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martedì 15 settembre 2026

Pinocchio: Unstrung (2026)


Non lo volevo nemmeno vedere, poi Lucia e Silvia ne hanno parlato con affetto, quindi ho recuperato Pinocchio: Unstrung, diretto e sceneggiato dal regista Rhys Frake-Waterfield.

Trama

Per risollevare il morale del nipote James, dopo la morte dei genitori e del migliore amico, Geppetto decide di fargli conoscere Pinocchio, un ragazzino di legno creato da lui. Tutto andrebbe per il meglio, non fosse che il desiderio di Pinocchio è diventare umano a sua volta...

Recensione

Non avevo voglia di guardare Pinocchio: Unstrung perché la mia fiducia nei confronti di Rhys Frake-Waterfield era pari a zero. Dopo l'inguardabile Winnie the Pooh: Sangue e miele e il suo seguito/reboot leggermente migliorato, Winnie the Pooh - Tutto sangue e niente miele (di cui non ho ancora parlato sul blog) il cosiddetto Twisted Childhood Universe mi aveva abboffata oltremisura. Il problema principale riscontrato durante la visione dei film dedicati all'orsetto rattuso era la totale mancanza di ironia a fronte di make-up ed effetti speciali al limite del decente e degli attori canini, mentre l'unico pregio del progetto TCU era una sfacciata esibizione di gore e violenza. Per fortuna, Rhys Frake-Waterfield deve avere udito i miei improperi, perché Pinocchio: Unstrung di serio ha poco o nulla. Certo, c'è la necessaria quota da pagare per il progetto "universo condiviso" che dovrebbe prima o poi condurre a Poohniverse: Monsters Assemble, con tutta una mitologia non meglio chiarita legata alla nascita di Pinocchio e dell'inquietante Wood Mother che, se non ho capito male, dovrebbe coinvolgere anche il creatore degli ibridi visti in Winnie the Pooh, ma sono dettagli che non rovinano il divertimento. In buona sostanza, Pinocchio: Unstrung è un rozzo coming of age in cui il burattino titolare, dopo aver cercato di diventare umano nel modo peggiore (per gli altri), impara a capire la differenza tra bene e male e ad accettare la propria unicità (forse). All'interno del percorso di crescita, come succede in quasi tutte le versioni di Pinocchio, il burattino incapperà in pochi buoni amici e troppi consiglieri fraudolenti, con un paio di aggravanti: gli amici, in Pinocchio: Unstrung, sono delle minchie di mare, e i consiglieri fraudolenti degli psicopatici da primato, come se già non bastasse quel minimo sindacale di devianza mentale di cui il burattino è dotato già in partenza. A farne le spese è chiunque si azzardi a fare del male, anche poco, al piccolo James, come accadeva nel reboot de La bambola assassina... solo che a Chucky piacerebbe essere matto in culo come il Pinocchio di Rhys Frake-Waterfield!

La più recente incarnazione di Pinocchio non ha, infatti, la minima remora morale e vuole solo divertirsi come un bambino, mettendo a frutto quelle poche "lezioni" di anatomia impartitegli dall'amichetto James per raccogliere quanto serve per diventare "vero". Mai mi sarei aspettata, all'interno di un film diretto da Rhys Frake-Waterfield, di trovare la sequenza più TW del 2026, una roba atroce che ha rischiato di farmi svenire in poltrona mentre con le mani cercavo di capire se la mia faccia aveva ancora tutto al suo posto. Obiettivamente, per quanto mi riguarda, la sequenza nello studio dentistico non ha rivali, e tutto il resto è la sagra dello humour nero e della cattiveria fuori scala, uniti ad effetti speciali deliziosi, interamente o quasi affidati ad artigiani che hanno evitato la CGI come la peste, e si vede. Questo è uno dei motivi per cui Pinocchio: Unstrung va visto, perché è ben raro al giorno d'oggi questo amore per gli effettacci splatter di una volta, e tale dedizione va ricompensata. Cascate male, invece, se decidete di salire sul treno di Pinocchio: Unstrung per godervi l'interpretazione di Robert Englund, perché il grillo è ben poco parlante. Detto ciò, a parte gli amici in carne e ossa di James (la versione discount di Dudley Dursley, apprezzabile solo per la cattiveria con cui viene trattato, e l'unica studentessa delle superiori che sembra una vecchia di 30 anni), gli attori che partecipano a Pinocchio: Unstrung sono molto meglio degli scappati di casa che infestavano i primi due film del Poohniverse, per non parlare poi della presenza di Richard Brake. Se Pinocchio è "unstrung", il suo Geppetto è "unhinged", e anche se mi fa riderissimo l'idea di un riccastro inglese che di nome fa Geppetto (se quello fosse il cognome sarebbe ancora peggio, ché James Geppetto non si può sentire), l'attore non si risparmia e, da un certo punto in poi, dà vita ad uno dei suoi tipici personaggi allucinanti e disgustosi che tutti i fan dell'horror hanno imparato ad amare. Non avrei mai pensato di scriverlo sul mio blog ma guardate Pinocchio: Unstrung perché ne vale proprio la pena. Io, intanto, proverò a dare una chance agli altri film del Poohniverse che mi mancano!

Cast

Del regista e sceneggiatore Rhys Frake-Waterfield ho già parlato QUI. Richard Brake (Geppetto) e Robert Englund (voce del Grillo) li trovate invece ai rispettivi link.
 

Curiosità

Scott Chambers, che interpreta Christopher Robin, riprende il ruolo da Winnie the Pooh - Tutto sangue e niente miele, che vi consiglio di recuperare, se vi è piaciuto Pinocchio: Unstrung, assieme a Winnie the Pooh: Sangue e Miele, Peter Pan: Incubo nell'isola che non c'è Bambi: La Vendetta. ENJOY!

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