domenica 18 agosto 2019

Fast & Furious - Hobbs & Shaw (2019)

Spinta da un trailer tamarro e dalla presenza di attori molto graditi, prima di partire per le ferie sono corsa a vedere Fast & Furious - Hobbs & Shaw (Fast & Furious Presents: Hobbs & Shaw), diretto dal regista David Leitch.


Trama: la presenza di un virus mortale, voluto a tutti i costi da un'organizzazione in grado di creare superuomini, costringe l'enorme Hobbs e l'elegante Shaw a una difficile collaborazione.


Disclaimer: non ho mai sopportato Fast & Furious, così, a pelle, quindi non ho mai visto un singolo episodio della saga. Ciò mi ha portato a spoilerare spiacevolmente UN aspetto del film su Facebook, cosa che cercherò di non ripetere qui (quindi saltate l'elenco degli interpreti, grazie) benché, di fatto, non abbia idea di cosa sia presente sia in Fast & Furious che in Hobbs & Shaw, spin-off della saga. Generalmente parlando, posso dire che Hobbs & Shaw è una simpaticissima tamarrata tirata anche troppo per le lunghe, il cui pregio principale è la contrapposizione tra i due personaggi, il gigantesco, palestrato (ma con un cervello che è un brillante!) Hobbs e il ladro ex spia ex killer ex tutto Shaw, contrapposizione sottolineata da un odio atavico capace di generare le migliori battute e spiritosissimi botta e risposta oltre che di far procedere la trama su più livelli, almeno un paio paralleli; entrambi i protagonisti hanno problemi di famiglia, entrambi hanno un passato di cui vergognarsi, entrambi sono ai limiti della legalità, quindi diciamo che hanno più cose in comune di quanto non vogliano ammettere, il che li rende una squadra perfetta. Per le mani, neanche a dirlo, la più classica delle minacce globali, un virus capace di annientare l'umanità in una settimana, creato in laboratorio da un'organizzazione talmente segreta che al confronto la MAD del Boss Artiglio era una baracconata. L'organizzazione in questione, molto darwinianamente, punta a eliminare i deboli con qualunque mezzo, consentendo ai forti di prosperare e dando loro anche una discreta mano in termini di impianti cibernetici. Ecco dunque, come dal trailer, la pericolosa presenza di un Idris Elba in versione "Superman nero", pronto a spaccare culi, muri, macchine, porte, maniglie, cani, mondi senza apparentemente subire i colpi proibiti di Hobbs & Shaw, i quali potrebbero tranquillamente sputare in un occhio a John Wick e all'Atomica Bionda, due nomi fatti non a caso visto che David Leitch è il regista di entrambi i film e si vede. Le scene action sono delle sboronate mai viste, sia per quanto riguarda il corpo a corpo che per quanto riguarda, neanche a dirlo, gli inseguimenti in macchina, le esplosioni, i disastri aerei e qualunque altra cosa tamarrissima possa venirvi in mente, e ovviamente è tutto girato, montato e fotografato alla perfezione, così che lo spettatore non possa perdersi nemmeno una scintilla o una goccia di sangue (poco, a onor del vero).


