Oggi purtroppo devo parlare di una cocente delusione, ovvero Ice Cream Man, diretto e co-sceneggiato dal regista Eli Roth.
Trama
In una pacifica cittadina arriva un gelataio, che trasforma i bambini in demoni assassini pronti a sterminare tutti gli adulti.Recensione
Ice Cream Man era uno degli horror che aspettavo di più quest'anno. Come ben sa, infatti, chi segue questo blog da anni, ho sempre voluto molto bene a colui che affettuosamente chiamavo "cialtronetto", Eli Roth. Ho apprezzato, in misura maggiore o minore, tutti i suoi lavori, persino quell'Aftershock da lui prodotto, che aveva disgustato praticamente qualsiasi spettatore. Ma Ice Cream Man è probabilmente il nadir della sua carriera, una roba vergognosa anche solo da proporre. E non lo dico per il tema trattato, eh. Il filone dei bambini omicidi è uno di quelli che preferisco, all'interno dell'horror, e dai trailer Ice Cream Man prometteva di essere un'aggiunta coi fiocchi, sanguinosissima e sfacciata. La trama non è altro che un pretesto per mostrare una sequela ininterrotta di efferatezze, ma questo me lo aspettavo fin da subito; quello che non mi sarei mai aspettata è che Roth non azzeccasse il tono della narrazione. Avrei detto che avrebbe gettato tutto in supercazzola, e in parte ciò è vero, perché il film vuole essere molto ironico. Il problema, è che trattasi di "ironia" cretina, interamente basata su dialoghi imbarazzanti nella loro smania di trasformarsi in battute. I dialoghi e gli atteggiamenti dei protagonisti, invece di creare uno scioccante contrasto con le immagini efferate che passano sullo schermo, completandole e rendendole ancora più efficaci, sembrano correre su un binario parallelo, e l'impressione d'insieme è quella di avere di fronte una deprimente scollatura. Peggio ancora, il film non risulta mai inquietante o anche solo "disturbante". Per tirare in ballo l'opera omonima ingiustamente nominata in quasi tutte le recensioni online, "disturbante" era un aggettivo che calzava alla perfezione all'Ice Cream Man originale, che noi conosciamo come I gusti del terrore. Benché diretto e recitato col culo, I gusti del terrore risultava efficace (e ad oggi è indimenticabile) perché ogni sequenza era permeata da un'atmosfera malata, sporca, sbagliata, che rendeva difficile prevedere quale direzione avrebbe preso il film. Il nuovo Ice Cream Man, invece, sorprende solo sul finale (con un ennesimo scarto di registro, una botta di serissima crudeltà gratuita che lascia lo spettatore lì, come un aratro nel maggese, e sembra un aggiunta posticcia, un ripensamento atto a cancellare tutta la stupidità che la precede), per il resto procede regolare, limitandosi ad alzare progressivamente il livello di violenza e assurdità degli omicidi commessi dai bambini, e cercando di emulare i vari Terrifier di Leone. E qui passiamo al vero problema di Ice Cream Man, quello che mi impedisce di salvarlo e mi fa anche un po' (tanto) incazzare.Ice Cream Man è brutto. Lo è a livello di effetti speciali in primis, là dove, appunto, i Terrifier di Leone sono un trionfo di perizia artigianale. Quasi tutti gli omicidi dei bambini sono stati palesemente realizzati con la CGI, o girati e poi montati in modo che i pargoli non avessero, giustamente, da dover davvero presenziare a scene così agghiaccianti, e questo lo capisco, giuro, ma quello che mi sconcerta è che si veda com'è tutto finto e mal gestito in post produzione. Per quanto efferate, le mutilazioni che i bambini infliggono agli adulti sono insapori, non provocano disgusto, sono poco più realistiche di quelle schifezze pixellate viste l'anno scorso in The Toxic Avenger. E fosse solo questo. Non bastasse un omaggio a Hitchcock rovinato da un'azione velocizzata al computer in post produzione, c'è tutta la questione dell'IA generativa. Con tutti i soldi e il prestigio di cui dispone Eli Roth, che un regista debba abbassarsi, per nient'altro che pigrizia, a farsi creare degli orrendi cartoni animati e degli ancor più orrendi flashback dall'intelligenza artificiale, gli meriterebbe di venire sputato e deriso da tutta la comunità horror. In pratica, a un certo punto del film si scopre che i bambini non vedono ciò che fanno realmente, ma sono come presi in un sogno a cartoni animati che loro ricreano nella realtà. Ecco, un regista capace e fantasioso avrebbe dovuto chiamare dei veri animatori o, in mancanza di artisti disponibili, avrebbe potuto ovviare con qualche inserto in bianco e nero anche trash, con pupazzoni, prop finti come i soldi del monopoli, dettagli inquietanti all'interno di un set apparentemente normale, insomma, modi ce ne sarebbero stati a iosa. Invece, Roth ha preferito usare l'IA e ammorbare lo spettatore chiedendo a Chatgpt un filtro cartone animato anni '50. E, non pago, ha anche inserito tre bambini finti all'interno di un flashback talmente malfatto da ridefinire in meglio la definizione "AI Slop". Io non so cosa sia successo al regista Eli Roth, a parte l'essersi bevuto già da tempo il cervello come essere umano, ma spero rinsavisca in entrambi gli ambiti o altro che cialtronetto, boicotterò qualsiasi suo film futuro finché campo. Che schifo, ammisci.
Cast
Del regista e co-sceneggiatore Eli Roth, che inoltre interpreta Marty, ho già parlato QUI.- Ari Millen interpreta il gelataio. Canadese, ha partecipato a film come The Oak Room, Vicious Fun, Undertone e a serie quali 11.22.63. Anche produttore, ha 44 anni e un film in uscita.







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