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martedì 30 aprile 2013

La casa del diavolo (2005)

Continuiamo con l'omaggio a Rob Zombie, che dopo aver firmato la regia de La casa dei 1000 corpi, nel 2005 girava questo La casa del diavolo (The Devil's Rejects), filmone di ben altra caratura.


Trama: dopo gli eventi accorsi nel primo film lo Sceriffo Wydell e una squadra di poliziotti attaccano casa Firefly, riuscendo ad arrestare Mother Firefly. Baby ed Otis riescono a fuggire e, assieme al padre Capitan Spaulding, cominciano una sanguinosa fuga...


Se La casa dei 1000 corpi era un coloratissimo e grottesco divertissement horror, con La casa del diavolo il bravo Rob Zombie cambia completamente marcia ed incomincia un drammatico cammino legato all'umanizzazione dei suoi personaggi, inserendoli nella cornice di un road movie brutto, sporco e cattivo, dove non c'è speranza di redenzione per nessuno. Il regista decide di concentrarsi solo su tre membri chiave della famiglia Firefly, connotandoli (anche grazie ad un make-up più "realistico" se vogliamo) meglio di quanto avesse fatto nel film precedente: Baby diventa la figlia da vezzeggiare e coccolare, Capitan Spaulding un patriarca che darebbe un braccio per i suoi figli e il folle Otis si ammanta di un'aura quasi "cristologica", diventando a tutti gli effetti l'antitesi del Salvatore e progenie dell'inferno, seppur reietta. L'umanizzazione, come avrete capito, non coincide con un ravvedimento dei tre protagonisti, ed è questa la cosa più devastante della pellicola. Se in La casa dei 1000 corpi non potevamo provare alcuna empatia per i rozzi, caricaturali maniaci che imperversavano con le loro mattanze, in questo sequel atipico arriviamo ad un punto della pellicola in cui proviamo quasi pena per loro e per le torture che il cattivissimo Sceriffo Wydell infligge ai tre. L'effetto transfert viene ottenuto grazie a delle sequenze in cui possiamo testimoniare il distorto sentimento di amicizia e amore che lega i "Reietti" tra loro e ad altri personaggi come il peculiare Charlie e grazie all'efficace espediente di rendere il "buono" stronzo e mentalmente deviato (provate a fare un confronto tra il momento in cui Adam bastona Otis e quello in cui lo Sceriffo lo tortura e vedrete a chi andranno i vostri incitamenti a uccidere...). Il risultato è quasi insostenibile e il meraviglioso finale al ralenti, sulle splendide note di Freebird ha il sapore di un'amara, triste sconfitta.


La casa del diavolo è un horror atipico anche per la scelta di girare la maggior parte delle sequenze di giorno, con il sole che spilla gocce di sudore dai corpi dei protagonisti e che non riesce a proteggere le ignare vittime dall'uomo nero. Fotografia e montaggio sembrano quelli di un western più che di un horror e anche molte delle uccisioni e delle torture (soprattutto quelle commesse dai "Reietti") avvengono fuori dall'inquadratura, per quanto tutto ciò che viene mostrato rimanga comunque adatto ad un pubblico preparato e con un bel po' di pelo sullo stomaco. Zombie non si fa mancare neppure il citazionismo cinefilo, che sia quello smaccato legato ai film dei Fratelli Marx (il confronto tra lo sceriffo e il critico è esilarante, soprattutto quando quest'ultimo va a insultare Elvis) o quello più sottile e dedicato ai fan, come quando il regista ripropone la fuga notturna di La casa dei 1000 corpi con Baby nei panni del coniglietto che fugge impaurito. Impeccabili, infine, sia gli attori principali che i caratteristi, tra i quali spiccano Michael Barryman e il "solito" Danny Trejo, ma la mia eterna stima va ovviamente a Sid Haig e, soprattutto, Bill Moseley: per quanto Otis sia uno dei personaggi più abietti del cinema recente, l'attore riesce a conferirgli una dignità e un carisma tali da rendere difficile non ammirarlo, se non altro per la coerenza delle sue convinzioni e per il terribile, triste e sconfitto sguardo sul finale. All'amica che, all'epoca, si beccò degli insulti per aver definito "Figo" Marilyn Manson durante un concerto porgo le mie più sentite scuse, perché mi sono ritrovata più di una volta a mormorare un "che spreco, ma perché è così cattivo...?" davanti all'occhio azzurro di Moseley, indegnamente sepolto sotto la sporcizia, il sangue, i capelli e il barbone. E dopo questa vergognosa ammissione di devianza, vi invito caldamente a vedere questo splendido La casa del diavolo.


