domenica 10 giugno 2012

Che fine ha fatto Baby Jane? (1962)

Ecco un film che mi ha sempre incuriosita e che, fino ad ora, non avevo mai avuto occasione di vedere, Che fine ha fatto Baby Jane? (What Ever Happened to Baby Jane?), diretto nel 1962 dal regista Robert Aldrich.


Trama: il film racconta la storia di due sorelle che vivono assieme nella stessa casa. Jane è un'ex bambina prodigio, ormai vecchia e alcolizzata, mentre Blanche è un'ex diva del cinema costretta su una sedia a rotelle dopo essere stata investita dalla sorella ubriaca. Il loro rapporto, ovviamente, non è dei più normali...


La mia "storia d'amore" con Che fine ha fatto Baby Jane? è cominciata con un meraviglioso albo di Dylan Dog dal titolo La scogliera degli spettri. Lì si raccontava la storia di due anziane sorelle modellate sull'aspetto delle divine Bette Davis e Joan Crawford, legate da un'orribile vicenda di sangue, gelosia, morte e vendetta. Premesso che la trama dell'albo, per fortuna, era completamente diversa da quella del film, rimanevano comunque parecchie inquietanti suggestioni tratte direttamente dalla pellicola di Aldrich, quindi la cosa ha sempre suscitato il mio interesse e l'insano desiderio di vedere questo famosissimo thriller. La lunga attesa ha pagato, perché Che fine ha fatto Baby Jane? è un particolarissimo capolavoro di suspance, humor nero e psicosi che non sfigurerebbe accanto ad un acclamato classico come Psyco, e che andrebbe guardato anche solo per l'incredibile interpretazione di Bette Davis nei panni della folle Baby Jane Hudson.


La storia dell'insano legame che unisce Jane e Blanche affonda le radici in uno squallido passato di vaudeville, impietosamente tratteggiato dal regista attraverso la triste esibizione di questa piccola sosia di Shirley Temple che si profonde in una lacrimevole canzonetta dal titolo "I've Written a Letter to Daddy", prima di distribuire delle orrende ed inquietanti bambole con le sue fattezze agli spettatori. Un passato in cui Jane, nonostante il carattere viziato e stronzetto, era la diva, sia nel cuore del pubblico che in quello del "daddy", mentre la povera e bruttarella Blanche rosicava; con un rapido fast forward il regista ci mostra poi come i ruoli si siano invertiti col tempo e come la rivalità tra le due sorelle si sia acuita, alimentata dall'alcol, dall'invidia e dalla frustrazione. Una breve ma necessaria introduzione prima che allo spettatore venga mostrato il presente, fotografato in un nitido ed impietoso bianco e nero: l'ex bambina prodigio è diventata una vecchia sfatta dal trucco pesante e dalla doppia, inquietante personalità, mentre Blanche parrebbe sempre rimasta la umile e quasi rassegnata brava persona di un tempo, costretta dalla menomazione a subire le sevizie di una sorella sempre più pazza.


Il meccanismo che scatena l'inevitabile tensione è assai simile a quello che verrà poi sfruttato da Stephen King in Misery non deve morire, poiché abbiamo un personaggio sulla sedia a rotelle, impossibilitato a muoversi o mangiare da solo, relegato in una stanza piena di barriere architettoniche e perseguitato dalla sfiga (o da uno sceneggiatore bastardo) al punto tale che ogni tentativo di liberarsi dal giogo della follia risulta impossibile. Dall'altra parte, poi, abbiamo un altro personaggio totalmente imprevedibile: Jane viene spesso dipinta, soprattutto all'inizio, come una crudele vecchia ubriacona, tenacemente attaccata al suo glorioso passato al punto da non riuscire a perdonare la sorella per averle rubato il successo, ma talvolta il regista ce la mostra come una delicata e sensibile bambina, sia nei modi che nei vezzosi abiti, desiderosa solo di ricevere amore, amicizia, ammirazione. Questa inquietante metamorfosi si farà sempre più evidente man mano che il film si avvierà verso l'incredibile e rivelatorio finale sulla spiaggia, a sottolinerare l'inevitabile e progressivo distacco di Jane dalla realtà e l'incombere di una spirale di follia sempre più oscura e terribile. In Che fine ha fatto Baby Jane?, infatti, non è il dramma familiare a farla da padrone, ma sono l'orrore e la crudeltà, psicologici prima ancora che fisici.


