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mercoledì 8 settembre 2021

The Queen of Black Magic (2019)

Sia sempre benedetta la piattaforma Shudder, che aveva promesso, tra gennaio e marzo, di offrire un po' di prodotti recenti interessanti. Uno è di sicuro questo The Queen of Black Magic (Ratu Ilmu Hitam), diretto nel 2019 dal regista Kimo Stamboel.


Trama: tre uomini ritornano a fare visita all'orfanotrofio dove sono cresciuti, portandosi dietro le rispettive famiglie. Lì cominciano ad accadere cose orribili...


A furia di guardare horror, è diventato sempre più raro per me provare un reale senso di tensione durante la visione. L'ultima volta era successo con The Dark and the Wicked, un po' con Hunter Hunter, ma The Queen of Black Magic, oltre alla tensione che si taglia col coltello, aggiunge anche un notevole senso di disgusto e orrore fisico, che vanno ad arricchire una trama piacevole e per nulla scontata. Come da titolo, tutto si basa su una fantomatica "Regina della magia nera", un'inquietantissima tutrice zoppa che, in passato, aveva terrorizzato i piccoli ospiti di un orfanotrofio. Tre di quegli stessi ospiti, ora cresciuti, tornano nel luogo dove hanno passato l'infanzia perché il proprietario dell'orfanotrofio, Mr. Bandi, sta morendo e i tre vogliono rendergli un ultimo omaggio assieme alle loro famiglie; non passa moltissimo prima che l'orrore cominci ad insinuarsi in quello che sembrava un piacevole weekend, complice anche la grande distanza dell'orfanotrofio dalla città, la presenza di una natura insidiosa, selvaggia, che isola ancora di più i protagonisti, e persino interessanti disparità a livello di classi sociali, che porta con sé un serpeggiante senso di colpa nei confronti di chi non è riuscito a staccarsi dall'orfanotrofio, assieme ad una crescente diffidenza. La sceneggiatura di Joko Anwar, liberamente ispirata al The Queen of Black Magic del 1981, non risparmia nessun colpo basso né allo spettatore né agli sfortunati personaggi, adulti o bambini che siano, e li imprigiona in una tela fatta di violenza, orribili visioni, possessioni e stravolgimenti fisici, tutti frutto di una vendetta spietata dai risvolti inaspettati che vi converrebbe scoprire guardando il film, per rimanerne catturati com'è successo a me, oltre che orripilati.


Parlando per l'appunto di orripilio: The Queen of Black Magic non fa solo abbondante uso di torture (a quanto pare ispirate a un popolarissimo fumetto indonesiano dal titolo Torture Hell) e copiose dosi di sangue ma anche, e soprattutto, di animaletti sbifidi e striscianti che adorano insinuarsi in ogni orifizio, rendendo una sequenza in particolare molto difficile da sostenere per chi soffre, magari senza saperlo, di tripofobia. Io non sapevo di essere tripofobica, mi tocca ringraziare quella meravigliosa fake news di qualche anno fa in cui venivano mostrati i risultati dell'applicazione costante di uno shampoo, una cosa per cui sto ancora maledicendo non solo il misterioso creatore del fotomontaggio, ma anche gli amici coglioni che lo hanno condiviso in lungo e in largo. Vi meritereste una Queen of Black Magic nel letto, cretini. A parte questa parentesi, ci sono molte sequenze di The Queen of Black Magic che sono di una spietatezza rara e che stringono lo stomaco, anche perché i vari protagonisti non solo non sono particolarmente odiosi, soprattutto alcuni, ma i bambini coinvolti non hanno colpa alcuna e cadono comunque vittime della furia cieca di una donna spietata e, per inciso, inquietantissima. Viva dunque Shudder che ha distribuito questa cattivissima perlina e viva il cinema indonesiano, che negli ultimi anni mi sta dando grandissime soddisfazioni. 

Kimo Stamboel è il regista della pellicola. Indonesiano, spesso in coppia con Timo Tjahjanto col nome di Mo Brothers, ha diretto film come Macabre, Killers e Headshot. Anche produttore, sceneggiatore e attore, ha 40 anni.


Il film è il remake di The Queen of Black Magic, diretto nel 1981 da Liliek Sudjio, che purtroppo non sono riuscita a trovare da nessuna parte (anzi, ogni suggerimento è ben accetto visto che vorrei guardarlo). Ario Baryu, che interpreta Hanif, era il Ki Saptani di Impetigore, che vi consiglio di guardare assieme a Soul e Satan's Slaves se The Queen of Black Magic rientra nei vostri gusti. ENJOY!


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