Del regista e sceneggiatore Rob Zombie ho già parlato qui, mentre Sid Haig (Capitan Spaulding), Bill Moseley (Otis), Sheri Moon Zombie (Baby), William Forsythe (sceriffo Wydell), Danny Trejo (Rondo), Michael Berryman (Clevon), P.J. Soles (la tizia a cui Spaulding ruba la macchina) e Tyler Mane (Rufus) li trovate ai rispettivi link. 

Ken Foree (vero nome Kentotis Alvin Foree) interpreta Charlie. Americano, ha partecipato a film come Zombi, Non aprite quella porta - Parte 3, The Dentist, L’alba dei morti viventi, Halloween – The Beginning e l’imminente Le Streghe di Salem, oltre a serie come Il tenente Kojak, Hazzard, A-Team, Santa Barbara, Alfred Hitchcock presenta, Supercar, Moonlightning, Hunter, Otto sotto un tetto, Hunter, Flash e X-Files; come doppiatore ha lavorato per un episodio di Angry Beavers. Anche produttore e sceneggiatore, ha 65 anni e tre film in uscita. 


Leslie Easterbrook interpreta Mother Firefly al posto di Karen Black, che chiedeva troppi soldi per tornare nel seguito. Ora sono davvero sconcertata! Vi ricordate il bellissimo e tostissimo Sergente Callaghan di Scuola di polizia (episodi dall’1 al 7 meno il secondo capitolo)? Eccola, con una 90ina buona di chili in più addosso! Tra gli altri film a cui ha partecipato l’attrice americana segnalo Halloween – The Beginning e Lo spaccacuori, inoltre ha partecipato alle serie Love Boat, Hazzard, Hunter, Baywatch e La signora in giallo. Anche produttrice, ha 64 anni e nove film in uscita.


Geoffrey Lewis interpreta Roy. Americano, ha partecipato a film come Il mio nome è nessuno, Le notti di Salem, Pink Cadillac, Tango & Cash, Il tagliaerbe, Mezzanotte nel giardino del bene e del male, Blueberry e alle serie Missione impossibile, Kung Fu, Starsky e Hutch, Hunter, Mork & Mindy, A-Team, Magnum P.I., MacGyver, L’ispettore Tibbs, La signora in giallo, X-Files, Dawson’s Creek, Nip/Tuck, Coldcase,  My Name is Earl, Criminal Minds e Dr. House. Anche sceneggiatore e regista, ha 78 anni e un film in uscita.


Priscilla Barnes interpreta Gloria. Americana, ha partecipato a film come 007 – Vendetta privata, Tre giorni per la verità, Generazione X, Mumford e a serie come Colombo, Wonder Woman, Starsky & Hutch, Il tenente Kojak, Tre cuori in affitto, Love Boat e La signora in giallo. Anche produttrice, ha 55 anni e tre film in uscita. 


Dave Sheridan, che interpreta l’agente Dobson, era il tristissimo ed esilarante Doofy del primo Scary Movie mentre il povero, sfigatissimo Lew Temple (ovvero il “coraggioso”, vomitoso Adam) avrebbe poi fatto una brutta fine nei panni del galeotto Axel nella terza serie di The Walking Dead. Continuiamo a parlare di “morti” e tiriamo un po’ fuori l’argomento Dottor Satana, il villain di La casa dei 1000 corpi. Inizialmente Zombie aveva girato delle sequenze legate al personaggio, nelle quali doveva comparire brevemente anche Rosario Dawson, tuttavia ragionando è arrivato alla conclusione che “mostrare il Dr. Satana in questa storia sarebbe come mostrare Chewbacca in Gangster Story”, quindi tutto il materiale è stato tagliato. Comunque sia, se La casa del diavolo vi fosse piaciuto consiglio innanzitutto il recupero di La casa dei 1000 corpi e poi di altri film come Borderland, Le colline hanno gli occhi, L’ultima casa a sinistra e l’immancabile Non aprite quella porta. ENJOY!!

lunedì 29 aprile 2013

La casa dei 1000 corpi (2003)

Lunedì scorso c'era in TV La casa del diavolo quindi io, per prepararmi degnamente all'imminente arrivo de Le streghe di Salem, ho deciso di fare una bella maratona Rob Zombie e guardare in sequenza La casa dei 1000 corpi (House of 1000 Corpses), diretto dal regista nel 2003, e ovviamente il succitato seguito.


Trama: quattro ragazzi in viaggio la vigilia di Halloween vengono imprigionati e seviziati da una famiglia di maniaci misteriosamente legati al fantomatico Dottor Satana..


