martedì 25 agosto 2015

Quando c'era Marnie (2014)

A partire da ieri e per tre giorni sarà possibile anche per noi italiani godere dell'ultima fatica dello Studio Ghibli, ovvero Quando c'era Marnie (思い出のマーニ - Omoide no Maanii), diretto nel 2014 dal regista Hiromasa Yonebayashi e tratto dal romanzo When Marnie Was There della scrittrice inglese Joan Gale Robinson.


Trama: Anna è una ragazza introversa che adora disegnare e soffre di frequenti attacchi d'asma. Per consentirle di guarire, la madre adottiva la manda per un po' in campagna, a casa degli zii, e lì Anna rimane affascinata da una villetta abbandonata sul mare, dove incontra la misteriosa Marnie...


Quando c'era Marnie, così si dice, sarà l'ultimo lungometraggio dello Studio Ghibli prima di un lungo periodo di pausa. Se da un lato questa notizia mi strugge il cuore, mi rendo conto che forse la mia adorata casa di produzione giapponese necessita di un periodo per ricaricare un po' le pile e tornare a regalare al mondo intero altri indimenticabili capolavori perché, e mi sento male a doverlo dire, Quando c'era Marnie non è una pellicola particolarmente entusiasmante. Il film di Yonebayashi racchiude in sé molte delle caratteristiche che mi hanno portata ad amare lo Studio Ghibli, su questo non ci piove: in esso vengono trattati temi delicati ed importanti come la solitudine, il senso di non appartenenza al mondo, la condizione disagiata di chi si ritrova ad essere orfano in tenerissima età e i conseguenti dubbi sulla reale portata dell'affetto dei genitori adottivi e l'ulteriore disagio causato dal possedere qualcosa che ci rende anche fisicamente "diversi" e forse reietti. La natura (nella fattispecie incarnata da mare, vento e tempesta), come in molte produzioni Ghibli, viene resa in tutta la sua delicata maestà e diventa la culla di importanti rivelazioni, un'entità da rispettare e talvolta temere ma anche una sorta di ventre materno in grado di curare le ferite del cuore oltre a quelle fisiche; in essa, la giovane Anna si muove con circospezione, esplorando gradualmente i dintorni di un paese a lei sconosciuto ed abitato da persone semplici, tipiche di un ambiente di campagna, ai margini del quale si staglia questa magione abbandonata che entra in risonanza col suo animo d'artista e con la sua profonda solitudine. Un'emozione così forte, come nelle migliori storie "di fantasmi", richiama inevitabilmente uno spirito e in questo caso abbiamo Marnie, un animo affine a quello di Anna che diventa il fulcro del racconto di un'amicizia difficile, dolorosa e commovente, resa ancora più complessa da una serie di misteri che troveranno una logica soluzione nel finale e che tuttavia, a mio avviso, più che appassionare lo spettatore rischiano di confonderlo sfilacciandosi in modo eccessivo per tutta la durata del film.


