Trama: Joan, figlia di due immigrati cinesi, cerca disperatamente di integrarsi all'interno del liceo e ha il sogno di diventare reginetta della scuola. Dopo una serie di frustranti insuccessi, entra in contatto con la Ethnos, un centro medico che promette di risolvere tutti i suoi problemi di immagine...
"Slanted", in inglese, ha due significati. "Slant eyes" è un modo poco cortese, per non dire razzista, per indicare gli occhi a mandorla, mentre "slanted", oltre a poter venire tradotto come "inclinato", indica anche qualcosa di "fazioso", una sola faccia della medaglia. All'interno del film di Amy Wang, la parola del titolo contiene in sé entrambe le accezioni. La protagonista, infatti, è figlia di immigrati cinesi, nata e cresciuta in America, e patisce il suo aspetto diverso, che la relega ai margini della scuola assieme a chiunque non sia bianco e la rende comunque vittima di bullismo e pregiudizi, oltre ad impedirle di raggiungere il suo sogno di bambina, quello di diventare reginetta della scuola. La seconda traduzione di "slanted" indica invece il punto di vista fazioso di ciascuno dei protagonisti del film, che genera una serie di incomprensioni legate alla mancanza di comunicazione, e porta all'inevitabile tragedia. Joan è condizionata dalla società prevalentemente bianca che la circonda. I bianchi sono ricchi, hanno i privilegi, possono passeggiare sereni per strada senza essere malvisti; il suo ideale è la ragazza bionda incoronata reginetta della scuola quando lei era solo una bambina, un'immagine che si è cristallizzata nella sua memoria fino a renderla un obiettivo totalizzante. Siccome Slanted è innanzitutto un body horror, a un certo punto Joan ottiene ciò che desidera, grazie alle miracolose operazioni chirurgiche della Ethnos. Attenzione, però: tornando alla visione "slanted" della realtà di cui sopra, la Ethnos non è una mostruosa macchina sforna-bianchi gestita da esponenti della razza ariana, bensì il frutto della frustrazione di persone di colore che vedevano il loro posto all'interno della società usurpato da bianchi meno capaci. Al grido di "bianco è bello", la Ethnos concede ai suoi clienti la gioia di omologarsi, cancellando con un colpo di spugna tutto ciò che è legato alle loro radici e alla loro cultura, annullando ogni diversità e creando, di fatto, dei cloni. Essendo Joan una ragazzina, ovviamente non capisce in maniera conscia le mostruose implicazioni di una cosa simile, ma è il suo corpo a parlare per lei, a dare voce a qualcosa che i suoi genitori hanno già capito ma che, sempre per quella visione unilaterale del mondo, non riescono a comunicarle se non attraverso un'impressione di arretratezza, di rifiuto dell'America, di imbarazzo.
A fronte di quanto sopra, la definizione di horror comedy che spesso si trova in giro sul web, in riferimento a Slanted, è quantomai imprecisa. E' vero che alcune dinamiche, soprattutto all'inizio, sono simili a quelle delle commedie liceali a base di queen bees e outsiders, e che la Ethnos ha delle connotazioni volutamente surreali e grottesche, ma ciò che accade a Joan è triste e angosciante. L'orrore vero non è il progressivo deteriorarsi delle condizioni del volto di Joan/Jo, ma quello del rapporto tra lei e i genitori, o con l'unica amica di origini indiane, e la consapevolezza che esaudire il suo desiderio d'infanzia l'ha privata delle cose più importanti, l'unicità in primis. Amy Wang, probabilmente, ha affrontato l'argomento con la delicatezza derivata dall'esperienza diretta, forse anche per questo il body horror non è così esplicito, ma ricerca un'espressione più legata ad una dimensione psicologica. Per quanto riguarda le due attrici che interpretano Joan e la sua versione bianca, Jo, sono entrambe bravissime, sia Shirley Chen, che non conoscevo, sia la beniamina dell'horror Mckenna Grace. A quest'ultima, in particolare, viene affidata la non facile interpretazione di un'asiatica nel corpo di una bellissima ragazza dotata di tutti i tratti somatici per essere accettata e amata in società, con tutto ciò che ne consegue in termini di linguaggio corporeo, tra nervosismo accentuato e sguardi intimiditi che si alternano ad atteggiamenti spavaldi che risultano quasi forzati. Anche il cast di supporto è molto valido, in primis i genitori di Joan, ai quali Amy Wang riserva i momenti più malinconici, soprattutto verso il finale, che mi ha messo un groppo in gola difficile da mandare giù. Lontano dalla "rozzezza" di Grafted ma assai simile per tematiche, Slanted è l'horror ideale se siete ancora alle prime armi nel genere e non siete ancora pronti per un assalto gore come quello di The Substance, perché è delicato ma anche intelligente, nonché molto onesto nei confronti dello spettatore. Cercatelo, perché è davvero carino!
Di Mckenna Grace, che interpreta Jo Hunt, ho già parlato QUI.
Maitreyi Ramakrishnan, che intepreta Brindha, è comparsa nell'ultima stagione di The Boys come Countess Crow. Se Slanted vi fosse piaciuto recuperate i già citati The Substance e Grafted. ENJOY!


































