Trama: Mia, la sorellastra e le sue amiche decidono di esplorare un antico tempio sepolto dalle acque, ma non sanno che ormai il luogo è diventato la tana di uno squalo...
Mi diverte sempre l'idea di come si intreccino le casualità. La settimana scorsa è uscito in Italia Primate e, più o meno nello stesso momento, ho recuperato un altro film di Johannes Roberts, questo 47 Metri - Uncaged. Ammetto di non essermi riguardata 47 Metri prima di affrontare il sequel, ma non è un problema, perché i due film hanno un unico collegamento, ovvero gli squali. 47 Metri vedeva le protagoniste chiuse in una gabbia in fondo all'oceano, circondate da squali, mentre qui le protagoniste sono, come da titolo, "uncaged" ma comunque in una situazione di merda, anche se non avete una mezza fobia degli abissi come me o non siete claustrofobici come mio padre. Ecco, a papà è bastato che accennassi alla trama del film per smettere di respirare, quindi pensateci bene, nel caso, prima di recuperare 47 Metri - Uncaged, perché i punti chiave della trama sono assai simili a quelli del suo predecessore: i protagonisti si ritrovano bloccati in fondo al mare/oceano, con una riserva d'aria sempre più scarsa, braccati dagli squali. Qui si aggiunge la componente di un luogo buio e labirintico, dentro il quale si rischia di rimanere intrappolati, una struttura antichissima e fragile, che mal sopporta le sollecitazioni di uno squalo furibondo e cieco. Sì, l'altra particolarità di 47 Metri - Uncaged è che gli squali hanno le stesse caratteristiche dei pesci abissali, quindi braccano la preda seguendo i rumori particolarmente forti, le vibrazioni dell'acqua o il sangue di eventuali ferite. L'unica cosa che non cambia, però, è la bastardaggine di Johannes Roberts, il quale adora mettere i suoi personaggi in situazioni orribili, ferirli non solo fisicamente, ma soprattutto psicologicamente, e uccidere nei modi peggiori anche chi non meriterebbe di fare una brutta fine (tranne Nicole. Quella è scema come un tacco e finire mangiata da uno squalo è un destino ancora troppo clemente per una così).
Siccome 47 Metri - Uncaged è un film che vive praticamente della sua breve durata e dell'intrattenimento che offre durante la visione, tra una bestemmia di paura e l'altra, non è che mi sia granché soffermata sugli aspetti tecnici. In generale, mi è sembrato che Johannes Roberts e il direttore della fotografia Mark Silk abbiano fatto buon uso dell'illuminazione, utilizzando le luci anche in maniera creativa (per esempio quando, a un certo punto, spunta un segnalatore rosso lampeggiante) e, soprattutto, rendendo ogni scena chiara e comprensibile, anche nelle sequenze più concitate. Passando alle note dolenti, il regista si appoggia anche troppo spesso a jump scares banali, benché efficaci, e il film è privo di quell'eleganza che, invece, si può riscontrare in Primate, più d'atmosfera e curato (è anche vero che il budget di 47 Metri - Uncaged era la metà e il film è rimasto ben poco nelle sale, finendo quasi subito nel circuito dello streaming o dei DVD). Anche le attrici protagoniste non sono granché. La sceneggiatura cerca di farci affezionare a Mia in quanto vessata dalle compagne di scuola ed ignorata dalla sorellastra, ma il personaggio è talmente labile che neppure Sophie Nélisse si impegna a portare a casa una performance che non sia meramente fisica. In virtù di questo, la scena finale, che dovrebbe essere la giusta rivincita morale di Mia nei confronti della ragazza che l'ha bullizzata, risulta ridicola e forzata, ma c'è chi potrebbe dire la stessa cosa di tutta la parte che segue i superstiti fuori dal tempio, il trionfo della suspension of disbelief. Siccome, però, io mi sono molto divertita, non rientro nel novero di queste persone incapaci di godersi il binomio morte & distruzione portato da un branco di squali e vi consiglio di tenervi 47 Metri - Uncaged per le calde serate estive e una necessaria iniezione di leggerezza. Sempre che non siate claustrofobici, ça va sans dire.
Del regista e co-sceneggiatore Johannes Roberts ho già parlato QUI.
Sophie Nélisse interpreta Mia. Canadese, ha partecipato a film come Monsieur Lazhar, Storia di una ladra di libri e a serie quali Yellowjackets. Ha 26 anni e un film in uscita, l'imminente Whistle.
Sistine Rose Stallone, che interpreta Nicole, è la figlia di Sylvester Stallone. 47 Metri - Uncaged, pur non essendovi legato in alcun modo, segue 47 Metri, quindi, se vi fosse piaciuto, recuperatelo e aggiungete Lo squalo, Paradise Beach - Dentro l'incubo e Dangerous Animals. ENJOY!




