Il GROSSO problema di Hobbs & Shaw, invero più grande della stazza di The Rock, è che è tutto talmente telefonato da far pietà (e fin qui, non mi aspettavo nulla di più da un film del genere, lo ammetto) e dotato di una morale così dolciotta da far sputare sì i denti ma non per i pugni, bensì per la carie mista a diabete. L'elogio finale della Famiglia a braccetto con " le macchine sono belle ma gli esseri umani sono meglio, gli amici sono meglio, la famiglia è meglio, quindi vinceremo sempre noi, to', sucamillo!", preceduto dagli sproloqui monotoni e ripetitivi di un Idris Elba che riusciva ad essere più profondo come Heimdall e persino come Roland Deschain (oddio...!) e che a tratti risulta più petulante del Dr. Male è qualcosa di talmente fuori contesto da far cadere i marroni. Privare della grinta due potenziali antieroi e trasformarli in due orsottoni del cuore che sull'isola di Tulla scoprono di volersi proprio tanto tanto bene è probabilmente il più grande autogol del film e priva di pathos zamarro una delle sequenze potenzialmente più sborone del film, alla quale sono arrivatà, ahimé, con gli occhi semichiusi dopo un primo tempo esaltante. Operazione non completamente riuscita quindi, peccato, anche se Dwayne Johnson è sempre una gioia per gli occhi, la bionda Vanessa Kirby è tosta quanto basta e ci sono un paio di guest star che da sole valgono il prezzo del biglietto. Unico appunto, Jason Statham. Sempre a suo agio in questi ruoli di duro che non deve chiedere mai, eh, peccato che sia nato col sembiante di Bruce Willis già vecchio e che manchi completamente del fascino giovanile del buon Bruno. Ah, ci fosse stato Bruccino a limonarsi il pucchiaccone ispano-russo e a fracassare bottiglie di champagne in testa ai cattivi, il mio cuore sarebbe rimasto sul pavimento della sala. Oh, e non alzatevi prima della fine dei titoli di coda, a meno che non abbiate ancora finito di vedere l'ultima serie de Il trono di spade; in tal caso, fuggite perché uno dei personaggi vi spoilererà pesantemente l'episodio finale.


Di David Leitch, che interpreta anche uno dei piloti della ETEON, ho già parlato QUI. Dwayne Johnson (Hobbs), Jason Statham (Shaw), Idris Elba (Brixton), Helen Mirren (Queenie), Eddie Marsan (Professor Andreiko), Cliff Curtis (Jonas), Ryan Reynolds (Locke) e Kevin Hart (Air Marshall Dinkley) li trovate invece ai rispettivi link.

Vanessa Kirby interpreta Hattie. Inglese, ha partecipato a film come Questione di tempo e a serie quali Grandi speranze e The Crown. Anche produttrice, ha 31 anni e un film in uscita.


Eiza Gonzales interpreta Madame M. Messicana, ha partecipato a film come Jem e le Holograms, Baby Driver - Il genio della fuga, Alita - Angelo della battaglia e a serie quali Dal tramonto all'alba - La serie. Ha 29 anni e tre film in uscita.


Pare che Dwayne Johnson abbia provato ad avere Jason Momoa nel ruolo di uno dei fratelli di Hobbs ma l'attore era troppo impegnato per partecipare; in compenso, nella famiglia di Hobbs spunta il wrestler Joe "Roman Reigns" Anoa'i, nella realtà cugino di Dwayne Johnson. Nulla di fatto anche per Keanu Reeves, che ha rinunciato a dare la voce al boss senza volto della ETEON, doppiato in originale da Ryan Reynolds sotto pseudonimo. Detto questo, se Hobbs & Shaw vi fosse piaciuto recuperate per intero la saga di Fast & Furious e aggiungete quella di John Wick, Atomica Bionda e anche i due Deadpool. ENJOY!

venerdì 16 agosto 2019

Il (Gio)WE, Bolla! che vorrei (16/8/2019)

Se tutto va bene, ché quest'anno la sfiga ci ha visto benissimo, oggi dovrei essere in viaggio per il Lake District ma in Italia qualcosa di bello da vedere dovrebbe esserci e quindi... cosa vorrei guardare se fossi a casa? ENJOY!

The Nest - Il nido
Film horror italiano, diretto da tal Roberto de Feo, dal trailer accattivante da morire. A Savona non penso uscirà ma non si sa mai.

