Pagine

venerdì 29 giugno 2018

Nails (2017)

Non ho ancora bene idea del perché ma una sera mi sono ritrovata guardare Nails, film diretto e co-sceneggiato nel 2017 dal regista Dennis Bartok.


Trama: dopo un terribile incidente che l'ha resa paralizzata, la giovane Dana è costretta a rimanere ricoverata in un luogo infestato da una presenza pronta ad ucciderla...



Ci penso ma continuo a non ricordare cosa mi avesse spinta a cercare e recuperare Nails parecchi mesi fa, sta di fatto che l'ho visto dopo averlo lasciato un po' di tempo a prendere la polvere e... mah. Diciamo che di solito sono più oculata nella scelta degli horror. Nails è la classica storia in cui un'entità brutta ma brutta forte (soprattutto per colpa di una pessima CGI che rende il mostro una sorta di Lurch pupazzoso e coi piedoni) si incapriccia di una povera crista che ha già avuto tutte le sfortune del mondo ed è costretta a rimanere bloccata in un letto, con un tubo per la respirazione conficcato in gola e muta salvo per il computer che trasforma in suono le parole digitate sulla tastiera. Dana, questo il nome della protagonista, è rimasta vittima di un incidente durante il quale il suo cuore si è fermato per qualche minuto, cosa che le ha conferito il "dono" di vedere gli spiriti; ora, la peculiarità in sé è utile giusto per consentire allo spettatore di vedere fisicamente Nails, perché non è sbirciando nell'aldilà che si attirano le sue sgradevoli attenzioni, ma diventa nulla ai fini della trama quando il mostro comincia a farsi vedere un po' da chi vuole e con modalità diverse, tra l'altro dimostrando una bella dose di schizofrenia dal momento che prima dell'arrivo di Dana all'ospedale il mostro se ne stava buono e tranquillo senza infastidire nessuno. Insomma, il tutto è una scusante per propinare allo spettatore una serie di jump scare ampiamente prevedibili e per creare la solita situazione in cui la protagonista viene presa per matta da quasi tutti quelli che la circondano, talvolta in maniera soft (benché a un certo punto il rapporto col marito vada a catafascio e morire che 'sto cretino cerchi di giustificarsi per la piega da soap da quattro soldi presa dalla storia), altre volte con un astio che lascia perplessi (lo psichiatra è una merda patentata, la direttrice della casa di cura idem: porco schifo ma se vi cominciano a morire dei pazienti, due domande fatevele!).


Gli unici due elementi degni di nota di Nails sono la protagonista e il finale del film. Credo di essere una delle tre persone in tutto il mondo che non hanno mai guardato The Descent ma mi sono convinta a recuperarlo al più presto dopo aver visto l'interpretazione di Shauna Macdonald; l'attrice è costretta nel ruolo non facile della paraplegica e, nonostante un paio di scelte di sceneggiatura mettano a dura prova la suspension of disbelief, rende perfettamente l'idea di una donna piegata ma non distrutta, di una combattente incapace di arrendersi, per la quale si arriva a fare un tifo sfrenato che sconfina in odio non tanto per Nails quanto, piuttosto, per chi sceglie di trattare Dana come una stupida visionaria, una donna che ha perso la testa per il dolore. Mi direte, il rischio è quello che mi sia fatta fuorviare dall'incapacità del resto del cast, nel quale si salva giusto la figlia di Dana, ma la Macdonald mi sembra un'attrice capace e comunque regge il film praticamente da sola. Quanto al finale, l'ho apprezzato per la sua incredibile cattiveria, che mi ha fatta perlomeno arrivare a provare le emozioni che avrei voluto avvertire anche nel resto della pellicola; peccato, di nuovo, per quella CGI terrificante che lascia allo spettatore un ultimo jump scare concretizzato nella brutta faccia di quel triste figuro di Nails. Insomma, riassumendo, la pellicola di Dennis Bartok è un classico horror a base di fantasmi cattivussi, senza infamia né lode. Se vi piace il genere e ardete di desiderio di completezza recuperatelo, altrimenti lasciate spazio ad altri horror migliori!

Dennis Bartok è il regista e co-sceneggiatore del film, al suo esordio dietro la macchina da presa. Anche produttore e attore, ha 53 anni.


Shauna Macdonald interpreta Dana Milgrom. Nata in Malesia, ha partecipato a film come The Descent - Discesa nelle tenebre, Mutant Chronicles, The Descent: Part 2, Filth e La corrispondenza. Ha 37 anni.


Godetevi il gadgettino di IsnotTV!


4 commenti:

  1. Boh, potrebbe fare al caso mio?
    Parli di un finale comunque interessante... Non so, a me questi horror hanno scocciato...

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho capito ma non vale la pena guardare tutto il film XD
      Fossi in te eviterei!

      Elimina
  2. We Bollicina ti seguo anche con il mio account che uso per il mio lavoro di scrittrice un abbraccio :*

    RispondiElimina