mercoledì 30 ottobre 2013

Oscure presenze - Dark Skies (2013)

Nonostante la pessima distribuzione nostrana, in questi giorni sono riuscita a recuperare Oscure presenze (Dark Skies), diretto e sceneggiato da Scott Stewart. Una bella sorpresa, lo ammetto!


Trama: i membri della famiglia Barrett cominciano a venire coinvolti in fatti inspiegabili che li portano a credere che la loro casa sia infestata da strane presenze…


Dopo aver letto la trama immagino che molti di voi avranno esclamato “E che palle!!” e non posso darvi torto: dopo il mega successo di Paranormal Activity le case infestate stanno andando un tanto al chilo e sono davvero pochi gli horror commerciali degli ultimi anni che esulano dallo schema “famigliola felice – eventi inspiegabili che spezzano l’armonia familiare – forsennata ricerca di una soluzione, possibilmente aiutati da un esperto” e Oscure presenze non fa assolutamente eccezione in questo. E allora perché mi è piaciuto parecchio e mi ha anche spaventata? Beh perché, nonostante un finale camurrioso e paraculo e nonostante qualche ingenuità sparsa qui e là, innanzitutto questo film ha una sceneggiatura che non si limita a snocciolare momenti da salto sulla sedia e momenti WTF in cui qualunque streppone può improvvisarsi esorcista, guaritore o santone e risolvere i problemi della famigliola salvo perculata finale atta a produrre mille sequel e altrettanti prequel. Questi momenti ci sono, è vero, ma sono giustamente dosati e mescolati ad un minimo di analisi della situazione familiare e di approfondimento dei personaggi e, paradossalmente, anche ad un po' di verosimiglianza in più, sopratutto per quel che riguarda il personaggio interpretato da J.K. Simmons, che per una volta, nonostante si proclami un esperto, ammette candidamente di conoscere il problema ma di non avere alcun modo di risolverlo.


Senza fare troppi spoiler, in Oscure presenze non c'è la solita infestazione conseguente ad un trasloco ma le cose cominciano a succedere senza un perché e in una situazione che potrebbe essere la stessa in cui versano moltissime famiglie in tutto il mondo, dove i genitori stanno perdendo ogni fiducia nella propria relazione a causa dei problemi economici e della mancanza di lavoro (cosa che, peraltro, porta anche gli amici di sempre a trattarli diversamente e ad essere sospettosi), dove il figlio adolescente sta scoprendo il gusto del proibito anche grazie alle compagnie sbagliate e dove il figlioletto teme più di ogni altra cosa la separazione di mamma e papà. Anzi, siccome Dark Skies tratta un argomento vetusto come le invasioni aliene, si potrebbe dire che la pellicola è lo specchio oscuro di quei film anni '80 dove le famiglie problematiche si ritrovavano unite grazie all'arrivo provvidenziale di esserini extraterrestri in grado di far riscoprire loro i veri valori americani, mentre qui gli alieni vengono dipinti come degli spietati e freddi scienziati interessati solo a studiarci. E quanto fanno paura! Per quanto il loro design sia ormai un cliché, le loro apparizioni vengono centellinate e studiate a tavolino, tanto che l'effetto "salto sulla sedia" è praticamente garantito. Se a questo aggiungiamo una regia classica ma efficace, pochi effetti speciali ma ben dosati e attori comunque dignitosi il risultato è un film sicuramente banale ma anche molto godibile, l'ideale per queste calde serate pre-Halloween.

Scott Stewart è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Legion e Priest. Anche responsabile degli effetti speciali, produttore e attore, ha un film in uscita.


Josh Hamilton (vero nome Joshua Cole Hamilton) interpreta Daniel Barrett. Americano, ha partecipato a film come Alive – Sopravvissuti, Margaret, J. Edgar e a serie come American Horror Story, inoltre ha lavorato come doppiatore nel film L’era glaciale. Anche produttore, ha 44 anni e tre film in uscita.   


Dakota Goyo interpreta Jesse Barrett. Americano, lo ricordo per film come Thor, Real Steel e Le 5 leggende, dove doppiava uno dei ragazzini umani. Ha 14 anni e due film in uscita, tra cui Noè.