Rob Zombie, fino al 2003 conosciuto per la sua carriera di cantante, sia nel gruppo White Zombie che come solista, quell'anno aveva deciso di scioccare l'audience di tutto il mondo con questo nostalgico e folle La casa dei 1000 corpi. Ricordo bene di come mi fossi dovuta fare due ore di macchina per poterlo vedere al cinema (figuriamoci se da queste parti lo distribuivano!!!) dopo averne letto mirabilie praticamente ovunque e di come mi fosse piaciuto a tal punto da volere subito il DVD. Rivisto oggi, soprattutto dopo aver avuto modo di guardare La casa del diavolo, La casa dei 1000 corpi non è altro che un divertissement splatter dove il buon Zombie "gioca" a fare il regista sperimentando a manetta, tra soluzioni videoclippare, barocchismi al limite del trash, omaggi agli home video della famiglia Manson, deliri horror/metallari e picchi di autorialità che nemmeno professionisti molto più navigati avrebbero potuto raggiungere (mi riferisco alla splendida sequenza in cui i "salvatori" di Denise e compagnia vengono spietatamente uccisi da Otis), il tutto appiccicato ad un esilissimo canovaccio che mescola influenze provenienti da almeno una decina di horror storici, Non aprite quella porta in primis.


Ne La casa dei 1000 corpi viene spinto pesantemente il pedale del grottesco, tanto che non è possibile immedesimarsi nei ragazzi seviziati né tantomeno comprendere i folli membri della famiglia Firefly, con entrambe le "fazioni" stereotipate in modo tale da creare da una parte della banalissima carne da macello, dall'altra delle maschere, dei mostri praticamente privi di una personalità nonostante siano dotati di una caratteristica che li distingue gli uni dagli altri: c'è il deforme Tiny, l'iconoclasta "artista" Otis, la mamma vajassa, il fratello taciturno e selvatico, la procace e folle Baby (interpretata dalla futura moglie del regista, che probabilmente è stato folgorato dalle chiappe di Sheri Moon visto che in ogni film ce le mostra ignude), il nonno scoglionato, tutte persone che mettono ansia alla prima occhiata e spingerebbero chiunque avesse un po' di cervello a star ben lontano dalla loro casa. Però il bello o, meglio, quello che mi ha sempre inquietato de La casa dei 1000 corpi è il modo in cui Zombie riesce a dare una natura quasi tangibile alla follia che prepotentemente irrompe nella (ir)realtà, basti pensare alla sequenza della rapina all'inizio, alla scena degli spaventapasseri o a quella della scoperta dei corpi nascosti nel capanno dei Firefly, tre momenti in cui lo spettatore rimane completamente annichilito davanti all'inaspettato colpo di scena, tre momenti che fanno scadere il pur interessante finale nella baracconata satanica salvata solo da un graditissimo omaggio ai deliri cinematografici di cineasti prettamente italiani.


Tra gli attori, grandissimi soprattutto Bill Moseley nei panni di un Otis ancora acerbo e ben lontano dal terribile personaggio che vedremo ne La casa del diavolo e, ovviamente, un Sid Haig spassosissimo nei panni del sudicio clown Capitan Spaulding, mentre le vittime sacrificali sono davvero dei bamboccetti bruttarelli e senza carisma alcuno. Assolutamente sopra la media la colonna sonora così come il tasso di crudeltà lasciate intelligentemente all'immaginazione dello spettatore che, così, riesce a rimanere ancora più sconcertato (la scena in cui la ragazza viene buttata da Otis nella cella e ghermita da persone cammuffate da stracci è devastante!!), grandissimi infine anche il make-up e gli effetti speciali, dosati con parsimonia ma di sicuro effetto. Insomma, se non l'avete mai visto La casa dei 1000 corpi merita tantissimo ed è un degno antipasto che vi renderà ancora più entusiasti davanti al capolavoro del regista, La casa del diavolo.


Del regista e sceneggiatore Rob Zombie, che compare anche nei panni di uno degli assistenti del Dr. Satana, ho già parlato qui mentre Walton Goggins (Steve Naish), Jennifer Jostyn (Mary), Sheri Moon (non ancora Zombie, Baby Firefly), Bill Moseley (Otis) e Rainn Wilson (Bill) li trovate ai rispettivi link. 

Karen Black (vero nome Karen Blanche Ziegler) interpreta Mother Firefly. Americana, ha partecipato a film come Easy Rider, Cinque pezzi facili, Nashville, Invaders, Baby Killer III e a serie come Miami Vice, L’ispettore Tibbs, Party of Five. Anche sceneggiatrice, compositrice e produttrice, ha 74 anni e due film in uscita. 


