mercoledì 24 giugno 2015

Bollalmanacco On Demand: Paganini (1989)

"Fuggire da Niccolò è fuggire dalla vita"
E allora fatemi morire, vi prego!!!!

Prima lo pensavo e basta. Ora sono STRAsicura che Obsidian mi odii. Non ci sono altre spiegazioni plausibili alla sua richiesta di vedere recensito per il Bollalmanacco On Demand un orrore inenarrabile come Paganini, scritto diretto ed interpretato nel 1989 da Klaus Kinski... tra l'altro dopo avermi già chiesto Monster Dog - Il signore dei cani!!! Ma che t'ho fatto, Obsidian??? Fortunatamente c'è anche chi mi vuole bene: il prossimo film On Demand sarà infatti Tutto su mia madre. ENJOY!


Trama: Niccolò Paganini, violinista genovese, passa l'esistenza suonando e copulando, fino al sopraggiungere della morte per presunta tubercolosi.



Se una persona che non è proprio l'ultimo dei registi, nella fattispecie Werner Herzog, davanti allo script di un vostro film rifiutasse di dirigerlo dichiarandolo "infilmabile", vi porreste due domande e chinereste il capo promettendo di non importunarlo mai più nonostante l'amicizia che vi lega a lui oppure ve ne battereste allegramente la ciolla del suo giudizio e vi armereste di cinepresa e tanta voglia di fare (male)? Molto probabilmente la vostra risposta sarebbe "la prima che hai detto" ma Kinski, per sfortuna mia e di chi è incappato in Paganini, non era un uomo normale. Non poteva fare come tutti e andare a zoccole per sfogare la sua libido, no, doveva metter su quest'orrendo pasticcio per mettere le mani su due tette e due culi, appagando un ego contorto che è riuscito ad annullare ogni confine tra la sua vita e quella del violinista genovese, creando uno dei film più brutti e inutili che abbia mai avuto l'onEre di vedere. Dico "inutili" perché Paganini non insegna nulla a chi, come me, non sa niente della vita del musicista e molto probabilmente risulterà indigesto anche a chi è esperto dell'argomento; Klaus si concentra infatti solo su due aspetti fondamentali (a parer suo) della vita dell'artista e cioé che era un puttaniere, avaro, zozzo, suCCido della peggior specie ma era anche un virtuoso della musica che, nonostante tutti i suoi difetti, voleva tantissimo bene a suo figlio. Questa dicotomia da il La ad un'aberrante alternanza di scene semi-porno (due cavalli si ingroppano mentre una tizia si "trastulla" in carrozza pensando a Paganini, per dirne una) e noia mortale, patate al vento e violini che suonano, carezzine ai bambini e palpatone a vajasse bionde, e così via, per un'ora e venti. Buttata nel cesso, ça va sans dire. L'orripilio della sceneggiatura, già raffazzonata e strutturata a mo' di stream of consciousness, deriva al 90% dal fatto che Klaus non prova neppure a rendere Paganini non dico accattivante o simpatico ma perlomeno degno di pietà o, meglio, ci prova ma nei modi peggiori: quando il personaggio viene accusato di pedofilia, il buon Kinski decide di mostrarci un branco di bambine che invece di fuggire schifate invidiano la coetanea concupita dal "mostro" (!!) e anche un vecchio giudice che non si capisce bene se sia schifato all'idea oppure se lo invidii per aver stuprato, costretto a soffoconare, messo incinto, ucciso e ri-violentato mezzo mondo dopo aver sparso sifilide ovunque.