J.K. Simmons (vero nome Jonathan Kimble Simmons) interpreta Edwin Pollard. Americano, lo ricordo per film come Extreme Measures - Soluzioni estreme, The Jackal, Le regole della casa del sidro, The Gift - Il dono, The Mexican, Spider - Man, Ladykillers, Spider-Man 2, Spider-Man 3, Burn After Reading - A prova di spia Jennifer's Body; inoltre, ha partecipato a serie come Oz, E.R. Medici in prima linea, Nip/Tuck, Numb3rs e ha lavorato come doppiatore in Megamind e nelle serie I Simpson, Kim Possible, Phineas & Ferb, American Dad! e Robot Chicken. Ha 58 anni e sette film in uscita.  


Se Oscure presenze - Dark Skies vi fosse piaciuto, consiglio la visione di Signs, forse l'ultimo film di Shiabadà che sono riuscita a sopportare prima di bollarlo a vita come "venditore di fumo e m***a", come divevano in Ghostbusters. ENJOY!!




21 commenti:

  1. Una sorpresa in positivo anche per il sottoscritto.
    Ce ne fossero di più! :)

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    1. Questa settimana tenterò Smiley ma so già che la sorpresa positiva non ci sarà :P

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    2. Ammettilo, "te piace proprio fatte der male!" ;-)

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    3. Lo ammetto, ma sai che appena sento "horror" non mi controllo più anche se so di trovarmi davanti la bufala più grossa dell'universo XD

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  2. Questo film me lo vedrò a breve :D

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  3. anche io non ci avrei scommesso un centesimo bucato e invece...

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    1. E invece ogni tanto noi cinici horroromani veniamo smentiti, per fortuna!

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  4. Non per fare il solito bastian contrario, ma l'ho trovato di una banalità sconcertante. Un'accozzaglia di luoghi comuni "ufologici" dagli anni '50 in poi (roba degna di "Misteri") a cominciare dai "grigi" e buchi nella sceneggiatura grandi come il Grand Canyon. L'esperto in abduction (Simmons) sembra un santone esorcista mezzo alcolizzato e non c'è niente che offra un se pur vago indizio del perché gli "Aglieni" si divertano a martorizzare noi poveri cristi. E viogliamo aggiungerci il nonsense di certe scene? La migliore è quella di lei che prende a capocciate la vetrata. Per dirla come i Trettre: "Because, why, pecché?"

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    1. Macché Bastian Contrario, mica si può sempre essere tutti d'accordo.
      Che sia banale lo è di sicuro e non lo nego ma mi è piaciuto lo stesso e proprio per quelli che tu hai visto come buchi di sceneggiatura mentre per me hanno un significato: gli alieni, in quanto tali, non devono dare spiegazioni (noi gliene diamo, per citare il film, alle cavie da laboratorio? No.) ed è bello che il santone dica "Sì, gli alieni sono tra noi. Io però non vi posso aiutare. Vi compiango ma statece." Nella realtà probabilmente succederebbe così!
      Quanto alle capocciate... un modo per vedere se gli impianti funzionavano? :)

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  5. Probabilmente anche io, seppur astemia, passerei al girone degli alcolizzati se mi ritrovassi vittima di esperimenti alieni :D

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    1. Io mi leverei direttamente dal mondo, ma anche la bottiglia è un buon metodo!

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  6. in un periodo oscuro per gli horror, questo fa la sua discreta presenza :)

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  7. Ma allora devo vederlo per forza, maledizione.

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    1. GuarDIlo, guarDIlo e facci sapere!! :)

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  8. Per signs rammento che ho imparato l'indiano giusto per maledire schamannadu nella sua lingua,solo che feci confusione con il termine indiano e gli parlai per tre ore nella lingua degli apache. Lui ci ha scritto lady in the water,ecco quanto ci siamo capiti !

    l'altro alieno buono e caramelloso,me lo dovrò vedere per le mie serate di cinema condiviso con la mia amica valentina, ho pauraaaa!!!!!! ^_^

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    1. Lady in the Water? Esiste un film con questo titolo? No, ti sei sicuramente sbagliato, non possono aver girato un film così di mmmmerda XD

      Oddio, in bocca all'alieno allora!

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  9. Non so se credere all' amico che me lo ha smontato pezzo per pezzo o a te, ma fatto sta che lo vedrò certamente comunque. :-)

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    1. Eh ci sono pareri contrastanti, ma io mi sono spaventata! :P

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  10. La mia opinione la sai già. Nulla di che, ma in giro c'è moooooooolto peggio.

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