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lunedì 3 gennaio 2022

Bolle di recensioni: Don't Look Up (2021) e House of Gucci (2021)

Buon anno e bentornati! Qui non si riesce più a star dietro a nulla: durante le "vacanze" di Natale, tra cene casalinghe, paura del covid, tentativo di evitare le sale troppo affollate ecc. sono riuscita a vedere davvero pochissimi film... e nel frattempo le piattaforme si sono riempite, sfornando praticamente 10 nuove uscite importanti alla settimana. In più, adesso comincia il forsennatissimo recupero pre-Oscar/Golden Globes e mi viene già ansia visto che, a vedere tutti i post cinefili su Facebook, Blogger, Instagram e chi più ne ha più ne metta, sono in ritardo nelle visioni di almeno due mesi. A mio avviso, la cosa più facile da fare sarebbe chiudere il blog ma cominciare il 2022 già sfiduciata e depressa potrebbe non essere la mossa migliore in generale, quindi cerchiamo di non guardare troppo avanti, facciamo un respiro profondo e torniamo un attimo nel 2021, con due film importanti che, per questione di tempo e "spazio", accorperò comunque in un unico post.



Don't Look Up - Adam McKay (2021)

Il 24 dicembre, dopo una programmazione in sala di una settimana, Netflix ha sganciato la bomba Don't Look Up, il film che probabilmente avrà visto anche vostra zia Concetta tra una fetta di panettone e l'altra. L'ultima pellicola di McKay ha diviso nettamente l'opinione dei cinèfili dell'internet, tra chi lo ha definito una cagata pazzesca e chi un capolavoro fuori scala, e la mia scelta di dedicargli un breve post condiviso deriva anche dal fatto che, ormai, di questo film hanno parlato davvero tutti, anche quelli che non dovrebbero avvicinarsi a pellicole più complesse di Natale a Miami, quindi ha decisamente abboffato voisapetecosa. Io sono tra quelli, ovviamente, che lo hanno amato, come è accaduto per ogni pellicola girata da McKay a partire da The Anchorman; l'ho guardato, come al solito, senza sapere nulla della trama, e sono rimasta avvinta a ciò che veniva mostrato sullo schermo dall'inizio alla fine. La satira ironica e graffiante di McKay mantiene sotto i riflettori la stupidità della politica USA, di destra o di sinistra che sia, consegnando ai posteri uno dei presidenti peggiori di sempre, interpretato da una Meryl Streep in forma smagliante, ma Don't Look Up è, soprattutto, fortemente ancorato alla situazione che stiamo vivendo da due anni a questa parte (ma anche prima, ammettiamolo) e al modo in cui nulla sembra più toccarci, se non è esposto in maniera sensazionalistica o accattivante. La fine del mondo ai tempi dei tuttologi, dello spettacolo, dei social e dei pochissimi megaricchi con le mani in pasta ovunque, con poche persone che cercano di fare effettivamente il bene di un mondo che, diciamolo, non lo merita, mentre dall'altra parte c'è una costante ricerca del consenso, del successo e del click facile e veloce: lo scienziato di Leonardo di Caprio è emblematico in tal senso, è la degna incarnazione di tutti i virologi superstar che infestano i mezzi di comunicazione da che è spuntato il Covid, i quali magari hanno cominciato timidamente, con cognizione di causa, provando ad essere la voce della ragione in un mondo di pazzi, e poi, pompati dai mass media, sono diventati sempre più invasivi, contraddittori e meno credibili, più impegnati ad alimentare l'adorazione verso le proprie idee e la propria voce che altro. Don't Look Up, pieno di personaggi e situazioni all'apparenza surreali, ha appena la punta di un piede fuori da quella che è la realtà odierna e, tolte un paio di esagerazioni esilaranti, è un perfetto specchio di quello che sta succedendo ora. Inutile dire che le prove attoriali sono tutte eccelse, con un cast corale di prim'ordine, e stavolta McKay riesce anche a fare commuovere con una sequenza finale che veicola tristezza, sconfitta e, forse, una lezione importante. "Avevamo tutto". Ricordatelo, la prossima volta che sceglierete di guardare solo lo schermo di un telefonino, o di una TV, e di chiudere gli occhi di fronte a tutto l'orrore che ci circonda.



House of Gucci - Ridley Scott (2021)