Erin Daniels (vero nome Erin Cohen) interpreta Denise. Americana, ha partecipato a film come One Hour Photo e A Single Man, oltre a serie come Oltre i limiti, Dexter, CSI: NY e CSI: Scena del crimine. Anche regista, sceneggiatrice e produttrice, ha 41 anni e due film in uscita tra cui The Bling Ring di Sofia Coppola.


Sid Haig (vero nome Sidney Eddie Mosesian) interpreta Capitan Spaulding. Americano, lo ricordo per film come il meraviglioso Spider Baby, Agente 007 una cascata di diamanti, Jackie Brown, Kill Bill volume 2, La casa del Diavolo, Halloween – The Beginning e l’imminente Le streghe di Salem, inoltre ha partecipato a serie come Batman, Star Trek, Missione impossibile, Charlie’s Angels, Hazzard, A-Team e MacGyver. Anche produttore e aiuto regista, ha 74 anni e quattro film in uscita.


Il film è stato presentato nel 2003 all’Argentinian Film Festival e pare che la versione mostrata al pubblico fosse più lunga, con qualche cambiamento nella trama (viene rivelato che nonno Hugo stesso è il Dr. Satana, quindi nei sotterranei ci sono solo le creature del mad doctor, che poco prima del finale divorano Jerry) e nel finale (Capitan Spaulding “salva” Denise con un camioncino, dal retro del quale esce l’assistente che la trascina verso l’interno, illuminato di luce rossastra). Se La casa dei 1000 corpi vi fosse piaciuto, vi consiglio innanzitutto di recuperare La casa del Diavolo (bellissimo seguito sempre diretto da Rob Zombie) e altri horror come Le colline hanno gli occhi, Quel motel vicino alla palude, Non aprite quella porta, Jeepers Creeper, L’ultima casa a sinistra e Spider Baby. ENJOY!!

mercoledì 24 aprile 2013

Bollalmanacco On the Road: Giappone

Non credevo avrei scritto queste righe e, di fatto, le sto scrivendo un paio di giorni prima della partenza un po' titubante e con una certa superstizione. Se tutto andrà bene, però, mentre leggerete questo post sarò su un aereo diretta in Giappone, coronando un sogno che dura da 20 anni. Non sto a descrivervi l'enorme emozione, l'agitazione, l'incredulità che mi stanno sommergendo in questi giorni, né starò a parlarvi della travagliatissima genesi di questo viaggio, rimasto nell'incertezza fino a venerdì scorso... e purtroppo non avrò nemmeno il tempo di scrivere il solito, dettagliatissimo post, mi limiterò a mettere due foto e un paio di didascalie "a tema". Per 10 giorni il Bollalmanacco chiude i battenti (non è vero, un paio di recensioni ve le beccherete) e la Bolla si trasferisce dunque a Tokyo prima e Kyoto poi. Tornerò? Mah, il biglietto di ritorno comunque c'è, quindi temo di sì... ma sono certa che il mio cuore rimarrà in quella splendida, amatissima terra. Ci risentiamo a maggio, voi lettori intanto godetevi i ponti e il tanto sospirato bel tempo!! ENJOY!!

Sogno numero 1: andare al Karaoke, assolutamente! E se trovo la stilosissima parrucchetta rosa di Scarlett Johansson in Lost in Translation tanto meglio!!

Ecco, forse il Sumo invece è meglio evitarlo, potrei beccare un Ciccio Bastardo come quello di Austin Powers in Goldmember!

Sarebbe meglio, invece, beccare Gamera...

... o Godzilla? Eh, dau lampu au trun...

L'importante è non finire così. Sveglia e jetlaggata a fissare Toshio e Asako del film Ju-On!

Più che i mostri di cui sopra sarebbe bello incontrare Hachi e Nana. O almeno Ai Yazawa!

Ma tanto so che finirà così: il mio compare che mi trascina fuori dai negozi di Shibuya con la faccia scazzata di Jean Reno in Wasabi.

Ovviamente, partirò con le mie Onitsuka Tiger identiche a quelle della Sposa. Il locale che ha ispirato Quentin è il Gonpachi, nei pressi di Roppongi. Se riuscirò ad andare posterò le foto.

martedì 23 aprile 2013

Get Babol! #61

Diversamente dalle scorse settimane, che hanno visto perlopiù la presenza di un solo titolo, in questi giorni ci sono parecchie uscite americane consigliate dal sito GetGlue. Tra tutte, solo una mi ispira davvero, ma diamo un'occhiata più approfondita... ENJOY!!
 
