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domenica 24 maggio 2020

Sea Fever (2019)

Nel bel mezzo della pandemia, quando a differenza di molti ho avuto la (s)fortuna di continuare a lavorare, ho chiesto a Lucia quali horror guardare assolutamente tra quelli che escono non dico quotidianamente ma quasi e lei mi ha fatto il nome di Sea Fever, diretto nel 2019 dalla regista Neasa Hardiman.


Trama: una biologa marina sale a bordo di un peschereccio e nel corso della battuta di pesca si imbatte in una creatura marina sconosciuta e pericolosa, che nel giro di breve tempo infetta l'equipaggio...


La sea fever è l'equivalente marino della cabin fever, ovviamente declinata all'interno di un luogo ancora più scomodo e pericoloso, circondato da mare profondo, dove non si fa fatica a capire come la gente possa dare di matto per l'ansia, le privazioni e la claustrofobia. Bella ligure, che sono, eh? Comunque, nel caso del film di Neasa Hardiman "sea fever" ha anche un significato più letterale, è una febbre che colpisce l'equipaggio di una nave dopo l'incontro con un gigantesco animale sconosciuto i cui tentacoli secernono un liquido non solo pericoloso per la struttura delle navi ma anche e soprattutto per gli umani, che si ritrovano a fare da incubatrici per piccole, inquietanti bestiole. L'equipaggio di pescatori, spinti dal bisogno di lavoro verso una zona interdetta al traffico marino ma comunque ricca di pesce, si ritrovano in balìa tra l'istinto di sopravvivenza e il desiderio di mantenere l'attività, ed è la biologa marina Siobhan ad introdurre una terza, importantissima variante, ovvero la necessità di preservare la comunità da un'infezione mortale e potenzialmente inarrestabile, anche a costo di sacrificare poche persone. I risultati di queste interazioni non saranno scontati come accade nella maggior parte degli horror a tema "pandemico", perché a differenza di molti altri film dove i personaggi idioti "vanno in cantina anche se sanno che la casa è infestata (cit.)" qui abbiamo una protagonista che incarna il lume della ragione, sicuramente scomoda, sicuramente in contrasto con qualunque sentimento e rimpianto umano, talvolta persino così "sfacciata" da considerare l'animale sconosciuto come un organismo che merita di esistere tanto quanto noi, eppure sempre pronta ad offrire soluzioni concrete e potenzialmente utili, per quanto alla fine poco efficaci. Il risultato è dunque una trama avvincente, zeppa di tutti gli elementi che rendono efficace un film a tema pandemico-claustrofobico, e anche originale, per quanto possibile.


Il climax del film viene raggiunto più o meno a metà della sua durata, quando si concentrano anche gli elementi gore e i momenti in cui la paranoia si fa violenta e insinuante, dopodiché l'ottima costruzione dei personaggi che troviamo nella prima parte va un po' a farsi friggere in un prefinale a mio avviso sbrigativo (Freya? Boh.), che fortunatamente lascia il posto a un finale d'impatto, molto bello sia a livello di sceneggiatura che di regia. C'è da dire che io sono molto parziale quando si parla di Irlanda e mi è bastato godermi l'accento utilizzato dai bravissimi attori, tutti perfetti per i ruoli che sono stati loro assegnati, a partire dalla bellissima Hermione Corfield, "rossa portasfortuna" in grado di incarnare un personaggio allo stesso tempo fragile e deciso, costretto ad accollarsi soluzioni scomode e ad affrontare la diffidenza degli altri compagni di sventura senza mai indietreggiare di un passo; tra i comprimari, spiccano l'interessante Olwen Fouéré, che avrei voluto onestamente vedere molto di più sullo schermo, e la coppia "rude" e malinconica formata da Connie Nielsen e Dougray Scott ma in generale ho apprezzato tutto il cast, senza distinzioni. Se vi piace il genere, Sea Fever non vi deluderà, anche se forse neppure questo è un film molto adatto alla paranoia da Covid-19.


Di Connie Nielsen (Freya) e Dougray Scott (Gerard) ho già parlato ai rispettivi link.

Neasa Hardiman è la regista della pellicola. Irlandese, ha diretto episodi della serie Jessica Jones ed è anche produttrice e sceneggiatrice.


Hermione Corfield interpreta Siobhan. Inglese, ha partecipato a film come Mission: Impossible - Rogue Nation, PPZ: Pride and Prejudice and Zombies, King Arthur: Il potere della spada, Star Wars - Gli ultimi Jedi e Slaughterhouse Rulez. Ha 27 anni.


Olwen Fouéré interpreta Ciara. Irlandese, ha partecipato a film come This Must Be the Place, Mandy e Animali fantastici: I crimini di Grindelwald.


Se Sea Fever vi fosse piaciuto recuperate La cosa e Alien. ENJOY!

2 commenti:

  1. Eh sì, molto poco indicato se si ha ansia da Covid 19 in questo periodo :) Comunque a me è piaciuto, anche se non l'ho trovato entusiasmante come altre visioni dello stesso "genere". Ma tutto sommato è un film equilibrato ed elegante.

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    1. Elegante ed equilibrato sono due aggettivi che gli calzano a pennello :)

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