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martedì 27 agosto 2019

Crawl - Intrappolati (2019)

La dea dei recuperi stavolta mi ha baciata in fronte, ché nonostante sia rimasta in terre straniere per ben una settimana, al ritorno sono riuscita a trovare in programmazione anche Crawl - Intrappolati (Crawl), diretto dal regista Alexandre Aja.


Trama: nel bel mezzo di un tifone, Haley va nella vecchia casa d'infanzia per cercare il padre che non risponde al cellulare. Lì troverà una cantina completamente allagata ed infestata da alligatori.


Oh, credevo non lo avrei mai più potuto dire ma stavolta, davvero, "dove c'è Aja c'è gioia". Non può non esserci, in effetti, con un film zeppo di mostroni striscianti e assassini come questo, privato della stupidità congenita e alla American Pie di Piranha 3D (che, per inciso, mi aveva già divertita molto) o della sciatteria di uno Sharknado, ridotto all'osso con due personaggi cazzutissimi benché paradossali che devono fare solo una cosa: sopravvivere. Sopravvivere all'interno di una cantina o anfratto sotto le fondamenta (cosa c'è di bello nelle case americane è che sono fatte di cartamusica e hanno sti pertugi sotterranei dove può celarsi la qualsiasi) di una casa, all'interno della quale a un certo punto cominciano a riversarsi alligatori come se non bastasse lo schifo atavico di un luogo dal soffitto bassissimo, zeppo di escrementi e schifo assortito. Ecco, la cosa veramente più agghiacciante di Crawl è che all'ansia da soffocamento causata dalla presenza di ambienti ristretti e via via sempre più zeppi d'acqua, si aggiunge il disgusto di non sapere cosa toccheranno le mani e i piedi nudi dei protagonisti, costretti a dimenarsi all'interno di anfratti leppeghi, probabilmente maleodoranti, pieni di Dio solo sa cosa, tanto che talvolta gli alligatori mi sono sembrati davvero il male minore. Ma gli alligatori ci sono, mannaggia a loro, e sono infingardi come pochi, tanto da non dare scampo in qualsiasi ambiente li si metta, che sia una cantina soffocante, una strada trasformata nel giro di pochissimo in una palude o una casa utilizzata come quelle meravigliose cabine in cui i maghi a poco a poco vengono ricoperti d'acqua e col cavolo che riescono ad uscire. Il tutto, ovviamente, mentre i due protagonisti si fanno sempre più stanchi e sciancati (anche incauti, santo cielo. Accetto tutto ma che Haley si guardi le spalle ogni due secondi mentre il povero babbo a un bel momento pensi di essere al parco acquatico Le Caravelle e dimentichi che sott'acqua ci sono gli alligatori anche no, dai) ma mai domi, questo nemmeno per un secondo, ché forse nemmeno Rambo era così combattivo e desideroso di sopravvivere quanto lo sono la Scodelario e Pepper, entrambi straconvinti dei loro ruoli e impegnati in prove fisiche d'alta scuola, quelle belle performance alla Tremors dove non importa quanto siano assurdi i dialoghi che gli si mette in bocca, alla fine si arriva ad amare i due protagonisti.


In tutto questo, come ho detto, Aja e l'intero reparto tecnico chiamato a realizzare il film danno gioia. Il regista gioca alla perfezione con gli ambienti a sua disposizione, riversandoci addosso terrori claustrofobici ed agorafobici senza annoiare nemmeno per un secondo e mozzando il respiro dello spettatore sia quando lo spazio è limitato, come in cantina o in casa, sia quando c'è anche troppo spazio e Dio solo sa da dove arriverà la minaccia; le dinamiche da horror in cui l'alligatore si acquatta nell'oscurità, pronto ad uccidere lo spettatore con uno jump scare perfido e spesso inaspettato, si alternano così ad ampie panoramiche in cui le bestiacce si vedono benissimo e si può solo pregare per chi ha talmente tanta sfiga da ritrovarsi alla mercé delle loro fauci, con tutta la profusione di gore del caso, per fortuna. Voto dieci, inoltre, agli effetti speciali. Non mi intendo di alligatori, per carità, tuttavia quelli di Crawl sono molto realistici e soprattutto sono inseriti alla perfezione all'interno delle scene, offrendo un'interazione assolutamente veritiera con gli attori. Unico appunto che mi sento di muovere: ma gli alligatorini, perché non usarli? Già me li immaginavo come tanti piccoli critter ancora più malvagi, attaccarsi ai piedi della Scodelario e romperle le scatole a mo' di zanzare moleste, altroché. Ma pazienza, Crawl è divertentissimo e ansiogeno anche senza alligatori baby, una corsa sulle montagne russe con una frenata talmente brusca e una presa in giro sui titoli di coda così grande da meritare l'applauso. Ah, il buon cinema ignorante di una volta, realizzato con passione. L'ideale per le caldissime serate estive, altro che evitare le sale!


