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venerdì 29 agosto 2025

2025 Horror Challenge: Maniac (1980)

Il tema della challenge horror, questa settimana, era Slasher: Classic era. Ho scelto così Maniac, diretto nel 1980 dal regista William Lustig. Se volete vederlo, potete trovarlo all'interno del catalogo Prime Video senza abbonamenti/acquisti aggiuntivi, ma attenzione perché la versione presenta tagli drastici in tutte le scene clou o vagamente splatter, e dovrete ricorrere agli spezzoni di Youtube o Vimeo per avere il quadro completo dell'opera.


Trama: Frank Zito, traumatizzato da una madre violenta, gira per la città di New York uccidendo giovani donne, per poi inchiodare i loro scalpi sui manichini che popolano il suo appartamento...


Come sempre, Maniac era un altro di quegli horror cult e imprescindibili che, fino a qualche giorno fa, avevo solo sentito nominare. Nonostante, come ho scritto sopra, la versione presente su Prime Video sia mutilata delle scene più scioccanti, Maniac è uno slasher adulto e malato, distante, come idea di fondo, da quella del boogeyman che si accanisce contro vittime solitamente giovani e stupide. Il film di Lustig racconta, infatti, una storia di profondo disagio urbano, attraverso gli occhi di un uomo che, come si evince dai dialoghi e da alcune allucinazioni che diventano invasive e mortali sul finale, ha passato l'infanzia seviziato da una madre orribile. Questo trauma si traduce nello straziante, perverso desiderio di uccidere donne, togliere loro lo scalpo ed inchiodarlo su dei manichini, trasferiti poi nello squallido, claustrofobico monolocale dove Frank passa le sue notti. Lo sguardo del regista, e la sceneggiatura alla quale ha collaborato anche Joe Spinell, l'attore che interpreta Frank, non è mai indulgente verso quest'ultimo; Frank Zito è un'ulteriore involuzione del Norman Bates di Psyco, e ciò che fa non è giustificabile, nemmeno a fronte di un'infanzia orribile. Piuttosto, Zito diventa la personificazione dell'alienazione urbana, di un male che sta ai margini di una "civiltà" fatta di persone che spesso si limitano a sopravvivere, oppure si perdono in un vortice di individualismo, opportunità mancate e legami labili, che durano il tempo di un lavoro (ciò vale per le prostitute, ovviamente, ma anche per fotografe, fotomodelle, infermiere, tutte vittime di una profonda solitudine, a prescindere da quanto sia"glamour" la loro vita). Perse in una città caotica, queste donne (e alcuni uomini con loro) diventano le vittime perfette di un uomo che vive esclusivamente all'interno della propria testa, dialogando con la madre defunta e col bambino che era un tempo, disperatamente desideroso di un contatto ma anche disgustato dalla natura di un'umanità di cui, inevitabilmente, ha una percezione distorta. Avere attorno dei manichini, resi "vivi" dai capelli di donne reali, è il perverso surrogato di una comunione col prossimo altrimenti ingestibile, se non per i pochissimi istanti in cui Frank riesce a "mascherarsi" da essere umano, risultando persino una compagnia piacevole per le donne così sfortunate da incontrarlo.