I dialoghi, neanche a dirlo, non aiutano. Perle come "Suonando il membro di Paganini diventava eretto" oppure monologhi tipo "Sei così brutto... neanche mi piacevi... Fuggire da Niccolò è fuggire dalla vita", per concludere con uno "Sviolinami il culo" sono secondi solo alla tizia tredicenne che urla a Paganini "ancora, ancora non te ne andare ti prego!!!" mentre i genitori stanno salendo le scale pronti ad ucciderlo (lui ovviamente invece di scappare se la ricopula. A tredici anni io giocavo ancora con le Barbie, questa che a rigor di logica dovrebbe essere vergine urla come l'ultima delle pucchiacche invocando l'uccello di fuoco. Ma scherziamo??? Tra l'altro tra le braccia di uno che, per parafrasare l'ennesimo, meraviglioso dialogo, "va in giro da 30 anni con lo stesso frac". Ewww.). So che ora vi chiederete se almeno la regia è bella ma mi spiace deludervi. Klaus aveva a disposizione delle location della Madonna, Venezia su tutte, e le ha sprecate senza pudore perché non c' una sola immagine messa a fuoco, dritta, ferma o illuminata dalla giusta luce (tranne per i primi piani delle donne che all'inizio orgasmano ascoltando Paganini. Quelli sono perfetti). Va bene lo sperimentalismo ma a tutto c'è un limite, santo Cielo! Se volete che spari ancora sulla Croce Rossa potrei dirvi che Kinski ha scelto una rosa di attrici tra le migliori in assoluto: c'è Eva Grimaldi nella parte della sorella di Bonaparte, una "puttana" (parole di Klaus) che va in giro preventivamente smutandata per meglio fucilare Paganini, la Caprioglio che aveva 21 anni ma ne dimostrava 12 e Kinski se lo copulava davvero, diocheorrore! e persino la Rettore con un fastidiosissimo accento veneto. In mezzo a questa MMerda si salva solo il povero Nikolai Kinski, costretto da copione a recitare la parte del povero bambino orfano di madre e subissato dall'affetto di Paganini (per inciso, Klaus è più inquietante quando prova a fare il bravo papà che quando violenta inermi benché vogliose fanciulle), anche perché Klaus, per annichilire definitivamente lo spettatore, nella versione italiana si è doppiato da solo, con ovvi e ridicoli risultati. "Paganini vi saluta. Andate a casa, a cena." E dopo tutto 'sto ciarpame, con l'ultimo, acutissimo assolo di violino, i marroni dello spettatore esplodono in un florilegio di camurrìa. Obsidian, l'ho già detto che troverò il modo di vendicarmi?

La disperazione. Mia. Dello spettatore. Del gatto per aver partecipato a questo abominio.
Klaus Kinski (vero nome Nikolaus Günther Nakszynski) è regista, sceneggiatore e interpreta Niccolò Paganini. Polacco, lo ricordo per film come Per qualche dollaro in più, Il dottor Zivago, Quién sabe?, Nella stretta morsa del ragno, Aguirre furore di Dio, Nosferatu - Il principe della notte, Fruits of Passion, Fitzcarraldo e Nosferatu a Venezia. E' morto nel 1991 all'età di 65 anni.


Debora Caprioglio (accreditata come Debora Kinski in quanto all'epoca fidanzata col regista) interpreta Antonia Bianchi. Veneziana, la ricordo per film come La maschera del demonio, Paprika, Saint Tropez, Saint Tropez e per la serie Provaci ancora prof!. Ha 47 anni.


Nel cast ci sono anche Nikolai Kinski, figlio di terzo letto di Klaus, che interpreta il piccolo Achille Paganini, Dalila Di Lazzaro (che è segnata come Helene Von Feuerbach e non ho capito se sia la tizia che si trastulla in carrozza pensando a Paganini oppure la tizia nuda che si vede a un certo punto durante un flashback/visione), una giovanissima Tosca D'Aquino (Angiolina Cavanna), la già citata Eva Grimaldi nei "panni" di una raffinatissima Maria Anna Elise Bonaparte, il francese Bernard Blier in quelli del prete e persino il famosissimo mimo Marcel Marceau che imita Paganini. Per la cronaca, questo è stato il film con cui Klaus Kinski si è congedato dal pubblico prima di venire stroncato da un infarto due anni dopo; non riesco ad immaginare modo peggiore di farlo e neppure che Paganini possa esservi piaciuto ma se siete curiosi di approfondire la figura del suo peculiare creatore recuperate Kinski, il mio nemico più caro, documentario di Werner Herzog. ENJOY!


