1. Pensa che a me il trailer ha fatto una paura assurda invece!! :)
      Come horror funziona, come ho detto meglio la prima parte della seconda, che si affossa un po' su delle banalità purtroppo!

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    2. Infatti mi hai incuriosito molto :) Eh, alcuni horror cadono nelle banalità quindi spesso finisci per anticipare le scene e si perde ogni interesse.

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    3. Il problema è che io ormai ne vedo troppi di horror ed è raro trovare qualcosa che faccia davvero urlare al miracolo! O ci si butta sui grandi classici o si spera in qualcosa di innovativo: per esempio, pur non essendo horror ma solo macabro, ieri ho visto Swiss Army Man che ha davvero una marcia in più :) Ne parlerò nei prossimi giorni anche se dovrò fare un post molto corto per non spoilerare troppo!

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    4. Capisco perfettamente la sensazione. Anche io sono appassionata di horror, soprattutto post-apocalittici con gli zombie o simil. E si fa davvero fatica a trovare qualcosa di originale e fuori dagli schemi.
      Swiss Army Man non ce l'ho presente. Non vedo l'ora di leggere il post allora! ^_^

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    5. Con gli zombie quest'anno mi è piaciuto molto Manuale scout per l'apocalisse zombi, è sciocchino ma tanto divertente. Di post-apocalittici è un po' che non ne vedo, forse l'ultimo è stato Cloverfield Lane ma non mi ha entusiasmata granché... Comunque se ti piacciono gli zombi Swiss Army Man ha il suo perché :P

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  2. Ho una voglia di guardarlo pari allo zero,ma vista la passione di qualcuno per l'horror,sotto il mio stesso tetto,mi sa che mi tocca....

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    1. PS Swiss army man gioiellino!!!!

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    2. Ma guarda che è molto carino, diciamo nella media di cose come The Conjuring, Sinister ecc.
      Di Swiss Army Man ho scritto un minipost che dovrei pubblicare domenica ma già ti dico che l'ho adorato!! :)

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    3. Ecco mi hai incastrato,l'ha letto il Khal e ha sentenziato che lo guardiamo stasera XD

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    4. Hahaha buona serata allora, poi mi fai sapere!!!

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    5. Mi hanno salvato i sottotitoli in cinese fissi,ma prima o poi mi tocca.Abbiamo guardato questo qua,,bella tensione tanto potenziale ma poi si perde di brutto :(

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    6. Quello vorrei vederlo. Lo metto comunque in coda!

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    7. Abbiamo recuperato stasera,sai che non era male per niente??
      E la bambinetta...brrrrr...

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    8. Mentre io The Blackcoat Daughter devo ancora vederlo, mannaggia!! Contentissima che Ouija vi sia piaciuto!!

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  3. Quasi quasi lo recupero.
    Tanto, se sono sopravvissuto alla visione del primo, questo non può che essere (spero molto) meglio...

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    1. In confronto a Ouija parliamo di capolavoro horror. Poi, ovviamente, tutto è relativo ma soprattutto, in questo caso, assolutamente non innovativo.

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  4. Peggio del primo non può essere.
    Mi sa che se riesco recupero.

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    1. Assolutamente NON è peggio del primo. Magari ti ci puoi anche divertire!

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