La settimana scorsa, scansando il pericolo influenze e un po' di sfighe all'orizzonte, sono riuscita a salire tre giorni a Torino per il Tohorror Fantastic Film Fest, ormai giunto alla ventitreesima edizione. Il tema di quest'anno era C’era una volta il cyberpunk e molti spettatori hanno avuto la fortuna di godersi opere miliari come Tetsuo e il suo seguito su grande schermo; inoltre, chi è riuscito a fermarsi fino a domenica ha avuto anche l'onore di guardare un documentario a cui tenevo molto, King on Screen, e un film che mi interessava parecchio, Trim Season (purtroppo sono dovuta correre a casa e ho mancato entrambi). Mio malgrado, ho perso anche Best Wishes to All, il vincitore del premio del pubblico, perché era proiettato in contemporanea a un altro film su cui puntavo moltissimo, in compenso è successo un piccolo miracolo, ovvero ho apprezzato parecchio il vincitore del premio della giuria lungometraggi, cosa che non accadeva da qualche anno. Complessivamente, è stata di nuovo un'esperienza bellissima e interessante, quindi ringrazio gli organizzatori di questo amatissimo festival, per la cura con cui scelgono programmazione ed eventi "collaterali" e per la palese passione che ci mettono annualmente. Aspettando con incuriosita trepidazione di sapere quale sarà il tema del prossimo ToHorror e approfittando di Halloween, vi lascio con un piccolo riassunto delle visioni di questa edizione, con attenzione particolare ai film da tenere d'occhio o da recuperare! ENJOY!
martedì 31 ottobre 2023
Visioni dal ToHorror Fantastic Film Fest 2023
Les Chambres Rouges (Pascal Plante, 2023)
venerdì 27 ottobre 2023
Killers of the Flower Moon (2023)
mercoledì 25 ottobre 2023
Saw: Legacy (2017)
Non me lo sarei mai aspettata ma sono arrivata alla fine! Oggi parliamo di Saw: Legacy (Jigsaw), diretto nel 2017 dagli Spierig Brothers.
Trama: dieci anni dopo la morte di John Kramer, i giochi di Jigsaw ricominciano...
Al momento in cui scrivo queste righe non ho ancora visto Saw X, quindi redigerò il post come se Saw: Legacy fosse l'ultimo film della serie. Per questo motivo, vi confesso, non saprei davvero cosa scrivere di diverso rispetto alle altre volte, e forse è questo il problema che si sono trovati davanti gli sceneggiatori e i registi di Saw: Legacy. Voglio dire, Saw 3D aveva chiuso il cerchio, magari in maniera un po' goffa, di una gigantesca serie di indizi, twist e personaggi ricorsi nel giro di quasi un decennio, quindi cos'altro rimaneva a Saw: Legacy, se non ricominciare da capo? Il nuovo inizio, però, si ritrova a riproporre pedissequamente gli schemi dei film precedenti, non solo a livello di struttura (ci sono persone più o meno colpevoli di qualcosa, che devono sopravvivere al gioco di Saw seguendo le regole, ma grazie al piffero) ma anche per il modo in cui cerca di gabbare lo spettatore e portarlo ad avere determinate convinzioni, in un whodunnit abbastanza pigro culminante in un (non) twist improbabile che mi ha fatta saltare dalla poltrona urlando "mafffigurati!!". E infatti, maffigurati, per l'appunto, e va dato credito a Saw: Legacy di avere mandato un po' a quel paese la continuity che i film precedenti avevano fatto i salti mortali per mantenere coerente. Quindi, alla fine della fiera, rimane giusto la "gradevolezza" delle trappole di Jigsaw, meno deprimenti che in passato e più sciocchine e, soprattutto, "rapide", prive di quel pesantissimo carico di responsabilità che un singolo, povero stronzo era costretto a caricarsi sulle spalle ammazzando gente al posto di John Kramer; inoltre, Saw: Legacy, per quanto comunque gore, si allontana un po' dallo stile voyeristico del torture porn e dal terribile desiderio di spingere lo spettatore ad identificarsi con Jigsaw per assolvere un desiderio recondito di farsi vendetta da sé anche nella realtà.
