Trama: dopo la morte del figlio maggiore, i familiari e la giovane vedova si riuniscono nella vecchia casa di famiglia, in mezzo ai boschi, ma vengono attaccati da una forza maligna...
Sembra che il fil rouge delle nuove "case", almeno finora, sia la famiglia più o meno disfunzionale. In Evil Dead Rise c'erano Ellie e i suoi bambini, ai quali si aggiungeva la sorella "perduta" Beth, la quale intraprendeva un percorso che la portava responsabilizzarsi ed assumere un ruolo di guardiana e protettrice, se non di madre. La famiglia di Ellie, con tutti i suoi problemi, era adorabile, e lo spettatore subiva il profondo dolore di vederla violata e distrutta nel peggiore dei modi per mano degli spietati deadites della saga. Questo dolore, ne La Casa: Il rogo del male (che per comodità chiamerò da qui in poi col titolo originale), non si prova nemmeno per un secondo, perché la famiglia protagonista meriterebbe un horror-thriller a parte proprio per i meccanismi perversi che la muovono. La famiglia Price è un'istituzione traballante all'interno della quale mamma Susan, provata dall'assenza del padre e dalla morte della sorella, si è annullata per rispondere ai bisogni di tutti: un marito dotato della gamma emotiva di un comodino stronzo, un figlio merda ma portato in palmo di mano in quanto primogenito, un secondo figlio ameba e inconcludente, la "pora" nonna con l'Alzheimer che le ha fatto schizzare la cattiveria a livello 3000. Se Thya, fidanzata del secondogenito, è stata più o meno accettata proprio in virtù dell'"inutilità" del ragazzo, Alice è stata invece additata come la stronza, per di più francese, che ha portato via il primogenito dalle braccia di mammà e non ha fatto ciò per cui veniva sopportata a malapena: sfornare un bel nipotino. La famiglia Price (colpo di genio chiamare il patriarca "Benjamin" ma, a dimostrazione di quanto io sia vecchia, c'è da dire che in sala ero l'unica che è scoppiata a ridere) è, in poche parole, un manuale di relazioni tossiche ambulante, e all'arrivo dei deadites non si piange come ai tempi di Evil Dead Rise, ma si prega con fervore affinché questi maledetti vengano macellati nel minor tempo possibile. Le uniche che non viene voglia di vedere morte sono Thya ed Alice, ovviamente. Alla seconda, in particolare, la sceneggiatura chiede di caricarsi sulle spalle il peso di una felicità di facciata che nasconde traumi matrimoniali irreparabili, un fantasma (o un demone?) di violenza e soprusi che è il prezzo da pagare per la tranquillità di tutti, per continuare a fingere che tutto sia perfetto, e che viene esternato in tutto il suo reale marciume quando i deadites trasformano i Price in quello che sono realmente: dei demoni bugiardi e affamati del dolore altrui, niente di più, niente di meno. Qui, forse più che negli altri film della saga, la possessione dei deadites viene trattata come un virus latente che tira fuori l'orrore già esistente all'interno delle persone, un fuoco dell'inferno che consuma da dentro e brucia, irreparabilmente, anche gli altri.
Per il resto, il "burn" del titolo si traduce, principalmente, in capacità pirocinetiche che farebbero finire il film nel giro di dieci minuti, se non fosse che i deadites le usano solo quando fa loro comodo, e in un finale che non rende giustizia a tutto il delirio precedente, ma forse questo è un mio bias, visto che a mostri fiammeggianti in CGI preferisco il sano, vecchio ed agghiacciante trucco prostetico. Nulla da dire, invece, a tutto ciò che viene prima. Sébastien Vanicek era stato notato da Raimi proprio grazie a Vermin, che gli ha fatto ottenere appunto la regia di Evil Dead Burn. Per quanto mi riguarda, Vanicek non ha tradito le aspettative. Il francese gira come se fosse indemoniato lui stesso e spara a mille tutto ciò che aveva reso Vermin così ansiogeno e dinamico, coadiuvato da un montaggio pazzesco: piani sequenza ripresi da punti di vista insoliti, ambienti ristretti dove la cinepresa sembra riuscire ad infilarsi in ogni dove, così che lo spettatore non perda nemmeno un dettaglio di ciò che sta accadendo, giri di macchina a 360 gradi, l'immancabile soggettiva veloce del demone che si abbatte sui malcapitati. Senza scomodare la new french extremity (Evil Dead Rise era altrettanto dettagliato e stomachevole e il regista è ben lontano dal cupo, reiterato pessimismo dei suoi conterranei dell'epoca), Vanicek ci dà dentro anche col gore e coi dettagli disgustosi, indugiando in un paio di automutilazioni talmente ostentate da risultare grottesche, ma dimostra di avere imparato anche la lezione argentiana per cui ciò che fa davvero accapponare la pelle è mostrare scene di dolore "plausibile", legato a incidenti che potrebbero accorrere anche nella realtà. Come buona parte dell'horror moderno, inoltre, Evil Dead Burn si avvicina più alle atmosfere della prima Casa di Raimi. Ciò significa che il film non è privo di momenti anche esilaranti, quasi tutti legati alla natura meno che solenne della morte o della vecchiaia (la scena del funerale è emblematica), ma non travalica mai nell'assurdo o nel nonsense, neppure quando la furia e la loquacità dei deadites si scatenano in tutta la loro gloria. Mi ritengo dunque molto soddisfatta di questo Evil Dead Burns. Non è ai livelli del film di Cronin, ma è una dignitosa aggiunta a un franchise che non manca mai di regalare gioie, nemmeno dopo 45 anni.
Del regista e co-sceneggiatore Sébastien Vanicek ho già parlato QUI.
Souheila Yacoub, che interpreta Alice, era nel cast di Climax mentre Tandi Wright, che interpreta Susan, era la madre di Pearl nell'omonimo film; Hunter Doohan, ovvero Joseph, interpretava invece Tyler nella serie Mercoledì. Pur essendo fruibile da solo senza alcun problema, La Casa: Il rogo del male è direttamente collegato a La casa - Il risveglio del male (rimanete in sala fino alla fine dei titoli di coda!) e, ovviamente, è legato a La casa, La casa 2, L'armata delle tenebre, La casa del 2013 e alla serie Ash vs. Evil Dead, tutte cose che vi consiglio di recuperare se il film di Vanicek vi è piaciuto e nell'attesa che esca Evil Dead: Wrath nel 2028. ENJOY!


