14 commenti:

  1. Eh eh, scelta che merita la giusta vendetta, con tutto il rispetto per quel "Mostro" di Klaus Kinski (non poco) è un film veramente tosto da digerire, complimento per aver superato questa prova di forza ;-) Cheers!

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    1. Non poco rispetto o non poco mostro? XD
      No perché io quest'uomo comincio ad odiarlo tanto quanto Obsidian odia me...!! T__T

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  2. Pensa che questo film lo vidi addirittura al cinema. Fu una delle poche volte che abbandonai la sala prima del termine della proiezione (che che, tra l'altro, fecero quasi tutti i presenti).
    La presenza della Rettore l'avevo rimossa. Grazie....ehm.... "grazie" tra virgolette per avermela ricordata.
    PS: Sai benissimo che non ti odio.. tutt'altro ^_^ II fatto è che sei bravissima a fare a pazzi 'ste robe e io ne approfitto per trascorrere qualche meraviglioso minuto di ilarità leggendoti.
    Adesso inizio a pensare alla mia prossima richiesta. Sarà difficile oltrepassare i vertici espressivi di Paganini, ma ci provo. Come si suol dire "non c'è mai un limite al peggio": ^_^ Grazieee!

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    1. Al cinem... no, mioDDio, non ce l'avrei mai fatta. Credo avrei dato fuoco alla sala e poi a me stessa XD
      Quanto alla Rettore, per fortuna compare poco e non è nemmeno la cosa peggiore del film come hai visto.
      Intanto comincio a sudare freddo XDXDXDXD

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    2. Credo che nessuno arrivò a mai vedere il secondo tempo. Io me ne sono andato dopo mezz'ora e, guardandomi in giro, erano rimaste solo tre persone (della cinquantina che erano all'inizio). Fu una situazione davvero surreale.... che mai più avrei provato.

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    3. Che meraviglia. Anche solo per questo credo che Kinski in qualche modo abbia moralmente vinto XDXD

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    1. Le parole non possono esprimere quanto...

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  4. Ehmm... Ehmm...
    Ti dico che lo vidi per conoscere meglio Klaus Kinski. Non so nemmeno se considerarlo un trash o un film uscito male... Anzi forse più la seconda.

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    1. Mah secondo me è un mortale mix dei due! XD O un terribile trash involontario nato da eccesso di autorialità, il che è anche peggio!

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  5. E io che su questo film sto scrivendo un libro biografico sulla figura di Klaus Kinski...

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    1. Eh, mi spiace T___T (intendo, mi spiace averti deluso col post)
      Per curiosità mi piacerebbe leggerlo, sono sincera! :D

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    2. Appena esce te lo segnaolo qui. E comunque, non che io non abbia visto nella pellicola quanto hai visto tu. Ma la domanda che mi sono posto è stata: perchè un attore con una carriera quarantennale, oltre centotrenta film al suo attivo di cui almeno una mezza dozzina d'applauso, una manciata di onoreficenze alla carriera e a un passo dall'Oscar, ha voluto - perchè quel film ha una gestazione di almeno trent'anni - realizzare Paganini per come lo vediamo? L'ho chiesto a chi a quella pellicola ha lavorato, da Augusto Caminito in giù. E ho scoperto che...

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    3. Effettivamente me lo sono chiesta anche io. Cioé, conosco pochissimo Kinski come attore/autore ma ne ho scorso la filmografia e visto anche un paio dei film più belli: è magnetico a suo modo, eclettico e sicuramente (nonostante abbia affrontato il post, anche nei suoi confronti, col mio consueto piglio ironico e poco serio) non era un demente. E sarei davvero MOLTO curiosa di capire il perché. Probabilmente non mi aiuterà a rivalutare quella che è senza dubbio una delle schifezze più obbrobriose mai viste ma almeno mi arricchirà in conoscenza.
      Se mi segnalerai l'uscita lo leggerò di sicuro, grazie!!! :)

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