Crawl - Intrappolati
Il ritorno alla regia di Aja, che una volta dove c'era lui c'era gioja poi s'è perso. Qui ci sono coccodrilli e catastrofi, una combo perfetta onde rinfrescarsi nelle ancor calde serate estive!

martedì 13 agosto 2019

Bollalmanacco On the Road: Liverpool, Manchester e il Lake District

Se tutto va bene tra poche ore dovrei partire per un giro estivo dell'Inghilterra, facendo tappa a Liverpool, Manchester e infine il Lake District. Anche questi luoghi sono stati toccati dalla magia del cinema ma ammetto che stavolta sono particolarmente ignorante in materia... ENJOY!

Sequestro pericoloso
Liverpool è teatro di film che non conosco minimamente, ben tre sono quelli più citati dai vari siti che ho consultato. Debutto del regista Stephen Frears, Sequestro pericoloso racconta la storia di un comico con velleità di detective e mostra luoghi di Liverpool che ormai sono andati perduti da tempo.


Voci lontane... sempre presenti
Film che sarebbe interessante recuperare, racconta la vita di una famiglia proletaria di Liverpool tra gli anni '40 e i '50, con un'attenzione particolare alla musica popolare, Beatles compresi. Diviso in due parti, la seconda è stata girata, con lo stesso cast, a due anni di distanza dalla prima.


Nowhere Boy
Potevo non citare i Beatles almeno una volta? Giammai! Ecco un film sull'adolescenza di John Lennon, interpretato da Aaron Taylor-Johnson e diretto dalla futura moglie Sam Taylor-Wood (conosciuta proprio sul set).


Shakespeare a colazione
Passiamo al Lake District, che  ha offerto i suoi meravigliosi paesaggi per luoghi fantastici ed evocativi quali quelli mostrati in Star Wars - Il risveglio della forza, Biancaneve e il cacciatore e Crimson Peak. In Shakespeare a colazione, terribilmente ironico e amarissimo, da vedere almeno una volta nella vita, il protagonista Withnail cerca di procurarsi del pesce con un fucile e la scena si svolge proprio in Cumbria.


28 giorni dopo
Sempre nella Regione dei Laghi, i protagonisti del film di Danny Boyle si rifugiano per fuggire dall'apocalisse zombie.


Non si deve profanare il sonno dei morti
Torniamo a parlare di zombie spostandoci a Manchester. Non c'è verso, infatti, per il protagonista di questo assurdo, divertentissimo film, di raggiungere la Cumbria, bloccato da zombie famelici risvegliati dal veleno nel terreno.


Peterloo
Poteva mancare Ken Loach col suo ultimo film? Peterloo racconta la triste storia del massacro omonimo, quando nel 1819, a St. Peter's Field, la cavalleria ha disperso i rappresentanti di una manifestazione pacifica uccidendone moltissimi. St. Peter's Field ora è diventata St. Peter's Square e all'interno ci si può trovare anche la statua di Emmeline Pankhurst oltre a una croce che commemora il massacro.





domenica 11 agosto 2019

Il Bollodromo #69: The Boys - Prima serie (2019)

Prima della partenza, è giusto che parli della serie The Boys, tratta dalla serie omonima di Garth Ennis e Darick Robertson (purtroppo ci sono anche e soprattutto gli orripilanti disegni di altri disegnatori, ahimé, uno peggio dell'altro), disponibile su Prime Video e creata da Eric Kripke, Evan Goldberg e Seth Rogen.


Di cosa parla?
The Boys descrive un mondo in cui i "super" sono dei divi idolatrati dalla gente, protetti dalla potentissima multinazionale Vought che, di fatto, insabbia l'unica cosa davvero importante che bisognerebbe sapere dei cosiddetti supereroi: i super sono umorali, corrotti, maiali, assassini, psicopatici e pericolosi e pensano solo a fare soldi sfruttando il loro nome e il loro marchio, non certo a salvare la gente. Hughie assiste un giorno all'omicidio della fidanzata Robin, falciata da supereroe disattento e rifiuta i soldi che la Vought gli offre per comprare il suo silenzio. Questo attira l'attenzione di Billy Butcher, ex agente che verso i super cova un odio bruciante, il quale decide di prenderlo sotto la sua ala protettiva e scagliarlo contro la Vought.