Come ho detto all'inizio, Bette Davis (che non a caso ha ricevuto una nomination all'Oscar come miglior attrice non protagonista) è semplicemente favolosa, in grado di interpretare un personaggio biasimevole ma allo stesso tempo pietoso, quasi triste.  La cattiveria gratuita che Jane mostra nell'affamare Blanche durante la prima parte del film viene resa dall'attrice con un'interpretazione dura e delle espressioni di puro odio e disprezzo (alimentate anche dalla rivalità che c'era sul set e nella vita tra le due dive), ma questo suo sembiante assai simile a quello di una strega viene cancellato come se non fosse mai esistito in altre sequenze, dove i grandi occhi dell'attrice diventano innocenti come quelli della bimba di un tempo, il sorriso e la voce dolci ed inconsapevoli. Joan Crawford offre un'interpretazione altrettanto valida anche se più misurata, incarnando un personaggio stranamente remissivo, incapace di liberarsi dal giogo della sorella e allo stesso tempo, tuttavia, calcolatore, macchinoso, riflessivo. Anche i comprimari sono molto bravi e la loro presenza è indispensabile per aiutarci a capire ciò che si nasconde dietro la storia di Jane e Blanche; d'altronde, Che fine ha fatto Baby Jane? è un thriller hollywoodiano, nel senso che ogni rivelazione sulle due sorelle andrebbe presa con le pinze in quanto frutto di vecchi gossip che le madri raccontano ai figli dopo averle lette in qualche vecchio giornale scandalistico dell'epoca (emblematiche, in tal senso, le discussioni tra il viscido Edwin e la madre, o quella iniziale tra le vicine di casa delle sorelle Hudson). Voi, però, non prendete con le pinze questa recensione e fidatevi, vale davvero la pena cercare e guardare Che fine ha fatto Baby Jane?.

Robert Aldrich (vero nome Robert Burgess Aldrich) è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Piano... piano dolce Carlotta, Quella sporca dozzina e Quella sporca ultima meta. Anche produttore, sceneggiatore e attore, è morto nel 1983, all'età di 65 anni.


Bette Davis (vero nome Ruth Elizabeth Davis) interpreta Jane Hudson. Una delle più grandi dive del cinema americano, la ricordo per film come Paura d'amare, Figlia del vento (due film per cui ha ricevuto l'Oscar come migliore attrice protagonista), il meraviglioso Eva contro Eva, Angeli con la pistola, Piano... piano dolce Carlotta, Lo scopone scientifico e Assassinio sul Nilo, inoltre ha partecipato alle serie Alfred Hitchcock presenta e Perry Mason. Anche produttrice, è morta per un tumore al seno nel 1989, all'età di 81 anni.


Joan Crawford (vero nome Lucille Fay LeSueur) interpreta Blanche. Altra grandissima diva del cinema americano, la ricordo per film come Grand Hotel, Il romanzo di Mildred (che le è valso l'Oscar come miglior attrice protagonista) e Johnny Guitar. Anche produttrice e sceneggiatrice, è morta per un attacco cardiaco nel 1977, all'età di 72 anni.


Del film esistono due remake, un omonimo film TV americano del 1991 con Vanessa e Lynn Redgrave nei panni delle due sorelle Hudson, e un altro film TV tedesco del 2002 dal titolo Fahr zur Hölle, Schwester! (che, se il mio tedesco farlocco non mi inganna, potrebbe voler dire Addio, sorella!). Non dimentichiamoci inoltre la parodia nostrana con il grande Totò, Che fine ha fatto Totò Baby?, che però dovrei rivedere perché ero davvero troppo piccola per ricordarlo. ENJOY!!



6 commenti:

  1. troppo un capolavoro! bette davis è incredibile.

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    1. E' veramente fantastica!
      Lo immaginavo, visto che Eva contro Eva è un capolavoro, ma qui forse supera sé stessa!

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  2. Pure io ho scoperto il film leggendo il Dylan Dog sceneggiato dal trio sardo.
    Ed è stata una piacevolissima scoperta,Aldrich era un fenomeno.

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    1. Eh già!
      Adesso voglio vedere anche Piano... piano, dolce Carlotta, che dalla trama sembra molto simile.

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  3. la mia attrice preferita di tutti i tempi,altro che maryln!Aldrich è un grandissimo regista,una leggenda.Tra i miei preferiti,piano..piano dolce carlotta è validissimo,ha momenti surreali e visionari davvero ben fatti.

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    1. Motivo in più per recuperarlo allora!
      Comunque, concordo con te... neppure io impazzisco per la pur mitica Marilyn, le preferisco molte altre attrici della vecchia Hollywood.

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