Pain & Gain
Di Michael Bay
Con Rebel Wilson, Mark Wahlberg, Dwayne Johnson
Trama (da Imdb):  Un trio di bodybuilder in Florida rimane coinvolto in un giro di estorsioni e in un rapimento che finirà incredibilmente male.

Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Snatch, Burn After Reading e Get Shorty. A parte che, senza nemmeno guardare il trailer, non avvicinerei MAI un film di Michael Bay a questi tre capolavori del genere, ho innanzitutto due domande: che diavolo ci fa Ed Harris in questa pellicola e chi stradiamine è 'sta Rebel Wilson che ha persino presentato gli MTV Awards? E' vero, ho un blog di cinema ma credo di non avere mai visto un film che la vedesse protagonista. Domande esistenziali a parte vorrei capire soprattutto... Pain & Gain vuole essere un film ironico? Vuole essere una tamarreide? Vuole essere la croce sulla carriera di Wahlberg? Giuro che dal trailer non riesco a capirlo. In Italia questa rumenta arriverà il 26 settembre col titolo Pain & Gain - Muscoli e denaro. Reprimo già un conato.

Mud
Di  Jeff Nichols
Con Matthew McConaughey, Tye Sheridan, Jacob Lofland
Trama (da Imdb): Due adolescenti incontrano un fuggitivo con il quale fanno un patto: lo aiuteranno a fuggire ai cacciatori di taglie sulle sue tracce e a riunirsi al suo vero amore.

Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Drive e ... E ora parliamo di Kevin. Diversamente dalla munnezza di cui si parlava prima, questo Mud sembra avere tutte le carte in regola per diventare uno dei migliori film della stagione. Dal trailer sembrerebbe quel giusto mix di romanzo di formazione e thriller che tanto adoro, inoltre McConaughey sta diventando sempre più bravo! Presentato l'anno scorso a Cannes, l'unico neo del film è che non esiste ancora una data di uscita italiana, maledizione!!

The Reluctant Fundamentalist
Di  Mira Nair
Con Riz Ahmed, Kate Hudson, Liev Schreiber
Trama (da Imdb):  Un giovane pakistano ottiene grandi successi in quel di Wall Street. Si ritroverà però invischiato in un conflitto tra il Sogno Americano, degli ostaggi e il richiamo del paese natale.

Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Traffic e A History of Violence. Come mi piace ripetere, basta che ci sia un solo attore tra i miei preferiti per spingermi a vedere un film. In questo caso, parliamo di quel bel figliuolo di Liev Schreiber e anche un po' di quell'altro figo di Kiefer Sutherland, roba che potrei anche non sapere più da che parte dello schermo guardare. Parlando di cose un po' meno frivole, mix di culture, se gestito da dall'indiana Mira Nair, potrebbe essere interessante e per una volta non scontato, tuttavia temo un po' la mattonata logorroica. Vedremo. In Italia il film uscirà il 13 giugno col titolo Il fondamentalista riluttante.

The Big Wedding
Di Justin Zackham
Con Robert De Niro, Katherine Heigl, Diane Keaton
Trama (da Imdb): Una coppia, ormai da lungo tempo divorziata, fingerà di essere ancora sposata quando la famiglia si riunirà per un matrimonio.

Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto Il vizietto. Alla faccia del film corale e del cast all-star! Oltre a quelli che ho già nominato il film vede la presenza di attori come Robin Williams, Susan Sarandon, Topher Grace e Amanda Seyfried, ma la pellicola sembra una di quelle sciocchezzuole buone solo per una serata da casalinghe annoiate su Canale 5. Niente data di uscita italiana ancora, ma non crederete mica che la nostra validisssssssima distribuzione si lasci scappare questa peerla?

lunedì 22 aprile 2013

Jack Nicholson Day - Easy Rider (1969)


Ed eccoci arrivati all'imprescindibile appuntamento mensile che celebra, dopo una democratica votazione tra blogger debosciati (vi loVVoH tutti!!), una star che ci ha fatto sognare in ambito cinematografico. Ad Aprile la scelta o ricadeva su di me oppure sul divino John Joseph Nicholson, meglio conosciuto come Jack Nicholson, che proprio oggi compie la bellezza di 76 anni. Oddio, definirlo divino, visti tutti i ruoli malvagi che il suo sguardo luciferino gli ha consentito di vincere nel corso della carriera, sarebbe forse mancargli di rispetto, tuttavia stiamo parlando di uno dei miei attori preferiti in assoluto e non trovo definizione migliore. Siccome la Bolla non è solo Spirito ma anche Carne, c'è da dire che il buon Jack, oltre ad essere un grandissimo attore, è anche (o meglio era) un grandissimo figo, un uomo affascinantissimo, ed è per questo aulico motivo che ho deciso di celebrarlo recensendo Easy Rider, diretto nel 1969 da quel pazzo di Dennis Hopper.


