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martedì 18 settembre 2018

Gotti - Il primo padrino (2018)

Nonostante fosse sconsigliato da chiunque, venerdì scorso sono andata a vedere Gotti - Il primo padrino (Gotti), diretto dal regista Kevin Connolly.


Trama: vita, morte e miracoli di John Gotti, alle prese con la scalata della malavita americana e con problemi di famiglia.


Chi legge il Bollalmanacco lo saprà, anche perché credo di averlo scritto 100 volte: adoro i film che raccontano storie di mafia, criminali e gangster assortiti. E' per questo che non potevo assolutamente perdere Gotti - Il primo padrino, a prescindere dalla sua fama di "film più massacrato da Rotten Tomatoes" ed è per questo che gli ho dato fiducia nonostante la presenza di un John Travolta più "inShapirato" che mai. Mal me n'è incolto, lo ammetto, e anche un po' di sonno, soprattutto sul finale, ché Gotti è uno dei mobster movie più moscio di sempre, derivativo ed inconcludente al punto che dopo la visione ho sentito il bisogno fisico di sciacquarmi il cervello con  Quei bravi ragazzi e Il Padrino in loop. Davvero non so cosa passasse per la testa a chi ha deciso di realizzare e distribuire Gotti, perché è un film che non va da nessuna parte ed è deludente a più livelli. Innanzitutto, non offre un quadro completo della vita di John Gotti, che viene semplicemente data in pasto allo spettatore a spizzichi e bocconi, malamente appiccicati in un intreccio che mescola passato e presente come fosse un'accozzaglia di singoli episodi poco significativi, giusto per fornire un abbozzo dell'uomo Gotti; ancor peggio, a quest'ultimo vengono messe in bocca terrificanti massime "mafiose" a beneficio del figlio deciso a seguire i suoi passi ma anche a fare il suo dovere di marito e padre, cosa di cui allo spettatore in effetti frega pochissimo visto che la sua famiglia viene a malapena mostrata. Benché i protagonisti a un certo punto diventino di fatto due, non viene a crearsi un dualismo di punti di vista e non viene presentato un giusto percorso "catartico" di successo seguito da inevitabile rovina perchè, effettivamente, un percorso non c'è e questo causa la disaffezione pressoché istantanea dello spettatore, tediato dalla storia e da un giro di volti anonimi (sbagliare i caratteristi è quanto di più deleterio per un mobster movie, riuscire a sottoutilizzare persino Pruitt Taylor Vince è passabile di pena capitale) cannibalizzati dall'imponente presenza di John Travolta.


Che Gotti fosse un progetto nato dalla passione dell'attore si vede lontano un chilometro, a partire dalla trasformazione quasi perfetta di Travolta, coadiuvata da oggetti ed abiti appartenuti proprio al gangster in questione, ma purtroppo è palese anche la difficoltà di trarre qualcosa di pregevole da questa passione; pare che Travolta ambisse a realizzare il film già nel 2010 e se nel frattempo sono passati otto anni e una disastrosa premiere a Cannes ci sarà un perché. Ribadisco, di per sé l'interpretazione di Travolta non sarebbe nemmeno il difetto più grande della pellicola (anche se vederlo mordersi le dita davanti alla morte del figlio ha avuto su di me un effetto opposto a quello desiderato...), tuttavia gli highlight scelti dagli sceneggiatori per enfatizzare l'importanza di Gotti nella storia della mala americana ce lo mostrano essenzialmente come un tizio isterico e collerico, oppure come un Osho della mafia, ed è normale che la conseguente reazione Travoltiana sia un variegato campionario di faccette e smorfie intervallato da pochi momenti seri. Sbagliatissima anche la scelta di far interpretare John Gotti Jr. da tale Spencer Rocco Lofranco, un attorucolo ventenne con la faccia da bimbominchia in piena fregola trap costretto a vestire i panni del personaggio dall'adolescenza alla maturità, diciamo intorno ai 40 anni, col risultato di sembrare, alternativamente, la versione triste di Eminem oppure un bambino costretto a mettersi i vestiti da lavoro del papà. Insomma, in entrambi i casi una bella tristezza. Sorvolo sulla povera Kelly Preston, costretta a vestire i panni della Lorraine Bracco de noantri, impegnata in un paio di siparietti familiari che avrebbero dovuto conferire maggior profondità all'aspetto umano di Gotti ma che invece sembrano quasi di troppo... e, soprattutto, sorvolo sulla triste scelta di iniziare e finire il film con John Gotti che si rivolge direttamente al pubblico, in una sorta di celebrazione del boss priva di critica o distacco che rende Gotti ancora più imbarazzante e ambiguo. Insomma, una schifezza ingiustificabile, fossi in voi eviterei.