Cose che mi sono piaciute
Di solito detesto quando cambiano molti degli aspetti delle opere d'origine ma in questo caso, giocando di lima e sottrazione, The Boys ci ha guadagnato. Il fumetto di Ennis infatti prende tutti gli aspetti grotteschi ed esagerati di Preacher, all'interno del quale sesso, sangue e perversione trovavano un miracoloso equilibrio, e li porta al parossismo, risultando fastidioso dopo i primi sfavillanti due o tre volumi. Nella serie televisiva, per fortuna, non è così. Certo, vengono mantenuti alcuni elementi chiave, come la "perdita dell'innocenza" di Starlight (aggiornata al #MeToo, con un discorso sul palco da applausi) e alcune perversioni dei super, ma la trama è più coesa, non ruota attorno alle scopate tra protagonisti o alla ricerca del disgusto fine a se stesso. Ho molto apprezzato anche i piccoli cambiamenti riservati ai protagonisti. Hughie non è così clueless come nel fumetto e l'interpretazione di Jack Quaid (oltre al cameo di Simon Pegg, fonte d'ispirazione dello Hughie cartaceo) è azzeccata così come quella di Karl Urban nei panni di Billy Butcher, anche se spesso il suo accento inglese mi faceva partire l'ormone impedendomi di capire alcunché. Che figo, santo dio. Ehm. Meravigliosi comunque tutti gli altri attori coinvolti, capaci di creare figure a tutto tondo perfettamente affini alle loro controparti cartacee: il Francese, la Femmina, il Patriota, A-Train e il ridicolo Abisso (oddio, il delfino ed Everybody Hurts!), per come sono stati caratterizzati, donano gioie sia agli amanti del fumetto sia a chi di The Boys non ha mai nemmeno sentito parlare.. e occhio alle guest star. Ce ne sono un paio da commuoversi. Furbissimo inoltre l'utilizzo della colonna sonora, uno degli aspetti della serie che più ho apprezzato.

Cose che non mi sono piaciute
Quel finale lì priva un certo personaggio di tutto ciò che, alla fine, è la raison d'etre del fumetto stesso. E quindi come cavolo la porteranno avanti la seconda stagione? Spero non si arrampichino sugli specchi come con Preacher (peggiorato di stagione in stagione e visto che i realizzatori sono gli stessi...), sarebbe davvero un peccato. Ah, e poi sì, manca Terrore. Quello un po' mi è dispiaciuto.

E quindi?
E quindi se vi piacciono le storie di supereroi ma quelli Marvel ormai vi hanno stufato, perché volete qualcosa di più "realistico", dissacrante, crudo e verosimile, specchio della triste realtà in cui viviamo, The Boys è la serie che fa per voi. Preparatevi a grasse risate e ancor più grossi shock, perché non guarderete più Capitan America con gli stessi occhi!




venerdì 9 agosto 2019

Hotel Artemis (2018)

Come ho scritto su Facebook, poiché debbo vergognarmi di non aver apprezzato in toto Midsommar ho deciso di tornare su film più terra terra e comprensibili anche dagli ignoranti come me. Ergo, domenica sono corsa al cinema per vedere Hotel Artemis, scritto e diretto nel 2018 dal regista Drew Pearce.


Trama: in una Los Angeles del futuro piagata da violentissime insurrezioni, un'infermiera gestisce l'Hotel Artemis, luogo dove i peggiori criminali vengono curati con metodi all'avanguardia.