Trama: Billy e "Capitan America", due biker arricchitisi vendendo una partita di droga, viaggiano in moto da Los Angeles a New Orleans, scoprendo le diverse facce dell'America...


Sento già un mormorio di disapprovazione: con tutti i film nei quali Nicholson è protagonista indiscusso, con tutti i ruoli per cui ha vinto l'Oscar, tu Bolla proprio di Easy Rider vai a parlare? E' vero, Easy Rider è essenzialmente Dennis Hopper e Peter Fonda, i due protagonisti della pellicola sono loro e Jack comparirà sì e no una ventina di minuti... ma, sinceramente, fin dalla prima volta che ho avuto modo di vedere il film il personaggio che più mi ha colpita è stato quello dell'avvocato ubriacone George Hanson. George è il secondo passeggero che Capitan America carica sulla sua moto durante il viaggio verso il carnevale di New Orleans, dopo l'antipatico streppone figlio dei fiori interpretato da Luke Askew. La prima volta lo vediamo in una cella a smaltire la solita sbornia, talmente molesto che con i suoi sbadigli e le sue smorfie sveglia e disturba i nostri carismatici eroi, salvo farsi perdonare un istante dopo sfoderando le sue doti di avvocato e figlio di papà e farli uscire di prigione in un istante. Basta questo attimo, basta vederlo fuori a parlare con Billy e Cap scolandosi una bottiglia di Jim Beam, basta ascoltare il suo "nik, nik, nik!!" mentre l'alcool gli scende nello stomaco e bam! ci siamo innamorati di questo avvocato cialtrone, tanto che quando decide, armato di casco da rugby, di seguire i nostri nel viaggio, non possiamo fare altro che gioire ed applaudire.


George è l'anello di congiunzione tra le stranezze dei due biker e il moralismo dell'America bigotta, è l'unica persona in tutto il film a capire cosa rappresentino i due protagonisti e l'unico che cerca di ricordare loro quali siano le tacite regole della società. Nella frase più bella di tutto il film Nicholson dice "l'americano crede fermamente nella libertà individuale ma ha paura dell'individuo libero": è questa consapevolezza a renderlo un insoddisfatto che cerca l'oblio nell'alcool, strangolato dalla necessità di conformarsi al mondo che lo circonda e allo stesso tempo desideroso di poter fare come i due Easy Rider, dai quali avverte provenire il profumo di quella libertà che non ha mai avuto il coraggio di afferrare. Quante volte George è partito per New Orleans salvo poi pentirsi e tornare indietro, come afferma lui stesso, quanto fa impressione vederlo così scafato e allo stesso tempo così innocente, gioioso come un bambino che per la prima volta trova il coraggio di andare con gli amichetti al luna park? Nicholson riesce ad alternare sul viso (bellissimo, bellissimo!!) lo sguardo sornione dell'avvocato consumato, dell'uomo di mondo, la diffidenza di chi comunque non conosce bene i due compagni di viaggio e l'assoluta meraviglia per il loro mondo particolare e lo fa nel giro di pochissime inquadrature, rimanendo per sempre nel cuore dello spettatore, spezzandolo poi sul prefinale della pellicola nel modo peggiore.


Quanto al film, lo ammetto, ho fatto fatica a rivederlo. Lo adoro, non posso fare a meno di perdermi nel groove della splendida colonna sonora, immaginandomi quanto sarebbe bello viaggiare per l'America in sella a due moto come quelle dei protagonisti, godendo della loro libertà assoluta; adoro l'incredibile fattoneria di Dennis Hopper, perennemente flashato come la sua regia e soprattutto come il montaggio che, sfarfallando, ci fa passare da una sequenza all'altra; adoro Peter Fonda e la sua malinconia, la sua incredibile bellezza, il modo che ha di calmare le intemperanze di Billy e di riflettere su ogni cosa... ma il finale, Cristo santo, il finale mi ammazza ogni volta. Lo vivo come la fine di un sogno, come la vittoria della violenza, dell'ignoranza e della paura sull'amicizia, l'apertura mentale e il desiderio di libertà ed è una sensazione troppo tangibile e dolorosa per non ritrovarmi a fissare i titoli di coda con un magone tale da non riuscire nemmeno a deglutire. Però Easy Rider è imprescindibile, per ogni cinefilo e per ogni amante di Jack Nicholson.


