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mercoledì 15 luglio 2020

You Should Have Left (2020)

Incuriosita da alcune recensioni positive, ho deciso di guardare anche You Should Have Left, diretto e co-sceneggiato dal regista David Koepp a partire dal romanzo omonimo di Daniel Kehlmann.


Trama: Theo è un uomo dal passato oscuro. Assieme alla giovane moglie, Susanna, e alla figlioletta, decide di passare un periodo di vacanza in una casa in Inghilterra, ma il luogo si rivelerà parecchio inquietante...


Alla fine di You Should Have Left mi sono resa conto che non riguardo Echi mortali e Secret Window da anni, nonostante mi fossero piaciuti molto, colpa alla quale dovrei porre rimedio al più presto, e ho avuto conferma ancora una volta che Kevin Bacon è come il vino pregiato, più invecchia più è buono. Ormoni a parte, You Should Have Left è un ottimo thriller psicologico a sfondo sovrannaturale, all'interno del quale vengono curati i personaggi in primis, ben caratterizzati fin dall'inizio. Theo è un uomo che soffre per un trauma passato che ci verrà rivelato solo a metà pellicola, il quale è riuscito ad ottenere una nuova vita grazie a Susanna, attrice molto più giovane di lui, e soprattutto grazie alla loro figlioletta, la graziosa Ella; comunque sofferente per una relazione che lo fa sentire più vecchio e inadeguato ogni giorno che passa (Susanna è una bellissima attrice sulla cresta dell'onda, che da brava "millenial" vive di cellulare), Theo decide di prendersi del tempo solo per la famiglia e di fare una vacanza in Inghilterra, in una moderna casa isolata in mezzo alla campagna. Purtroppo, invece di essere la panacea dei mali causati da gap generazionali, il soggiorno britannico comincia a rodere a poco a poco la mente di Theo e ad esacerbare i conflitti latenti, soprattutto perché le stanze, all'interno della casa, hanno la tendenza a trasformarsi, le porte a comparire e scomparire, il tempo a dilatarsi e persino ripetersi, mentre il passato torna a perseguitare Theo nonostante tutti i tentativi di lasciarselo alle spalle e persino la moglie e la figlia iniziano a perdere la valenza di isola felice. Non pensiate però, dopo quello che ho scritto, che You Should Have Left sia un novello Shining o simili, dove il protagonista sbrocca malissimo a danno dei familiari, perché qui si punta più sull'elaborazione del senso di colpa, su demoni interiori che si fanno reale ed impediscono alle persone di uscire da un loop fatto di sentimenti negativi e disperazione, che rischia di coinvolgere anche i loro cari.


You Should Have Left segue dunque un ritmo lento, all'interno del quale tanti piccoli elementi dissonanti arrivano a creare una stonatura totale, trasformando la bella, spaziosa casa moderna in un luogo claustrofobico e malvagio, dal quale uscire è impossibile. C'è molto lavoro di scenografia dietro a You Should Have Left, di regia e di montaggio, indice di come David Koepp sia un bravissimo professionista sia dietro la macchina da presa che dietro a un foglio da riempire con una sceneggiatura, e il film risulta così assai curato da ogni punto di vista, senza diventare una banale sagra dello spavento facile, cosa che probabilmente avrà fatto storcere il naso a molti viste le critiche che il film si è beccato oltreoceano. A me, onestamente, è piaciuto parecchio e mi sono lasciata trasportare dal suo ritmo lento arrivando a provare sincera pena per tutti i personaggi; Kevin Bacon, con quel volto segnato dall'età, è perfetto per il ruolo di padre e marito "inadeguato" e fiaccato dai suoi stessi preconcetti, Amanda Seyfried deve "solo" essere bellissima e ci riesce bene (ecco, forse il suo personaggio è quello che ha meno da dire ma è comunque molto funzionale al racconto) e la piccola Ella è un raro esempio di bambino horror che non si vorrebbe prendere a schiaffi dall'inizio alla fine del film, anzi, a tratti mi ha messo un magone indescrivibile. Completano il cast un paio di personaggi che mi hanno instillato la dolorosa voglia di tornare là dove l'inglese è incomprensibile e gli abitanti stundai, posti che spero di poter visitare di nuovo appena la maledetta frenesia da Covid sarà finita. Nell'attesa, ci sono sempre i film, e se saranno tutti pregevoli come You Should Have Left vedrò di accontentarmi!


Di Kevin Bacon (Theo/Stetler) e Amanda Seyfried (Susanna) ho già parlato ai rispettivi link.

David Koepp è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Echi mortali e Secret Window. Anche produttore e attore, ha 57 anni.


Kevin Bacon ha, grazie a Dio, preso il posto di Nicolas Cage. Detto ciò, se il film vi fosse piaciuto recuperate Echi mortali. ENJOY!

5 commenti:

  1. Ti dico una curiosità su Echi Mortali... ho letto il libro di Richard Matheson, da cui è tratto, in una sola notte durante un ricovero ospedaliero.
    Non riuscivo a smettere di leggerlo per quanto è bello.

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    1. Io l'avevo letto da ragazzina col titolo Io sono Helen Driscoll, se non sbaglio, è onestamente non ci avevo capito nulla, probabilmente facevo ancora le medie e chissà che traduzione o riduzione per ragazzi mi era capitata tra le mani. Sono anni che vorrei rileggerlo.

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  2. Questo voglio vederlo al più presto. Il discorso sull'importanza dell'ambientazione mi interessa molto.

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    1. Lo sto riguardando per motivi "traduttivi" e nulla, si conferma un film molto intelligente e interessante.

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