I film dello Studio Ghibli non sono mai stati i più dinamici e complessi del mondo ma io ho sempre adorato il modo in cui venivano portate sullo schermo le loro storie semplici, radicate nel quotidiano, oppure fantasiose e zeppe di significati reconditi mentre a mio avviso Quando c'era Marnie soffre di una lentezza anche troppo esagerata, legata forse alla natura silenziosa e schiva della protagonista. In termini più prosaici, Anna tira fuori le palle giusto sul finale però per tutto il film non si pone mai dubbi sulla natura di Marnie e sulle tante cose assurde che la circondano ma sembra subire passivamente i desideri della sua nuova amica, lasciando che davanti allo spettatore sfili un mero susseguirsi di eventi che sembrano quasi accavallarsi l'uno all'altro per raggiungere la lunghezza canonica del lungometraggio. Come ho detto, è un peccato perché il finale è molto commovente e anche perché Quando c'era Marnie è comunque una gioia per gli occhi e per le orecchie. Il character design è delicato, gli ambienti naturali e soprattutto gli interni delle varie abitazioni sono di una bellezza incredibile (le gite in barca al chiaro di luna di Anna e Marnie e la casa degli zii della protagonista, zeppa di dettagli, mozzano il fiato) mentre i colori sono talmente tenui e delicati da dare l'illusione di trovarsi davvero in riva al mare a giocare oppure dipingere accanto ai personaggi principali. La colonna sonora, che mantiene vive le lacrime dello spettatore durante i titoli di coda con la struggente Fine on the Outside di Priscilla Ahn, contiene a sorpresa anche una versione di Recuerdos de la Alhambra di Francisco Tárrega (e ringrazio Toto per averlo notato!!!), importante veicolo dei ricordi di Anna e melodia indicatissima per il mood dolceamaro dell'intera pellicola. Rileggendo il post come faccio sempre mi sono resa conto di avere apprezzato Quando c'era Marnie più di quanto mi fossi resa conto "a caldo", tuttavia come "canto del cigno" dello Studio Ghibli non è purtroppo il lungometraggio indimenticabile che mi sarei aspettata e che avrei desiderato. Ovviamente, ciò non significa che sia un film da evitare o da disprezzare, anzi: se stasera o domani vi capita di avere la fortuna di trovare una sala vicina che lo proietti non lasciatevelo scappare!!


 Del regista Hiromasa Yonebayashi ho già parlato QUI.

Il doppiaggio americano della pellicola vanta nomi come Hailee Steinfeld (Anna), Kathy Bates (l'odiosa signora Kadoya), Geena Davis (la madre adottiva di Anna), John C. Reilly (Kiyomasa Oiwa), Ellen Burstyn e Catherine O'Hara. Detto questo, se Quando c'era Marnie vi fosse piaciuto, recuperate La collina dei papaveri, Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento, Ponyo sulla scogliera, Il mio vicino Totoro e Wolf Children. ENJOY!

28 commenti:

  1. Lo vedrò sicuramente, lo Studio Ghibli è una sicurezza ;-) Cheers!

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  2. Lo vedrò anch'io, anche se le tue perplessità smorzano gli entusiasmi.

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    1. Ho preferito essere sincera piuttosto che creare hype. Marnie è bello, ma ho preferito altri film dello Studio :)

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  3. Continuo ad avere lacune enormi riguardo l'animazione giapponese,ma mi pare di capire che posso cominciare da altri titoli....

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    1. Se devi cominciare sì, assolutamente. La città incantata, Totoro, Il castello errante di Howl, Wolf Children, sono tutti ottimi punti di partenza :)

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  4. voglio vederlo, se non altro perché come dici tu sarà l'ultimo dello Studio Ghibli per un po'.. e poi quei disegni, ah quei disegni valgono da soli il film!

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    1. Sì, i disegni sono davvero meravigliosi, come del resto i colori :)

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  5. Il fatto che non ti sia piaciuto al 100% mi consola quasi, io lo perderò quasi sicuramente, stasera lavoro e domani ho un impegno :(. Però lo recupererò senz'altro in seguito.

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    1. Appena puoi recuperalo perché comunque merita di essere visto, è molto delicato e commovente :)

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  6. Mi ha strappato tante lacrime e tante emozioni, la bellezza dei disegni è qualcosa che davvero toglie il fiato, e sarà che ci ho sentito tanto cuore, sarà che ormai dai capolavori Ghibli ne son passati di anni, ma io l'ho trovato bellissimo!

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    1. Io ho pianto molto sul finale però per il resto ho trovato la storia una po' "vuota", non saprei bene come spiegarmi.
      Comunque, ce ne fossero di anime così, sempre!

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  7. Dalle mie parte non lo danno purtroppo...
    Lo recupererò appena sarà possibile. Per il resto: immaginavo che fosse così...

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    1. Sinceramente non capisco perché i film dello Studio Ghibli e in generale queste iniziative siano così poco diffuse... d'altronde, si tratta di tenere una sala occupata per soli tre giorni (e neanche tutto il giorno!)