Il festeggiato, come ho detto, è uno dei miei attori preferiti e ha già avuto modo di comparire nel Bollalmanacco. Ecco a voi un piccolo vademecum, che comprende molti di quei film per i quali Jack Nicholson ha meritato di assurgere al ruolo di divinità cinematografica.

Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975), dove Jack Nicholson si è beccato l'Oscar grazie alla sua interpretazione folle e umanissima del protagonista McMurphy. Un capolavoro assoluto.

Shining (1980), dove Jack Nicholson interpreta uno dei mostri più agghiaccianti mai usciti dalla penna di Stephen King e, soprattutto, dalla cinepresa di Stanley Kubrick.

Le streghe di Eastwick (1987), dove Jack Nicholson interpreta un diavolo seduttore, sornione ed inquietante. Diffidate della versione che passa in TV, tagliata in maniera indegna, e recuperate il DVD, mi raccomando!

E non è finita qui, ovviamente!! Millemila altre recensioni dei film in cui compare il nostro potete trovarle ai seguenti link... ENJOY!!

domenica 21 aprile 2013

Come un tuono (2012)

Dopo la bellezza di due settimane sono finalmente riuscita a vedere anch'io Come un tuono (The Place Beyond the Pines), diretto nel 2012 dal regista Derek Cianfrance. A sapere come sarebbe stato il film, aspettavo ancora un po'...







Trama: un motociclista acrobatico scopre di avere un figlio e per garantirgli un futuro decide di cominciare a rapinare banche. Le cose cominceranno ad andare male quando l'ultima rapina finirà in modo a dir poco imprevisto...


Come un tuono, che chissà perché è un titolo che mi immagino sempre pronunciato con la voce di Herbert Ballerina, comincia in modo a dir poco esplosivo: una bella inquadratura degli addominali e dei tatuaggi di Ryan Gosling. La macchina da presa  avrebbe potuto indugiare sul particolare in questione per tutta la durata (due ore e venti!!) della pellicola e non mi sarei affatto lamentata perché, siamo sinceri, mano a mano che si prosegue nella visione non si aggiunge molto altro da dire e, come sapete, il viso dell'attore del momento mi attizza quanto quello di un totano. Come un tuono è un film senza infamia né lode, interpretato da attori sottotono (Gosling e Cooper hanno fatto entrambi molto meglio!!!), diretto da un regista che da il meglio di sé solo quando segue le spericolate acrobazie della moto del protagonista, con una trama composta da un'infinità di cliché appiccicati tra loro e debitrice, soprattutto all'inizio, delle atmosfere del ben più riuscito Drive, persino per quel che riguarda la colonna sonora.


Nell'ordine, Come un tuono ci scodella il protagonista testa calda più scemo della storia del cinema recente (un tizio che scopre di avere un figlio e, magicamente, pretende di diventare padre dell'anno e di imporre questo suo volere a tutti i coinvolti), la donna più ingrata sulla faccia della terra (finché si tratta di venire mantenuta dal povero sfigato che ha accettato lei e il figlio va bene, ma lì per lì una scopazzata con Gosling ce la facciamo alla faccia del tizio che si fa il mazzo per darci una vita dignitosa..), lo sbirro più mollo e paraculo del creato, gli altri sbirri tirati fuori paro paro da una dozzina di film a tema "poliziotto corrotto" (Ray Liotta con la faccia butterata e l'occhio cattivo da sempre colore!) e due ragazzi che farebbero passare la voglia di aver figli a chiunque (ma come... quindici anni prima li tieni in braccio tutti patatini e puccettosi e poi diventano rispettivamente uno sboccatissimo ed ignorante "Guido" tirato fuori direttamente da Jersey Shore e uno streppone drogato?? Ma io vi ammazzo nella culla....). Il tutto mescolato senza un guizzo, senza un'emozione che non sia di quelle preconfezionate da romanzetto cheap, senza un solo momento in cui lo spettatore riesca ad immedesimarsi nei protagonisti e con un'unica sequenza in cui si rimane a bocca aperta ma per il motivo sbagliato (cioé, alla fine buona parte del pubblico avrà ben pagato solo per vedere Gosling, perché scioccarli a questo modo???). Bon, più di così non saprei che dire, non riesco nemmeno a scrivere una recensione di lunghezza standard per questa robetta. Più che Come un tuono direi quindi Come una pernacchietta. Ma di quelle piccole, eh.

