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martedì 29 ottobre 2019

Il Bollodromo #70: ToHorror Film Fest - parte 1

Anche quest'anno sono riuscita a salire un paio di giorni a Torino per partecipare al ToHorror Film Fest, che quest'anno aveva per tema "Strana medicina e la scienza nel segno del fantastico e del mistero". Purtroppo, siccome non potevo prendere troppe ferie, ho perso l'anteprima di un film che avrei visto assai volentieri, It Comes di Tetsuya Nakashima, e anche The Night Shifter di Dennison Ramahlo, ma nel complesso non mi posso lamentare, tra documentari attesissimi e sorprese inaspettate. Rimanete con me per la tripletta di post a tema e... ENJOY!


Fulci for Fake di Simone Scafidi

Presentato alla mostra del cinema di Venezia di quest'anno, aspettavo di vederlo da quando l'ho sentito nominare e non ne sono rimasta affatto delusa. Il mio amore per Fulci è un sentimento tardivo, fatto di prese in giro prima e teste cosparse di cenere poi, concretizzato in quei pochi film seminali, come L'aldilà, che lo hanno consacrato a cult oltreoceano. Quello di Simone Scarfidi è invece un amore sincero, nato quando "nessuno conosceva Fulci" e il risultato di questo sentimento puro è un documentario che dà a Fulci quel che è di Fulci, riconoscendo pregi e difetti del Maestro, un film nel film che inscena le ricerche di un attore al quale è stato chiesto di interpretare il defunto regista, e che per entrare meglio nel personaggio va ad intervistare chi lo ha conosciuto o studiato. Abbiamo dunque il punto di vista asciutto e professionale di Davide Pulici di Nocturno ma anche quello commosso (e commovente) della figlia Camilla, segnata da un destino sfortunato, e quelli tra il tecnico e l'aneddotico di Fabio Frizzi (ovviamente, nel sentire parlare delle melodie de L'aldilà a me è sceso un brivido), del direttore della fotografia Sergio Salvati, dell'attore Paolo Malco e di tanti altri che hanno avuto la fortuna di lavorare con Fulci o di conoscerlo. Ne esce un ritratto a tutto tondo, soddisfacente, che sfata alcuni miti e ne conferma altri. In definitiva, un'opera interessantissima, che dovrebbe uscire al cinema, chissà però dove, proprio il giorno di Halloween.


Tous les dieux du ciel di Quarxx

Vincitore del premio Anna Mondelli per la miglior opera prima. Tous les dieux du ciel è uno di quei rarissimi film in cui per buona parte della durata persino lo spettatore più scafato non capisce dove andrà a parare la storia, il che è splendido. Alla base della trama c'è il rapporto tra un uomo con problemi psichiatrici, che da anni attende l'arrivo di "qualcosa", e la sorella, sfigurata e costretta in un letto a causa di un vecchio incidente (interpretata tra l'altro dall'attrice e modella Melanie Gaydos, affetta da displasia ectodermica); tra i due vige un rapporto di interdipendenza che ovviamente non è quello che sembra di primo acchito e che si mostra in tutto il suo doloroso orrore mano a mano che il film prosegue, così come si svelano man mano i vari personaggi, sia i principali che i secondari, molto difficili da etichettare come "positivi" o "negativi". Bellissimo a livello di regia e colonna sonora, con tocchi di weird spiazzanti e attori bravissimi che non si sottraggono ad interpretazioni anche grottesche, in tutta onestà lo avrei apprezzato di più se fosse finito venti minuti prima, ignorando l'epilogo ambientato in un convento che, dal mio punto di vista, appesantisce di molto la narrazione e offre una "spiegazione" non richiesta allo spettatore. Detto questo, ce ne fossero di film così "imperfetti". Bravo Quarxx, al secolo Alexandre Claudin, e buon meritato riposo dopo le fatiche festivaliere!


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