Per quanto riguarda la regia, tutto appare molto più patinato e pulito rispetto ai capitoli precedenti. Manca lo stile di Darren Lynn Bousman, che mirava a rendere tutto squallido e sporco, oltre che allucinato, manca (per fortuna) l'anonimo piattume televisivo dei film affidati ad altre mani, e il rinnovato aspetto di Billy il pupazzo riassume tutta la modernità della nuova via. Persino le trappole e il sangue sembrano innocui, se mi passate il termine, ma sicuramente c'è maggiore chiarezza nella messa in scena e tutto ciò che accade sullo schermo è lì, ben visibile, scandito da un montaggio fluido. Conseguenza di ciò è che persino gli attori meno carismatici o memorabili sembrano comunque dei professionisti navigati, non come Costas Mandylor e Betsy Russell che parevano usciti dalla telenovela piemontese, con menzione speciale per i membri femminili del cast, bellissime facce che hanno giustamente fatto faville in altri horror migliori di questo. In pratica questo Saw: Legacy mi è parso un Saw 2.0 poco coraggioso, realizzato per dare un colpo al cerchio e uno alla botte che non tenesse distante potenziali nuovi spettatori e che non facesse gridare i fan all'orrore. A me, che non sono ammiratrice sfegata della saga (anzi) non è dispiaciuto perché comunque è ben fatto e regala un'ora e mezza di splatterate disimpegnate, ma basta rifletterci dieci minuti in più e saltano fuori tutte le magagne di una sceneggiatura particolarmente scema e svogliata. Chissà come sarà Saw X, ho già paura ma non in senso buono!!
Dei registi Spierig Brothers ho già parlato QUI. Tobin Bell (Jigsaw / John Kramer), Callum Keith Rennie (Detective Halloran), Laura Vandervoort (Anna) e Brittany Allen (Carly) li trovate invece ai rispettivi link.
Hannah Emily Anderson, che interpreta Eleanor Bonneville, era protagonista del bellissimo What Keeps You Alive proprio assieme a Brittany Allen. Se il film vi fosse piaciuto, ecco l'elenco delle altre pellicole della saga: Saw - L'enigmista, Saw II - La soluzione dell'enigma, Saw III - L'enigma senza fine, Saw IV - Il gioco continua, Saw V - Non crederai ai tuoi occhi, Saw VI, Saw 3D - Il capitolo finale e lo spin-off Spiral - L'eredità di Saw. ENJOY!
martedì 24 ottobre 2023
Saw 3D - Il capitolo finale (2010)
venerdì 20 ottobre 2023
Saw VI (2009)
giovedì 19 ottobre 2023
Saw V - Non crederai ai tuoi occhi (2008)
mercoledì 18 ottobre 2023
Jigen Daisuke (2023)
Avrei voluto interrompere la saga di Saw con un post su L'esorcista - Il credente, ma ci s'è messo in mezzo un malanno che mi ha impedito di andare in sala. C'è di buono che, per lo stesso motivo, sono riuscita a guardare Jigen Daisuke (次元 大介 ), diretto dal regista Hajime Hashimoto, il giorno stesso della sua uscita su Amazon Prime Video.
Trama: deciso a fare aggiustare il suo revolver, Jigen va in cerca di un'anziana fabbricante d'armi ormai in pensione e s'imbatte per caso in Oto, una bambina muta fuggita per un pelo a un'organizzazione di spietati trafficanti di droga...
Fin da quando, verso la fine dell'estate, era spuntato sul vecchio Twitter un inaspettato teaser poster di Jigen Daisuke, il film era diventato uno dei più attesi dalla sottoscritta. Tanto è il mio amore per il personaggio che sono persino venuta malata per riuscire a guardarlo venerdì 13 ottobre, il giorno stesso dell'uscita. Per carità, non che mi aspettassi grandi cose da un originale Amazon diretto da un mestierante non troppo legato al genere crime, infatti Jigen Daisuke ha almeno un paio di difetti fatali: intanto dura due ore, che per un film del genere sono eccessive (per allungare il metraggio sono state inserite lunghe sequenze di approfondimento di personaggi secondari, che nulla o poco apportano all'effettivo sviluppo della trama), inoltre è stato in parte contaminato dal "morbo di John Wick", cosa che, nelle sequenze di combattimento, si traduce in un vorrei ma non posso incredibilmente posticcio, senza contare che Jigen non è mai stato un Keanu Reeves col cappello, privo della la mania dell'headshot risolutore. Tolte queste considerazioni, che potrebbero essere frutto della mia pignoleria quando si tratta di Jigen, il film è gradevole. Senza fare spoiler, il personaggio si ritrova in una situazione tipicamente legata a due suoi punti deboli, ovvero il revolver e le donne. Per quanto riguarda queste ultime, a onor del vero, manca la femme fatale che ridurrà il cuore di Jigen in briciole (c'è l'inquietante Adele, ma i due non hanno modo di interagire granché), in compenso ci sono un'anziana signora scafatissima e un altro "cliché" di Jigen, la pargoletta che gli viene appioppata nonostante odi i bambini, costringendolo a rivelare un animo talmente tenero da tagliarsi con un grissino. Nonostante ciò, la trama non snatura la fondamentale natura fredda e dura del protagonista, un rispettabilissimo killer considerato quasi invincibile dai suoi pari, più a suo agio a vagare per le strade malfamate di una città di criminali che negli assolati quartieri commerciali di un paesino di mare, e il film vive della contraddizione (e contrapposizione) tra questi due, importantissimi aspetti del personaggio.