Tanto è stato il trauma post-Midsommar, che persino questo Hotel Artemis mi è sembrato meno ignorante di quanto avrei preventivato e adesso mi sento in difetto a scriverne. Scherzi a parte, mi aspettavo una brutta copia di John Wick e dell'Hotel Continental dove i criminali vanno a far la bella vita o si rifugiano approfittando delle regole ferree della struttura (la prima, su tutte, è che non ci si può uccidere a vicenda all'interno dell'hotel), in realtà sia le regole dell'Artemis che le insurrezioni popolari all'interno di una Los Angeles in piena crisi idrica fungono da contorno per raccontare la storia dell'infermiera Thomas, donna piagata dalla vita e da un passato doloroso, chiusa all'interno di un hotel dotato di un regolamento rigidissimo poiché impossibilitata ad affrontare un esterno sregolato e pericoloso. All'interno dell'Artemis si intrecciano storie di varia umanità più o meno interessante e più o meno legata ai cliché del genere: se la bella e micidiale Nice, il vanaglorioso Acapulco e il pericolosissimo Re Lupo sono personaggi abbastanza monodimensionali utilizzati come meri strumenti per far proseguire la trama in una determinata direzione, altri come Waikiki e l'infermiere Everest (oltre alla stessa Thomas) offrono quel minimo di "approfondimento psicologico" che porta gli spettatori a considerarli più di carne da macello e a dispiacersi/interessarsi per il loro destino. In effetti, Hotel Artemis non è solo la sagra delle botte, anzi, di queste non se ne vedono nemmeno tantissime, almeno fino alla fine del primo tempo, mentre invece l'atmosfera è spesso malinconica e drammatica, forse grazie alla presenza di una Jodie Foster che ha palesemente preso a cuore il suo personaggio dandogli quella dignità che altre avrebbero trasformato in ridicolo involontario.


Drew Pearce, al suo semi-esordio dietro la macchina da presa dopo parecchie prove come sceneggiatore, sceglie di non sbragare come farebbero i novellini entusiasti ma si mantiene comunque nel decoro di una sceneggiatura "tranquilla" e piacevole, a modo suo, e di una regia che valorizza al meglio gli ambienti decadenti e anche un po' kitsh dell'Hotel Artemis; al montaggio, per fortuna, le poche botte non vengono sacrificate né rese confuse e in generale si ha l'impressione che l'intero reparto visivo di Hotel Artemis sia stato curato da gente che sa fare il suo mestiere. Cosa che, per inciso, vale anche per gli altri attori che affiancano Jodie Foster, salvo un paio di eccezioni nelle quali rientra, porca misera, un Zachary Quinto che tra il figlio scemo del boss e il vecchio pederasta di N0S4A2 pare non azzeccare più un ruolo. Meravigliosi, invece, Dave Bautista e Sofia Boutella. Il primo si riconferma uno dei pochi manzi capaci di rendere riconoscibili i suoi personaggi tutti muscoli dotandoli di un cuore e un'anima sempre diversi, la seconda è semplicemente una macchina da guerra sexy da morire e meriterebbe di comparire in ogni film che preveda anche un singolo pugno (o calcio) dato da una bella fanciulla a rozzi e sacrificabili henchmen. Si può dire dunque che Hotel Artemis meriterebbe la visione anche solo per vederli all'opera ma alla fine è l'intero film a confermarsi godibile e meno stupido di quanto sembrasse dal trailer. Dategli una chance, se vi va.


Di Jodie Foster (Infermiera Thomas), Sofia Boutella (Nice), Jeff Goldblum (Niagara), Brian Tyree Henry (Honolulu), Zachary Quinto (Crosby Franklin), Charlie Day (Acapulco), Dave Bautista (Everest) e Kenneth Choi (Buke) ho parlato ai rispettivi link.

Drew Pearce è il regista e sceneggiatore della pellicola, alla sua prima prova con un lungometraggio. Anche produttore e attore, ha 44 anni.


Sterling K. Brown interpreta Waikiki. Americano, ha partecipato a film come Black Panther, The Predator e a serie quali E.R. Medici in prima linea, Alias, Supernatural, Medium, American Crime Story; come doppiatore ha lavorato in Robot Chicken. Anche produttore, ha 43 anni e tre film in uscita tra i quali Frozen II - Il segreto di Arendelle.