Figli. Meglio avere dei conigli.
Di Ryan Gosling (Luke), Eva Mendes (Romina), Bradley Cooper (Avery), Rose Byrne (Jennifer), Harris Yulin (Al, il padre di Avery) e Ray Liotta (Deluca) ho già parlato ai rispettivi link.

Derek Cianfrance è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Blue Valentine. Anche attore, ha 39 anni e due film in uscita.


Mahershala Ali (vero nome Mahershalalhashbaz Gilmore) interpreta Kofi. Americano, ha partecipato a film come Il curioso caso di Benjamin Button e Predators e alle serie NYPD, CSI e The 4400. Ha 39 anni e un film in uscita.


Ben Mendelsohn (vero nome Paul Benjamin Mendelsohn) interpreta Robin. Australiano, ha partecipato a film come Australia, Cogan – Killing Them Softly, Il cavaliere oscuro – Il ritorno e alle serie Neighbours e The Flying Doctors. Anche produttore, ha 44 anni e due film in uscita.


Dane DeHaan interpreta Jason da grande. Americano, ha partecipato a film come Chronicles e Lincoln. Ha 26 anni e tre film in uscita tra cui The Amazing Spider-Man 2, dove interpreterà Harry Osborn.

Un Harry Osborn incredibilmente criptogay e bimbominkia..
Segnalo, come curiosità ulteriore, che Ginnifer Goodwin, ovvero la Biancaneve di Once Upon A Time, era una delle candidate per il ruolo di Jennifer, moglie del personaggio di Bradley Cooper. Detto questo, se Come un tuono vi fosse piaciuto, consiglio il recupero del già citato Drive... ENJOY!!

venerdì 19 aprile 2013

Bolla's Top 5 - Horror del 1981

Siccome oggi cade il mio genetliaco ho deciso di stilare una simpatica Top 5 degli horror usciti nel mio anno di nascita. Negli anni '80 il genere era assai prolifico, soprattutto per quanto riguarda lo slasher, tuttavia cominciava anche la tristissima abitudine di serializzare le saghe fino allo sfinimento (vedi Halloween e Venerdì 13). Grande momento anche per l'horror italiano, come vedrete! E ora bando alle ciance... ENJOY!!

5. Black Cat (Gatto nero)
Non uno dei Fulci migliori ma comunque interessante, cervellotico e delirante. Impossibile, per una gattara come me, non metterlo in classifica e non biasimare il protagonista (Patrick Magee, già inquietante in Arancia Meccanica!) per l'uso improprio del povero animaletto. Una curiosità da recuperare!


4. L'ululato (The Howling)
Il 1981 era l'anno del licantropo, visto che all'epoca sono uscite ben due pietre miliari del genere. La più "grezza" e anche la più cinica ed impegnata è l'opera di Joe  Dante, nonostante un paio di effetti speciali siano di un'ingenuità commovente. Solo per questo lo metto al quarto posto... ma ritengo che come trama sia assai più affascinante di Un lupo mannaro americano a Londra.


3. Un lupo mannaro americano a Londra (An American Werewolf in London)
Questo si becca il terzo posto per una questione tecnica, altrimenti lui e L'ululato sarebbero finiti pari merito. Rispetto al cuginetto, parliamo di un film assai più scanzonato ed intriso di humor nero, ma durante la prima, terribile trasformazione del lupo e sul finale non c'è davvero nulla da ridere. Altro grandissimo capolavoro.


2. La casa (Evil Dead)
Il film che ha consacrato Raimi e Campbell a icone dell’horror. Pur essendo più affezionata al secondo capitolo (il primo horror che ho visto, non avete idea della paura fotonica che ho avuto e per quanto tempo ho sentito risuonare nella testa il “rumore” del demone calderiano), questo La casa ha aperto la strada ad un nuovo modo di fare cinema di genere, è ironico e crudele in modo innovativissimo e poi… beh e poi c’è il povero Scott, il personaggio più vessato della storia del cinema. Love at first sight!!


1. ... E tu vivrai nel terrore! L'adilà
Il capolavoro di Fulci è uscito proprio nel mio anno e nel mio mese di nascita!! Ovviamente la cosa mi rende assai orgogliona, e pensare che la prima volta che ho visto questo film mi aveva lasciata a dir poco schifata… ma qualcosa si doveva essere insinuato nel mio piccolo cervello, perché una sorta di fascino perverso mi ha spinta a rivederlo più e più volte, fino a farlo arrivare in cima a questa top 5. Fulci lives!!