L'idea di unire aspetti tipici dello slasher anni '80 a un ritratto di serial killer che si sarebbe affermato solo anni dopo al cinema, è l'elemento che mi ha impedito di annoiarmi, come spesso mi accade guardando slasher puri, e mi ha fatto provare un disagio costante. Questa sensazione è legata anche ad un paio di aspetti tecnici. Partendo dal più "professionale", Maniac è un film girato con uno stile abbastanza grezzo e documentaristico, questo perché Lustig e Spinell non avevano sempre i permessi necessari per filmare gli esterni a New York, il che si traduceva in riprese rapide, realizzate quasi di straforo, con l'ansia di un controllo della polizia sempre sul collo (ciò vale, soprattutto, per la famigerata scena in cui la testa di Savini esplode in un trionfo di sangue, che ovviamente è stata tagliata nella versione del film presente su Prime Video). Tutto ciò conferisce a Maniac una rozza verosimiglianza assente in altri film, e si ha l'illusione di camminare per le strade di New York in mezzo ad ombre da cui potrebbe saltare fuori qualsiasi malintenzionato, pronto a gettarci in mezzo a vicoli maleodoranti e sporchi, dove il nostro cadavere rischia di non venire mai trovato. L'altro aspetto è, invece, puramente "personale". Oggettivamente, Joe Spinell offre un'interpretazione grandiosa, si annulla in un personaggio sgradevole trascinando lo spettatore nel suo mondo allucinato, ma mentirei se dicessi che non ho provato schifo a pelle, prima ancora che il film entrasse nel vivo, per quest'uomo baffuto, sudaticcio, leppegoso; vedere la bellissima Caroline Munro interagire col rattuso Spinell con intenti più che amichevoli, tra cene, telefonate entusiaste e baci sulle guance mi ha causato più di un conato. Lo so, il body shaming è una pratica orribile e io sono una brutta persona, ma lo stesso eew, no, grazie.  Tornando un po' più seri, sottolineerei anche come Maniac abbia un comparto effetti speciali pratici di tutto rispetto. Savini si è letteralmente superato, andando spesso oltre i limiti del buongusto anche per questo genere di film (sapete che ho una fissazione per i video nasties banditi in Inghilterra; Maniac non rientra nella lista ma ci è andato molto vicino e la sua versione non censurata è stata distribuita solo nel 2022 nel Regno Unito), e il finale allucinato, che vira nel sovrannaturale, lascia letteralmente a bocca aperta per la ferocia e il profluvio di sangue che lo caratterizza. Credevo che Maniac mi avrebbe fatto schifo oppure mi avrebbe annoiata, invece ho scoperto un film notevole, che vi consiglio caldamente, se apprezzate il genere. 


Di Tom Savini, che interpreta l'uomo che viene ucciso dentro la macchina e ha realizzato gli effetti speciali del film, ho già parlato QUI.

William Lustig è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Poliziotto sadico, Maniac Cop - Il poliziotto maniaco e Maniac cop 3 - Il distintivo del silenzio. Anche produttore, attore e sceneggiatore, ha 70 anni. 


Joe Spinell
interpreta Frank Zito ed è il co-sceneggiatore del film. Americano, ha partecipato a film come Il padrino, Il padrino - Parte II, Taxi Diver, Rocky, Un mercoledì da leoni,  Rocky II, Cruising e Una vedova allegra... ma non troppo. Anche produttore, è morto nel 1989, all'età di 53 anni. 


Caroline Munro
interpreta Anna D'Antoni. Inglese, ha partecipato a film come James Bond 007 - Casino Royale, L'abominevole Dr. Phibes, 1972: Dracula colpisce ancora! e Frustrazione. Ha 76 anni. 


Secondo alcune dichiarazioni di Lustig, il regista Dario Argento avrebbe dovuto essere il co-produttore del film in quanto a Daria Nicolodi, all'epoca sua moglie, era stato offerto il ruolo di Anna; sfortunatamente, la Nicolodi ha dovuto rinunciare in quanto ancora impegnata con le riprese di Inferno, così è sfumata anche la collaborazione con Argento. Pare inoltre che i Goblin fossero il primo gruppo scelto per realizzare la colonna sonora di Maniac, ma alla fine Lustig è ricorso a Jay Chattaway. Non esiste un vero e proprio sequel di Maniac, tuttavia Joe Spinell era rimasto molto scosso dalle accuse di misoginia rivolte al film e, anni dopo, ha proposto al regista Buddy Giovinazzo di realizzare un seguito del film (nonché remake di Psychopath), in cui il presentatore di un programma per bambini si sarebbe messo ad uccidere i genitori colpevoli di abusi; l'idea è diventata un corto promozionale di 10 minuti intitolato Maniac 2: Mr. Robbie, ma la morte improvvisa di Spinell nel 1989 ha fatto sì che il progetto venisse abbandonato. In compenso, nel 2012 è stato realizzato un remake omonimo di Maniac, diretto da Alexandre Aja e con Elijah Wood nel ruolo di Frank Zito, che non ho mai visto ma che vi consiglio comunque di recuperare, nel caso vi fosse piaciuto il film di Lustig. ENJOY!

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