domenica 24 aprile 2016

Legend (2015)

Un altro film che avrei voluto vedere ma che ovviamente non è arrivato dalle mie parti è Legend, diretto e sceneggiato nel 2015 dal regista Brian Helgeland e tratto dal libro The Profession of Violence: The Rise and Fall of the Kray Twins dello scrittore John Pearson.


Trama: alla fine degli anni '50 i gemelli Kray, Reggie e Ron, raggiungono i vertici della malavita londinese, almeno finché la follia di Ron non comincia ad attirare morte, guai e polizia...



Nonostante adori i film "di gangster" e sia abbastanza interessata a quei media che gravitano attorno al mondo della malavita più o meno internazionale (no, non sono come il protagonista di The Wannabe, tranquilli), ammetto di non avere mai sentito nominare i gemelli Kray, sebbene Legend non sia il primo film che ne parli. Ben venga dunque la pellicola di Brian Helgeland, che getta luce sul mondo oscuro della criminalità dell'east end londinese focalizzandosi su questi due gemelli (dimenticandosi un fratello per strada, ahimé) di cui viene descritta la parabola prima ascendente poi discendente attraverso il punto di vista della prima moglie di Reggie, Frances Shea. Come spesso accade in questo genere di film, la narrazione passa dal tono ammirato e speranzoso dell'inizio, che pur lascia presagire la direzione disastrosa che avrebbero preso le vite dei coinvolti, al sentimento tragico e rancoroso di una giovane ragazza che è stata incantata dai modi affascinanti di quello che sarebbe diventato il suo futuro marito e si è ritrovata coinvolta in una vita di criminalità, follia, violenze ed abusi. La diversità tra i due gemelli viene esplicata fin dalle prime battute del film: Reggie era quello apparentemente "normale", almeno dal punto di vista della sanità mentale, mentre Ron era quello dichiaratamente pazzo, probabilmente affetto da schizofrenia paranoide e quant'altro. Legend si premura di sottolineare spesso e volentieri il saldo legame di sangue che legava i due nonostante le mattane di Ron, atti di pura follia che sono arrivati a costare il "regno" ad entrambi, e l'impossibilità per Reggie di tranciare quel cordone ombelicale che, di fatto, lo condannava a tenere in vita Ron e dargli anche modo di prosperare negli affari. La "rettitudine" di Reggie e la follia di Ron diventano quindi il fulcro di ogni avvenimento presente nel film, il punto da cui si dipanano gioie e dolori per Frances e per tutti quelli che hanno avuto la sventura di incrociare i due gemelli, che fossero poliziotti come Nipper Read o biechi uomini d'affari come Leslie Payne.


A portare interamente sulle spalle questa dicotomia nonché la bellezza della sceneggiatura di Brian Helgeland è stato chiamato Tom Hardy, che interpreta ovviamente sia Reggie che Ron. Vedere recitare Hardy in questo film è una gioia non tanto per gli occhi, quanto per le orecchie, visto che la differenza tra i due personaggi risiede più nel loro modo di parlare che in quello di vestire, portare gli occhiali o pettinarsi: accanto alla parlata sicura di Reggie, affabulatore ed affascinante guascone dall'accento cockney, c'è quella strascicata e lagnosa di Ron, il "brutto anatroccolo" della famiglia nonché l'unico gangster che abbia mai visto al cinema pronto a dichiararsi orgogliosamente gay (o, meglio, bisessuale, come raccontano le cronache dell'epoca). Accanto a Hardy c'è uno stuolo di ottimi caratteristi che paiono essere stati tirati fuori dritti dalla mala londinese di quell'epoca e sono anche abbastanza viscidi da rafforzare il senso di istintivo disgusto provato da Frances davanti a Ron (vedere i suoi due lacché/amanti per credere), oltre a due attori come Emily Browning e David Thewlis, ingaggiati per interpretare due ruoli molto importanti. La Browning mi è sempre molto piaciuta come attrice ma ultimamente veniva chiamata solo per parti da mollusco addormentato, mentre in Legend riesce a tirare fuori tutta la sua bravura e a reggere il confronto con le adorabili, sfortunate mogli di gangster scorsesiani, condannate ad un tristissimo destino; David Thewlis invece, dopo essersi fissato nella mia memoria come dolce professor Lupin, si è fortunatamente riciclato come favoloso interprete di personaggi dalla dubbia moralità e sta diventando uno degli attori che più apprezzo sul grande schermo. Legend è anche curatissimo dal punto di vista della colonna sonora, che inanella una serie di brani d'epoca che riprendono furbescamente il tema di ogni sequenza che accompagnano, rendendo così le immagini ancora più piene di significato. Detto questo, se vi piace il genere non potete assolutamente perdere Legend: vi consiglio solo di recuperarlo in lingua originale, anche perché i dialoghi portano un paio di commoventi esempi di "rhyming slang" inglese che rischiano di perdersi nell'edizione italiana.


Di Tom Hardy (Reggie e Ron Kray), Christopher Eccleston (Nipper Read), Emily Browning (Frances Shea), David Thewlis (Leslie Payne), Chazz Palminteri (Angelo Bruno) e Paul Bettany (Charlie Richardson) ho già parlato ai rispettivi link.

Brian Helgeland è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Payback - La rivincita di Porter, Il destino di un cavaliere e un episodio della serie Racconti di mezzanotte. Anche produttore e attore, ha 55 anni e nel 1998 ha vinto un'Oscar per la sceneggiatura di L.A. Confidential.


Se Legend vi fosse piaciuto recuperate Quei bravi ragazzi, Black Mass - L'ultimo gangster, Lock & Stock -  Pazzi scatenati, Snatch - Lo strappo e The Krays - I corvi (anche se non l'ho mai visto è comunque una biografia dei fratelli Kray). ENJOY!

10 commenti:

  1. Io non amo il genere gangster quanto te, però l'ho trovo un film niente male. Non originalissimo, però visto rigorosamente in English possiede un fascino made in Britain non da poco.

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    1. E poi Tom Hardy qui spacca veramente! :D

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  2. Non so, ho sentimenti contrastanti per questo film. Pure io amo i gangster e Tom Hardy mi piace molto, e qui sembra fare una delle parti della vita, ma qualcosa mi dice che è meglio lasciar perdere...

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    1. Fidati, non lasciare perdere e dagliela una chance!!

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  3. Purtroppo non l'ho potuto ancora vedere. Quando stavamo andando al cinema, la macchina ha avuto un guasto prima di partire. Pazienza, lo recupererò appena posso.

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    1. Forse è andata bene così, non so in italiano quanto possa perdere in termini di resa!

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  4. Il trailer mi ispirava, ma i film di gangster tendono a piacermi più in teoria che in pratica.

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    1. Se non ti fanno impazzire forse eviterei, è un po' lunghetto :)

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  5. Io non amo il genere invece, ma amo Hardy, e questo ancora mi manca ma prima o poi lo recupererò a prescindere, anche solo per sentire Tom parlare.

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    1. Beh, se ti piace Hardy qui è doppio e doppiamente bravo quindi recupera!! :D

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