Un elemento che ho apprezzato moltissimo di Jigen Daisuke è l'alto livello di cattiveria in cui indulge. La piccola Oto non è una di quelle damsel in distress zuccherose che ammorbano le avventure animate di Lupin, bensì una povera bambina traumatizzata nel peggiore dei modi da persone senza scrupoli (non entro nel dettaglio ma il modo in cui l'organizzazione si procura la droga è degno di un horror) e, benché la resa finale dei colpi di proiettile sia quella esagerata di un videogame, le morti all'arma bianca e le sporadiche torture sono abbastanza sanguinolente da avermi lasciata soddisfatta. La regia, come ho scritto sopra, è poca cosa e gli unici sprazzi originali tali non sono, perché si rifanno appunto a modelli occidentali già a loro tempo mutuati dal cinema orientale, tra ralenti e momenti in cui la fisica e il realismo vanno a farsi dei gran giri, ma le ambientazioni sono suggestive, rese ancor più gradevoli da un palese sforzo produttivo, soprattutto per quanto riguarda le scenografie. Si è risparmiato invece un po' sui costumi, probabilmente perché la maschera del mutevole, interessantissimo villain si è mangiata tutto il budget in effetti speciali (a volte con risultati imbarazzanti ma l'illusione, almeno con me, ha retto di sicuro per il primo quarto d'ora, tanto che pensavo che i miei problemi di memoria cinematografica a breve termine si fossero aggravati). Nella recensione del live action Lupin III scrivevo "I costumi rispettano quelli iconici dei personaggi, tuttavia sono stati resi più "moderni" e soprattutto realistici, con l'unica eccezione dello sboronissimo gilet ricamato indossato da Jigen (un po' pacchiano ma mi rendo conto che riportato nella realtà l'abbigliamento di Jigen non sarebbe molto diverso da quello di un ragioniere, cappello a parte, quindi qualcosa andava fatto)": devono avermi letta, perché in Jigen Daisuke il look del protagonista è ridotto all'osso, camicia color fumo, giacca e niente cravatta né gilet, il che conferisce a Tetsuji Tamayama un'aria consumata e "sciatta" che non gli sta male ma che, complici i dieci anni e qualche chiletto in più sul groppone, una barba meno folta e il baffetto incorporato, mi ha ricordato troppo spesso un giovane Umberto Smaila. Per fortuna, l'aspetto non è tutto, e Tamayama ci crede tantissimo, il che lo rende un ottimo, benché imperfetto, Jigen, al quale dare una chance e almeno un po' d'aMMore, come del resto a tutto il film.
Di Tetsuji Tamayama, che interpreta Jigen, ho già parlato QUI.
Hajime Hashimoto è il regista della pellicola. Giapponese, ha diretto film come Princess Sakura: Forbidden Pleasures. Anche sceneggiatore, ha 55 anni.
Yoko Maki, che interpreta Adele, aveva partecipato a The Grudge nei panni di Yoko. Se il film vi fosse piaciuto recuperate Lupin III e la saga di John Wick. ENJOY!
martedì 17 ottobre 2023
Saw IV - Il gioco continua (2007)
venerdì 13 ottobre 2023
Saw III - L'enigma senza fine (2006)
Continua, inaspettatamente, il recupero dei vari Saw. Oggi tocca a Saw III - L'enigma senza fine (Saw III), diretto nel 2006 dal regista Darren Lynn Bousman.
Trama: ormai divorato dal cancro e desideroso di portare a termine il suo ultimo "gioco", Jigsaw rapisce una dottoressa con l'aiuto dell'assistente Amanda.
