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mercoledì 6 giugno 2018

The Strangers: Prey at Night (2018)

Nonostante la pessima programmazione savonese, in questi giorni sono riuscita a recuperare The Strangers: Prey at Night, diretto dal regista Johannes Roberts.


Trama: I membri di una famiglia decidono di fermarsi in un trailer park in riva al lago durante il tragitto verso il collegio dove hanno iscritto la figlia minore; il luogo, tuttavia, è diventato terreno di caccia di tre killer mascherati...



Ricordo The Strangers come una delle esperienze cinematografiche più terrificanti della mia vita e in effetti non ho mai più avuto voglia di riguardarlo dopo la visione di dieci anni fa. Il film di Bertino mi aveva fatto capire che l'home invasion, se realizzato bene, è il genere horror in grado di farmi più paura, soprattutto per il suo modo di rappresentare una realtà abitativa assai simile a quella dove vivo io; guardando pellicole come The Strangers non mi riesce difficile, infatti, immaginare tre tizi mascherati nascosti nell'orto sotto casa, nell'androne della scala, nei dintorni con pochissimi vicini di casa, nelle ombre della cantina, pronti a bussare a una porta che da direttamente sulla strada, al pianterreno. Mi avevano detto che, a differenza di The Strangers, questo Prey at Night era una schifezza, una cretinata, un sequel che non avrebbe nemmeno dovuto esistere... ma io, senza vergogna, ammetto di essermela fatta sotto durante la visione, perché il concetto di base non è cambiato: c'è sempre una normalissima famiglia (stavolta le vittime sono quattro invece di due) in un posto normalissimo benché isolato e ci sono sempre tre stronzi mascherati, tre esseri umani normalissimi, che decidono di farne fuori i membri, così, senza un motivo plausibile. Attenzione però, le differenze tra il film di Bertino e quello di Roberts ci sono e saltano subito all'occhio. Il primo The Strangers non ricercava la spettacolarità fine a se stessa e sottolineava sia la sciocca casualità degli eventi sia la banalità del male, con una piccola stoccata alla realtà bucolica e religiosa delle piccole città della provincia americana, qui invece siamo più nell'ambito dello slasher "cialtrone" e alcune scelte di sceneggiatura sono esagerate come quelle di un qualsiasi horror girato negli anni '80 o '90, con gente che non muore nemmeno a darle fuoco oppure mezzi della polizia sfondati da un pick-up preso da un rigattiere, solo per fare due esempi non spoilerosi. Del resto è probabilmente anche giusto così visto che sono passati dieci anni da The Strangers e nel frattempo non solo il pubblico ha capito il gioco ma si è come minimo visto You're Next, Vacancy e tutta la saga di The Purge, quindi quasi sicuramente l'home invasion "raffinato", realistico e per buona metà silenzioso in stile Bertino non avrebbe più fatto presa e sarebbe stato criticato per l'eccessiva lentezza (Su The Monster, per esempio, ho letto le peggio cose e puntavano tutte sul fatto che nel corso del film "non succedesse niente"; il pubblico però è anche un rompico**ioni, attenzione, infatti Prey at Night è stato massacrato dalla critica perché "non è come il primo". E grazie al ca**o, aggiungo io).


Prey at Night è dunque un'opera più banale rispetto al suo predecessore, più prevedibile e stupidina ma comunque divertente, molto soddisfacente e, soprattutto, ben realizzata, debitrice di quello stile furbo e smaccatamente anni '80 che va tanto di moda adesso ma senza esagerare. Per intenderci, gli omaggi a Carpenter (Fog per la colonna sonora, Christine - La macchina infernale per l'intera sequenza sul pre-finale) e Non aprite quella porta si sprecano e vengono sbattuti in faccia allo spettatore con una sfacciataggine incredibile, però la regia di Johannes Roberts non è solo fuffa mista a omaggi; il regista ci sa fare, ricerca delle belle soluzioni visive, ci ricorda la bellezza del suo In the Deep attraverso una deliziosa ed angosciante sequenza subacquea, in generale non da mai l'impressione allo spettatore di avere davanti un film diretto con sciatteria o impersonalità dal classico signor Nessuno e questo è sicuramente un punto a suo favore. Il secondo punto a favore di Prey at Night è la colonna sonora, anche questa terribilmente citazionista e ruffiana ma perdonatemi se davanti all'utilizzo "improprio" di Total Eclipse of the Heart mi sono sciolta, trattenendo l'applauso a stento. Meno bene gli attori, invece, con tre protagonisti su quattro non pervenuti: come ho scritto agli amichetti blogger su uazzap, la mocciosetta ribelle ha un bel paio di polmoni e strilla come un aquilotto, inoltre la sua facciotta è particolarmente espressiva quando manifesta disgusto o paura, per il resto c'è solo da lamentare il sottoutilizzo della Hendricks e il nulla più assoluto trasmesso dal cast maschile, persino nei momenti più concitati. I tre Strangers, dal canto loro, se la cavano invece grazie alle maschere ma la bionda del primo film era decisamente migliore. In conclusione, anche in virtù di un reparto effetti speciali splatter non disprezzabile, conferisco testé a Prey at Night il titolo di sequel molto carino, meritevole di una visione, per una perfetta serata da passare a sollazzarsi tra un attacco di tachicardia e un momento karaoke.


Del regista Johannes Roberts ho già parlato QUI mentre Christina Hendricks, che interpreta Cindy, la trovate QUA.


Martin Henderson, che interpreta Mike, era l'ex marito di Naomi Watts in The Ring. SPOILER DEL PRIMO THE STRANGERS: Prima che lo script venisse rimaneggiato, l'idea era quella di far tornare la protagonista di The Strangers per le sequenze iniziali e di farla uccidere lì. FINE SPOILER DEL PRIMO THE STRANGERS che, ovviamente, vi consiglio di recuperare per poi aggiungere Vacancy, You're Next, Them, Funny Games ,A' l'interieur, la saga di The Purge e magari anche Un giorno di terrore. ENJOY!


7 commenti:

  1. Tremendamente inutile, ma assai ben fatto.
    La (mancata) uccisione con Total Eclipse è una chicca.

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    1. Guarda, secondo me basta non considerarlo un sequel e magicamente la sua utilità torna :)
      Nel senso, è un film molto anni '80 nel concetto stesso, è divertente e sciocchino inoltre mette una bella ansia, quindi la sufficienza piena per me ce l'ha!

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  2. A parte che mi sa mi sono spoilerata il film qui nei commenti (piango lacrime di sangue, mannaggiamme!!!) comunque condivido in tutto il tuo pensiero.
    Il primo mi aveva atterrita e avevo dovuto guardarlo con la finestra ridotta, non a schermo intero. L'Home Invasion è ormai il mio genere preferito perché plausibilissimo. Adesso attendo trepidante di vedere anche questo capitolo ma aspetto la programmazione in lingua (ormai non riesco più a reggere il doppiato, soprattutto negli horror)

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    1. No, tranquilla, niente spoiler fondamentali :)
      Secondo me ti piacerà anche questo secondo capitolo, già reperibile peraltro in lingua da qualche settimana.

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    2. Sarà che sono io ad essere fondamentalmente impedita, ma sai che in lingua non lo sto trovando? Tra l'altro non lo mettono in lingua nemmeno nei cinema che ho più a portata di mano... se puoi, illuminami :*

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  3. Mh, sarà il mio genere? Io non ricordo di aver visto manco il primo. Però devo ammettere che un po' di film slasher vecchio stile, con tutti i cliché del caso, mancano. E mi mancano.

    Moz-

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