Buon lunedì a tutti! Stanotte a un certo punto mi sono svegliata e sono riuscita a guardare l'ultima ora della cerimonia degli Oscar, che mi è sembrata abbastanza sobria ed "educata", visti i tempi che corrono (unica pennellata di colore, un Bardem che probabilmente non lavorerà mai più ad Hollywood). Lo stesso si può dire dei premi, tutti abbastanza prevedibili, all'insegna del "sì, sono contenta, però...". Ma vediamo più nel dettaglio. ENJOY!
Vince giustamente il premio per il Miglior Film Una battaglia dopo l'altra, e mi sarei meravigliata del contrario. Alla sua terza nomination, un emozionatissimo Paul Thomas Anderson ha finalmente portato a casa l'ambita statuetta di Miglior Regista, altro premio doveroso quest'anno. Il film aveva ben 13 candidature e ha rispettato quasi tutti i pronostici, vincendo anche i premi per Miglior Casting, Miglior Sceneggiatura Non Originale, Miglior Montaggio e Miglior Attore Non Protagonista. A tal proposito, non me ne voglia Sean Penn ma gli avrei preferito Benicio del Toro, per il quale tifavo, con una lacrima spesa, ovviamente, per l'adorato Stellan Skarsgård. E questo è il primo dei mille "sì, sono contenta, però...".
Nella categoria rientra anche il premio come Miglior Film Straniero. Ho amato tantissimo Sentimental Value, ma premiarlo preferendogli opere importanti come Un semplice incidente o La voce di Hind Rajab (che molti non definiscono cinema, mi rendo conto) è la conferma di come Hollywood "protesti" col culo degli altri, possibilmente seduto in una calda poltrona di design, struggendosi più per drammi altoborghesi che per situazioni realmente scomode.
Un'emozione simile ma diversa mi ha colta di fronte al Miglior Attore Protagonista. Ora, io e la mia sistaH Alessandra ci siamo scritte per celebrare alle 3.30 con un sentitissimo "Chalamet SOOCAH" e, per quanto mi riguarda, ogni premio dato a Sinners in particolare e all'horror in generale (poi ci torniamo) è fonte di gioia. Però, a Michael B. Jordan, benché bravissimo, avrei preferito Leonardo di Caprio. Ma forse è giunto il momento di riguardare Sinners in lingua originale, per apprezzare meglio la scelta. La felicità è comunque tantissima! Sinners vince molti meno premi del previsto, ma che premi! Miglior fotografia, Miglior Colonna Sonora Originale e, soprattutto, Miglior Sceneggiatura Originale!
Jessie Buckley vince l'Oscar come Miglior Attrice Protagonista e che le vuoi dire, salvo che il suo abito era abbastanza bruttino? La sua interpretazione in Hamnet era tra le più belle ed intense dell'anno, e "mi dispiace per le altre", che non avevano neppure una chance di vittoria.
La statuetta come Miglior Attrice Non Protagonista è andata invece ad Amy Madigan per la sua terrificante Zia Gladys, una delle cose migliori del bellissimo Weapons. Come ho scritto prima, ogni Oscar per un horror è ben dato, ma allora avrei preferito la magnetica, elegante Wunmi Mosaku, che in Sinners risplende. Il mio cuore però era tutto per Inga Ibsdotter Lilleaas, lo sapete. Una cosa che mi da gioia, comunque, è il pensiero che il premio ad Amy Madigan possa accelerare le produzione di un prequel di Weapons, tutto incentrato sul suo personaggio sopra le righe.
Abbastanza prevedibilmente, visto il successo planetario, K-Pop Demon Hunters è stato proclamato Miglior Lungometraggio Animato e ha vinto anche l'Oscar per la miglior canzone, Golden. Se l'ultimo premio mi trova concorde, avrei preferito che il primo lo vincesse La piccola Amélie, superiore come opera animata sotto moltissimi aspetti.
Per concludere, riassumo i premi "tecnici" andati ad altri film. Frankenstein ha fatto man bassa di questi premi, vincendo gli Oscar per la Migliore Scenografia, Migliori Costumi e Miglior Make-Up; F1 porta a casa un Miglior Sonoro che avrei preferito fosse andato a Sirat; Avatar: Fuoco e cenere, che devo ancora guardare, vince il premio per i Migliori Effetti Speciali. Aggiungo, come ogni anno, quelle categorie di cui non ho assolutamente conoscenza: Mr. Nobody Against Putin vince come Miglior documentario, The Girl Who Cried Pearls come Miglior corto animato, The Singers come miglior corto live action e All the Empty Rooms come Miglior corto documentario. E anche questi Oscar se li semo levati dalle... : vi saluto con l'ennesimo "Chalamet SOOCAH!" e vi rimando ai prossimi giorni, in cui pubblicherò i post ancora inediti sulle opere viste durante la Oscar Death Race. ENJOY!
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| In che senso Leo è diventato un meme in diretta??? XD |








Il tuo "Hollywood che protesta col culo degli altri" credo sintetizzi bene la linea politica degli Oscar :)
RispondiEliminaCon tutto che ho amato Sentimental Value. Però rispetto ad altri mi è parso poco incisivo, vista la situazione internazionale.