Correva l'anno 2006 ed ero quasi alla fine dei miei 9 mesi di permanenza lavorativa in Australia. Ricordo ancora, come fosse oggi, la richiesta all'amico Toto: "Dai, mi accompagni a vedere Saw III?" e, soprattutto la sua risposta: "Te sei scema, non ci penso neppure". Così, sola come un gambo di sedano italiano, mi ero accinta a sedermi in sala, consapevole che non avrei capito una mazzafionda dei dialoghi ma pronta a inorridire di sommo disgusto davanti alle nuove torture concertate da Whannell, Bousman e compagnia. Probabilmente ero tornata a casa correndo per timore di venire rapita da qualche aborigeno con la maschera da maiale, non rammento, e neppure ricordo se avessi giurato di non guardare mai più un Saw, perché il terzo capitolo ha segnato la fine della mia esperienza con la saga, almeno fino ad oggi. Potrebbe essere, in quanto durante il rewatch ho messo spesso il film in pausa per andare a farmi un giro e smaltire un po' la tachicardia e lo schifo. Saw III - L'enigma senza fine segna, infatti, l'inizio della definitiva deriva horror/torture porn della saga, con lunghe sequenze da voltastomaco realizzate con dovizia di dettagli e veicolate, per buona parte, dal personaggio di Amanda, "scheggia" impazzita priva del "fair play" di Jigsaw. Sul quale, al terzo film, è arrivato il momento di spendere due parole. John Kramer è uno dei personaggi moralmente più ambigui della storia del genere horror, in quanto gestito, fin dall'inizio, da autori che speravano di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Nel primo Saw le motivazioni "filantropiche" del nostro (punire chi non è in grado di apprezzare la vita sottoponendolo a ordalie inenarrabili con lo scopo di cambiarlo ed evitare che sprechi ancora il dono dell'esistenza) erano comunque subordinate a una sua connotazione molto negativa, mentre già nel secondo capitolo le vittime risultavano talmente sgradevoli da generare uno switch nella percezione dello spettatore e insinuare il germe del dubbio, della serie "e se avesse ragione lui?". Il terzo film la fa ancora più sporca, perché affianca a Jigsaw la psicopatica Amanda, rea di non giocare secondo le regole e di privare di una possibilità (per quanto minima) di salvezza gli involontari partecipanti ai test; della serie, se incontri Jigsaw e non sopravvivi cavoli tuoi, lui si impegna in ogni modo a farti capire la soluzione per salvarti, mentre se incontri Amanda fai prima a suicidarti da solo risparmiandoti la pena. In realtà, le azioni di John Kramer nel terzo film sono di un'ipocrisia e una cattiveria fuori scala (il finale fa venire il nervoso a più livelli) e l'unico sprazzo di lucidità viene proprio dalla stessa Amanda, nel momento in cui ribadisce l'impossibilità di cambiare vita dopo esperienze così traumatiche e livelli di stress così alti. Purtroppo, essendo Amanda connotata come la villain pazza del capitolo, il rischio è quello di far passare un messaggio completamente sbagliato, il che, in tempi di giustizieri vendicativi, mi fa forse più paura del film.
Tornando al quale, come ho detto su, è la sagra della gente che muore non male, peggio. Sono quasi convinta che Saw III - L'enigma senza fine abbia iniziato il trend che consisteva nel guardare i film della saga solo per scoprire a quali estremi sarebbero arrivate le torture di Jigsaw; in realtà, per quanto mi riguarda, la sequenza peggiore è quella dell'operazione a cranio aperto, davanti alla quale ho distolto spesso lo sguardo, ma l'apice dello schifo l'ho toccato in una scena priva di sangue ma zeppa di fluidi innominabili. Per appiccicare l'una all'altra le varie torture, Whannell imbastisce una trama che sfida più volte la suspension of disbelief e l'attenzione dello spettatore, con una serie di twist concatenati che lasciano basiti, flashback come se piovessero e parecchi dettagli ininfluenti per la situazione contingente ma indispensabili per apprezzare al meglio Saw IV. Detti dettagli, a onor del vero, rischiano di perdersi nella consueta regia isterica di Bousman (tra ralenti, accelerazioni improvvise, badilate di verde acido, diverse angolazioni di gente che urla trasformata in Giani quadrifronti e stacchi di montaggio sincopati c'è da diventare scemi), ma state tranquilli: il recap finale dove ogni scena importante del film viene condensata in un minuto di spezzoni rapidissimi intervallati da flash bianchi verrà in vostro soccorso come sempre, a salvarvi dall'eventuale incomprensione o a darvi il colpo finale dopo quasi due ore di urla e disperazione. Per quanto mi riguarda, l'idea è di aspettare qualche giorno prima di buttarmi sul quarto capitolo, a rischio di dimenticare elementi fondamentali della trama, perché ho bisogno di ripulirmi un po' il cervello da tanta ferocia travestita da thriller a incastro. Nei prossimi giorni scoprirete se sono arrivata al game over o se, per me, il gioco continua.
Del regista Darren Lynn Bousman ho già parlato QUI. Tobin Bell (Jigsaw /John), Shawnee Smith (Amanda), Donnie Wahlberg (Eric Matthews), Dina Meyer (Kerry) e Leigh Whannell (anche sceneggiatore, interpreta Adam) li trovate invece ai rispettivi link.
Se il film vi fosse piaciuto, ecco l'elenco delle altre pellicole della saga: Saw - L'enigmista, Saw II - La soluzione dell'enigma, Saw IV - Il gioco continua, Saw V - Non crederai ai tuoi occhi, Saw VI - Credi in lui, Saw 3D - Il capitolo finale, Saw: Legacy e lo spin-off Spiral - L'eredità di Saw. ENJOY!














































