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mercoledì 16 febbraio 2011

Il quinto elemento (1997)

Finalmente riesco a parlare di un film che adoro, qualcosa che volevo recensire da qualche tempo, ovvero Il quinto elemento (The Fifth Element), “favola” fantascientifica diretta nel 1997 dal regista Luc Besson.

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Trama: in un futuro dominato dalla tecnologia, dove alleanze e guerre con esseri alieni sono all’ordine del giorno, compare nello spazio un’enorme palla di fuoco senziente che minaccia di distruggere ogni forma di vita sulla Terra. L’unico essere in grado di fermare la distruzione è il Quinto Elemento, alias Leeloo, un’aliena che riuscirà a coinvolgere nell’impresa anche Korben Dallas, un ex soldato ora tassista, decisamente attratto dalla bella rossa…

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Il quinto elemento, come ho detto, è una bella favola, che unisce elementi tipici della fantascienza all’ironia e all’azione caratteristici dei Die Hard di cui Bruce Willis è protagonista assoluto. Forse per questo mi è sempre piaciuto tanto questo film, oltre che per il suo essere un “fumettone” coloratissimo, a tratti kitsch nella sua assoluta innocenza, pieno di personaggi assurdi ed indimenticabili. Parlo di favola che potrebbe anche essere definita “ecologista”, in qualche modo, perché Il quinto elemento ha una morale ben precisa che tocca l’apice nel delizioso siparietto tra il cattivo Zorg e il prete Cornelius: è utile riempire il mondo di macchine che ci semplificano la vita.. ma se nel fare ciò ci dimenticassimo cosa sia veramente la vita, quella che conta? Besson ci mostra un mondo dove il progresso è palesemente un cane che si morde la coda, dove tutto viene creato per essere al servizio dell’uomo e nello stesso tempo lo aliena, inquina l’aria, lo indebolisce, e lo costringe a creare altre macchine per proteggere il corpo e svagare la mente. Una società ormai malata, allo sfascio, priva di valori, e la domanda che si pone Leeloo verso la fine del film, giustamente, è: ma perché devo salvare questo mondo? Cosa c’è di bello, ancora degno di essere preservato? La risposta è scontata, disneyana se vogliamo, ma in qualche modo sempre vera. L’amore. Soprattutto, aggiungo, se a darci aMMore è quel pezzo di figo di Bruce Willis. Ma sto divagando <asciuga la bava e riprende il filo del discorso>

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Passando agli aspetti più tecnici, la pellicola è un trionfo per gli occhi e le orecchie. Nonostante dopo più di dieci anni la realizzazione degli alieni risulti forse un po’ bruttina, soprattutto quando parliamo dei Mondoshawan all’inizio del film, questo piccolo difetto si annulla davanti all’inventiva del regista e al bestiario che ci viene proposto, sicuramente non ai livelli del mondo di Guerre Stellari, ma comunque coloratissimo e incredibile. E le bestie più “assurde” sono sicuramente gli esseri umani. Complice anche l’estro di Jean Paul Gaultier abbiamo una Leeloo con uno stilosissimo vestitino a bande, e delle kitschissime mise indossate dall’ambiguo Ruby, assieme a delle capigliature (soprattutto quella di Zorg) che farebbero accapponare la pelle al più trasgressivo degli emo: persino Bruce è stato fatto biondo per l’occasione, mentre il colore di capelli di Leeloo è decisamente indimenticabile, ma Milla Jovovich credo starebbe bene anche con un sacco di juta e calva. I dialoghi sono molto ironici e assai vivaci, la bella colonna sonora tocca il suo apice con il concerto della Diva Plavalaguna, che mescola canto lirico a ritmi decisamente più “truzzi” e ci regala un personaggio di rara eleganza e particolarità, nonostante l’aspetto goffo. Gli attori, nonostante il film sia “leggero”, sono comunque in stato di grazia; oltre ai già citati Bruce Willis e Milla Jovovich, praticamente perfetti nei due ruoli cuciti apposta su di loro (l’attrice ha persino imparato a parlare il linguaggio alieno inventato dal regista ed allora marito Luc Besson), c’è un Gary Oldman che si mangia letteralmente gli altri interpreti con la sua interpretazione molto sopra le righe e divertentissima: se ci si pensa bene, alla fine Zorg è uno dei villain più inutili e sfigati della storia del cinema, eppure Oldman riesce a renderlo semplicemente geniale. In poche parole, se non avete mai visto Il quinto elemento, guardatelo: non ve ne pentirete!