Di John Travolta (John Gotti), Pruitt Taylor Vince (Angelo Ruggiero) e Chris Mulkey (Frank DeCicco) ho già parlato ai rispettivi link.

Kevin Connolly è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Gardener of Eden - Il giustiziere senza legge ed episodi di serie quali ... E vissero infelici per sempre. Anche attore e produttore, ha 44 anni e film in uscita.


Kelly Preston interpreta Victoria. Hawaiiana, moglie di John Travolta anche nella vita reale, ha partecipato a film come Christine - La macchina infernale, I gemelli, Dal tramonto all'alba, Jerry Maguire, Il gatto... e il cappello matto e a serie come CHIPS, I racconti della cripta, Joey e Medium. Ha 56 anni.


Joe Pesci era stato scritturato per il ruolo di Angelo Ruggiero ma, dopo essere visibilmente ingrassato per la parte, gliene è stata assegnata un'altra e l'attore ha giustamente fatto causa alla produzione. Shia LaBeouf, Channing Tatum, Dominic Cooper e James Franco erano invece tra i papabili candidati per il ruolo di John Gotti Jr., ahimé andato a un mocciosetto imberbe senza arte né parte. Detto questo, nel malaugurato caso in cui Gotti - L'ultimo padrino vi fosse piaciuto cercate di recuperare i già citati Quei bravi ragazzi e Il Padrino. ENJOY!

16 commenti:

  1. C'è del vero nelle stroncature, questa volta lo sospettavo. Fuggo via!

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    1. Mamma mia, ragazzo, non hai idea. Roba da addormentarsi al cinema!

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  2. di Travolta sono fan sin dall'infanzia, quindi questo non me lo perdo proprio ^_^

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  3. Già il fatto che Travolta recita il ruolo di un mafioso mi suggeriva che sarebbe stato una cagatina 😅

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    1. Mah, sai, a me Travolta come attore non dispiace ed effettivamente la sua interpretazione è l'unica cosa "meno peggio" (non positiva) di Gotti XD

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  4. Un film sbagliato, aldilà di ogni polemica. Sbagliato e nato male sin dall'inizio.

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    1. Mah, sai, a me gli strascichi delle polemiche non sono arrivati, giudico semplicemente la qualità e qui ce n'è poca!

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  5. Gotti catch 'em all!
    Guarda, massacrato ovunque e anche da te, ma a questo punto mi chiedo: non è che c'è qualcos'altro, magari non era la trama, ma bohhh... insomma, deve esserci un motivo, se fanno un film così nel 2018! XD

    Moz-

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    1. Per me si sono fatti prendere la mano dall'entusiasmo ma hanno fatto un casino. Va bene celebrarsi come attore ma uno spettatore vorrebbe qualcosa di più coinvolgente ed interessante!

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  6. Il film mi ispira poco o niente, ma, da appassionato delle storie di mafia quale sono anche io - anche se ultimamente mi stanno un po' stancando - mi sa che un'opportunità gliela dò comunque. La tua recensione certo non gioca in suo favore, ecco.

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    1. Se sei stanco delle storie di mafia allora ti consiglio di saltare o la tua noia aumenterà!

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  7. Era prevedibile... Ma capisco perché tu l'abbia visto! Attrae anche me, come la luce per le falene 😅

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    1. Ecco, e sai che fine fanno le falene contro certi tipi di luce, vero...? XD

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    1. Mi sacrifico affinché voi non dobbiate incappare in simili brutture!

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