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venerdì 24 luglio 2020

Extra Ordinary (2019)

Altra gioia, stavolta è il caso di aggiungere anche divertente, tirata fuori dal blog di Lucia è Extra Ordinary, diretto e co-sceneggiato nel 2019 dai registi Mike Ahern ed Enda Loughman.


Trama: un'istruttrice di guida deve tornare ad utilizzare i suoi poteri medianici quando un uomo le chiede aiuto per la figlia, presa di mira da un cantante satanista...


Io amo l'Irlanda e amo le commedie horror che arrivano da quelle parti, ché non è solo la perfida Albione ad avere il monopolio del genere. Probabilmente, se Extra Ordinary venisse distribuito da queste parti perderebbe un buon 80% di pregi, visto che il bello è guardarlo godendosi l'accento meraviglioso dei coinvolti e l'intonazione tra il cortese e il pazzerello di Maeve Higgins, ma magari con un po' di fortuna se lo accaparrerà qualche piattaforma streaming e il problema non si porrà. Ma di cosa parla, in definitiva, Extra Ordinary? Per l'appunto di un'istruttrice di scuola guida, Rose, dalle abilità medianiche "stra ordinarie": Rose riesce a vedere i fantasmi (che, per inciso, adorano infestare i formaggi, tra le altre cose) ma ha scelto di ignorare i suoi poteri dal giorno in cui è successo qualcosa a suo padre, cacciatore televisivo di fantasmi e demoni. In più, Rose è anche una timida patologica, passa le serate da brava zitella a imbottirsi di porcherie e la sorella, Sailor, ha il suo bel daffare a spingere la sorella a vivere un po'. Tutto cambia, come nelle migliori commedie, quando Rose riceve la telefonata del bel vedovo Martin Martin, la cui figlia è stata presa di mira da Christian, cantante che, nonostante il nome, ha scelto di sacrificare una vergine al Diavolo per poter tornare sulla cresta dell'onda dopo essere stato una meteora della musica. Altro non è il caso di aggiungere sul modo in cui la trama si svilupperà, perché il bello di Extra Ordinary è il modo in cui i personaggi interagiscono tra loro senza seguire i cliché che vedrebbero un percorso di formazione/redenzione oppure di crescita dell'aMMore, perché i testardissimi irlandesi sono assai restii a cambiare le loro abitudini e il gioco dei due registi e sceneggiatori è proprio quello di ridere in faccia allo spettatore smontando le sue aspettative con gag ottimamente riuscite, che non fanno calare il ritmo della pellicola neppure per un secondo.


Realizzato ottimamente dal punto di vista della regia, che intervalla la narrazione della vicenda con colorati spezzoni vintage della trasmissione del padre di Rose, nemmeno Extra Ordinary ne fosse un episodio, il film è pregevole per la furbizia con cui sopperisce ai limiti di budget, fornendo una rappresentazione di fantasmi e demoni fanciullesca ma non ridicola, sfruttando per esempio l'iconografia del lenzuolo, che in questo caso è perfetto per il clima scanzonato e vagamente cartoonesco della pellicola, che inanella anche ottime citazioni da Ghostbusters e L'esorcista. Ovviamente, al di là della realizzazione fa molto la simpatia degli interpreti, quasi tutti abbastanza sconosciuti nel nostro Paese, anche se l'americano Will Forte, che interpreta Christian, ha partecipato a tantissime commedie demenziali assai famose per chi bazzica il genere; onestamente, io non lo conoscevo ma il suo Christian è esilarante, a livello dei migliori personaggi interpretati da Will Ferrell, e le sequenze in cui duetta con la moglie Claudia sono tra le migliori del film. Altra bella sorpresa l'attore Barry Ward, che in effetti ci mette un po' ad ingranare, surclassato dalla verve della simpaticissima Maeve Higgins, ma verso il finale si profonde in un doppio ruolo talmente divertente che spesso mi sono ritrovata a ridere come una matta, con le lacrime agli occhi. Dopo tanti horror cupi e deprimenti una supercazzola horror come questa ci voleva proprio, quindi se vi sentite giù provate a recuperare Extra Ordinary, non ve ne pentirete!

Mike Ahern ed Enda Loughman sono i registi e co-sceneggiatori della pellicola, entrambi irlandesi e anche produttori, sono al loro primo lungometraggio.


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