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Di Luc Besson, il regista del film, ho già parlato qui. Del divino Bruce Willis, alias Corben Dallas, trovate qui parecchie notizie, mentre Milla Jovovich, che interpreta Leeloo, è già stata nominata qua. Gary Oldman interpreta Zorg e di lui ho già parlato in questo post, mentre in quest’altro troverete notizie su Maiwenn Le Besco, irriconoscibile nei panni della cantante aliena Diva Plavalaguna.

Ian Holm interpreta il prete Vito Cornelius. Famosissimo e versatile attore inglese, che i più collegheranno alla figura di Bilbo Baggins de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, lo ricordo per altri film come Alien, Greystoke la leggenda di Tarzan il signore delle scimmie, Brazil, Il pasto nudo, Frankenstein di Mary Shelley, eXistenZ, From Hell - La vera storia di Jack lo squartatore e The Aviator; inoltre ha prestato la voce allo Skinner di Ratatouille. Ha 80 anni.

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Chris Tucker interpreta l’ambiguo dj Ruby Rhod. Non uno dei miei attori preferiti, decisamente, dell’attore americano ricordo una partecipazione nel Jackie Brown di Tarantino e la serie Rush Hour, dove il nostro fa coppia fissa con il divino Jackie Chan. Ha 39 anni.

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Luke Perry compare nell’introduzione iniziale, nei panni di Billy. Le ragazzine degli anni ’90 ricorderanno Beverly Hills 90210 e il “figo” del telefilm in questione, ovvero Dylan. Col tempo, oltre ad essere diventato un mostro, costui è anche un po’ sparito dalla circolazione; dopo aver recitato in film come Buffy l’ammazzavampiri si è infatti dedicato alla tv, partecipando a telefilm come Will & Grace, Law & Order, Criminal Minds e Oz. Ha inoltre doppiato alcuni episodi del cult Biker Mice from Mars. Americano, ha 46 anni e tre film in uscita.

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Tommy “Tiny” Lister interpreta nientemeno che il Presidente. Ex wrestler tutorato nientemeno che da Hulk Hogan, lo ricordo per film come Beverly Hills Cop 2, il bellissimo Cosa fare a Denver quando sei morto, Jackie Brown, Whismaster 2 – Il male non muore mai, Austin Powers in Goldmember e Il cavaliere oscuro, oltre che per aver partecipato a telefilm come Matlock, Willy il principe di Bel Air, Renegade, Walker Texas Ranger, L’ispettore Tibbs, E.R. e NYPD. Americano, ha 53 anni e dieci film in uscita.  

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E ora una curiosità. Il teppista che, quasi all’inizio del film, tenta di rapinare Bruce Willis, non è altri che il regista Matthieu Kassovitz, autore di film come L’Odio, I fiumi di porpora e Gothika, nonché interprete del dolcissimo Nino de Il favoloso mondo di Amélie. Se vi fosse piaciuto il film, io vi consiglio di vedere, o rivedere, Avatar, leggermente simile per temi e genere. E ora vi lascio con il trailer decisamente poco spettacolare, ahimé! ENJOY!!

2 commenti:

  1. adoro questo film da quando ero piccola. Non mi stancherò mai di vederlo! Per non parlare della colonna sonora di Eric Serra che spacca.... film bellissimo!

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