Jenny Slate interpreta Morgan. Americana, ha partecipato a film come Venom; come doppiatrice ha lavorato in Zootropolis, Pets - Vita da animali, LEGO Batman - Il film, Cattivissimo me 3, Pets 2: Vita da animali e serie come Adventure Times, Muppet Babies e I Simpson. Anche sceneggiatrice e produttrice, ha 37 anni e due film in uscita.


Se il film vi fosse piaciuto recuperate la trilogia di John Wick, Atomica bionda e Polar. ENJOY!


giovedì 8 agosto 2019

(Gio)WE, Bolla! del 8/8/2019

Buon giovedì a tutti! La settimana prima di ferragosto prevede l'uscita di UN solo film a Savona... e che film!! ENJOY!

Fast and Furious - Hobbs & Shaw
Reazione a caldo: YEEH!!
Bolla, rifletti!: Mi vanto di non aver MAI e dico MAI, neverever, guardato un film della saga Fast & Furious. Vin Diesel mi sta sulle balle, le macchine mi annoiano, c'è tamarreide e tamarreide. Appunto per questo non vedo l'ora di gustarmi questo spin-off: The Rock, Jason Statham e soprattuttamente quel grandissimo figo di Idris Elba in versione cattivissimo uomo indistruttibile. aDDoro.

martedì 6 agosto 2019

La casa 5 (1990)

La Notte Horror di oggi si è aperta due ore fa con So cos'hai fatto, di cui ha parlato Cannibal Kid, e prosegue con una doverosa trashata, o meglio, una "fragassata", il che è anche peggio: beware La casa 5, diretto e co-sceneggiato nel 1990 dal regista Clyde Anderson, al secolo Claudio Fragasso!


Trama: un prete e la sua famiglia vengono invitati a dimorare in una casa che nasconde un bell'ingresso per l'inferno, con tutto ciò che ne consegue...


Ma cosa diavolo mi è venuto in mente? Come ho potuto andare "a naso" e richiedere La casa 5 ai miei compagni horroromani pensando fosse Witchcraft (David Hassellhoff, Linda Blair, halloo-ooo?) quando invece trattasi di fragassata delle peggiori? Vabbé, ormai è andata e la combo trashcultoboozyhorror ce la teniamo per la Notte Horror del 2020, nel frattempo parliamo un po' de La casa 5. Che è brutto, di quella bruttezza lassista e noiosa che obiettivamente non fa nemmeno sbellicare dalle risate grazie ai dialoghi (anche se "Ti ho stirato la Bibbia" è abbastanza pregevole come cretinata) e si limita ad essere un collage venuto male di film ben più blasonati e famosi. Abbiamo dunque una casa à la Amityville Horror, dove il massimo della paura, almeno finché non subentrano citazioni da L'aldilà fulciano, è avere radio che si accendono e ci saltano addosso in cucina o la versione nera del sadopapero di Kinski in Fruits of Passion (e nessuno meglio di me può capire quanto è terrificante l'idea che il fantasma di Kinski possa comparire in camera a far le peggio cose su un papero/cigno di legno...) nella stanza dei bambini. Poi, a un certo punto, gli sceneggiatori si sono accorti di avere per le mani una bambina praticamente identica a Heather O'Rourke e decidono di proseguire anche un po' con Poltergeist, il tutto prima che Fulci, nel frattempo stracitato a man bassa assieme alla sequenza in cui Freddy Krueger si porta via gli studenti sul bus, si unisca a Friedkin e generi l'esorcismo più raffazzonato del pianeta Terra, a base di "nel nome di Cristo io ti esorcizzo" ripetuto almeno una ventina di volte da due preti che, vabbé. E' proprio la base ad essere sbagliata. Come diamine fa un prete posseduto ad esorcizzare qualcuno? Non dovresti chiamare l'arcivescovo di Constantinopoli a disarcivescovizzesorcizzarti a sua volta? Invece no perché ne La casa 5 tutto nasce dall'incoolada di un altro prete, il quale prende il povero Padre Peter, ammogliato e con prole, e gli dice "bella zio, guarda, ti regalo una CASA!" senza dirgli che la suddetta è infestata perché "un prete deve trovare la forza nella famiglia per sconfiggere il male". Sì ma dimmelo, maledetto pedoprete, che evito di portare moglie e figli in una casa zeppa di streghe e adoratrici del demonio morte male!