Se Don't Look Up divide e fa pensare, l'House of Gucci di Ridley Scott è un episodio di Beautiful un po' più gonfiato e laccato e sta a voi farvelo piacere o meno. Personalmente, dopo il bellissimo e intelligente The Last Duel l'ho trovato un po' una caduta di stile e contenuti, ma non sono riuscita ad odiarlo e, per la lunghezza della sua durata, mi sono parecchio divertita. Sapete che amo le saghe familiari, soprattutto se hanno attinenza con delle storie vere, e mi stupisco sempre davanti alla facilità con cui nomi blasonati finiscono in disgrazia solo in virtù di una stupidità inenarrabile; come ho detto alla mia collega "riassumendo, i figli dei Gucci erano due minchioni", il che magari è il motivo per cui i Gucci superstiti si sono incarogniti con Ridley Scott, ché non fa mica piacere avere milioni di persone che pensano ciò alla fine di un film. In questo caso, alla stupidità congenita dei due Gucci, Maurizio e Paolo (non sto nemmeno a dirvi quanto sia trattenuto e signorile, pur nel suo essere un'ameba cretina, Adam Driver e quanto sia esilarante e caricaturale un Jared Leto ormai impazzito, alla cui parlata da Super Mario il doppiaggio italiano ha messo ben più di una pezza), si aggiunge la brama di denaro, aMMore e riconoscimento della Reggiani, un personaggio scritto per essere molto sopra le righe, e interpretato degnamente da una Lady Gaga che, a tratti, sembra veramente Marisa Laurito. Ovvio, non è un complimento, con tutto il rispetto per la Laurito, e confido che la pur adorabile Germanotta rimanga fuori dai giochi per quanto riguarda eventuali Oscar, ché va bene godersi la sua interpretazione trash e caricata, perfetta per un film come questo (che magari non voleva risultare trash ma, purtroppo...), ma all'accondiscendenza di chi offre candidature un po' a cazzo di cane ci dev'essere un limite. Meraviglioso, invece, Al Pacino, che come al solito mangia tutti gli interpreti che hanno la sventura di condividere scene con lui, e molto bella anche la colonna sonora, zeppa di pezzi interessanti. Nonostante tutto, comunque, House of Gucci è un film che riguarderei, magari dopo essermi letta qualcosa di più "affidabile" sull'omicidio di Maurizio Gucci, e anche per godermi in v.o. personaggi degni di un film dei Vanzina: guardatelo e ditemi se la sequenza della sciata in Svizzera non vi ricorda Vacanze di Natale.

 

13 commenti:

  1. House Of Gucci a me è piaciuto. Condivido la tua analisi in toto.

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    1. Alla fine è piaciuto anche a me, pur con tutti gli evidenti limiti. Comunque, come ho scritto, è un film che rivedrei.

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  2. Anch'io ormai sono costretto a raggruppare qualche recensione... sono davvero troppe le uscite di queste ultime settimane!
    Ad ogni modo Don't look up mi è piaciuto, pur con qualche riserva (io sono ancora più pigro di te, ne parlerò - forse - domani): la prima parte mi è parsa in certi punti di un'ironia fin troppo facile, ma l'ultima mezz'ora è davvero notevole, mi ha ricordato "Melancholia" di Von trier per emozione e coinvolgimento.
    Su "House of Gucci" concordo con te al 100% :)

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    1. Eh, si fa davvero fatica a stare dietro a tutto. Ma poi, come ho detto, ne hanno parlato tutti fino alla noia, quindi aveva senso essere brevi.
      E sai che io Melancholia devo ancora vederlo..? Comunque, per quando sarà disponibile, ti consiglio l'altro film del Natale 2021: Silent Night. Prepara i fazzoletti!

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    2. Vedrò prestissimo Silent Night, non mi perdo nessun film di Keira!
      In realtà volevo vederlo in queste Feste ma poi, proprio leggendo il tuo commento su fb, ho deciso che non fosse il caso vederlo per Natale :) ma ora direi che è arrivato il momento!

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    3. Di Silent Night, tra l'altro, parlo proprio oggi sul blog. Quando lo avrai visto torna da queste parti, sono davvero curiosa di sapere se ti è piaciuto!

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  3. Gucci devo ancora vederlo, ma Don't Look Up me lo sono goduto in pieno. Ehi... Ma quale satira? Guarda che purtroppo era tutto vero. 😜

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    1. E' questo aspetto del film che ho trovato angosciantissimo: troppa verità!

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  4. Don't Look Up è il film che mi ha divertito di più quest'anno, anzi ormai il lontano anno scorso. E pure a me ha fatto commuovere quel finale. Diciamo il finale prima di quelli demenziali sui titoli di coda.

    House of Gucci nonostante tutto continua a incuriosirmi, non fosse altro che per vedere Lady Gaga in versione Marisa Laurito. XD

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    1. Non vedo l'ora di leggere il tuo post su House of Gucci XD

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  5. Non ho visto Gucci, quindi ho saltato la lettura, ma "Don't Look Up" l'ho trovato splendido. Sia chiaro, per me il peggiore degli ulitmi McKay, ma che si traduce in un film comunque molto buono, nonché uno dei migliori dello scorso anno. Non chiudere il blog e non scoraggiarti per le visioni mancanti, c'è un sacco di gente a casa che non ha niente da fare e che vive per essere sempre sul pezzo.

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    1. Diciamo che gli altri film di McKay erano più coraggiosi e particolari, ma come dici tu questo è comunque di qualità superiore.
      Quanto al resto, tranquillo: ogni tanto mi scoraggio e mi deprimo ma mi dispiacerebbe privarmi di quello che è ormai diventato un pezzetto di me :)

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