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  8. Io non trovo nessuno che lo veda con me al cinema. Ho letto, velocemente, la recensione e mi allevia un poco il peso.
    Occhio però che a criticare lo studio Ghibli potrei maledirti!
    Il problema è che in italia l'animazione è sinonimo di cartoon per bambini: Totoro è arrivato nei cinema, solamente, 21 anni (1998-2009) dopo mentre Akira ha avuto una storia molto più travagliata. L'anime è uscito due anni fa, per un solo giorno, mentre è uscito il vhs solo 4 anni dopo, il manga addirittura è stato finito solamente 15 anni dopo l'uscita in giappone

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    1. No ma mi maledico io stessa per non averlo apprezzato appieno!
      Comunque anche se non trovi nessuno devi andare se lo danno dalle tue parti, che cavolo!!
      E parlando di anime anche Nausicaa ha avuto le sue belle traversie anche se pare che a ottobre uscirà, di nuovo, per tre giorni in versione rieditata e corretta...

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  9. Ho sentito in molti lamentarsene, ma alla fine lo vedrò ugualmente. Lo Studio Ghibli è una fede!

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    1. Ma infatti BISOGNA vederlo, a prescindere!

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  10. Visto ieri sera, per me invece è stupendo. Credo che Anna non si ponga domande sulla natura di Marnie e dei misteri che la circondano perchè, a quanto ho capito...sa perfettamente di cosa si tratta e le va bene così.

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    1. Visto il finale non credo che Anna conoscesse l'identità di Marnie... penso piuttosto che la vedesse come un'amica speciale e solo sua, però non so... sono abituata a personaggi un po' più intraprendenti e curiosi, come le pupette di Totoro oppure la Chihiro de La città incantata!

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    2. infatti io intendevo dire che lei sapeva che marnie era un fantasma, certo non poteva sapere che era la nnna da piccola, anche perchè della stessa ricordava molto poco.

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    3. Sì però quello che intendo è che Anna non ha un minimo di curiosità di saperne di più, come invece accade alla bimbotta che trova il diario di Marnie :)

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  11. A me è piaciuto moltissimo, un vero e proprio colpo al cuore, soprattutto il finale. Ma in realtà è stato un po' tutto il film ad essere stato capace di emozionarmi moltissimo!

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    1. Sono davvero contenta allora che con te la magia Ghibli abbia funzionato come avrebbe dovuto!

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  12. A me è piaciuto tanto, forse anche perché l'ho visto in Giappone e ho sentito molto vicino il tema delle differenze, del non riuscire a integrarsi, dell'essere sempre un po' fuori dal cerchio. Sulla canzone finale poi piangevo come una fontana, rispecchiava molto quella fase della mia vita e mi sono sentita toccata nel profondo.
    Purtroppo (e spero di sbagliare) credo che questo sarò in assoluto l'ultimo lungometraggio Ghibli: sia Miyazaki che Takahata hanno ormai appeso il pennello al chiodo, e già tempo fa dichiararono che senza un successore all'altezza avrebbero smantellato lo studio. Speriamo sempre nel miracolo!

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    1. Sì, sono convinta che, come sempre, per sentire o meno un film ci si debba trovare in un momento particolare della propria vita e posso immaginare quindi la tua forte empatia nei confronti di Anna fin dall'inizio, mentre io ho cominciato a sentirla più vicina sul finale.
      Speriamo però di sbagliarci e che quel meraviglioso studio continui a produrre capolavori!!

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  13. Ecco, sono completamente d'accordo con te.
    é una gioia per gli occhi e per le orecchie come dici, ma la narrazione è manchevole e i personaggi sono poco adati al lungometraggio d'animazione, chissà, forse nel romanzo che non ho letto rendevano meglio, ma l'adattamento non mi convince.
    Effettivamente anch'io a freddo ho pensato che forse lo avevo apprezzato di più, ma solo perchè mi sono rimaste in mente le bellissime animazioni... il resto mancava purtroppo!

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    1. Il romanzo non l'ho letto neppure io anche se mi piacerebbe ma condivido i tuoi stessi dubbi. E mi spiace tanto che questa volta la magia con me non abbia funzionato come avrebbe dovuto :(

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