Del regista Alexandre Aja ho già parlato QUI. Kaya Scodelario (Haley) e Barry Pepper (Dave) li trovate invece ai rispettivi link.


Se il film vi fosse piaciuto recuperate The Shallows, Piranha 3D  Blu profondo. ENJOY!

22 commenti:

  1. Strano ma vero, non vedo l'ora di vederlo. Quando Aja ingrana, è una forza: peccato azzecchi film a tempi alterni, ai tempi dell'esordio avrei scommesso sul suo talento.

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    1. Aja stavolta ha ingranato parecchio, il film è divertentissimo, quindi recupera appena puoi!

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    2. Meno male!

      Ma poi il cognome come si legge? No, perché io lo leggo tipo Pollo Aia. 😂 😂 😂

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    3. Io anche lo leggo così ma probabilmente, essendo francese, sarà Ajà, con la "g" dolce /ʒ/ XD

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  2. Intriga parecchio. Direi comunque adatto anche per una visione a casa nella prossima stagione. P.s. Blu Profondo era stato all'epoca una bella sorpresa per me. Mi era piaciuta molto la fotografia sempre nitida che non ti faceva sforzare a capire cosa succedeva sullo schermo, cosa che invece ultimamente sembra succedere spesso, per esempio in GOT, con la scusa di creare più tensione... Ma diciamocelo... Ci marciano sopra e risparmiano in effetti speciali il più delle volte. Parere personale eh...

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    1. Assolutamente, una visione casalinga ci sta e Blu profondo è un film anche troppo sottovalutato, mannaggia ç_ç
      Su GOT non mi esprimo, non guardo la serie ma ho letto qui e là un po' di commenti e discussioni e sinceramente mi dispiace per chi, da fan, si è ritrovato davanti un'enorme presa in giro scritta e realizzata da schifo.

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    2. Era capitata più o meno la stessa cosa col finale di Lost. Un sacco di stagioni piene di misteri e una conclusione che piu WTF non si poteva

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    3. A me alla fine era piaciuta molto u.u

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  3. Azz ti ho cancellato per sbaglio il commento che avevi fatto su Machete. Non so se si può recuperare, ma non credo. Comunque condivido quanto avevi scritto

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  4. Questo genere di film li approccio sempre titubante, ma questo "Crawl" miete consensi ovunque quindi vedrò di recuperarlo.

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    1. E' onesto nella sua fondamentale ignoranza e non la prende come scusa per essere sciatto, anzi, si vede che c'è dell'amore nella sua realizzazione. A me basta questo per essere felice!

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  5. nonostante la mia diffidenza nei confronti di quel cialtrone di Aja (ho odiato Pirana 3D) questo, va te a sapere perchè, mi intriga un sacco, però, ovviamente, nessuno vuole accompagnarmi a vederlo. Una domanda, a comparto gore come stiamo messi?Vale a dire, siamo a livelli del suddetto Pirana o questa volta ci va più leggero?P.s. Blu Profondo è un capolavoro assoluto...non si discute....

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    1. Siamo a livello di un Blu Profondo o di uno Squalo, per dire che non ci sono falli sputati o gente mangiata fino all'osso :)

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  6. Adesso però con sto Piranha 3d mi avete messo l'idea di aver perso un cult trash. Finirà che lo recupero

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  7. Ho una curiosità devastante per questo film, mi sa che devo muovermi a recuperarlo!

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  8. Io sono andato a vedere Crawl per evitare Man in Black e un po' depresso perché in realtà volevo vedere Pupi Avati. Non male, anche secondo me. La parte alligatoresca funziona benissimo, io sono saltato sulla sedia 3 o 4 volte (e non salto più sulla sedia nemmeno con James Wan, praticamente). Peccato gli insopportabili insert drammatici col rapporto padre-figlia (pochi ma fastidiosi). Su questo Aja dovrebbe andare a lezione di Tremors ancora un po'. :)

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    1. Sì, il drama lo avrei evitato volentieri anche io ma alla fine ci stava, di qualcosa dovevano pur parlare sti tizi tra un morso e l'altro.
      Di Avati parlerò venerdì... c'è del buono ma anche del brutto, ahimé.

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  9. Dovrò operare la scelta se vedere questo o l'ultimo di Avati, sarà dura, perché io a Aja non avrei dato due lire, eppure tutti i blogger di cui mi fido ne stanno parlando un gran bene.
    Credo che lo vedrò.

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    1. Brutto da dire ma meglio Aja di Avati, almeno stavolta.

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