Che poi, queste streghe o quel che sono, sataniste o non so che, sono le uniche cose belle del film, hanno un make up simpatico, soprattutto quella povera crista che funge da boss, già bruttarella struccata. A onore del vero ci mette dell'impegno anche David Brandon, alias Padre George, prete sudatusso ed ubriacone che non riesce a liberarsi dallo sguardo biasimevole di orridi ed inespressivi bambini-fantasma; purtroppo per lui prendere sul serio un sacerdote posseduto con riserva, che sul finale diventa anche un po' Mitch Pileggi in Sotto Shock, è praticamente impossibile, soprattutto se il ruolo di "eroe" (o di cogl*one, per citare Lino Banfi) se lo ritaglia il vecchio pretacchione nominato poco sopra, a cui basta dire due cretinate a distanza di sicurezza (più o meno 100 km) per esorcizzare l'esorcizzabile senza un perché. Ma non potevi farlo prima, scusa, invece di mettere in pericolo gente innocente? Mah. E "mah" anche a tutto il resto, a partire dal bambino roscio già sfruttato in Trolls 2 passando per la biondina inespressiva già cicciata fuori in uno dei millemila Venerdì 13, punte di diamante di un cast svogliato e mal doppiato (tra l'altro sentire parlare il prete con la voce di Fox Mulder fa male, male, male da morire), costretto per buona parte del film a fissare un buco nel muro da cui escono luce e vapore, tanto da venire denominato, a un certo punto, PHON. Giuro. "Devo farmi asciugare i capelli quindi vado dal buco". E i genitori, il fratello maggiore, tutti i preti del circondario MUTI. Mi ammutolirò anche io, augurandovi non solo la buonanotte ma anche la fortuna di non incappare mai, nemmeno per sbaglio, in La casa 5.


Del regista e co-sceneggiatore Claudio Fragasso (come Clyde Anderson), ho già parlato QUI.

David Brandon interpreta Padre George. Irlandese, ha partecipato a film come Caligola: la storia mai raccontata, Deliria, Diaz - Don't Clean up This Blood e a serie come I Medici e Il nome della rosa. Anche sceneggiatore, ha 68 anni.


Pare che Linda Blair, già coinvolta in La casa 4, fosse stata interpellata per partecipare al film ma immagino abbia fatto una bella leva ai coinvolti. Ovviamente, La casa 5 non è uno dei seguiti ufficiali dei film di Raimi ma una delle "case" apocrife italiane, alle quali si sono aggiunte quelle create ad hoc dai titolisti italiani e se volete fare un excursus del fenomeno, magari bestemmiando perché manca la 6 (ah, l'ingenuità dei bambini dell'epoca!!), "occupata" indebitamente da La casa di Helen, recuperate La casa, La casa 2, La casa 3, La casa 4 e La casa 7, poi fatemi sapere, tolti i primi due, quale vi ha fatto più schifo! ENJOY!

Le altre puntate della Notte Horror Blog Edition le trovate qui:

La bara volante (Stuff, il gelato che uccide)
Malastrana VHS (Vivere nel terrore)
Il Zinefilo (L'albero del male)
Non c'è paragone (The Omen)
Stories (Scream)
La stanza di Gordie (American Gothic)
Malastrana VHS (Trucks)

E qui c'è il programma completo:



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