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mercoledì 29 maggio 2019

L'angelo del male - Brightburn (2019)

Come ultimo film della settimana sono andata a vedere lunedì L'angelo del male - Brightburn (Brightburn), diretto dal regista David Yarovesky.


Trama: il dodicenne Brandon vive felice coi suoi genitori adottivi, almeno finché non comincia a scoprire di essere "speciale" e dotato di inquietanti poteri...


Alla fine di Brightburn io spero solo una cosa: che l'imminente serie The Boys prenda spunto dalla cattiveria feroce di cui è intrisa la trama del film, che non offre catarsi allo spettatore nemmeno per sbaglio e consegna al pubblico il peggiore dei mondi "di finzione" possibili, alla faccia della stupidissima censura italiana (poi ci torniamo). In tempi di cinecomics, basare un horror sulla perversione di una tipica origin story, anzi, SULLA origin story per eccellenza, quella di Superman, è a mio avviso una botta di genio e d'altronde chi meglio di membri del clan Gunn per farlo, visto come tutti (sceneggiatori e produttore) hanno avuto a che fare anche coi Guardiani della Galassia, uscendone a testa alta? Brightburn è il nome della città in cui cresce Brandon (un po' come Smallville), pargolo che NON è un angelo del male; nonostante il titolo lasci presupporre un caso di possessione demoniaca come tanti o di discendenza satanica, e nonostante all'inizio lo spettatore clueless possa essere spinto a pensare a qualche risvolto esoterico, la vicenda è legata all'ambito dei supereroi o, meglio, dei supercriminali, ché eroi qui non ce ne sono nemmeno per sbaglio. Brandon è il cocco di papà e mamma, un bambino cercato con tutti i mezzi e arrivato una notte, per caso, quando entrambi avevano perso ogni speranza. Dopo dodici anni di puro idillio familiare e bucolico, il ragazzino viene colpito da quella cosa chiamata pubertà che risveglia la sua natura aliena e da quel momento la sceneggiatura pigia sul pedale della violenza senza limiti e, soprattutto, senza alcuna remora morale. Come il Patriota di The Boys, Brandon è consapevole della propria superiorità su chiunque e agisce di conseguenza nonostante l'educazione impartita da genitori amorevoli e comprensivi, solo perché, di fatto, "può", spinto da un imperativo alieno che lo spinge a "prendere il mondo" e ad abbracciare in assoluta letizia un percorso che lo porterà ad diventare un sadico psicopatico. Umorale, per giunta, il che è peggio, perché se da grandi poteri derivano grandi responsabilità, dare l'onnipotenza a un dodicenne con turbe psichiche significa condannare l'umanità alla distruzione senza motivazioni plausibili e dove diamine è Billy Butcher quando serve?


Tutto ciò fa di Brightburn un B movie estremamente divertente ma anche angosciante, proprio per il pessimismo cosmico che lo permea anche senza bisogno dei soliti personaggi da film horror che fanno cose stupide. Certo, la mamma di Brandon, interpretata da una dolcissima Elizabeth Banks, rifiuta di aprire gli occhi fino all'ultimo e quell'orsone del papà, pur essendo più diffidente come tutti gli uomini non dotati di spirito materno, non è più astuto di lei, ma Brightburn segue ugualmente un percorso di (de)formazione plausibile che, soprattutto, riesce a coinvolgere lo spettatore quel tanto che basta perché gliene freghi qualcosa anche dei personaggi secondari. Questi ultimi, per inciso, muoiono male, perlomeno in America. Qui in Italia, come del resto in Inghilterra, si è deciso di censurare un paio di scene che potete trovare tranquillamente complete sul tubo e che avrebbero reso Brightburn parecchio più gore e sfacciato del normale, soprattutto considerando che il killer è poco più che un bambino. Ma noi, che ai bambini vogliamo bene, soprattutto ai quattordicenni che portano bei soldini, abbiamo deciso di trattare Brightburn manco fosse l'ultimo dei video nasties rimasti in circolazione e così addio a una paio di sequenze che avrebbero reso Fulci molto felice. Per carità, il film è efficace lo stesso e merita di venire guardato, tuttavia permettetemi di spendere una lacrima per l'egregio lavoro dei responsabili degli effetti speciali, andato sprecato. Fortunatamente, il resto degli FX, salvo forse le inquadrature ravvicinate del prefinale, sono comunque validi e sfido chiunque a sfuggire all'ansia provocata dall'assedio di un piccolo, bastardissimo Superman in grado di distruggere case e disintegrare persone. Mai, come in questo caso, mi verrebbe da urlare "somebody saaaave meeee!!". Peccato che nessuno, nelle sterminate fattorie e nei boschi del Kansas, possa sentirti urlare.


Elizabeth Banks (Tori Breyer), David Denman (Kyle Breyer) e Michael Rooker (The Big T) li trovate ai rispettivi link.

David Yarovesky è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come The Hive. E' anche produttore, sceneggiatore e attore.






10 commenti:

  1. Non sapevo dei tagli italiani, uff. Aspetterò la versione senza censure. Toglici pure le nefandezze...

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    1. I tagli italiani sono gli stessi effettuati per l'Inghilterra. Non mi capacito del perché un horror debba essere tagliato a uso e consumo di ragazzini: esistono diversi target di riferimento, evidentemente essere un horror "adolescenziale" non era l'obiettivo di chi ha realizzato Brightburn.

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  2. Allora anch'io aspetterò la versione unrated, anche perché finora la Gunn Gang mi ha sempre dato ottimi risultati

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    1. Secondo il mio modesto parere il film è vedibile e godibile anche così. Le clip incriminate tra l'altro si trovano tutte su youtube, un addirittura sul canale ufficiale Sony, pensa il ridicolo XD

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  3. Voglio vederlo. Innanzitutto secondo me Gunn ha fatto un chiaro omaggio a Berserk con il simbolo presente nel film (ricordo che twittò la cosa, scatenando le fantasie dei Berserk-fan).
    Comunque, b-movies cattivi non se ne vedono da secoli, e quindi Sì, LO VOGLIO.
    Peccato per le censurine: ma di cosa si tratta nello specifico? Sono tagli che si notato? Apportano qualcosa in meno?

    Moz-

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    1. Sono tagli inseriti all'interno di sequenze che risultano comunque complete anche in assenza di quei due minuti totali di tagliato.
      Senza fare spoiler, in pratica le sequenze vengono private dell'elemento gore e si passa subito a ciò che viene dopo. La prima scena è più sacrificata e il taglietto si avverte (quello che accade prima non giustifica l'aspetto della vittima dopo) mentre per la seconda scena si tratta davvero di un flash o poco più, per quanto efficace, quindi il taglio si vede meno.

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    2. Umh, capito... E non esistono cinema dove mandano l'edizione integrale?

      Moz-

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  4. Dopo la rece de Il Giorno Degli Zombi ho un po' paura, perché in partenza so già che mi deluderà negli aspetti in cui mi delude sempre questa tipologia di film ( ovvero quella di osare e di rimanere nel cliché classico dell'horror con protagonisti dei bambini ), però spero ci sia almeno un minimo di dilemma nella sua predestinazione verso il male.
    Stasera me lo vedrò, speriamo bene!

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    1. Nessun dilemma, purtroppo, questo forse è l'unico grande difetto del film.
      Spero ti sia piaciuto comunque!

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