EliminaSe l’AMPAS usa il Cencelli almeno ne leggesse le istruzioni. Una Battaglia Dopo l’Altra aveva l’Oscar assicurato ma per me c’erano ben tre film che gli erano sopra; e forse sì, dovremmo guardare Sinners in lingua originale per apprezzare la melodia e il ritmo proprio dell’inglese afroamericano e rivalutarne così le interpretazioni però per me tra tutti gli Oscar che I Peccatori avrebbe meritato quello di Michael B. Jordan resta il meno convincente (Chalamet sta sulle scatole anche a me ma in Marty Supreme è semplicemente immenso, credo che Michael B. Jordan sia la quota afro 2026 che l’Academy ha dovuto pagare). Strameritatissimo l’Oscar per Jessie Buckley (è vero, abito bruttino ma lei è bellissima, sebbene bionda anziché rossa e alla fin fine resterebbe incantevole anche con indosso una tunica di iuta). Lindo, del Toro e Skarsgard meglio di Penn; la Madigan bravissima me se avessero vinto Inga Ibsdotter Lilleaas o la Mosaku non avrebbero rubato niente. Sentimental Value aveva il pregio di non essere divisivo né problematico; registicamente un grande film ma allora perché non Sirat che è stato davvero potente (e, hai ragione, il sonoro meritava l’Oscar): forse un film troppo difficile? Non solo col passare del tempo Javier Bardem si fa sempre più figo ma ieri è stato anche l’unico essere umano a salire sul palco del Dolby Theatre.
RispondiEliminaPer quanto riguarda Chalamet, nessuna quota afro, il fanciullo secondo me si è semplicemente giocato tutte le chance che aveva con quella polemica cretina, che gli si è ritorta contro. Ciò detto, come sai, a me Marty Supreme non è proprio piaciuto, quindi ben venga qualsiasi Oscar tolto!
EliminaQuesto commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
RispondiEliminaIl KKK del cinema non esiste, ma per fortuna le giustiziere che vestono alla marinara e puniscono i commenti razzisti sì! Buona vita!
EliminaSistah, l'emozione provata nel vedere che scrivevi mentre lo stavo per fare io 🥹❤️
RispondiEliminaE' stato il picco della nottata <3 Love ya, Sis!
EliminaAbbastanza soddisfatta per la distribuzione dei premi. Una battaglia dopo l'altra stravince e giustamente. Per me il miglior film in concorso sotto quasi tutti i punti di vista.
RispondiEliminaMi spiace che Sirat non sia stato premiato per il sonoro, statuetta assegnata invece a F1. Insomma, dai, non c'è paragone.
Grande sollievo e felicità per Sentimental Value : l'ho amato, non ci speravo e invece ce l'ha fatta. Grande applauso!
Concordo con te ma con maggior malignità : ho goduto a veder snobbato il Chalamet. Ormai lo detesto.
Sinners emerge bene e se lo merita. Ho la colonna sonora in loop da mesi e non mi stanca. Ho persino visto il film 2 volte.
Sean Penn, ma veramente? E Stellan Skarsgård allora? Piango.
Attrice non protagonista chi ? Una macchietta in un horror da 4 soldi , già benedetto ad essere candidato. Bollicina, sei autorizzata a cacciarmi dal tuo blog. Ma lo dovevo dire, boccaccia mia.
In linea generale nessuna grossa sorpresa, il tutto abbastanza equo. Marty ping-pong bastonato , non me lo aspettavo ma ne sono felice.
Ciao e sempre grazie per le tue belle recensioni e la pazienza.
Ma figurati se ti caccio, ci mancherebbe. Anzi, grazie a te che continui a venire a leggere i miei sproloqui!
EliminaChe dire, a me Weapons è piaciuto tantissimo e lo stesso vale per il personaggio della zia Gladys. Ma l'Oscar equivale a quello dato a Jamie Lee Curtis per Everything Everywhere All at Once: da fan gioisco, ma se mi metto nei panni di chi odia il genere, capisco il loro sconcerto.
Non capisco, bonariamente, perchè Chalamet stia così antipatico a (quasi) tutti. E' un bravo attore, forse il migliore della sua generazione, e sinceramente credo che avrebbe meritato più lui di Jordan (diciamolo pure: "Sinners" non è un film di attori, i suoi punti di forza sono altri). Gli servirebbe però un buon ufficio stampa che lo aiuti quando commette certe gaffes... ma è giovane, si rifarà. Per il resto, concordo sulla Buckley, meno sul film internazionale (per me "L'agente segreto" è insuperabile), ma non penso che Hollywood protesti con il culo degli altri: "Sentimental value" è stato l'unico premio non politico della serata. Anch'io avrei preferito "Sirat" per il sonoro, ma "F1" ha incassato di più... a Hollywood ci sono leggi non scritte ;)
RispondiEliminaLeggevo oggi che, come carriera rapportata a quella di Di Caprio, Chalamet temporalmente è in zona "Catch me if you can", quindi ha voglia a recitare prima di prendere l'Oscar!!
EliminaFelice per il genere horror, non tanto per i film, anche negli anni scorsi qualcuno lo meritava già. E poi KPoP, anche no..
RispondiEliminaIl genere horror ha sempre meritato e, salvo rarissime eccezioni, è sempre stato bistrattato. Chissà cosa ci riserverà il futuro, dopo questi Oscar...
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